Pericolosamente vicini (2024). Convivenza tra uomini e animali feroci

Recensione, trama e cast del documentario Pericolosamente vicini del 2024, per la regia di A. Pichler, trattante la convivenza tra umani e orsi in Trentino.

Condividi su

Trailer di “Pericolosamente vicini”

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Wanted Cinema distribuisce il documentario “Pericolosamente vicini” nei cinema italiani dal 26 al 28 agosto 2024. Diretto dal regista, produttore, sceneggiatore e fotografo Andreas Pichler, nato il 26 agosto 1967 a Bolzano, autore di pellicole documentaristiche come “The Milk System” (2017), “Das Venedig Prinzip” (2012) e “Glaio: l’esercito segreto della Nato” (2010), il film ripercorre i tragici avvenimenti accaduti a Caldes, in Val di Sole (Trentino), dove il ventiseienne Andrea Papi è stato mortalmente aggredito da un’orsa, l’esemplare JJ4, mentre faceva jogging. Questo episodio, che ha rappresentato la prima morte causata da un animale selvatico in Europa centrale, ha sollevato importanti questioni sociali, civili e politiche legate alla gestione degli orsi in aree abitate da esseri umani.

Trama di “Pericolosamente vicini”

In nessun’altra parte del mondo, orsi ed esseri umani vivono così a stretto contatto come in Trentino, vicino al Lago di Garda. Tuttavia, con l’aumento della popolazione di orsi, incentivato dall’uomo, si sono moltiplicati gli incontri pericolosi tra persone e animali selvatici. Un team di venti persone, composto da ranger e veterinari, è incaricato di proteggere sia gli esseri umani sia gli animali, affrontando un compito sempre più complesso. Il 5 aprile 2023, viene rinvenuto il corpo martoriato di Andrea Papi, 26 anni, confermando i peggiori timori delle guardie forestali Valter, Alberto e del veterinario Roberto: Papi è stato attaccato e ucciso da un orso. È la prima vittima di un orso nella storia recente della regione alpina. La notizia si diffonde in tutto il mondo e la paura si estende fino alla Germania, dove gli orsi erano stati considerati estinti da quasi 200 anni. Recentemente, però, giovani esemplari maschi hanno iniziato a migrare in Baviera dal progetto europeo di rewilding in Trentino, nei pressi del Lago di Garda. Sfortunatamente, negli ultimi anni si è perso il controllo del progetto, e oggi oltre 100 orsi popolano queste aree densamente abitate, creando preoccupazioni negli abitanti dei luoghi che devono affrontare la problematiche connesse all’orso, animale cacciatore e carnivoro.

Pericolosamente vicini locandina film
Pericolosamente vicini locandina film

Recensione di “Pericolosamente vicini”

Il documentario si muove tra Germania e Italia per affrontare uno degli eventi di cronaca ambientale più rilevanti del XXI secolo: l’incontro tra l’orsa bruna JJ4 e Andrea Papi. Questo incontro casuale su un sentiero di montagna ha segnato la tragica morte dell’uomo, la cui unica “colpa” è stata quella di imbattersi in un’orsa con i suoi cuccioli, senza essere adeguatamente preparato a fronteggiare un animale selvatico come l’orso. Spesso rappresentato nei film d’animazione come un animale simpatico e amichevole, l’orso bruno è in realtà un predatore carnivoro, dotato di forza bruta e intelligenza tali da poter attaccare e uccidere un essere umano con relativa facilità. È importante sottolineare che, se non armato, l’uomo può fare ben poco contro un’aggressione da parte di un orso, sopravvivendo solo grazie a un vero e proprio miracolo. Nonostante la nostra convinzione di essere la specie dominante, non siamo né i più forti né i migliori cacciatori del pianeta, e soprattutto non siamo gli unici a meritare di vivere su questa Terra. L’essere umano dovrebbe comprendere che il mondo non gli appartiene e che va condiviso con le altre specie animali. Nel nostro mondo coesistono lupi, serpenti velenosi e orsi selvatici, e dobbiamo accettare questa realtà, concedendo loro spazi di vita e movimento, comprendendo che noi, come specie umana, dobbiamo stargli lontani. Dobbiamo anche dire, specialmente riferendosi agli orsi, che le aggressioni da parte di questi animali sono, in verità, eventi molto rari, ma, come è accaduto ad Andrea Papi, possono accadere.

