Servant – La prima stagione (2019): Il bambino, la bambola e la tata

Servant locandina prima stagione

Servant – prima stagione

Titolo originale: Servant

Anno: 2019

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: Horror

Produzione: Blinding Edge Pictures, Dolphin Black Productions, Escape Artists

Distribuzione: Apple TV+

Ideatore: Tony Basgallop

Stagione: 1

Puntate: 10

Regia: M. Night Shyamalan, Daniel Sackheim, Alexis Ostrander, John Dahl

Attori: Lauren Ambrose, Toby Kebbel, Nell Tiger Free, Rupert Grint

Trailer di Servant – prima stagione

Dal 28 novembre 2019 viene distribuita sulla piattaforma on demand Apple Tv + la serie horror Servant, ideata da Tony Basgallop e che vede M. Night Shyamalan, il maestro contemporaneo del cinema horror psicologica, sia nel ruolo di produttore esecutivo che in quello di regista, anche se solo per sporadici episodi. Per i ruoli dei protagonisti si è optato per gli attori Toby Kebbell, Lauren Ambrose (famosa per la serie tv di successo Six Feet Under), Nell Tiger Free (la Myrcella Baratheon de Il Trono di Spade) e Rupert Grint (conosciuto al grande pubblico mondiale per aver interpretato Ron Weasley nella saga cinematografica di Harry Potter)

Trama di Servant

A Filadelfia, una giovane coppia benestante ha apparentemente tutto e sembra vivere una vita idilliaca, lei Doroty (Lauren Ambrose) è una stimata e famosa reporter televisiva mentre Sean (Toby Kebbel) è uno chef molecolare di successo che lavora solitamente da casa. La loro felicità però è solo una facciata, dato che la loro esistenza è stata scossa dalla tragica morte del loro unico figlio Jerico di appena tredici settimane. A questo evento la madre però non si è mai ripresa andando a negare completamente il fatto. La famiglia della donna ha deciso di sottoporla a una terapia oggettuale transitoria utilizzando una bambola rinata realistica che lei andrà a considerare e a trattare come se fosse il “vero” Jerico. Questa situazione dal punto di vista psicologica precipita quando Doroty, ben sei settimane dopo il parto, decide di assumere una tata a tempo pieno per aiutarla a occuparsi del bebè, soprattutto ora che dovrà riprendere a lavorare dopo il periodo di aspettativa post parto che la tenuta lontana dai riflettori della televisione. Così si trasferisce da loro la diciottenne Leanne (Nell Tiger Free), pronta a occuparsi di Jerico, la bambola rinata. La venuta della giovane nella vita dei coniugi Turner darà una svolta inquietante alla loro triste routine, soprattutto a quella di Sean, l’unico che deve affrontare in silenzio il lutto.

Recensione di Servant

Le bambole, nel panorama cinematografico horror, hanno da sempre attratto una grande quantità di registi che hanno ritrovato, all’interno di questi oggetti inanimati così vicini alla rappresentazione dell’uomo, delle caratteristiche visive ed estetiche in grado d’inquietare e spaventare crudelmente il pubblico. Proprio attraverso questa ricerca di creare l’elemento orrorifico sono stati creati dei pupazzi indimenticabili come “Billy il Pupazzo, il manichino da ventriloquo dal volto bianco con un aspetto elegante ma funebre che ha fatto la fortuna del franchise Saw, oppure il diabolico Chucky de La bambola Assassina, o invece Annabelle, la bambola di porcellana dal volto terrificante presente in L‘Evocazione – The Conjuring o ancora Billy presente in Dead Silence; tutti “fantocci” che divengono, a eccezione della saga di Saw, il perno centrale dei loro lungometraggi tanto che i registi sfruttano il loro aspetto estetico o la loro vicinanza al mondo diabolico per creare i momenti horror della narrazione, in Servant invece avviene esattamente opposto tanto che la bambola rinata realistica non possiede esteticamente quella componente visiva spaventosa ma è il modo in cui viene presentata dal punto di vista registico e di sceneggiatura nel pilot che le fa assumere un ruolo altamente inquietante, e in seguito trasmettendo una sensazione d’irrequietezza e di mistero all’intera storia, che man mano si apre e si mostra nelle sue ramificazioni al pubblico senza però andare a svelare troppo e lasciando sempre quell’aurea di tensione e malessere, emozione che avvolge i coniugi Turner.

La prima puntata, registicamente realizzata da M. Night Shyamalan, è costruita con enorme sapienza e intelligenza da parte del creatore. Noi spettatori inizialmente non abbiamo dubbi sulla realtà dell’esistenza del bambino, vuoi per l’atteggiamento di Doroty, che crede realmente che suo figlio sia ancora vivo a causa del trauma che ha subito, sia per il comportamento messo in atto dalla nuova tata Leanne, la quale mostra un atteggiamento materno nei confronti del bambino/pupazzo dando la sensazione di essere dinanzi a uno vero, la scoperta dell’assenza di Jerico ma della sua versione in bambola, mostrando il fatto in maniera violenta e repentina, trasmette un senso di terrore allo spettatore e lo conduce dentro l’inquietudine dello show, sensazioni che porteremo con noi all’interno di tutte le puntata, un emozione che anzi aumenterà episodio dopo episodio. L’ideatore e i registi hanno il pregio di creare un atmosfera malata e oscura da horror psicologico che tiene incollati e avvolge all’interno del suo climax, anche grazie a una splendida scenografia, con un abitazione che appare moderna ma con una verve antica e barocca. Il tutto è impreziosito anche dal cast con le due attrici femminili, Lauren Ambrose e Nell Tiger Free, in splendida forma, soprattutto la seconda che dà vita ad un personaggio dolce ma che possiede sia visivamente che nel modo di porsi in scena un suo lato oscuro, il quale verrà mostrato nell’arco delle successive puntate.

In conclusione, Servant possiede una prima stagione, di breve durata con episodi di circa 30 minuti, che ha il pregio di tenerci incollati alla poltrona inquietandoci come pochi film e serie tv fanno, grazie a una sceneggiatura e regia praticamente perfetta. Sicuramente se fosse uscita su piattaforme quali Netflix o Prime Video avrebbe ottenuto un maggior successo sia di pubblico che di premi, invece su una ancor giovane Apple Tv+ ha avuto una scarsa visibilità. Indubbiamente se amate l’horror non dovete perdervela.

Note positive

  • Un ottima regia
  • Sceneggiatura in grado di svelare gli eventi mantenendo il mistero
  • Interpretazione attoriale
  • Scenografia

Note negative

  • /

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