Dexter 8 (2013). Goodbye, Dexter Morgan

Trailer di Dexter 8

Informazione sulla stagione e dove vederla

Benvenuti nell’oscura e contorta mente di Dexter Morgan, il famigerato serial killer di Miami che ha tenuto il pubblico con il fiato sospeso per sette stagioni. Ma l’attesa è finalmente giunta al termine, e siamo qui per esplorare l’ottava e, apparentemente, conclusiva stagione di questa serie cult. ‘Dexter 8’ avrebbe dovuto segnare la fine del percorso criminale di Dexter, ma come spesso accade nei mondi televisivi, nulla è mai davvero definitivo (vedesi Dexter: New Blood). Tuffiamoci nella mente di Dexter una volta ancora e scopriamo se questa stagione riesce a regalarci una degna conclusione o se lascia spazio a ulteriori enigmi. È il momento di svelare i segreti nascosti nell’ombra e di fare i conti con i demoni interiori di Dexter Morgan in ‘Dexter 8’.

Trama di Dexter 8

Dexter Morgan tenta disperatamente di mettersi in contatto con Debra, ma lei sembra evitarlo completamente, ignorando le sue chiamate. Scopriamo ben presto che Debra non fa più parte del dipartimento di polizia di Miami, svolgendo ora un lavoro più remunerativo presso l’ufficio investigativo Elway. Qui guadagna molto più denaro risolvendo casi più semplici, ma anche più torbidi, lasciandosi trascinare dentro una spirale d’abuso di droghe e alcol, anche a causa dei suoi recenti tormenti interiori. Questa separazione forzata mette Dexter alle corde, poiché sente di aver perso l’unica costante nel suo mondo e l’unica persona che lo manteneva lucido e stabile all’interno della sua falsa copertura come analista forense dell’FBI.

In questo momento di grande tensione, compare un nuovo serial killer a Miami, che uccide le vittime e, in modo macabro, preleva parti del cervello legate alla sfera emotiva dopo la morte. Insieme a questo criminale compare anche la misteriosa psicologa Evelyn Vogel, che dimostra un immediato interesse per Dexter Morgan. La Dotteressa, ben presto, afferma di essere la creatrice del “codice” che muove Dexter e di conoscere la sua vera natura di criminale. Poco dopo, scopriamo che la dottoressa è coinvolta nei casi di omicidio, ricevendo parti di cervello in barattoli a casa sua. Questo fatto la spinge a chiedere l’aiuto della sua “creatura” per eliminare il serial killer prima che possa nuocere ulteriormente. Dexter accetta l’offerta, ma in cambio vuole che la psicologa lo aiuti a salvare sua sorella e a riunirla a lui.

Jennifer Carpenter e Yvonne Strahovski - Dexter 8
Jennifer Carpenter e Yvonne Strahovski – Dexter 8

Uno sguardo più ampio

Debra aveva ragione e io avevo torto. Sono io quello che si è perso. Una persona migliore la lascerebbe libera ma io non ne sono capace. Senza di lei non so piú chi sono. 

Dexter 8×01 – Una splendida giornata

Andata in onda nel lontano 2006 sul network Showtime, ispirata al primo romanzo della saga letteraria di Jeff Lindsay sul serial killer Dexter Morgan, “Dexter” risulta essere, sebbene con alti e bassi, una delle migliori serie del panorama mondiale, mantenendo intatta l’essenza presente fin dalle prime puntate della prima stagione, basata sulla natura ambivalente del suo protagonista, che si muove tra maschere sociali e orrori nascosti.

Il finale della settima stagione ha segnato una svolta cruciale nella storia di Dexter Morgan e, più specificamente, di sua sorellastra Debra (interpretata da Jennifer Carpenter). In un luogo che richiama la genesi della mente distorta del protagonista, Debra è stata costretta a prendere una decisione di vita o morte, premendo il grilletto contro Maria LaGuerta per salvare la vita di Dexter. Da quel momento, il pubblico ha nutrito alte aspettative per l’ottava stagione, concentrandosi sull’evoluzione del rapporto familiare tra i due e sull’epilogo di una storia che ha attraversato ben otto anni di show televisivo, narrando la vicenda del “mostro buono”.

