
I contenuti dell'articolo:
Mission Shelter
Titolo originale: Shelter
Anno: 2026
Nazione: Regno Unito, Stati Uniti d’America
Casa di produzione: Black Bear International, CineMachine Media Works, Punch Palace Productions, RVK Studios, Stampede Ventures
Distribuzione italiana: 01 Distribution
Durata: 107 minuti
Regia: Ric Roman Waugh
Sceneggiatura: Ward Parry
Fotografia: Martin Ahlgren
Montaggio: Matthew Newman
Musiche: David Buckley
Attori: Jason Statham, Bodhi Rae Breathnach, Bill Nighy, Naomi Ackie, Daniel Mays, Harriet Walter, Billy Clements, Bronson Webb, Bally Gill
Trailer di “Mission Shelter”
Informazioni sul film e dove vederlo in streaming
Missione Shelter è un thriller d’azione diretto da Ric Roman Waugh, uscito nei cinema italiani il 18 febbraio 2026. Nel cast troviamo Jason Statham, Bodhi Rae Breathnach, Nighy e Naomi Ackie. Il film ha avuto l’anteprima mondiale al Cineworld Leicester Square di Londra il 20 gennaio 2026.
Vuoi aggiunger il titolo alla tua collezione Home video?
Trama di “Mission Shelter”
Jason Statham interpreta Mason, un ex agente solitario e segnato da un passato violento. Mason si è ritirato in una remota isola costiera della Scozia, per nascondersi dalla sua vita passata. La sua esistenza tranquilla viene sconvolta quando salva una ragazzina da una tempesta furiosa. Questo atto di altruismo lo costringe a uscire dal suo isolamento e a confrontarsi con nemici legati alla sua vecchia vita. Mentre lotta per proteggere la ragazza, Mason deve anche affrontare i propri demoni interiori.
Recensione di “Mission Shelter”
La pellicola Missione Shelter si basa su un concetto semplice: racconta di un uomo che ha dovuto scomparire dal mondo, ma che purtroppo scopre che l’unico modo per rimanere nascosto è tornare a lottare. Su questa contraddizione, più morale che narrativa, il film di Ric Roman Waugh costruisce la sua struttura, difatti propone un action asciutto, fisico e attraversato da una malinconia costante del protagonista che non abbandona mai lo schermo.
La prima parte del film è misurata. Il regista sceglie di far immergere lo spettatore nella solitudine del protagonista, i paesaggi costieri scozzesi, diventano l’estensione psicologica del personaggio con luoghi spogli che non offrono salvezza, ma solo una limitata tregua. Quando, nella seconda parte della pellicola la narrazione entra nel vivo, Missione Shelter rivela il suo lato più action. L’azione è pulita e poco coreografica, le sequenze sono leggibili e credibili, complice il fatto che Waugh abbia una lunga esperienza nel cinema da stuntman e stunt-driven.
La reale problematica di Missione Shelter è la sua natura profondamente derivativa. La struttura narrativa segue in modo abbastanza scolastico quasi il percorso del “lupo solitario redento dall’innocenza altrui”. Nulla viene realmente messo in crisi sul piano del genere o della narrazione e il film lavora per rifinitura, non per rottura. Potenzialmente aveva tutte le carte in regola, perché l’atmosfera iniziale prometteva un’indagine più radicale sul senso della violenza come unica possibilità per un uomo che ha smesso di appartenere a qualunque comunità. Invece la sceneggiatura preferisce ricondurre ogni ambiguità entro coordinate rassicuranti, dove il conflitto morale non supera mai gli argini della narrazione.
Il protagonista, interpretato da Jason Statham, è un personaggio familiare al cinema d’azione contemporaneo ed un ex agente con un passato segnato e di poche parole. La novità non sta nel profilo del personaggio, ma nel modo in cui la regia cerca di rallentare l’archetipo trasformandolo in un uomo che combatte non per vincere, ma per contenere i danni. L’interpretazione di Statham è perfettamente in linea con le esigenze del film ed è nella confort zone dell’attore, che ha abituato il pubblico a vedere un determinato tipo di personaggi. Mason è un personaggio costruito sull’incapacità di esprimersi emotivamente, non riuscendo ad esprimere un linguaggio diverso se non quello della sopravvivenza. Tuttavia, il limite della sceneggiatura è chiaro e non guida l’attore verso una trasformazione interiore convincente. Il passato di Mason rimane più suggerito che esplorato, e il suo arco narrativo segue automatismi e cliché già visti. Inoltre i ruoli secondari, pur interpretati da attori validi come Bill Nighy e Naomi Ackie, risultano spesso rappresentati come espedienti narrativi in funzione del protagonista piuttosto che come personaggi di supporto o ostili con una caratterizzazione approfondita
Più interessante, dal punto di vista emotivo, è il rapporto tra Mason e la ragazzina che si trova a proteggere. Viene utilizzato più come rappresentazione simbolica non un semplice espediente per creare tensione, ma l’elemento che spinge il protagonista a riconoscere il fallimento della sua fuga dal mondo.
Il regista sembra voler spingere il film verso un territorio più cupo e introspettivo rispetto all’action contemporaneo, ma è ostacolato dai vincoli narrativi. Da un lato si evince il desiderio di esplorare la disillusione di un uomo che ha dato la vita per il paese da cui poi è stato tradito, ma dall’altro si nota la necessità di rispettare una formula riconoscibile e adatta al pubblico globale.
In conclusione
Missione Shelter è un un action movie che nel complesso funziona, che è consapevole quando accelerare e quando rallentare. Tuttavia, manca del coraggio di trasformare la sua malinconia di fondo in una riflessione più profonda sulla colpa e sull’impossibilità di una vera rinascita. Di conseguenza, rimane un action crepuscolare, funzionale nella messa in scena e onesto nella sua fisicità, ma intrappolato in una struttura sicura che non permette deragliamenti. Il risultato è un’opera tecnicamente solida e spesso efficace, ma incapace di avere quel quid in più per lasciare il segno tra i film di genere.
Note positive
- Regia
- Scene action
Note negative
- Sceneggiatura limitante per un film che poteva essere molto di più di un semplice action
L’occhio del cineasta è un progetto libero e indipendente: nessuno ci impone cosa scrivere o come farlo, ma sono i singoli recensori a scegliere cosa e come trattarlo. Crediamo in una critica cinematografica sincera, appassionata e approfondita, lontana da logiche commerciali. Se apprezzi il nostro modo di raccontare il Cinema, aiutaci a far crescere questo spazio: con una piccola donazione mensile od occasionale, in questo modo puoi entrare a far parte della nostra comunità di sostenitori e contribuire concretamente alla qualità dei contenuti che trovi sul sito e sui nostri canali. Sostienici e diventa anche tu parte de L’occhio del cineasta!
| Regia |
|
| Fotografia |
|
| Sceneggiatura |
|
| Colonna sonora e sonoro |
|
| Interpretazioni |
|
| Emozioni |
|
|
SUMMARY
|
3.4
|