
La coppia quasi perfetta
Titolo originale: The One
Anno: 2021
Paese: Regno Unito
Genere: Drammatico, Fantascienza, Crime
Produzione: Urban Myth Films, StudioCanal
Distribuzione: Netflix
Ideatore: Howard Overman
Stagione: 1
Puntate: 8
Regia: Jeremy Lovering, Catherine Morshead, Brady Hood
Sceneggiatura: Howard Overman
Fotografia: Ruairí O’Brien, Anna Patarakina, Daniel Atherton
Montaggio: Justin Krish, Ben Whitehead, Anna Dick
Musica: Ian Arber, Dave Rowntree
Attori: Hannah Ware, Stephen Campbell Moore, Lois Chimimba, Eric Kofi-Abrefa, Dimitri Leonidas, Diarmaid Murtagh, Zoë Tapper, Gregg Chillin, Pallavi Sharda, Amir El-Masry, Wilf Scolding
Trailer di “La coppia quasi perfetta”
Informazioni sulla stagione e dove vederla in streaming
La coppia quasi perfetta è una serie TV tratta dal romanzo omonimo (The One in inglese) del giornalista e scrittore britannico John Marrs, pubblicato in Italia nel 2018.
Questo prodotto targato Netflix è creato e scritto dallo sceneggiatore britannico Howard Overman, ideatore di serie tv come Misfits (vincitrice di un BAFTA), Vexed e Future Man. La sua società di produzione Urban Myth Films, in associazione con Studio Canal, sono le responsabili della produzione di La coppia quasi perfetta che ha debuttato sul gigante dello streaming il 12 marzo 2021.
“Quando avevo un compagno, e non ne ho avuto tanti, mi domandavo se ci fosse qualcun altro, là fuori, di migliore, di più adatto a me. Iniziavo una storia e mi sembrava di tirare un dado. Usciva… un tre. A volte un quattro, se ero fortunata. Meritiamo un sei, no? Meritiamo la favola. Nessuno deve più accontentarsi. Ho lanciato il dado. Tutti meritiamo un sei.”
Rebecca Webb (Hannah Ware) Cit. La coppia quasi perfetta
Trama di “La coppia quasi perfetta”
“La coppia quasi perfetta” è ambientata cinque minuti nel futuro, in un mondo in cui un test del DNA permette di trovare il partner perfetto—l’unica persona di cui ci si può innamorare perdutamente grazie a una predisposizione genetica. Anche se le persone possono essere felici in amore, chi tra noi può affermare con assoluta certezza di non aver mai pensato alla possibilità di trovare di meglio? E se bastasse un semplice campione di capelli per farlo? L’idea è semplice, ma le sue implicazioni sono esplosive. Il modo in cui si concepisce l’amore e le relazioni cambierà per sempre.
Recensione di “La coppia quasi perfetta”
“L’istinto di sopravvivenza è molto forte. Messi alle strette, facciamo di tutto per sopravvivere.”
Rebecca Webb (Hannah Ware) Cit. La coppia quasi perfetta
L’amore è uno dei temi più ricorrenti in film e serie TV, al punto che, ormai, per renderlo interessante bisogna essere veramente creativi, costruendo una trama avvincente e sviluppandolo all’interno di un genere inusuale per questo tipo di storie.
Su questa scia si inserisce “La coppia quasi perfetta”, serie TV basata sul bestseller di John Marrs e creata dal britannico Howard Overman, noto soprattutto per aver ideato la serie “Misfits”, vincitrice di un BAFTA.
“The One”, come viene chiamata nella versione inglese, parte da una premessa intrigante, che, nella sua originalità, richiama altre recenti serie TV, come la francese “Osmosis” (Netflix) e la statunitense “Soulmates” (AMC): e se fosse possibile trovare il partner ideale attraverso un test del DNA?
Già da qui si può intuire che si tratta di una serie di fantascienza, ed è vero, ma il genere viene utilizzato più come cornice di un conflitto centrale drammatico, che segue una struttura narrativa più vicina al crime. I tre generi si intrecciano per esplorare la complessità dell’amore, le dinamiche di coppia, ma soprattutto l’avidità e l’ambizione sfrenata, incarnate nel personaggio di Rebecca Webb (Hannah Ware—“The First”, “Betrayal”, “Boss”), che, paradossalmente, risultano più forti dello stesso amore.
Rebecca è la CEO ambiziosa e impulsiva di The One, un’azienda scientifica e tecnologica che ha sviluppato un test del DNA in grado di identificare la vera anima gemella di ogni individuo—l’unica persona di cui si può innamorare perdutamente. È sufficiente una ciocca di capelli per avviare la ricerca del partner perfetto, ridefinendo la concezione dell’amore come un fattore genetico, calcolato, logico e ben delimitato.
Ambientata nella Londra del futuro, questa serie TV va oltre il funzionamento e le conseguenze sociali e di coppia derivanti dagli abbinamenti genetici, che restano filoni narrativi secondari. Il conflitto centrale della storia risiede nella misteriosa origine del business che Rebecca sembra proteggere a tutti i costi, sia dal governo, sia dai suoi colleghi e dalla stessa polizia.
Qui entrano in gioco altri personaggi chiave, tra cui il co-fondatore di The One, James Whiting (Dimitri Leonidas—“Riviera”, “Centurion”, “The Monuments Men”), l’amico innamorato di Rebecca, Ben Naser (Amir El-Masry—“Star Wars: Episode IX – The Rise of Skywalker“, “Jack Ryan”, “The Night Manager”) e l’ispettrice Kate Saunders (Zoë Tapper—“Mr. Selfridge”, “Survivors”, “Twenty Thousand Streets Under the Sky”), chiara antagonista di Rebecca.
