L’esorcismo di Hannah Grace (2018): una notte in obitorio

L'esorcismo di Hannah Grace locandina

L’esorcismo di Hannah Grace

Titolo originale:The Possession of Hannah Grace  

Anno: 2018

Paese di produzione: Stati Uniti d’America

Genere: Horror

Produzione: Screen Gems, Broken Road Productions

Distribuzione: Sony Pictures Entertainment Italia

Durata: 86 minuti

Regia: Diederik Van Rooijen

Sceneggiatura: Brian Sieve

Montaggio: Stanley Kolk, Jake York

Direttore della fotografia: Lennert Hillege

Musica: John Frizzell

Attori: Shay Mitchell, Grey Damon, Kirby Johnson, Nick Thune, Stana Katic, Louis Herthum, Jacob Ming-Trent, Maximillian McNamara, James A. Watson Jr.

Trailer de L’esorcismo di Hannah Grace

Trama de L’esorcismo di Hannah Grace

Una ragazza, Megan Reed, lavora in un obitorio come turnista di notte. Durante le ore notturne giunge in ospedale una salma di una ragazza. Aiutata dal portantino, Megan la sistema sul tavolo per iniziare la schedatura e riporre poi il corpo mal ridotto. La ragazza deceduta è Hannah Grace, vittima di un esorcismo non riuscito. La forza demoniaca è ancora dentro di lei e si accanirà contro Megan e chiunque ostacoli il suo cammino.

Recensione de L’esorcismo di Hannah Grace

Avete mai immaginato di trovarvi da soli in un obitorio, di notte, ad analizzare e schedare cadaveri? Se l’avete fatto non vorreste mai che accadesse. L’esorcismo di Hannah Grace diretto da Diederik Van Rooijen, uscito nelle sale statunitensi il 30 novembre 2018 e in quelle italiane il 31 gennaio 2019, racconta proprio di questo. Una concatenazione di eventi che degenera e travolge tutto ciò che incontra. Un ambiente freddo, asettico, inquietante e vuoto, in cui il silenzio fa mille rumori e tutti i singoli cigolii o fruscii diventano la paura più grande.

Tutto ha inizio con la salma di una ragazza giunta in condizioni terrificanti. Le luci oscillano, i macchinari si guastano. Di lì a poco, il corpo di Hannah Grace dà segni di vita che tramutano il luogo in un inferno. La causa scatenante è un esorcismo andato male. Un demone potente che ha deformato la giovane e obbligato suo padre a soffocarla, affinché l’ira diabolica cessasse. Ma tutto invano, poiché l’entità maligna è ancora dentro Hannah. Al centro della situazione si trova la turnista di notte, Megan, che con i suoi problemi alle spalle viene presa di mira e costretta ad affrontare un vero e proprio incubo: morti atroci sono dietro l’angolo.

La complessità nel realizzare un film horror risiede nel coinvolgere lo spettatore a 360 gradi, ipnotizzando la sua attenzione, avvolgendogli l’udito, la vista e scuotendolo al momento opportuno. Solo poche pellicole riescono in questo e molte, come ad esempio Slender Man (di Sylvain White, 2018), risultano noiose, lente e prive di tensione, per di più sguarnite di una sceneggiatura adeguata.

L’esorcismo di Hannah Grace, nonostante i suoi difetti, invece è capace di mantenere viva la curiosità, suscitando apprensione e paura in parecchie scene. L’horror di Diederik Van Rooijen coinvolge e spaventa, i suoni si adeguano ai momenti di suspense rendendoli minacciosi e inquietanti. La regia da parte sua evita i temporeggiamenti e punta a far entrare la narrazione subito nel vivo con inquadrature enfatizzanti la possessione, il lato malefico e la spaventosità del corpo che si aggira nell’obitorio mietendo vittime. A questo proposito si riscontrano delle attinenze con l’horror asiatico Ju-on (The Grudge) del 2000, diretto da Takashi Shimizu.  I movimenti e le sembianze del corpo che avanza minacciosamente, infatti, ne suffragano le analogie.

La sceneggiatura invece presenta una discreta trama, tuttavia elaborata semplicemente e con pochi spunti interessanti. Anche la fotografia non è esente da imperfezioni come alcuni toni di colore troppo accesi ed effetti speciali appena sufficienti, tra cui la scelta dell’occhio azzurro per indicare la possessione, colore inadatto ed eccessivamente vivo. C’è da dire infine che nel 2016 a cimentarsi in un’opera simile è stato André Øvredal con Autopsy, sortendo un esito per niente male e, forse, ancora più riuscito di L’esorcismo di Hannah Grace.

Note positive

  • Ambientazione
  • Coinvolgimento
  • Essenzialità ed efficacia

Note negative

  • Effetti speciali che in alcune scene risultato grossolani
  • Fotografia con alcune mancanze
  • Sceneggiatura elaborata semplicemente

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