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Six Feet Under 5
Titolo originale: Six Feet Under
Anno: 2005
Nazione: Stati Uniti d’America
Genere: Drammatico
Casa di produzione: HBO, Actual Size Films, The Green Room
Distribuzione italiana: Sky Cinema Due
Ideatore: Alan Ball
Stagione: 5
Puntate: 12
Regia: Alan Ball, Daniel Attias, Rodrigo García, Jeremy Podeswa, Kathy Bates, Michael Cuesta, Alan Poul, Daniel Minahan, Matt Shakman, Joshua Marston, Mary Harron, Adam Davidson
Sceneggiatura: Alan Ball, Kate Robin, Tim Williams, Scott Buck, Nancy Oliver, Craig Wright
Fotografia: Jim Denault, Rob Sweeney
Montaggio: Michael Ruscio, Tanya M. Swerling, Christopher Nelson
Musica: Richard Marvin
Attori principali: Peter Krause, Michael C. Hall, Frances Conroy, Lauren Ambrose, Freddy Rodríguez, Mathew St. Patrick, Rachel Griffiths, Richard Jenkins, Jeremy Sisto, Justina Machado, Joanna Cassidy, Patricia Clarkson, James Cromwell, Lili Taylor, Rainn Wilson, Kathy Bates, Chris Messina
Trailer di Six Feet Under 5
Informazioni sulla serie e dove vederla in streaming
Nel panorama televisivo degli anni 2000, poche serie hanno affrontato il tema della morte e della vita con la profondità e l’intensità di Six Feet Under. La quinta e ultima stagione, rilasciata negli Stati Uniti il 6 giugno 2005, ha continuato a catalizzare l’attenzione degli spettatori, portando avanti l’intricata trama della famiglia Fisher e il loro funerale di famiglia, sospeso tra la commedia e la drammaticità della vita quotidiana.
La serie, creata da Alan Ball, ha fatto il suo debutto in America nel giugno 2005, mentre in Italia è stata presentata a un pubblico appassionato il 10 settembre 2006. La sua presenza sui nostri schermi ha lasciato un’impronta indelebile nell’immaginario collettivo.
La quinta stagione di Six Feet Under ha brillato anche sul palcoscenico dei premi televisivi. Con una narrativa avvincente e interpretazioni superlative, ha ricevuto 9 candidature ai premi Emmy e ha conquistato 3 vittorie, rafforzando il suo status di capolavoro televisivo. Un viaggio emozionante attraverso le intricanti sfumature dell’esistenza umana, questa stagione ha saputo incantare il pubblico con la sua sincerità e il suo coraggio nell’esplorare i confini della vita e della morte.
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Trama di Six Feet Under 5
Nate e Brenda: Sei mesi dopo gli eventi drammatici di Untitled, seguiamo la vicenda di Nate e Brenda, che ora si trovano alle prese con l’organizzazione del loro matrimonio. La coppia sembra aver trovato una propria dimensione di stabilità e felicità, ma l’atmosfera festiva viene gravemente compromessa. Mentre il giorno del matrimonio si avvicina, entrambi sono consapevoli di una verità devastante: il bambino che Brenda porta in grembo è morto e lei dovrà sottoporsi a un aborto il giorno seguente. Questa tragica realtà rimane nascosta agli altri, e il matrimonio, che dovrebbe essere un giorno di gioia, è segnato da una profonda tristezza e preoccupazione per i due sposi. Inoltre, mentre affronta questo momento difficile, Nate trova conforto e connessione con Maggie, la figlia di George. Nate e Maggie condividono esperienze traumatiche e una forte affinità spirituale e caratteriale, il che porta Nate a sentirsi sempre più vicino a lei in un periodo di grande vulnerabilità.
Ruth e George: Ruth, sempre più nevrotica e sopraffatta dai suoi problemi, è costretta a fare i conti con l’instabilità mentale di George. I deliri apocalittici di George si intensificano, tanto che diventa necessario trasferirlo in un istituto psichiatrico. Qui, George sarà sottoposto a una terapia elettroconvulsiva (TEC) nel tentativo di trattare la sua condizione. Il deterioramento del suo stato mentale e la sua assenza dall’ambiente domestico aggravano ulteriormente la situazione familiare di Ruth. Inoltre, il rapporto tra Ruth e sua figlia minore, Claire, è ai minimi storici. Claire, delusa e stressata dagli eventi recenti, ha deciso di trasferirsi a casa del suo nuovo fidanzato, Billy, e ha abbandonato gli studi presso il college artistico. La distanza tra madre e figlia si amplifica, contribuendo a un clima di crescente tensione e incomunicabilità nella famiglia Fisher.