In Africa, ad esempio, si è trovato un compromesso: la popolazione umana vive distante dai territori abitati da leoni e altre belve feroci, o in simbiosi con loro, consapevole che il rischio di essere uccisi da questi animali esiste, non facendone una colpa all’animale. La convivenza si basa su un equilibrio di rispetto reciproco: io caccio te, tu cacci me. Perché non adottare un simile approccio anche in Europa? L’uomo non ha bisogno di vivere in ogni angolo del pianeta come padrone assoluto; deve invece adattarsi alle esigenze delle altre specie viventi, evitando di alimentare conflitti con gli animali e promuovendo un atteggiamento di convivenza e rispetto.

Il documentario, dal forte taglio informativo, esplora proprio questa necessità di convivenza tra uomo e natura, partendo dai tragici eventi del 2023 a Caldes, in Val di Sole. Pericolosamente vicini indaga se l’uomo, in quanto animale, abbia il diritto di uccidere un’altra specie per motivi di protezione e conquista territoriale, rifiutando ogni possibilità di adattarsi a una convivenza pacifica e paritaria con altre specie predatrici e carnivore. Per sviluppare questa tematica, il film prende in considerazione il caso di Andrea Papi e la storia del territorio trentino, senza trascurare episodi simili accaduti in Germania, come testimonia il caso dell’orso Bruno, abbattuto perché ritenuto “fastidioso”. Il documentario evidenzia come questa questione abbia diviso l’opinione pubblica in Europa: da una parte ci sono coloro che chiedono l’abbattimento degli orsi per garantire la sicurezza umana, dall’altra chi promuove la convivenza tra orsi e persone, invitando le autorità a trovare soluzioni che permettano una coesistenza pacifica. Tuttavia, come mostra il film, la questione è stata ampiamente politicizzata, senza che si siano trovate soluzioni davvero efficaci e condivise per affrontare la situazione.

Il regista Andreas Pichler adotta un punto di vista neutrale e informativo, evitando di schierarsi apertamente con una fazione piuttosto che con l’altra. Attraverso interviste a forestali, veterinari, ai genitori di Andrea Papi e ad alcuni cittadini, il documentario presenta un quadro completo della situazione in Trentino e in Germania, soffermandosi sui problemi legati alla crescente presenza degli orsi nelle aree urbane e rurali. Negli ultimi anni, questi animali hanno iniziato a muoversi sempre più vicino ai centri abitati, attaccando il bestiame e creando preoccupazioni tra la popolazione. In realtà, gli orsi non agiscono per pura aggressività, ma seguono il loro istinto di predatori in cerca di cibo per sopravvivere.

La regia del documentario è efficace nel raccontare la quotidianità a Caldes, sebbene il montaggio risulti talvolta eccessivamente lento e la colonna sonora poco incisiva. Il film si addentra anche nelle cause storiche di questa situazione, risalendo agli anni tra il 1999 e il 2003, quando venne avviato un progetto di ripopolamento dell’orso bruno in Trentino. Gli esemplari, importati dalla Slovenia, si sono riprodotti molto più rapidamente del previsto, creando in soli vent’anni un problema per la popolazione locale. Dopo i tragici eventi del 2023, la convivenza tra orsi e umani è diventata sempre più difficile, con segnalazioni di orsi che invadono rifugi di montagna o attraversano i confini verso l’Austria e la Germania.

Il documentario non si limita a esplorare la situazione italiana, ma si allarga a quella europea, anche se la narrazione resta prevalentemente focalizzata sul caso trentino. Pur dando ampio spazio alla vicenda di JJ4, il film offre anche una retrospettiva storica sugli scontri tra uomo e orso. Nel 2006, ad esempio, Bruno fu il primo orso a entrare in territorio tedesco dopo 170 anni. Tuttavia, quando iniziò ad attaccare pecore e bovini, le autorità locali, assistite da ranger esperti, decisero di abbatterlo, suscitando forti proteste nell’opinione pubblica. In Italia, la gestione degli orsi è diventata sempre più complessa dopo il 2003, con un aumento delle tensioni tra protezione degli animali e sicurezza pubblica.

