
La leggenda di Al, John e Jack
Titolo originale: La leggenda di Al, John e Jack
Anno: 2002
Paese di Produzione: Italia
Genere: commedia
Casa di produzione: Medusa Film, Agidi
Distribuzione: Medusa Film
Durata: 105 min
Regia: Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti, Massimo Venier
Sceneggiatura: Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti, Massimo Venier, Paolo Cananzi, Walter Fontana,
Montaggio: Claudio Cormio
Fotografia: Arnaldo Catinari
Scenografia: Gian Maria Cau, Eleonora Ponzoni, Dina Varano
Musica: Andrea Guerra
Attori: Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti, Antonio Catania, Giovanni Esposito, Frank Crudele, Giovanni Cacioppo, Silvana Fallisi, Ivano Marescotti, Lucia Guzzardi, Giorgio Centamore
Trailer del film La leggenda di Al, John e Jack (2002)
Informazioni sul film
La leggenda di Al, John e Jack è un film comico del 2002, diretto da Aldo, Giovanni e Giacomo insieme a Massimo Venier. Con questo quarto film il trio comico ha dato un taglio netto al loro stile mostrato sul grande schermo fino a quel momento. Dopo la cosiddetta “trilogia del trio” (Tre uomini e una gamba, Così è la vita e Chiedimi se sono felice), dove si rappresentavano scene reali di vita vissuta, Aldo, Giovanni e Giacomo decidono di sperimentare con una pellicola comica – parodistica all’italiana del genere gangster, genere tanto amato dallo stesso trio.

Ti sembro scontento Johnny? Minchia, Carabbaggio
Jack – La leggenda di Al, John e Jack (2002)
Trama La leggenda di Al, John e Jack
New York, 1959. Un famoso boss ha commissionato a tre gangster l’eliminazione di un certo Frankie. I tre però sono tipi decisamente curiosi e come se non bastasse uno di loro, Al, in seguito ad un avvenimento traumatico ha perso anche la memoria. I suoi due colleghi di avventure sono John e Jack, che ricostruiscono per l’amico smemorato le rocambolesche circostanze che li costringono a nascondersi dal boss. A questo punto i tre inventano un piano per cambiare la loro sorte e l’avventura diventa leggenda: la leggenda di Al, John e Jack.

Johnny, a te te lo devono dare il premio Nobel per la mafia, e se non te lo danno è perché è tutto un magna magna.
Jack – La leggenda di Al, John e Jack (2002)
Recensione La leggenda di Al, John e Jack
Dopo una trilogia di film incentrata su argomenti come l’amore, l’amicizia e il viaggio il trio comico italiano vuole dare una svolta al proprio stile cinematografico, portando sul grande schermo una commedia gangster all’italiana, riprendendo quei prologhi già visti negli incipit di “Tre uomini e una gamba” e “Così è la vita” e quei personaggi come Al, John e Jack che divengono per la prima volta protagonisti di un vero e proprio lungometraggio.
Il film segue Al, John e Jack, tre gangster un po’ imbranati al soldo del boss mafioso Sam Genovese. Dopo un incarico apparentemente semplice, una violenta scossa fa perdere la memoria ad Al, portando John e Jack a cercare disperatamente di far ricordare all’amico i dettagli essenziali per portare a termine la missione. Da questo incidente scaturiscono una serie di eventi comici che coinvolgono i tre in un’escalation di disavventure.
Il film gangster che non ti aspetti
La leggenda di Al John e Jack mostra un umorismo completamente divergente da quello dei loro lavori precedenti. Perché se nei primi tre film si andava a parare più su un umorismo che si basava su situazioni reali anche se al limite del surreale, in questo film invece si ha un umorismo surreale ma sopra le righe, che li avvicina alle classiche parodie americane senza però entrare nel contesto demenziale e pieno di volgarità come avviene oltre oceano. Inoltre, il contesto di una New York anni ’50 viene ricreato fedelmente ma sempre con tocchi di surrealismo e parodia, richiamando alla mente gli elementi classici dei film di mafia ma senza mai prendersi troppo sul serio.
L’ambientazione newyorkese anni ’50 è riprodotta in modo volutamente caricaturale, enfatizzando elementi iconici come abiti e scenografie che richiamano l’estetica dei film di mafia. La parodia è sempre presente, anche nella messa in scena: l’obiettivo non è certo il realismo, ma piuttosto creare uno sfondo per le gag che possa richiamare gli spettatori ai classici del genere mafioso. Dalle scenografie, i costumi e gli stessi personaggi sono una grande caricatura del film del genere e la loro comicità riesci a sposarsi bene anche in questa situazione.
Tre personaggi indimenticabili come Al, John e Jack
Uno dei punti forti del film è sicuramente l’interpretazione del trio comico su rispettivi personaggi gangster. Al, interpretato da Aldo Baglio, è quello equilibrato del gruppo, mentre Giovanni Storti nei panni di John adotta un atteggiamento più serio, cercando (invano) di mantenere l’ordine nelle situazioni. Mentre Jack (il più riuscito anche nella interpretazione), interpretato da Giacomo Poretti, è il più ingenuo e sbadato del gruppo, che con le sue azioni se finisce spesso per complicare ulteriormente le cose. La chimica tra i tre è evidente e rappresenta il cuore pulsante del film, compensando in parte una sceneggiatura forse troppo complicata.
Un esperimento riuscito?
Il film è stato realizzato con l’intenzione di portare avanti un tipo di comicità che richiama quella del cinema slapstick americano, ma adattata allo stile di Aldo, Giovanni e Giacomo. La struttura del film comunque, in alcuni momenti episodica, si adatti bene alle gag del trio. Tuttavia, l’umorismo, seppur efficace, risente di un ritmo che a tratti sembra rallentare, rischiando di interrompere l’immersione nella storia. Il fatto che appunto la narrazione sia più episodica invece che una storia coesa e lineare, appesantisce leggermente la narrazione che con la sua durata che supera le due ore, potrebbe non riuscire sempre a tenre alta l’attenzione dello spettatore. Gli skatch si amalgamano bene con lo stile del trio, lo abbiamo già fatto notare precedentemente, ma qualche situazione potrebbe risultare più prevedibile e meno incisiva.
Nonostante le buone premesse però la storia potrebbe risultare un po’ banale rispetto ai lavori precedenti, benché possieda un finale altamente inaspettato, mostrando come la storia de La leggenda di Al John e Jack non sia altro che un mero pretesto per assecondare le varie scenette comiche che si susseguiranno, scene che comunque non vanno mai fuori tempo e che fanno sorridere lo spettatore.