Federico: Nel frattempo, Federico, ormai single, ha deciso di stabilirsi definitivamente a casa dei Fisher. La sua presenza nella casa sembra essere una scelta consapevole per affrontare la propria solitudine e per trovare un senso di appartenenza, considerando le complesse dinamiche familiari che lo circondano.
David e Keith: David e Keith sono ora impegnati in un’importante decisione riguardante la loro famiglia: desiderano avere dei figli e stanno esplorando due opzioni principali. La prima è il metodo naturale, che permetterebbe a Keith di diventare padre biologico, mentre la seconda riguarda l’adozione, che rappresenta una strada alternativa per costruire la loro famiglia. Questo processo decisionale riflette il loro desiderio di espandere la loro famiglia e di affrontare insieme le sfide e le gioie della genitorialità.
Recensione di Six Feet Under 5
Iniziata nel lontano 2001, con una prima stagione ben congegnata e innovativa, Six Feet Under si distingue per una narrazione altamente divergente rispetto a I Soprano. Mentre quest’ultimo è caratterizzato da una trama strutturata con colpi di scena, elementi thriller e azione che catturano l’attenzione dello spettatore, Six Feet Under si sviluppa in maniera più riflessiva e introspettiva. La serie, giunta alla quinta stagione, non segue una trama lineare tradizionale, ma si concentra sulle vicende quotidiane della famiglia Fisher, che gestisce un’impresa di pompe funebri. Attraverso il loro lavoro e la loro vita, affronta temi tabù come la morte, trattata con un tocco di sarcasmo che, tuttavia, risulta meno pronunciato in questa stagione finale rispetto alle precedenti.
Nel suo epico finale, Six Feet Under si configura come un gioco filosofico in cui ogni episodio esplora tematiche auto-riflessive, rivelando la fragile psiche dei personaggi. Sebbene questa stagione non manchi di una propria narrazione, la serie nel suo complesso si distacca dalla ricerca del pathos per concentrarsi sulla rappresentazione realistica della quotidianità di individui che affrontano il lutto e le loro problematiche interiori. Questa scelta consente di esplorare le sfumature delle esperienze umane in modo autentico e non forzato. Il tutto viene affrontato attraverso l’uso interessante delle metafore, come la presenza del corvo, che appare verso la fine della stagione. Questo simbolo funge da presagio inquietante, accentuando il tono riflessivo e filosofico della serie.
La struttura della serie finale di Six Feet Under presenta una particolarità interessante: fino all’episodio 5×09, Ecotone, la stagione non sembra indirizzata verso una conclusione definita. Tuttavia, con un evento quasi dimenticato fino a quel momento, la serie subisce una svolta formidabile dal punto di vista emozionale ed emotivo. I tre episodi successivi sono di straordinaria fattura e sconvolgono profondamente lo spettatore, trattando un tema difficile da accettare: il viaggio in tutte le sue sfumature. Un aspetto particolarmente interessante di questo tema è evidenziato nel trailer della quinta stagione di HBO. Il trailer anticipa efficacemente come l’uomo sia intrinsecamente coinvolto in un lungo viaggio, un percorso nel quale siamo noi stessi i guidatori smarriti in cerca di risposte che sembrano irraggiungibili. Il viaggio trasforma le persone e cambia i luoghi, ma come vediamo con Claire, viaggiare significa abbandonare il passato, poiché il tempo svanisce ogni secondo senza possibilità di ritorno. Nulla è permanente, ma tutto muta: questo è il messaggio finale che la quinta stagione offre, rivelando attraverso le ultime puntate la tragedia intrinseca del vivere.
Alan Ball, con Six Feet Under, ha creato una serie di cinque stagioni che non ha nulla da invidiare a Lost, Breaking Bad o Sons of Anarchy. La serie, anzi, si distingue probabilmente per la sua superiorità sceneggiativa, offrendo una trama potente in cui ogni stagione presenta ai personaggi nuove sfide e percorsi evolutivi che li rendono sempre più tridimensionali. Nella quinta stagione, Nate rivela la sua natura più intima, che lo riporta al suo io originale: un individuo diviso tra il dover essere e la scoperta di sé, due aspetti della sua vita che sembrano non trovare mai un accordo. Nate rappresenta, in molti aspetti, la nostra esperienza comune, o quella della maggior parte di noi, poichè Nate per tutte le cinque stagione compie un viaggio alla ricerca del proprio io.
