Love Me Love Me. film originale Prime Video, è basato sul successo della tetralogia omonima della scrittrice Stefania S., e si dimostra essere un teen drama dalle tinte romance, il quale parla di una ragazza diciottenne che trasferitasi a Milano, deve ambientarsi in una nuova scuola, la Saint Mary International, frequentata prevalentemente da ragazzi ricchi. Il libro, amato da un fandom molto vasto, è diventato un fenomeno globale: partendo dalla piattaforma Wattpad e passando in fretta per il social Tik Tok, è adesso un film di produzione italiana, co-prodotto da Lotus e da Amazon MGM Studios. Il progetto è stato affidato alla regia esperta di Roger Kumble, il quale ha diretto in passato titoli di simile fattura come Uno splendido disastro e il sequel, oltre che al secondo film della saga di After.
Nel cast compaiono giovani volti, perlopiù sconosciuti al pubblico generalista. La protagonista è Mia Jenkins, affiancata da Luca Melucci e Pepe Barroso.
In Italia, il film è distribuito da Amazon Prime Video, è disponibile alla visione a partire dal 13 febbraio 2026.
June White è una giovane ragazza che si trasferisce a Milano. Viene iscritta ad una scuola internazionale frequentata prevalentemente da ragazzi ricchi. Ha difficoltà ad ambientarsi, ma già dal primo giorno riesce a fare amicizia con un ragazzo (Blaze) ed una ragazza (Andrea), in più, fa la conoscenza di due ragazzi in particolare: lo scontroso James e il docile Will.
Recensione di “Love Me Love Me”
Amazon Prime Video presenta un catalogo molto vasto, con contenuti dedicati ad un pubblico generico, per questo motivo non ha un target specifico. Nonostante ciò, negli scorsi anni ha cercato di raggiungere un pubblico più giovanile presentando produzioni del calibro di È colpa mia? che ha generato un remake ed un sequel. In via generale, Prime Video ha prodotto numerosi film e diverse serie TV appartenenti al sottogenere teen drama per accontentare un pubblico più giovane. Love Me Love Me è un ulteriore punto di forza della piattaforma: trasposizione della tetralogia di Stefania S., si tratta di un fenomeno editoriale che non poteva non essere sfruttato commercialmente. Il libro diventa un film che segue gli esempi citati poc’anzi.
A livello di trama il lungometraggio non è molto originale: una ragazza giovane e bella deve trasferirsi a causa del lavoro della madre e deve ambientarsi in una nuova scuola. Sorgono subito dei problemi a causa delle differenze sociali tra lei ed alcuni compagni di scuola. Ma il fulcro è rappresentato dal colpo di fulmine della ragazza per due ragazzi in particolare. Due ragazzi che sono diversi, ma entrambi affascinanti. Da una parte c’è James, bello ma scontroso, dall’altra Will, docile e affettuoso. Questa dinamica fa nascere il più classico dei triangoli, un triangolo amoroso che appartiene al passato; si tratta di una storia romance già visitata in tutte le salse, non c’è nessuna novità in ciò che presenta questo film.
Love Me Love Me è intrappolato nella sua etichetta e non può arrivare oltre un pubblico composto da teenager. Si sforza di proporsi ad un pubblico vasto, ma non ci riesce. Inoltre, presenta diverse criticità, a cominciare dalla sceneggiatura. Oltre al fatto che è banale e piena di momenti prevedibili che non lasciano misteri al pubblico, è anche debole, presenta diversi momenti illogici o poco chiari. In più, alcuni dialoghi sono inseriti in maniera casuale. Ci sono diversi momenti dove il pubblico non può fare a meno di chiedersi perché alcune cose accadono, o perché siano presenti situazioni poco chiare: come nel finale, dove le dinamiche per arrivare ad una risoluzione del problema, sono impostate in modo così frivolo da risultare ilare. Love Me Love Me ha una sceneggiatura che mostra diverse problematiche anche nel raccontare le storie secondarie: basti pensare al flirt omosessuale tra due personaggi specifici, il quale arriverà verso la metà del film. Arriva in modo totalmente casuale, senza una costruzione solida. Sicuramente è una cosa positiva per il fattore inclusività, ma non viene inserita in modo corretto. Probabilmente sarà esplorata maggiormente in un possibile sequel, dato che sembra esserci la volontà di diverse parti in gioco.
Tra le note positive troviamo la regia, attenta ai dettagli, che lavora bene con la fotografia, ma Roger Kumble, esperto di questo genere di film, si limita ad offrire al pubblico una regia televisiva (giustamente), perché non osa molto con la macchina da presa, utilizza piani ravvicinati, campi e controcampi, la regia diventa una protagonista invisibile che si lascia trasportare dagli eventi. Non si può criticare molto questo elemento tecnico, poiché fa il suo lavoro, forse si può criticare il fatto che non osi più del dovuto. La colonna sonora è un altro elemento poco convincente: viene inserita addirittura durante alcuni dialoghi, diventando una cantilena fastidiosa che disturba lo spettatore che cerca di cogliere i particolari di determinate scene.
Il cast è un mix di talenti, c’è chi riesce ad eccellere e chi invece fa fatica. All’interno del vasto numero di attori, sicuramente Mia Jenkins si trova a suo agio nel ruolo di June, imponendosi come una delle attrici più brave del film. Il suo personaggio infatti, è probabilmente il più ricco di caratteristiche. Si tratta di una ragazza dal passato turbolento, affascinante ma anche seria nelle sue intenzioni. Non è una ragazzina messa lì per fare bella figura, lo dimostra attraverso diverse scene dove mette in gioco se stessa pur di aiutare qualcun altro. Diverso è il discorso per altri personaggi, come ad esempio i protagonisti maschili. Sia gli attori che i rispettivi personaggi, non riescono a convincere.
Love Me Love Me non è pessimo, a volte risulta anche divertente, mettendo sul piatto alcune scene leggere e disinvolte, che è alla fine ciò che può essere questo film, ma è troppo poco per essere considerato valido. Con un minimo di attenzione in più, sarebbe potuto diventare un film simpatico, con una trama sufficientemente godibile. Invece, è un film che presenta delle lacune.
In conclusione
Love Me Love Me è un film leggero, pensato per un pubblico giovanile che conosce il libro omonimo. Questo rende il prodotto poco godibile per un pubblico generalista, infatti, la sceneggiatura è spesso illogica e presenta dialoghi deboli o poco convincenti. Al livello tecnico, alcune cose funzionano, ma altre mostrano i limiti di un film senza ambizioni.
Note positive
L’interpretazione della protagonista
Regia minimalista ma sufficiente
Tono leggero e disinvolto
Note negative
Diversi membri del cast
Colonna sonora
Sceneggiatura
Dialoghi
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Laureato presso il DAMS di Roma Tre. Sono appassionato di cinema da quando ne ho memoria, ma non smetto mai di cercare nuovi film e nuove storie da amare.