In conclusione
La leggenda di Al, John e Jack (2002) è una commedia sulla carta ambiziosa ma che purtroppo non riesce a sfruttare a pieno il suo potenziale, mettendo comunque in scena il classico carisma e la chimica di Aldo, Giovanni e Giacomo. Pur non essendo considerato il miglior lavoro del trio, il film offre momenti di comicità genuina e alcune scene memorabili, riuscendo a intrattenere soprattutto i fan affezionati. L’assenza di una trama forte e un ritmo a tratti irregolare sono difetti evidenti, ma non impediscono al film di essere un’esperienza piacevole, soprattutto per chi ama il particolare stile comico di Aldo, Giovanni e Giacomo.
E Al c’ha ragione! Perché non c’abbiamo pensato? Perché non entriamo direttamente dalla porta? E magari ci presentiamo con dei sandwich, delle birrette, chiamiamo pure una fanfara, suoniamo le trombe, spariamo per aria! E che credi, che se si poteva entrare dalla porta io e lui non ci pensavamo?! Che siamo, due cretini, io e lui?! È arrivato Sherlock Holmes, è arrivato!
Jack – La leggenda di Al, John e Jack (2002)
Aspetti Positivi:
- Sebbene caricaturale, l’ambientazione anni ’50 contribuisce a creare un’atmosfera che richiama i classici film noir e gangster, offrendo uno sfondo divertente alle disavventure dei personagg
- La dinamica tra i tre comici è il punto di forza indiscusso del film. La loro interpretazione riesce a strappare risate proprio grazie alla familiarità con i personaggi e all’alchimia consolidata del trio
- Il film riesce a ironizzare sugli stereotipi dei gangster e sulla cultura mafiosa italo-americana, inserendo personaggi maldestri in un contesto “serio”. Questo contrasto è efficace e porta con sé molti momenti divertenti
- Il coraggio di sperimentare pur non discostandosi molto dal loro stile. Il film rappresenta un tentativo di esplorare una nuova ambientazione e narrazione, lontana dalle commedie romantiche dei primi film
Aspetti Negativi:
- La storia si sviluppa come una sequenza di gag, mentre la sceneggiatura non riesce a reggere una trama coesa. Questa struttura episodica finisce per rendere il film frammentato e a tratti prevedibile
- La durata del film forse è eccessiva per una commedia leggera, il che rallenta il ritmo e diluisce l’efficacia delle gag. Questo rende alcuni momenti statici, appesantendo l’esperienza visiva
- Il paragone con i lavori precedenti è inevitabile e La leggenda di Al, John e Jack purtroppo perde un po’ su tutto