Anche la storia di David e Keith è di grande interesse. Essa esplora le difficoltà di una coppia omosessuale nell’affrontare la sfida di avere un figlio, sia attraverso l’adozione che tramite il desiderio di avere un bambino biologico. La serie affronta le complessità e le difficoltà che derivano dal voler crescere un figlio, sia che si tratti di un bambino proprio che di uno adottato, riflettendo su temi di grande rilevanza personale e sociale.
Il tutto ovviamente anche in questa stagione ruota intorno al lutto e ai funerali che vengono sempre analizzati attraverso vari sensi narrativi:
- Mostrare il corpo del morto e celebrare la funzione per far accettare la morte ai familiari e amici
- Mostrare il corpo in perfetto stato: profumato e ben trattato in modo che tutti coloro che lo guardano non identifichino la morte come orrenda, spaventosa e che non senta il maleodorante odore del suo compagno d’esistenza. La morte deve apparire il meglio possibile.
- Far sembrare che la persona deceduta, agli occhi dei suoi cari, sia stata importante, poiché in quella situazione tutti né parleranno bene.
Il senso di viaggio
Oceano in bufera, forti raffiche di vento squarciano incessantemente la vela. L’albero maestro tentenna. La fragile imbarcazione imbarca acqua. L’uomo è al timone del vascello. Nessun’altro si trova sulla sua imbarcazione, in pugno tiene la sua salvezza: deve scegliere la soluzione migliore, deve agire in modo che corra i rischi minori. Accanto a lui, il resto dell’umanità, in ugual condizione fronteggia il nemico comune: La Tempesta. Tutti devono cercare di fare la scelta migliore per non affondare o per non smarrire la giusta via. Nulla però possono di fronte al fato che si cela dietro le spalle di ognuno di loro. Il vento infuria a più non posso, loro spremono tutte le loro energie, poi la quiete. Il peggio è passato per qualcuno; alcuni invece hanno irrimediabilmente mosso la pedina sbagliata nella scacchiera perdendo la strada corretta terminando nella sofferenza: burrasca perpetua, altri ancora sono naufragati venendo eliminati dal gioco.
Codesta è la vita: un percorso tormentoso, strapieno di lievi salite e profonde discese con momentanei momenti di pura felicità.
Molto poco possiamo decidere (anche se queste scelte – spesso e volentieri difficilissime – possono condursi al benessere interiore o alla distruzione di sé stessi) poiché tantissime cose accadono in modo inaspettato: come un incontro amoroso o la morte, meta di ogni tragitto che sia rettilineo o tormentoso, perché fin da quando nasciamo sappiamo che finiremo in braccio alla falciatrice avvolta dal mantello nero: curioso il fatto che conosciamo come inizia la nostra vita e la fine stessa della nostra esistenza terrena ma che non conosciamo assolutamente ciò che sta in mezzo. Il tutto viene mostrato attraverso una sequenza finale pazzesca dove la canzone di Sia, Breath Me, diventa l’incarnazione della serie poiché unendosi alle immagini visive dona un emozione e potenza unica alla stagione.
Il senso della serie dunque è: tutti noi durante la nostra vita incontriamo un sacco di persone, di gente importante per un determinato perioco, ma che nel corso della vita siamo costretti a lasciar andare. La vita è un incontro e un perdersi. Il passato va lasciato alle spalle, guardato ma lasciato andare. Ricordarlo si, tenere qualche legame sì ma solo pochi. La vita scorre velocemente, tra alti e bassi. Va presa così com’è, senza pensarci troppo e di vivere sempre con intensità ogni instante perché un momento può essere filmato, stampato nella memoria, ma nella realtà l’evento passa e termina. Tutto svanisce, noi svaniamo. Questo è il gioco del mondo. E noi dobbiamo guardare avanti e lasciare ciò che si fa dolore dietro di noi.
L’amore
Non c’è una visione totalmente positiva di ciò: David lo trova anche se non è idilliaco ma è complicato e tortuoso. Litigi a tutto andare e terapia di coppia. Nate e Brenda mostrano che l’amore è un fenomeno egoistico: tutti vogliono essere amati e amare, solo per non rimanere soli, solo per aver qualcuno che ti curi, che ti aiuti e che nel momento di morte ti tenga la mano. Noi lo cerchiamo continuamente, ma l’amore cos’è? Quello vero esiste? Beh si e no, sicuramente non è ciò che ci aspettiamo, ma in realtà cerchiamo solo una persona che ci facci compagnia in questo tortuoso universo. Alcuni troveranno l’amore, con la A maiuscola, altri mai.