Il test del DNA creato da The One—il “Cupido” di questa storia—diventa il filo conduttore di “La coppia quasi perfetta”, con l’intento altruista di offrire una soluzione alle sofferenze del cuore e di evitare la perdita di tempo con la persona sbagliata. Tuttavia, il test porta con sé un profondo scompiglio sociale, generando relazioni in crisi e migliaia di divorzi. Allo stesso tempo, si trasforma in una macchina per alimentare l’ambizione e l’avidità di Rebecca, fino a diventare il suo peggior incubo. Pur offrendo un nuovo punto di vista sull’amore, legato alla genetica, la serie confronta le diverse sfumature del sentimento, incarnate nei rapporti dei personaggi, aprendo un dibattito su cosa sia veramente l’amore—quel sentimento che tutti desideriamo provare e di cui abbiamo irrimediabilmente bisogno.
Il “match” narrativo a volte deludente
A differenza dell’amore folle, cieco e automatico che provano le anime gemelle sin dal primo incontro, non accade lo stesso tra lo spettatore e “La coppia quasi perfetta”.
Anzi, la serie potrebbe essere paragonata a un amore di coppia più realistico, in cui non tutto è perfetto, ma alcuni elementi positivi hanno comunque più peso nella scelta di restare insieme. In questo senso, la nuova serie britannica di Netflix riesce a mantenere vivo l’interesse dello spettatore, senza però ambire troppo a livello narrativo. Da un lato, Howard Overman raggiunge un buon traguardo nell’adattamento del romanzo, costruendo una sceneggiatura che mescola dramma, fantascienza e crime, con un ritmo intenso e ben calibrato.
La forza della narrazione risiede principalmente nel conflitto centrale, arricchito da numerose sottotrame—legate soprattutto alla tematica fantascientifica del test del DNA—e da scene ben delimitate, dosate con precisione temporale e funzionali allo sviluppo della storia. Tuttavia, per quanto gli snodi narrativi risultino ben collegati e contribuiscano al match narrativo, la serie riesce a intrattenere ma non a stupire veramente chi la guarda.
A tutto questo si aggiunge la diversità di personaggi, che, con le loro personalità e obiettivi, si intrecciano in una successione di rivelazioni, contribuendo a creare un’atmosfera di tensione.
Un elemento che non sarebbe possibile senza un buon cast, e in questo caso non manca. A distinguersi, tra gli altri, è la potente interpretazione della britannica Hannah Ware, che dà vita all’astuta, manipolatrice e ambiziosa Rebecca Webb.
Va sottolineato che la regia, pur non particolarmente sofisticata nei movimenti di macchina e nelle inquadrature, riesce a rafforzare il ritmo già concepito in fase di scrittura, proprio come fa la fotografia, funzionale nella scelta dei colori e dell’illuminazione.
Entrambe vengono abbinate a una colonna sonora tesa e drammatica, contribuendo a esaltare i momenti di suspense e commozione della serie, coinvolgendo lo spettatore.
Nonostante ciò, la serie fa onore al suo nome: “quasi perfetta”. Il fascino della trama viene in parte oscurato da azioni deboli, riviste e poco convincente, oltre che da dialoghi scontati che, pur senza compromettere del tutto il risultato, impediscono alla serie di raggiungere una qualità creativa superiore.
Per chi ha aspettative più alte, “La coppia quasi perfetta” trascura anche questioni essenziali, come il passato di Rebecca prima di fondare The One—un elemento fondamentale per comprendere una donna dalla corazza impenetrabile, che ama più se stessa che gli altri, arrivando a livelli mortali.
Anche l’inizio prevedibile e la progressione piuttosto scontata del conflitto principale (dal quarto episodio in poi) rappresentano aspetti che avrebbero potuto essere sviluppati meglio.
Con una chiusura tipica di una struttura narrativa circolare (finisce con l’inizio), l’ultimo episodio lascia aperti sia il conflitto principale che alcune sottotrame (come quella di Mark e Hannah, e di Kate e Sophia). Sebbene non vi sia ancora conferma ufficiale di una seconda stagione, lo spunto per proseguirla è sicuramente presente.
In conclusione
“La coppia quasi perfetta” offre dunque un’esperienza che oscilla tra amore e odio. Non è una serie indimenticabile, ma propone una trama interessante, una sceneggiatura dal buon ritmo e personaggi efficaci—perfetta per chi cerca una storia in grado di intrattenere senza troppe pretese. Un elemento da considerare, che potrebbe valere il voto di fiducia, nonostante i dettagli meno convincenti. Perché, in fondo, neanche le anime gemelle sfuggono ai difetti.
“Incontri la tua anima gemella e ti sembra di conoscerla di già. La voce, il portamento, l’odore, il sapore dei suoi baci. L’unico vero amore.”
Rebecca Webb (Hannah Ware) Cit. La coppia quasi perfetta
Note positive
- Sviluppo della storia tramite una sceneggiatura movimentata che mantiene un ritmo costante, dettato da scene ben delimitate in quanto a tempo e argomento legato al conflitto principale della serie.
- Cast, soprattutto Hannah Ware nei panni di Rebecca Webb.
Note negative
- Alcune situazioni poco credibili e narrativamente deboli che anche se non rovinano la serie, gli restano sicuramente un po’ del fascino che ha in essenza.
- Il passato di Rebecca Webb non viene molto sviluppato, il che rende impossibile comprendere il perché lei sia diventata una donna così ambiziosa ed egoista.
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3.9
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