Non entrate in quella casa (1980): Il solito film slasher

Non entrate in quella casa (1980): Il solito film slasher 1

Non entrate in quella casa

Titolo originale: Prom Night

Anno: 1980

Paese: Canada

Genere: horror, thriller

Produzione: Simcom Productions

Distribuzione: AVCO Embassy Pictures

Durata: 90 minuti

Regia: Paul Lynch

Sceneggiatura: William Gray

Fotografia: Robert C. New

Montaggio: Brian Ravok

Musiche: Carl Zittrer, Paul Zaza

Attori: Leslie Nielsen, Jamie Lee Curtis, Casey Stevens, Eddie Benton, Michael Tough, Robert Silverman, Pita Oliver

trailer originale del film

Fu subito un successo al botteghino e divenne il film canadese con maggiori incassi del 1980. La critica ebbe delle reazioni miste, c’era chi lo acclamava e chi lo criticava per la violenza sulle donne.Ottenne due nomination ai Genie Award del 1981 come miglior montaggio e migliore attrice protagonista per Jamie Lee Curtis, premio soffiato dalla Sarandon per Atlantic City, U.S.A. Col passare degli anni divenne un cult, tanto che verrà pure citato in Scream 4 (2011) insieme ad altri cult slasher, ovvero un sottogenere degli horror dove l’antagonista è un omicida che perseguita un gruppo di persone. La colonna sonora è orecchiabile, composta da Paul Zaza e Carl Zittrer, include diverse canzoni disco, tra cui spiccano Dancin’ in the Moonlight e Tonight is Prom Night, quest’ultima ballata da Jamie Lee Curtis e Casey Stevens in una scena del film. Sono stati girati tre seguiti, che hanno in comune solo il titolo in lingua originale. Nel 2008 viene anche fatto un rifacimento Che la fine abbia inizio per la regia di Nelson McCormick.

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Kim (Jamie Lee Curtis) e Nick (Casey Stevens)

Trama di Non entrate in quella casa

É il 1974 e Wendy, Jude, Kelly e Nick stanno giocando in un convento abbandonato, a un gioco simile a nascondino, in cui ti devi nascondere dall’assassino. Robin Hammond si vuole unire ma entrata nel convento inizieranno a prenderla in giro, ripetendole “uccidi, uccidi”. Impaurita, Robin cadrà accidentalmente dalla finestra del secondo piano, morendo sul colpo. I bambini, spaventati, prometteranno di non dire niente a nessuno, ma proprio in quel momento si intravede un’ombra di un individuo che attraversa il corpo della piccola Robin. La morte verrà attribuita a un maniaco sessuale, che l’avrebbe uccisa perché poneva resistenza. 

Sei anni dopo, la sorella adolescente Kim e il fratello Alex si stanno preparando per il ballo di fine anno dove parteciperanno anche Wendy, Jude, Kelly e Nick, fidanzato di Kim, che nel mentre stanno ricevendo chiamate minatorie anonime. Per loro inizierà un incubo che durerà tutto il ballo scolastico.

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Un fotogramma del film

Recensione di Non entrate in quella casa

Non entrate in quella casa, il cui titolo italiano non c’entra nulla con il film; è un horror diretto da Paul Lynch, regista di vari episodi seriali e di alcuni lungometraggi, di poco successo come Il sogno di Robin (1986) e Blood & Guts (1978). All’interno della pellicola troviamo come unici attori di successo Jamie Lee Curtis e Leslie Nielsen, rispettivamente figlia e padre nel film. La prima, figlia di Tony Curtis e Janet Leigh, nota come Regina dell’urlo degli anni ottanta, a cui nel 2021 verrà dato il Leone d’Oro alla Carriera. Il secondo, noto sopratutto come attore comico, ottenne la fama grazie alla trilogia di Una pallottola spuntata.

La trama si è ispirata a una storia scritta da Robert Guza Jr., studente della University of Southern California e conoscente del regista, dove un gruppo di ragazzi vengono perseguitati dopo anni da un tragico evento avvenuto quando erano bambini. Questa vicenda è simile in alcuni film, come So cosa hai fatto del 1997 con Jennifer Love Hewitt e Sarah Michelle Gellar, dove dopo un anno dal tragico evento in cui sono rimasti coinvolti qualcuno li comincerà a ricattare.

Analizzando Non entrate in quella casa, oltre all’assassino gli antagonisti sono i quattro ragazzi che fin dall’inizio non hanno provato compassione verso l’amica morta dimostrandosi egoisti, scappando dalla scena del delitto per non finire nei guai. L’egoismo è denotabile, principalmente, attraverso il personaggi di Wendy che vuole rovinare il ballo a Kim, perché fidanzata con Nick, non pensando minimamente a quello che ha fatto a sua sorella. L’unico che prova un minimo di compassione è Nick ma non abbastanza da dirlo a Kim, rischiando la rottura del loro fidanzamento. Tra l’assassino e la piccola Robin c’è un rapporto e si può capire fin da subito. Inoltre, è stata applicata in alcune morti la regola del non copulare, ovvero se si fa sesso si viene uccisi, molto diffusa negli slasher, sopratutto nella saga di Venerdì 13. Verrà spiegata anche in Scream, film del 1996, da Jamie Kennedy come una delle regole del genere slasher.

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Wendy, Jude, Kelly e Nick dopo aver visto morire la loro amica

In conclusione, il film ha una bella trama ma non è stata ben sviluppata poiché alcuni fatti non quadrano, i personaggi sono stati approfonditi in modo superficiale e il regista non ha saputo usare il tempo, infatti per più di mezz’ora non succede assolutamente nulla. La prima ora è composta solo da discorsi tra studenti, sul ballo scolastico e sui vari complotti contro i loro rivali, mentre negli ultimi trenta minuti inizia la carneficina. L’idea di svolgere un horror in una scuola è già stata ripresa in Carrie – Lo sguardo di Satana del 1976, tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King, dove è riuscita molto meglio rispetto a questo film, aggiudicandosi molte candidature tra cui due agli Oscar, una ai Saturn Award e una ai Golden Globe.

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Una scena del film

Note positive

  • Colonna sonora
  • È presente Jamie Lee Curtis
  • È un cult slasher

Note negative

  • Alcune punti inerenti all’assassino non tornano
  • Per un’ora di film non succede nulla

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