
The Crown 2
Titolo originale: The Crown
Anno: 2017
Paese: Regno Unito, Stati Uniti d’America
Genere: Drammatico, Storico, Biografico
Casa di Produzione: Left Bank Pictures, Sony Pictures Television
Distribuzione italiana: Netflix
Ideatore: Peter Morgan
Stagione: 2
Puntate: 10
Regia: Stephen Daldry, Philip Martin, Benjamin Caron
Sceneggiatura: Peter Morgan
Montaggio: Úna Ní Dhonghaíle, Pia Di Ciaula
Musica: Hans Zimmer, Rupert Gregson-Williams, Lorne Balfe
Attori: Claire Foy, Matt Smith, Vanessa Kirby, Victoria Hamilton, Jeremy Northam, Anton Lesser, Matthew Goode, Michael C. Hall, Jodi Balfour
Trailer di “The Crown 2”
Informazioni sulla stagione e dove vederla in streaming
Dopo l’ottimo esordio della prima stagione, The Crown ritorna con il suo secondo capitolo, rilasciato su Netflix nel dicembre 2017. Creata da Peter Morgan, la serie continua a esplorare il regno della regina Elisabetta II, concentrandosi sugli anni dal 1956 al 1964. Questo nuovo ciclo di episodi non si limita a proseguire il racconto, ma approfondisce il lato più intimo e fragile della monarchia, mettendo a nudo le tensioni interne e le difficoltà personali che Elisabetta deve affrontare, sia come sovrana che come donna.
Trama di “The Crown 2”
La seconda stagione di The Crown copre il periodo dal 1956 al 1964, esplorando eventi storici e dinamiche personali della famiglia reale britannica. La crisi di Suez del 1956 mina la stabilità del governo britannico, mentre il matrimonio tra la regina Elisabetta II e il principe Filippo è segnato da tensioni e presunti tradimenti. La principessa Margaret inizia una relazione con il fotografo Antony Armstrong-Jones, sfidando le convenzioni reali. Lo scandalo Profumo scuote la politica britannica, portando alle dimissioni del primo ministro. L’incontro con John e Jackie Kennedy sottolinea il ruolo mutevole della monarchia in un mondo in rapido cambiamento.

Recensione di “The Crown 2”
Se la prima stagione aveva gettato le basi del regno di Elisabetta, la seconda stagione si addentra nelle crisi che mettono alla prova la sua leadership e i suoi rapporti familiari. Tra i principali eventi storici trattati, spicca la crisi di Suez del 1956, che scuote la politica britannica e mette in discussione il ruolo della nazione sulla scena internazionale. Ma a rendere The Crown così avvincente è la sua capacità di intrecciare magistralmente le grandi vicende storiche con le dinamiche personali della famiglia reale.
La relazione tra Elisabetta (Claire Foy) e il principe Filippo (Matt Smith) diventa uno degli assi portanti della stagione, mostrando le crepe sempre più evidenti nel loro matrimonio. Il duca di Edimburgo è irrequieto, frustrato dal suo ruolo di secondo piano e dal peso delle aspettative pubbliche. Il loro rapporto, fatto di tensioni, tradimenti e riconciliazioni, viene esplorato con un realismo che restituisce tutta la complessità di un matrimonio reale. A emergere con forza è anche il personaggio della principessa Margaret (Vanessa Kirby), la quale, dopo la delusione amorosa della prima stagione, cerca un nuovo equilibrio nella sua vita sentimentale, culminando nella tormentata relazione con il fotografo Antony Armstrong-Jones (Matthew Goode). Margaret è un’anima ribelle, un’outsider all’interno della sua stessa famiglia, e la sua storia personale è tra le più affascinanti della stagione.
Regia, interpretazioni e impatto della seconda stagione
Come nella stagione precedente, The Crown mantiene un’elevata qualità produttiva, grazie a una regia elegante e misurata che valorizza l’impatto emotivo della narrazione. La fotografia invece, conferisce alla serie un’estetica raffinata e cinematografica, esaltando l’ambientazione storica. La sceneggiatura di Peter Morgan è incisiva e ricca di sfumature, intrecciando con maestria eventi storici e dinamiche personali, dando vita a personaggi complessi e autentici.
Claire Foy regala un’interpretazione intensa di Elisabetta II, trasmettendo con maestria il peso della corona e il conflitto tra dovere e desiderio personale, con momenti di grande spessore in episodi come Marionette (Marionettes) e L’uomo del mistero (Mystery Man) . Matt Smith dona profondità al principe Filippo, catturandone l’orgoglio e le fragilità, mentre Vanessa Kirby brilla nei panni di Margaret, incarnando con magnetismo la sua ribellione e tormento interiore. Le loro performance elevano ulteriormente la qualità della serie, rendendo ogni scena carica di emozione e autenticità. La seconda stagione esplora con profondità il conflitto tra dovere e vita privata, evidenziando il sacrificio personale imposto dalla monarchia. La rigidità delle tradizioni si scontra con un mondo in rapido cambiamento, costringendo Elisabetta a confrontarsi con la propria identità di sovrana. Il finale di stagione segna il suo definitivo passaggio a una leadership più consapevole, consolidando il suo ruolo in un’epoca di trasformazioni.

In conclusione
La seconda stagione di The Crown (2017) è un’opera televisiva di straordinaria qualità, che unisce una narrazione avvincente a una cura estetica e interpretativa impeccabile. Ogni episodio è un piccolo gioiello di scrittura, regia e recitazione, capace di coinvolgere lo spettatore e di far emergere la dimensione più umana e vulnerabile della famiglia reale.
Con questa stagione si chiude anche il ciclo interpretato da Claire Foy e Matt Smith, prima del cambio di cast per la terza stagione. Il loro addio è all’altezza delle aspettative, lasciando il pubblico con un ritratto memorabile della giovane Elisabetta e del suo tormentato percorso di crescita. The Crown conferma il suo posto tra le migliori serie televisive del decennio, un dramma storico che riesce a essere allo stesso tempo intimo e grandioso, politico ed emozionale.
Note positive
- Interpretazioni eccellenti: Claire Foy, Matt Smith e Vanessa Kirby offrono performance straordinarie, aggiungendo profondità ai loro personaggi.
- Regia elegante: Philip Martin e Benjamin Caron valorizzano la narrazione con uno stile raffinato e cinematografico.
- Fotografia di grande impatto: Adriano Goldman conferisce un’estetica sofisticata alla serie.
- Sceneggiatura avvincente: Peter Morgan intreccia magistralmente eventi storici e dinamiche personali.
- Approfondimento psicologico: la stagione esplora con intensità i conflitti interiori di Elisabetta, Filippo e Margaret.
- Equilibrio tra storia e dramma: gli eventi storici non sono solo sfondo, ma si intrecciano con la crescita dei personaggi.
- Finale significativo: segna un’evoluzione importante per la protagonista, consolidando il suo ruolo di leader.
Note negative
- Ritmo a tratti più lento: alcuni episodi risultano meno dinamici rispetto ad altri.
- Libertà creative: alcune scelte narrative si discostano dalla realtà storica, suscitando dibattiti sull’accuratezza.
- Personaggi secondari meno sviluppati: alcuni membri della famiglia reale e figure storiche avrebbero meritato maggiore attenzione.
| Regia |
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| Fotografia |
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| Sceneggiatura |
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| Colonna sonora e sonoro |
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| Emozione |
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| Interpretazione |
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SUMMARY
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4.5
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