Il documentario si sofferma poi sulla storia di JJ4, responsabile della morte di Andrea Papi, tracciandone la genealogia. JJ4 discende da Jurka e Joze, due esemplari introdotti in Trentino nel 1999. Jurka si rivelò problematica, tanto da essere rinchiusa in un parco nella Foresta Nera. I suoi figli, tra cui Bruno e JJ3, hanno mostrato comportamenti altrettanto pericolosi: Bruno fu abbattuto in Baviera nel 2004, JJ3 in Svizzera nel 2008, e JJ4 ha aggredito più volte umani, fino all’uccisione di Andrea Papi. Nonostante le precedenti aggressioni, l’abbattimento di JJ4 fu bloccato dalle autorità dopo proteste degli animalisti, un errore che si rivelò fatale. Dopo questi eventi, la popolazione locale si è ulteriormente allarmata, portando all’abbattimento dell’orso M62 come reazione violenta a una situazione ormai fuori controllo.

Vivo vicino al Trentino e passo spesso del tempo in montagna. Mi sono occupato degli orsi e della loro situazione prima della morte di Andrea Papi, ed ero già in contatto con molti dei protagonisti quando è avvenuta. Data la natura emotiva e conflittuale di questo tema, è stato fondamentale per me ascoltare le diverse prospettive delle varie persone e gruppi coinvolti, navigando tra i punti di vista contrastanti con una mente aperta. Il film presenta persone che sono al centro della storia, il che è stato molto importante per me. L’obiettivo del film è trasmettere le intense emozioni di coloro che sono coinvolti e creare uno spazio cinematografico che provochi una riflessione. L’obiettivo è far capire che le risposte non sono semplici e che trovare una soluzione al rapporto tra uomini e orsi in Europa centrale è complesso. Per me, il fulcro del film era e continua a essere i ranger, profondamente coinvolti nella re-introduzione degli orsi sul territorio e con nobili obiettivi. Lavorano con grande professionalità e ora si trovano tragicamente in mezzo a tutte le fazioni. Sono gli eroi non celebrati di questa storia, una storia che alla fine non ha eroi – Dichiarazione del regista Andreas Pichler

Fotogramma di Pericolosamente vicini
Fotogramma di Pericolosamente vicini

In conclusione

“Pericolosamente vicini” riesce a porre domande cruciali sul nostro rapporto con la natura e sulle sfide della convivenza con le specie selvatiche in un mondo sempre più urbanizzato. Attraverso il racconto del tragico incontro tra l’orsa JJ4 e Andrea Papi, il documentario evidenzia come la gestione degli animali selvatici, soprattutto in un contesto europeo, non sia solo una questione di sicurezza pubblica, ma anche un dilemma etico e ambientale che necessita di soluzioni ponderate e condivise. Pur non schierandosi apertamente, il film invita a riflettere sulla necessità di un equilibrio tra la protezione degli esseri umani e il rispetto per le altre specie che abitano il nostro pianeta.

Note positive

  • Approccio neutrale e informativo: Il regista Andreas Pichler riesce a trattare un tema complesso senza prendere una posizione troppo polarizzante, permettendo al pubblico di farsi una propria opinione.
  • Contesto storico e documentazione accurata: Il documentario offre una retrospettiva storica ben dettagliata sulla gestione degli orsi in Europa, approfondendo casi come quello di Bruno in Germania e JJ4 in Italia.

Note negative

  • Interviste: Le interviste a esperti, cittadini e familiari di Andrea Papi aggiungono profondità al racconto e presentano prospettive diverse sulla questione, ma poteva e dovevano essere più incisive e maggiormente sviluppate.
  • Montaggio a tratti lento: Alcune sequenze risultano eccessivamente prolisse, rallentando il ritmo e facendo perdere l’attenzione dello spettatore.
  • Focus sbilanciato sulla vicenda italiana: Sebbene il documentario tocchi altri casi europei, la narrazione rimane troppo concentrata sul caso trentino, limitando una visione più ampia del problema.
  • Colonna sonora poco incisiva: La musica di sottofondo manca di forza emotiva, non riuscendo a enfatizzare i momenti chiave del documentario.
Review Overview
Regia
Fotografia
Sceneggiatura
Colonna sonora e sonoro
Emozioni
SUMMARY
3.4
Condividi su
Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.