La fortuna della serie televisiva risiede probabilmente nella sua peculiare figura protagonista e nel suo codice di comportamento e morale. Dexter non è né un eroe né un cattivo, bensì un uomo il cui passatempo e piacere consistono nell’uccidere gli altri. Egli non prova empatia e si sente escluso dalla società, circostanza che lo rende affascinante e vicino al pubblico: un individuo con una morale estranea al mondo circostante, che fatica a comprendere. Un personaggio di tale spessore carismatico ha attratto un vasto pubblico. Tuttavia, per analizzare l’ottava stagione, è opportuno fare un breve excursus sulle precedenti stagioni e sull’evoluzione complessiva del crime drama durante le prime sette stagioni, caratterizzate da momenti alti e, talvolta, bassi e questionabili.

Dalla prima alla terza stagione, la serie ha mantenuto una coerenza narrativa esaminando varie sfaccettature della psiche del protagonista, con uno stile narrativo intelligente e mai banale. Il picco creativo della serie si raggiunge nella quarta stagione con l’introduzione del “Trinity Killer“, il nemico più spaventoso con cui Dexter si sia mai confrontato. Questa stagione contiene l’evento più significativo dell’intera serie, con un finale crudele e terrificante in cui Dexter, al suo ritorno a casa, si trova di fronte a una scena macabra: Rita è morta nella vasca da bagno, immersa nel sangue, mentre il figlioletto è seduto sul pavimento, coperto dal sangue della madre. In quel momento, Dexter comprende che suo figlio è stato “concepito” e cresciuto nel sangue. Questa scelta narrativa è geniale, ma, purtroppo, non ha apportato un impatto positivo alla serie, in quanto la perdita di Rita ha segnato un netto calo nella qualità narrativa, soprattutto dalla quinta stagione in poi. La quinta stagione inizia con il neonato ricoperto di sangue tra le braccia di Dexter, ma introduce personaggi poco interessanti, come Lumen, e una trama secondaria con un gruppo di serial killer. In questo periodo, si osserva una mancanza di sviluppo del personaggio principale.

La sesta stagione si concentra in modo piuttosto sconcertante sulla religione, con l’assassino “Travis Marshall” che si ispira all’apocalisse. Questa stagione rimane guardabile grazie a questo tema, ma non contribuisce in modo significativo alla trama generale. L’unica nota rilevante è la scoperta di Debra riguardo al fratello killer e il suo tentativo iniziale di fermare gli omicidi di Dexter. Tuttavia, alla fine, Debra si limita a proteggerlo, e il “cattivo” di turno, Sirko, un boss della mafia russa, non riesce a competere con Dexter in termini di complessità.

Un elemento cruciale introdotto nella settima stagione è Hannah McKay, uno dei pochi personaggi ben sviluppati di quella stagione. Inoltre, Maria LaGuerta scopre la verità su Dexter, costringendolo a pianificare la sua eliminazione, anche se con rammarico per l’uccisione di un innocente. Tuttavia, in questo momento, il destino vuole che sia sua sorella Debra a risolvere il dilemma. Dopo aver intuito le intenzioni del fratello, Debra spara a LaGuerta, un tenente della polizia di Miami.

La storia di Dexter è caratterizzata da momenti di grande intensità e da alcune sfumature discutibili. La serie ha catturato l’attenzione del pubblico grazie al suo protagonista unico e al suo complesso codice di moralità. Tuttavia, non è stata priva di alti e bassi lungo il percorso, con alcune stagioni particolarmente notevoli e altre che hanno faticato a mantenere lo stesso livello di qualità. La stagione ottava si presenta come la conclusione di un lungo viaggio televisivo, promettendo di chiudere in modo soddisfacente la storia del “mostro buono” che ha affascinato il pubblico per tanti anni.

