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Mufasa – Il re leone
Titolo originale: Mufasa: The Lion King
Anno: 2024
Nazione: Stati Uniti d’America
Genere: Animazione, Drammatico, Avventura
Casa di produzione: Walt Disney Pictures
Distribuzione italiana: Walt Disney Company Italia
Durata: 90 minuti
Regia: Barry Jenkins
Sceneggiatura: Jeff Nathanson
Fotografia: James Laxton
Montaggio: Joi McMillon
Musiche: Lin-Manuel Miranda, Lebo M, Dave Metzger
Doppiatori originali: Aaron Pierre, Kelvin Harrison Jr., Tiffany Boone, John Kani, Seth Rogen, Billy Eichner, Mads Mikkelsen, Thandiwe Newton, Lennie James, Anika Noni Rose
Doppiatori italiani: Luca Marinelli, Alberto Boubakar Malanchino, Elodie, Edoardo Stoppacciaro
Trailer di “Mufasa – Il re leone”
Informazioni sul film e dove vederlo in streaming
Dopo il live action “Il re leone” (2019), rifacimento del classico del 1994, la Disney ritorna con la storia del padre di Simba, Mufasa, che racconta come sia diventato re delle terre del branco. “Mufasa – Il re leone” è un film che unisce le tecniche cinematografiche live action con immagini fotorealistiche generate al computer, per la regia di Berry Jenkins, premio Oscar per il film “Moonlight” (2016). Nel cast di voci italiane ritornano alcune star del primo film quali Stefano Fresi ed Edoardo Leo nei panni di Pumba e Timon , e se ne aggiungono di nuove quali Luca Marinelli nei panni di Mufasa ed Elodie in quelli di Sarabi. Il film uscirà nelle sale italiane il 19 dicembre 2024, distribuito dalla Walt Disney Company Italia.
Trama di “Mufasa – Il re leone”
Il film racconta, attraverso la voce del vecchio Rafiki, la leggenda del leone Mufasa alla cucciola Kiara, figlia di Simba e Nala, lasciata in custodia a Timon e Pumba durante una tempesta. Mufasa, dopo essersi perso a causa di una piena improvvisa che lo ha strappato al suo branco, viene ritrovato da un altro cucciolo, Taka, figlio del re Obasi. Inizialmente rifiutato dal branco di Taka, Mufasa poi cresce insieme a loro e i due leoni diventano fratelli inseparabili. Una volta adolescenti, Taka e Mufasa dovranno intraprendere un viaggio alla ricerca di un luogo magico chiamato Milele, per scappare da un branco di leoni bianchi malvagi chiamato “gli emarginati”; al loro fianco avranno la leonessa Sarabi e l’uccello Zazu.

“Mufasa – Il re leone”: incontro stampa con il regista Barry Jenkins e le voci italiane del film
Recensione di “Mufasa – Il re leone”
Cinque anni dopo il live action che trasponeva in modo nuovo un classico intramontabile ( e per certi versi intoccabile), la Disney arriva con un prequel che ci racconta quello che “Il re leone” del 1996 ci aveva solo accennato, la storia del re Mufasa, il padre di Simba. “Mufasa – Il re leone” è un film che viene narrato quasi interamente in un flashback. La storia è raccontata da Rafiki a Kiara, la figlia di Simba, ed è interrotta periodicamente dai commenti di Timon e Pumba (riprendendo la struttura già utilizzata nel terzo capitolo della saga del re leone: “Il re leone – Hakuna Matata”) che però a volte risultano eccessivi e abbastanza banali. La maggior parte della storia si concentra sul rapporto fra Mufasa e Taka, colui che poi diventerà Scar, spiegando quindi il perchè quest’ultimo nutrisse rancore nei confronti del fratello. Questo prequel si ripropone di ribaltare la storia e quello che credevamo di sapere sui personaggi originali, infatti il vero discendente di stirpe reale non è Mufasa, bensì Taka, figlio del re Obasi, ma sarà Mufasa a diventare re quando Taka lo tradirà. La trasformazione di Taka nel villain, e come questo influenzi il rapporto fra i due fratelli è il tratto della storia più interessante, che per il resto mantiene la classica struttura di un film d’avventura, tuttavia quest’aspetto non viene sviscerato a dovere e il tutto viene risolto in maniera frettolosa.
Uno dei problemi di questo prequel è il film da cui è “tratto”. “Il re leone” del 1996 è forse uno dei classici Disney più riusciti, rimasto nell’immaginario collettivo per le sue animazioni, le sue atmosfere e la colonna sonora memorabile. E’ inevitabile quindi il confronto con “Mufasa – Il re leone”, che si inserisce nello stesso universo narrativo, e che cerca di richiamare le atmosfere del film originale, senza però riuscirci a pieno. Per fare un esempio: così come nel primo film, anche in “Mufasa – Il re leone” ci sono diversi momenti in cui i personaggi cantano e nonostante per il prequel le canzoni siano state affidate a Lil-Manuel Miranda (compositore già di varie colonne sonore di cartoni Disney, oltre che dell’acclamato musical Hamilton) e siano godibili, non riescono a essere incisive e a rimanere impresse come quelle originali.
Il problema principale del film è lo stesso che poteva essere riscontrato ne “Il re leone” del 2019, ovvero l’aspetto visivo. Così come per il primo live action, per “Mufasa – Il re leone” è stata utilizzata la tecnica cinematografica live action unita ad immagini fotorealistiche generate al computer, i leoni e i paesaggi quindi appaiono realistici, ma allo stesso tempo hanno espressioni umane che “cozzano” con il loro aspetto. I leoni ruggiscono in modo realistico, ma poi ridono come umani e aprono la bocca per cantare. Se con la tecnica di animazione tradizionale questo connubio funziona, nel live action stona e rende difficile allo spettatore entrare nella storia ed essere coinvolto in ciò che sta vedendo. La regia del premio oscar Berry Jenkins, nonostante sia buona e con delle soluzioni interessanti, non riesce a risolvere questa problematica.

In conclusione
Mufasa – The lion king” è un prequel che porta con sè alcune problematiche del primo live action, che una buona regia non riesce totalmente a risolvere.
Note positive
- regia
- interpretazioni alcune voci italiane
Note negative
- tecnica di animazione
- trama
