I sette Quadranti di Agatha Christie (2026). Una breve indagine

Recensione, trama e cast de I sette quadranti di Agatha Christie (2026), miniserie targata Netflix che riprende il celebre libro di Agatha Christie

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I sette Quadranti di Agatha Christie - Mia McKenna - Bruce Casting Announcement. Crediti: Lloyd Pursall, Copyright: Netflix
I sette Quadranti di Agatha Christie – Mia McKenna – Bruce Casting Announcement. Crediti: Lloyd Pursall, Copyright: Netflix

Trailer di “I sette Quadranti di Agatha Christie”

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

I sette quadranti di Agatha Christie riprende il libro della famosa scrittrice britannica e lo adatta trasformandolo in una miniserie TV. Il prodotto vede come protagonisti gli stessi personaggi del libro, e parla di una serie di misteriosi omicidi che avvengono nell’Inghilterra del secolo scorso. Ciò rende la serie un giallo classico, dove c’è un caso che deve essere risolto dalla persona più intraprendente sulla piazza, in questa occasione, è Eileen Brent, detta “Bundle”. Il soggetto è di Agatha Christie, ma l’ideatore è Chris Chibnall, sceneggiatore e produttore televisivo britannico attivo nel campo sin dagli anni ’70. Chibnall non è molto noto al pubblico italiano, ma è un nome noto in patria per aver lavorato a produzioni del calibro di Camelot e Doctor Who.

Il cast è composto da attori britannici molto apprezzati, come Mia McKenna Bruce, Helena Bonham Carter, Martin Freeman e Ian Glen.

La serie è stata distribuita da Netflix, ed è disponibile alla visione dal 15 gennaio 2026.

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Trama di “I sette Quadranti di Agatha Christie”

Nell’Inghilterra del 1925, al termine di un sontuoso ricevimento organizzato dai coniugi Coote, alcuni ospiti vanno a dormire. Il mattino seguente, il maggiordomo della famiglia Caterham scopre che uno degli ospiti è morto nel suo letto. Si tratta del giovane Gerry Wade. Scossa dall’evento, Eileen Caterham non crede al fatto che Gerry sia morto per suicidio. Inizia ad indagare per scoprire se c’è qualcosa sotto.

Recensione di “I sette Quadranti di Agatha Christie”

Quando si tratta di adattare un libro di Agatha Christie per la TV o per il cinema, non è mai semplice, ma funziona sempre. Funziona perché Agatha Christie cattura l’attenzione dei lettori da generazioni, quindi, quando si associa il suo nome a qualcosa, il successo è garantito. In questo caso, si parte subito bene già dalla pre-produzione, poiché Netflix decide di assegnare l’onere di ideare la serie a Chris Chibnall, sceneggiatore britannico che ha già lavorato a progetti noti e di successo nel campo televisivo. In più, la serie gode di un cast di attori britannici, quindi coinvolti pienamente nel progetto e dediti a rispettare l’opera della famosa scrittrice. La serie di per sé è intrigante e affascinante già dalle prime sequenze: se all’inizio ci si può sentire confusi a causa dello svolgimento delle prime azioni in Spagna, successivamente è facile fare un quadro più completo. Lo spettatore rimane facilmente coinvolto dallo sfarzo della dimora di Lady Caterham, dai costumi raffinati e dalle ambientazioni. Tramite poche semplici manovre narrative, ci si trova già nell’epicentro dei fatti: muore un giovane che è innamorato della protagonista. Grazie a questo espediente, da non considerare spoiler perché accade quasi subito, è facile incuriosire lo spettatore, colpirlo nel vivo.

I sette quadranti di Agatha Christie procede in modo altalenante: se da una parte coinvolge emotivamente lo spettatore, dall’altra aggiunge qualche informazione che allunga inutilmente la vicenda. È doveroso aggiungere informazioni, specialmente se si tratta di un giallo, quindi di dettagli che riguardano un caso, ma è bene farlo in modo pulito, dando sempre l’impressione che ci sia altro da scoprire. Nella serie succede raramente, è come se si tornasse al punto di partenza, non c’è mai un vero e proprio salto di qualità nelle indagini, tutto è concentrato nel finale che risolve ogni cosa. La stagione è altalenante, dà allo spettatore ciò che vuole, ma non fino in fondo. Forse è dovuto alla formula della miniserie: troppo poco tempo per esplorare piste aggiuntive. Sicuramente è interessante vedere come vengono svolte le indagini, la natura stessa di esse è ben impostata, ma sarebbe stato maggiormente utile analizzare molteplici piste attraverso diversi indizi. Invece, la risoluzione arriva come un fulmine a ciel sereno. Il colpevole viene incastrato in modo un po’ anonimo. Qui è facile agganciarsi all’organizzazione non sempre lucida dei personaggi. Troviamo un cast ottimo, con diversi attori fenomenali che partecipano alla serie, ma non accade in maniera attiva. Alcuni personaggi, come Lady Caterham, Battle o Jimmy risultano davvero superficiali, ottimi solo come spalle o comparse, viene lasciato troppo spazio alla protagonista, privando lo spettatore di una maggior conoscenza circa gli altri personaggi. Di conseguenza, anche gli interpreti vengono gestiti in modo neutro. Il casting è perfetto, la gestione un po’ meno.

La regia è un elemento più che positivo. Il regista, Chris Sweeney, è abile nell’utilizzare la camera come un occhio aggiuntivo, in diverse scene, essa si sostituisce allo sguardo del pubblico, introducendo le scene in modo coinvolgente. In altre occasioni invece, la regia è protagonista di inquadrature esteticamente ineccepibili, con riprese dall’alto e campi lunghi quasi cinematografici.

I sette quadranti di Agatha Christie è una miniserie notevole, che sfrutta il nome della scrittrice per creare un’attesa che rispecchia le ambizioni. Purtroppo non riesce ad essere convincente al 100%, ma è una serie assolutamente godibile che merita una chance.

In conclusione

I sette quadranti di Agatha Christie è una miniserie intrigante, ma ha un animo altalenante, perché non riesce a creare una storia che abbia un lavoro serrato sulle indagini. Incuriosisce immediatamente lo spettatore grazie ad elementi emotivi, ma la risoluzione arriva in modo freddo e frettoloso. Anche i personaggi sono gestiti in modo neutro, relegando il 90% del cast a ruoli secondari che non ravvivano quasi mai la situazione, viene lasciato tutto sulle spalle della giovane protagonista. Lodevoli gli elementi tecnici come la regia, i costumi e la scelta delle ambientazioni.

Note positive

  • Cast
  • Regia
  • Costumi
  • Ambientazioni

Note negative

  • Sviluppo altalenante della storia
  • Gestione dei personaggi

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Review Overview
Regia
Fotografia
Sceneggiatura
Colonna sonora e sonoro
Interpretazioni
Emozione
SUMMARY
3.5
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Francesco Lesti
Francesco Lesti

Laureato presso il DAMS di Roma Tre. Sono appassionato di cinema da quando ne ho memoria, ma non smetto mai di cercare nuovi film e nuove storie da amare.