Dexter 8
Dexter 8

Recensione di Dexter 8

L’ottava stagione di Dexter ha l’arduo compito, dopo alcune stagioni mediocri, di riportare in auge il carismatico protagonista, che sembra essersi smarrito in una sceneggiatura incapace di recuperare la forza emozionale della crescita dell’individuo vissuta nelle prime quattro stagioni dello show. Per portare a termine questa missione, era fondamentale creare un serial killer autorevole e affascinante, in grado di competere con il protagonista e di introdurre un elemento di mistero e curiosità nella trama, che qui assume più livelli narrativi: famiglia, amore, investigazione criminale e scoperta dell’io più profondo. Tutti questi temi contribuiscono a chiudere il cerchio, svelando tutti i pezzi del puzzle che compongono la psiche di Dexter Morgan. L’ottava stagione riprende la caratterizzazione del personaggio, rimasta invariata dalla sesta alla settima stagione, dopo una pausa piuttosto lunga.

Il fulcro di questo ciclo narrativo finale è indubbiamente il rapporto tra Dexter e Debra, che si trova in una situazione di crisi e degrado, mettendo a dura prova sia il nostro protagonista sia la stessa Debra, la quale è in cerca di una comprensione di sé stessa e dei concetti di giusto e sbagliato, di bene e male. La separazione dei due personaggi era inevitabile in una serie come Dexter, ma il modo in cui è stata gestita non è stato il migliore, anzi, è ciò che ha compromesso le ultime stagioni dalla sesta in poi. L’ottava stagione si impegna a ricomporre questo puzzle, sfruttando un’opportunità di sceneggiatura: come è nato davvero il codice di Dexter? Per rispondere a questa domanda, viene introdotta una psicologa, e il finale si sviluppa sia dal punto di vista del serial killer che terrorizza Miami, sia dal punto di vista del rapporto tra Dexter e Debra, oltre alla presenza di Hannah McKay (interpretata da Yvonne Strahovski). L’evoluzione finale del protagonista è un po’ affrettata, ma nel complesso appare credibile, portandolo a comprendere per la prima volta il significato dell’emozione, rendendolo più umano, con la scomparsa dell'”oscuro passeggero”. La spiegazione di questo cambiamento è abbastanza semplice, basandosi sull’importanza dell’amore, anche se avrebbe potuto essere sviluppata in modo più approfondito.

Il tono dell’ottava stagione è per la prima volta privo di quella ironia onnipresente per l’intera serie ma acquisisce, sia nel volto dell’attore Michael C. Hall, sempre sul pezzo, che nel ritmo narrativo una maggiore cupezza e tristezza che invade ogni scena.

Charlotte Rampling e Michael C. Hall in Dexter-8
Charlotte Rampling e Michael C. Hall in Dexter-8

Spiegazione del finale di Dexter

Ti amo, Deb

cit. Dexter 8×12

Il finale è più che adeguato: l’amore per il figlio, per Hannah McKay, e soprattutto per la sorellastra Debra, porta Dexter a perdere i suoi istinti omicidi fino al punto in cui non riesce a uccidere Daniel, un malvagio e spietato serial killer, che alla fine verrà, da lui ucciso solo per vendetta, davanti alle telecamere del carcere, e non per necessità o bisogno di sangue.

Remember the Monsters?“, l’episodio finale della serie, è segnato da un elemento atmosferico che fa da cornice all’intero episodio: il tornado che si sta per abbattere su Miami. Nell’episodio assistiamo ad Hannah e al figlio di Dexter, che, nonostante mille difficoltà, riescono a prendere l’aereo per l’Argentina, la terra in cui possono intraprendere una nuova vita. Nel mentre seguiamo le vicissitudini di Dexter che scopre che la sorella si trova in ospedale, vittima di Daniel, il killer che lui ha lasciato in vita, compiendo per la prima volta un atto di umanità. Raggiunta Debra, in un ospedale in preda al panico a causa del tornado, il fratello decide di staccargli la spina, uccidendo con dolore e con compassione la sua amata sorella. L’uomo l’avvolge in lenzuolo bianco e, nel caos generale dell’ospedale, la mette sulla sua barca, dirigendosi verso il mare in tempesta.

