
Oh, Canada
Titolo originale: Oh, Canada
Anno: 2024
Nazione: Stati Uniti d’America
Genere: Drammatico
Casa di produzione: Arclight Films International, Northern Lights, Vested Interest
Distribuzione italiana: Be Water Film
Durata: 95 minuti
Regia: Paul Schrader
Sceneggiatura: Paul Schrader
Fotografia: Andrew Wonder
Montaggio: Benjamin Rodriguez Jr.
Musiche: Phosphorescent
Attori: Richard Gere, Uma Thurman, Jacob Elordi, Victoria Hill, Michael Imperioli, Caroline Dhavernas, Penelope Mitchell
Trailer di “Oh, Canada”
Informazioni sul film e dove vederlo in streaming
Paul Schrader torna ad adattare un romanzo di Russell Banks dopo aver diretto Affliction (1997) e stavolta sarà l’ultima collaborazione tra i due a causa della dipartita dello scrittore. Infatti, Oh, Canada è proprio dedicato alla sua memoria.
Prima di approdare nelle sale italiane grazie alla distribuzione di Be Water Films, Oh, Canada è stato presentato in concorso al Festival di Cannes e successivamente al Toronto Film Festival, mentre in Italia è stato presentato in anteprima nazionale, alla presenza del regista, durante il Lucca Film Festival 2024.
Quando l’amico e scrittore Russell Banks si è ammalato, stavo valutando la possibilità di raccontare altre storie. Realizzai che il tema doveva essere la resa dei conti a fine vita. Russell aveva studiato e poi scritto un libro sulla morte quando era in salute, dal titolo Foregone (I tradimenti). Voleva intitolarlo inizialmente Oh, Canada, ma non riuscì ad ottenere il permesso poiché esisteva già un altro libro con quel titolo (Canada di Richard Ford) e così mi chiede di usare per il film che avrei fatto il titolo che avrebbe voluto per il suo libro. Oh, Canada.
Paul Schrader (19 aprile 2024)
Oh, Canada viene distribuito nelle sale italiane dal 16 gennaio 2025.
Trama di “Oh, Canada”
Leonard Fife è un noto e stimato documentarista che, alla fine dei suoi giorni, decide di raccontare la sua vita senza filtri. Come regista di documentari d’inchiesta ha molto di cui essere fiero, ma la fuga in Canada, la diserzione durante la guerra del Vietnam e alcune delle sue relazioni passate nascondono scomode verità. Quando Leonard rilascia l’ultima intervista ai suoi ex studenti, con l’attuale moglie Emma in ascolto, le storie travagliate degli anni in cui era giovane rivelano l’uomo che si è nascosto dietro il mito.

Recensione di “Oh, Canada”
Leonard Fife è agli ultimi istanti di esistenza e decide di raccontare la sua vita intensa, passata quasi sempre dietro la macchina da presa. Oh, Canada vuole svelare la storia del cineasta, ma la sua vita sembra impossibile da narrare. Fife, malato e stanco, cerca di ricordare, ma la sua memoria è sbiadita e fa fatica ad aprirsi totalmente. Nonostante le sue richieste siano state esaudite (ha un attaccamento morboso nei confronti della moglie Emma, che lo segue perennemente), Leonard non rilascia l’intervista che gli operatori vorrebbero. I suoi ex studenti, accorsi al suo capezzale prima che Leonard muoia, rimangono delusi tanto quanto lo spettatore. Egli non può fare a meno di rimanere confuso vedendo il racconto del protagonista, che non incide totalmente, lasciando un senso di spaesamento.
La trama si divide in due periodi, la giovinezza in cui Leonard evita la guerra in Vietnam e la vecchiaia, dove appunto Fife emana gli ultimi respiri. Richard Gere e Jacob Elordi interpretano lo stesso personaggio, ma sembrano inevitabilmente diversi. Non solo per l’aspetto fisico, per cui si fa fatica ad associarli, ma anche per il comportamento dei due sullo schermo. Paul Schrader, inoltre, decide di mischiare le due storie e talvolta è difficile distinguere i lassi temporali. Il film, quindi, non ingrana come dovrebbe anche per questo motivo.
L’adulto Leonard Fife si allinea alla storia piatta che Paul Schrader vorrebbe raccontare. O meglio, Oh, Canada ha una trama davvero interessante, ma raccontata in maniera blanda e senza emozioni. Fife ripete spesso di essere confuso e non riesce ad andare avanti col racconto, questo è dovuto alla debilitazione della malattia. Se da una parte ciò fa capire lo stato emotivo del protagonista, dall’altra sconforta l’attenzione dello spettatore, che si ritrova in uno stato ridondante. Nonostante ciò, la regia di Paul Schrader è ottimale, con scelte ponderate. Per esempio, i primi piani dedicati a Leonard Fife durante l’intervista donano una sensazione di sconforto, proprio quella che è richiesta dal film. Così come i primissimi piani che ci regala la moglie Emma (Uma Thurman), la quale assiste alla destabilizzazione del marito, impotente.
Il cast ha i suoi alti e bassi. Come detto prima, Richard Gere e Jacob Elordi non sussistono nella giusta maniera associandoli allo stesso personaggio. Gere compie una prova attoriale degna di nota, pensando anche all’ispirazione che ha avuto a causa di un lutto simile con il padre. Anche Michael Imperioli, il quale interpreta Malcolm, un ex studente di Fife e diventato egli stesso un regista, compie un’interpretazione adeguata. Risalta la figura meschina dell’uomo, che pur di ottenere ciò che vuole prevarica il buon senso e l’intimità di un momento così delicato.
Gli argomenti affrontati da Schrader sono buoni ma incompleti: la morte, l’adulterio, la finzione, il passare i limiti. Un miscuglio di temi, anche difficili da elaborare, ma trattati con poca convinzione. Piuttosto, Schrader sembra indirizzarsi maggiormente sui tradimenti di Fife. E non si parla solo del tradimento alla patria ma, come detto, riguarda anche l’adulterio. Le amanti di Fife si mischiano in un turbinio di eventi. I personaggi non sono ben delineati in alcune scene, questo per risaltare lo stato di confusione che il cineasta attraversa.
Oh, Canada non riesce a farci emozionare e tantomeno a farci capire maggiormente chi è Leonard Fife. Nel film vediamo come il protagonista evita la guerra in Vietnam grazie a un espediente. Un argomento molto importante della sua biografia, il quale però viene esposto brevemente alla fine del film. Questo, come altri argomenti, potevano essere trattati con più precisione, anziché focalizzarsi maggiormente sui tradimenti amorosi. Alla fine del film lo spettatore non inquadra al meglio Leonard Fife, lasciandosi alle spalle degli interrogativi che la pellicola non risolve.

In conclusione
Oh, Canada è un film che non ingrana mai sul serio, immergendosi in una serie di temi delicati che Paul Schrader vuole trattare descrivendo il personaggio di Leonard Fife. La mole di temi si mischia facendo fatica a far sviluppare una narrazione ottimale.
Note positive
- Interpretazione del protagonista
- Regia
Note negative
- Ridondanza della storia
- Scelta del cast rivedibile
- Temi trattati non sempre adeguati
- Mancanza di emozioni in alcune scene
| Regia |
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| Fotografia |
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| Sceneggiatura |
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| Colonna sonora e sonoro |
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| Emozione |
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| Interpretazione |
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SUMMARY
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2.7
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