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Speak No Evil – Non parlare con gli sconosciuti
Titolo originale: Speak No Evil
Anno: 2024
Nazione: Stati Uniti d’America
Casa di produzione: Blumhouse Productions, Universal Pictures
Distribuzione italiana: Universal Pictures
Durata: 110 minuti
Regia: James Watkins
Sceneggiatura: Christian Tafdrup, Mads Tafdrup, James Watkins
Fotografia: Tim Maurice-Jones
Montaggio: Jon Harris
Musiche: Danny Bensi, Saunder Jurriaans
Attori: James McAvoy, Mackenzie Davis, Scoot McNairy, Alix West Lefler, Kris Hitchen, Motaz Malhees, Dan Hough, Aisling Franciosi
Trailer di “Speak No Evil – Non parlare con gli sconosciuti”
Informazioni sul film e dove vederlo in streaming
Alla fine dell’estate, l’11 settembre 2024, arriva nelle sale italiane un remake decisamente stuzzicante e divertente; stiamo parlando di “Speak No Evil – Non parlare con gli sconosciuti” che prende il nome dall’omonimo film di successo e di origine principalmente danese diretto nel 2022.
A dirigerlo questa volta è la firma del regista e sceneggiatore di Nottingham, classe ’73: James Watkins. Dopo il successo dell’acclamato horror inglese Eden Lake (2008) che gli è valso diversi riconoscimenti tra cui un Empire Award for Best Horror, il Jury Prize at Sitges Fantasy Film Festival e Miglior Regista al Fantasporto, Watkins torna dietro la macchina da presa per dirigere “Speak No Evil“. Si tratta di un remake abbastanza recente dell’omonimo film danese diretto da Christian Tafdrup. Tafdrup è stato principalmente un regista di serie televisive, divenendo solo successivamente noto al pubblico con il successo proprio di “Gæsterne” presentato dopo la pandemia presso il Sundance Film festival.
Trama di “Speak No Evil – Non parlare con gli sconosciuti”
Una famiglia americana, dopo aver stretto amicizia con una famiglia inglese durante un viaggio, viene invitata a passare un weekend nella loro tenuta di campagna. Quella che all’inizio sembra una vacanza da sogno, però, si trasforma presto in un incubo.
Recensione di “Speak No Evil – Non parlare con gli sconosciuti”
A differenza della produzione danese, “Speak No Evil” ha un trama per lo più lineare e semplice. Siamo in Italia, è estate e una famiglia proveniente dalla vita grigia e uggiosa di Londra, sta trascorrendo le sue vacanze a bordo piscina nei pressi di un agriturismo di campagna toscana. Tutto sembra edulcorato, borghese, preconfezionato e tristemente scontato, quando improvvisamente un turista olandese irrompe nella tranquilla routine familiare di Ben e Louise Dalton, facendosi notare per i suoi modi eccentrici, buffi e fuori dall’ordinario. Paddy ama ridere, prendere in giro i vicini della tavolata della cena, ballare con la sua compagna e sfrecciare in motorino con il piccolo e taciturno Ant.
Ben e Louise invece sono una coppia in crisi con problemi coniugali da affrontare oltre a quelli psicologici della figlia, la piccola Agnes che non si distacca mai da un peluche. La famiglia Dalton trascorre le sue giornate sempre allo stesso modo e questo rischierebbe di compromettere la ricerca di un nuovo equilibrio, se non fosse che l’amicizia con i coniugi Ciara, Paddy e il figlio Ant, capitanata dal provocatorio medico di campagna (interpretato dal volto di Split e Glass, James MCavoy), svolta radicalmente il resto delle loro vacanze.
Al rientro dal soggiorno italiano, Louise e Ben sono sopraffatti da una realtà che continua a sembrare loro limitata e poco stimolante; una cartolina inaspettata con un piccolo invito presso la dimora di Paddy e Ciara, potrebbe essere la scelta più giusta da fare. Louis e Ben partiranno per una nuova breve pausa dalla loro quotidianità ma quello che non sanno è che l’invito si trasformerà in un tragico risvolto che fotogramma dopo fotogramma stravolge l’animo dei protagonisti e anche quello dei suoi spettatori.
La pellicola del 2024, remake dell’omonimo film diretto nel 2022 da Christian Dafdrup, è un thriller movie accattivante, con una sceneggiatura mediamente lineare, non ricca di colpi di scena ma pur sempre di forte intrattenimento e con un ottimo ritmo della tensione e dell’azione stessa. Sebbene nella prima parte della storia ci sia una presentazione sfortunatamente scolastica e da manuale dei coniugi Ben e Louise versus la coppia di Paddy e Ciara, la storia diretta attualmente da James Watkins ha una buona ripresa subito dopo la breve digressione sulle vacanze italiane, quando cioè assistiamo a un cambiamento di rotta nella dimora dell’azione dei personaggi stessi.
Watkins dirige con un apparente semplicità quasi accademica la sua macchina da presa, immerge lo spettatore nella psicologia dei suoi “character’s” e lo fa puntando direttamente su molti primi e primissimi piani. A tal proposito, sono proprio quelli di James McAvoy che conferiscono un certo pathos e tensione filmica. La psicologia anima le scelte di tutti i personaggi con un occhio di riguardo anche nei confronti dei bambini.
Le personalità sono ben analizzate e messe in evidenza da ogni singola scelta che la famiglia si ritrova a fare. Scelta giusta o sbagliata, a ben guardare la scrittura dei Tafdrup e di Watkins stesso, questa volta pone in evidenza come risulti difficile per lo spettatore porsi in una sensazione di empatia con le vittime.
Louis e Ben non si fidano più l’uno dell’altra ma cadono vittime di una fiducia meramente apparente nei confronti di due sconosciuti incontrati casualmente in vacanza. Non ci sono spiegazioni circa il loro atteggiamento e cercano fino all’ultimo di trovare un senso alle manifestazioni di abuso di potere e forza disfunzionale all’interno di un nucleo familiare più unico che raro.
Watkins e i fratelli Tafdrup passano dunque ad un lavoro fine e di ricostruzione di una condizione esistenziale e al contempo psicologica potenzialmente borderline, trascinando in questa catarsi anche lo spettatore. Perchè i coniugi americani temono la verità ed un giudizio esterno? siamo vittime delle nostre stesse paure? questa è la vera domanda che viene progressivamente innescata nell’animo dello spettatore.
Oltre questo quesito che non troverà sicuramente una soluzione immediata, “Speak No Evil” presenta un problema sostanziale, o meglio capire il motivo di un remake così ravvicinato negli anni che di fatto ha spostato l’attenzione da un ambiente più nordico e folkloristicamente più netto per cadere vittima di un immagine purtroppo mainstream e nulla di più.
In conclusione
Il remake di “Speak No Evil” diretto da James Watkins offre un thriller teso e coinvolgente, anche se non privo di difetti. Nonostante l’evidente mancanza di empatia con le vittime e alcune scelte narrative poco originali, la pellicola riesce a mantenere alto il livello di tensione grazie alla solida interpretazione di James McAvoy e all’uso efficace dei primi piani per accentuare la psicologia dei personaggi. Tuttavia, la decisione di realizzare un remake così ravvicinato all’originale lascia spazio a dubbi, non apportando significativi miglioramenti o innovazioni.
Note positive
- Interpretazione intensa di James McAvoy
- Tensione ben costruita e mantenuta per tutta la durata del film
Note negative
- Mancanza di empatia verso le vittime
- Sceneggiatura prevedibile e priva di grandi colpi di scena
- Il remake non aggiunge nulla di nuovo rispetto all’originale del 2022
