John Scalzi parla dell’episodio Three Robots: Exit Strategies di Love, Death + Robots volume 3

Sin dal suo debutto nel 2019, Love, Death + Robots si è dimostrata una serie coraggiosa in grado di sovvertire le aspettative dei telespettatori sia a livello narrativo sia per quanto concerne l’animazione (il punto forte dello show). La terza stagione compie un passo in avanti, facendo qualcosa di completamente inaspettato e che potrebbe segnare profondamente lo show: un sequel. L’episodio 3×07 “Three Robots: Exit Strategies” dà nuovamente il benvenuto a K-VRC, XBOT 4000 e 11-45-G, il trio di droidi curiosi al centro dell’episodio, acclamato dalla critica, 1×02 “Three Robots”. In questa storia i tre robot indagano sulla causa della fine del mondo (umano).

L’episodio Three Robots: Exit Strategies viene reso disponibile il 19 maggio 2022 su Netflix mentre l’intera serie esce il giorno dopo, il 20, sulla piattaforma streaming.

Proprio come qualsiasi archeologo, umano, robot o altro, si basano su informazioni che nella migliore delle ipotesi sono frammentarie; e devono fare supposizioni, devono indovinare e, a volte, le ottengono selvaggiamente errate. Quando lo fanno, si spera, è divertente

Lo scrittore di di “Exit Strategies” John Scalzi. “

Mentre l’episodio originale “Three Robots” era basato su un racconto di Scalzi, l’acclamato autore di fantascienza della serie best-seller Old Man’s War e di Redshirts, vincitrici del premio Hugo, questa volta ha scritto anche la sceneggiatura: in concomitanza con un racconto. In vista del debutto della terza stagione di Love, Death + Robots , Scalzi ha parlato della rivisitazione di questi personaggi, del motivo per cui ha voluto scrivere la sceneggiatura e dell’esperienza sorprendente che lo ha aiutato a prepararlo per il processo di collaborazione.

Come ci si sente a tornare su questi personaggi?

Per me, la cosa grandiosa è che ho scritto i personaggi perché, anni fa, una mia amica ha insistito affinché non contribuissi alla sua antologia, Robots Vs. Fate. La storia l’ho scritta in un ora circa, la cosa curiosa è che un racconto che ho scritto per impedire che la mia amica continuasse a infastidirmi ha ottenuto un enorme popolarità e vita propria, prima nel libro e poi nella prima stagione. Ora è diventato l’unico episodio con un suo sequel e la cosa mi stuzzica e mi eccita perché più sto con quei personaggi, più li amo.

L’episodio riesce a porre dei temi, senza essere pesante. È una linea di cui sei consapevole di avere incamminato?

Oh, assolutamente. Questa è la cosa di cui sono molto consapevole nella mia fantascienza in generale. Il tuo primo lavoro è intrattenere le persone. Se sono consapevoli che sto arrivando con un punto con la P maiuscola, immediatamente si alzano un mucchio di muri. Il mio interesse è meno nel dare lezioni alle persone e più nel farlì divertire e poi una volta che escono dalla porta possono pensare alle cose che hanno visto.

Love, Death & Robots Volume 3. Cr. COURTESY OF NETFLIX © 2022
Love, Death & Robots: Volume 3. Cr. COURTESY OF NETFLIX © 2022

Con il primo “Three Robots”, Philip Gelatt ha adattato il tuo racconto, ma qui hai scritto entrambi, giusto?

Sono stati scritti in tandem. Perché il [produttore esecutivo] Tim Miller ha detto: “Possiamo avere un sequel?” Quindi ho proposto un trattamento, poi ho scritto una sceneggiatura, quindi ho scritto un racconto che era più nello stile della storia originale. È stato interessante presentare questa storia su diversi media. Avere la versione animata originale mi ha dato una solida base su come volevo che le personalità di quei personaggi procedessero. XBOT 4000 è massiccio ma nevrotico. K-VRC è entusiasta, ma non è il ragazzo più intelligente del quartiere. E poi 11-45-G è fondamentalmente Daria, dalla serie televisiva di MTV Daria. Solo completamente impassibile e la più intelligente del gruppo. Il solo fatto di avere quel mix di personaggi ha reso molto più facile tornare e dire: “In che tipo di scenari li inserirai?” Sappiamo che il format deve essere sostanzialmente: “Siamo alla fine dei giorni dell’umanità”.

Come hai trovato il processo collaborativo di adattamento del tuo lavoro?

Posso capire perché a molti romanzieri non piace. La buona notizia per me è stata che prima che diventassi un romanziere, uno scrittore di racconti, o un giornalista, c’è stato un periodo in cui stavo facendo molta consulenza aziendale. E questo consisteva nell’entrare e dire: “Di cosa hai bisogno? Come ne hai bisogno? Lasciamelo fare. Quali sono i tuoi appunti?” Quindi, stranamente, l’America aziendale è stata molto più utile per me, in termini di gestione del processo di produzione cinematografica collaborativa, rispetto alla finzione. Questo non vuol dire che ho accettato ogni singola nota. Ho discusso con Tim avanti e indietro. E una delle grandi cose di Tim, in particolare, è che puoi dirgli: “No, penso che questa sia una stronzata, ed ecco la mia lista dei 10 motivi”. E lui li ascolta davvero. A volte ti risponde “Ti sbagli,

In termini di comunità di fantascienza, come pensi che Love, Death + Robots nel suo insieme sia percepito e valutato?

L’ uscita di Love, Death + Robots ha ottenuto molte discussioni sia nella comunità di fantascienza sia in quella cinematografica e televisiva; ciò è stato molto gratificante. Non era un sasso gettato nell’oceano che sprofonda con appena un’increspatura. È stato un grande fottuto tuffo.

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