La morte
Forse non esiste nulla dopo tutto questo malessere. Noi viviamo, noi mangiamo, ci sentiamo importanti e poi scompariamo nel nulla? E’ un ipotesi sgradevole, ma è probabile che sia così. Il nulla, il buio, il non pensare. Alla fine saremo mangiati semplicemente sottoterra nella nostra confortevole cassa mortuaria. Il bello è che tutto è un ciclo inevitabile, come se fossimo in una giostra, c’è chi sale e chi scende: il momento arriva per tutti. I conoscenti piangeranno e con il passare dei mesi ti dimenticheranno fino a quando non mancherai più. In fondo il mondo girava prima di te e così farà dopo.
La forza di questa stagione risiede proprio nell’episodio Tutto solo che mostra con coraggio la sensazione del lutto, della tragedia che risiede in questo atto drammatico e privo di ritorno di quella possibilità riaggiustatrice che l’uomo possiede. Alan Ball non vuole nascondere il dolore dei suoi personaggi ma decide di metterli in bella mostra andando a creare un effetto mai visto in televisione e che non può che essere applaudito, e che consegna alla storia delle serie tv una delle puntante di maggior fattura a livello di sceneggiatura mai viste.
Il finale di Six Feet Under 5 ( spoiler)
Nate muore per una malattia di cui noi ormai non ci ricordavamo più, come il resto dei suoi familiari. La famiglia per la prima volta cede all’emozione, scoppia completamente. David va nel più profondo panico, Claire si dà al bere perdendo il lavoro, Ruth si deprime venendo aiutata dal suo ex George, Brenda è sconvolta. Il funerale di Nate è la puntata più tragica e commovente dell’intera saga, in cui tutti i problemi della famiglia saltano fuori da ogni angolo. Tutti si disperano per molto, molto tempo ma cosa c’è di più bella della nascita di nuova vita? Nulla.
Brenda partorisce una bambina, che ridà gioia a Ruth. Claire comprende di aver trovato l’Amore, tocca il fondo, e con il tempo e la nascita della nipotina la disperazione svanisce. David nella sua nuova famiglia trova la felicità. I personaggi capiscono che è il momento di dare una scossa alla vita, statica fino ad allora, di smetterla di piangersi addosso e che l’esistenza è breve, piena di problemi e di brutti periodi. Così Ruth decide di andare a vivere da Bettina, David acquista l’intero pacchetto della ditta di pompe funebri e Rico ne apre una sua e Claire decide di andarsene da casa, di cercare la sua fortuna, la sua strada. Qui con il saluto di Claire alla famiglia la serie termina, almeno cronologicamente. Da questo punto, lei entra in macchina, inserisce il cd del suo innamorato e si avvia alla scoperta di sé stessa. Sotto le notte di “Breathe me” di Sia c’è la marcia del tempo funebre: vediamo la destinazione finale del viaggio, reso in maniera accattivante dalle sequenze finali di morte e vita, ben mixate insieme. Le persone muoiono ma il mondo continua a vivere e con essi i nostri cari.
In conclusione
“Six Feet Under” si distingue nel panorama delle serie televisive per il suo approccio unico alla narrazione, con un focus profondo e riflessivo sui temi della vita, della morte e del lutto. La quinta stagione di questa serie, pur mantenendo la sua caratteristica introspezione, adotta una narrazione che si discosta dalle trame lineari tradizionali, per concentrarsi su un’esplorazione filosofica e emotiva.
Note positive
- L’empatia che lo spettatore ottiene con i personaggi dello show
- Il tema trattato
- Lo stile “realistico” della storia
- Il capolavoro della puntata 5×10 e 5×12, con un incredibile finale
Note negative:
- Eccessiva lentezza negli eventi: intere puntate di stallo
- Alcune storie che accadono ai personaggi, nell’ultima stagione, sembrano più dei riempitivi che essere funzionali allo sviluppo psichico dei personaggi.
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| Sceneggiatura |
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| Colonna sonora e sonoro |
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| Interpretazione |
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| Emozioni |
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SUMMARY
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4.6
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