In mezzo al mare, in una scena toccante, sebbene realizzata con effetti speciali alquanto scadenti (forse addirittura imbarazzanti), decide di gettare il corpo senza vita di Debra, la persona più cara a lui in tutta la sua vita, in mare, poiché è l’unico modo che conosce per dirle addio. Sperimentando emozioni per la prima volta, in un momento estremamente inopportuno, capisce che le persone a cui tiene non potranno mai vivere felicemente, ma incontreranno un destino tragico, come suo fratello, suo padre adottivo che si è suicidato per non sopportare ciò che aveva creato, la dottoressa Vogel, Rita, il suo unico amico Miguel Prado e, infine, Debra, morta a causa del suo cambiamento. Prende la sua nave “Slice of Life”, compagna di tanti omicidi, e si immerge nella tempesta per porre fine a tutto. Il giorno successivo, i soccorsi troveranno i resti della barca in mare, dichiarando la morte di Dexter Morgan. Questa notizia raggiungerà anche Hannah in Argentina attraverso internet, lasciando aperta la sua storia con il figlio del defunto serial killer, mentre è ricercata dal capo dell’ufficio investigativo Elway.

Quando tutti pensano che la storia sia finita, vediamo Dexter che lavora come boscaiolo, privo di pensieri e svuotato dalla vita. Ormai non prova più felicità, né il desiderio di uccidere, ma solo un dolore profondo. Ha deciso di abbandonare tutti i suoi cari, esiliandosi e soffrendo per i suoi crimini. La voce fuori campo dei suoi pensieri svanisce, lasciando un personaggio vuoto, pieno di rimpianti, che ha scelto di vivere nell’anonimato, in un carcere personale privo di ogni vero sentimento. Il Dexter che abbiamo conosciuto è morto e al suo posto troviamo un uomo distrutto dalla vita, creando un finale forte e interessante. Nell’ultimo frame, il regista ha scelto di far guardare l’attore direttamente alla macchina da presa, rompendo la quarta parete, una scelta che sembra incoerente con il resto della serie, dato che lui non ha mai parlato direttamente agli spettatori.

La serie, per funzionare e essere innovativa, aveva bisogno di un mostro che potesse apparire simpatico al pubblico, ma non dobbiamo dimenticare che è un assassino, un serial killer di professione, e la fine che ha avuto è proprio ciò che una persona di questa categoria merita. Se fosse morto, non avrebbe sofferto e non avrebbe pagato per il male che ha causato a chi gli stava accanto. In questo modo, proprio quando aveva iniziato a provare veri sentimenti d’amore e emozioni profonde di dolore e felicità, il suo intero mondo collassa, costringendolo a allontanarsi per sempre da coloro che ama, e che gli mancheranno per il resto della sua vita. Non potrà vedere suo figlio crescere e non potrà invecchiare al fianco dell’unica donna che abbia mai amato, ma vivrà in solitudine, tormentato dai rimorsi per ciò che ha causato e per ciò che ha perso. Il finale non è tragico, ma è meno banale di una semplice morte. Nell’ultima scena, non sentiamo più la voce del protagonista che ha guidato tutta la serie, ma c’è solo il silenzio: ormai è solo, privo di energia e speranza.

Per quanto possa aver fatto finta di no, era da tanto tempo che desideravo essere una persona normale. Provare le loro stesse emozioni. Ma ora che sono come loro, voglio solo smetterla.

Michael C. Hall in Dexter 8×12 – Remember the Monsters

In conclusione

L’ottava stagione di Dexter ha affrontato l’arduo compito di riportare in auge il protagonista, dopo alcune stagioni mediocri. Questa stagione ha cercato di riconnettersi con la forza emozionale delle prime quattro stagioni, esplorando il passato di Dexter e il suo rapporto con Debra. Nel complesso, ha portato a una conclusione avvincente ed emotiva.

In definitiva, il finale di Dexter è stato audace e ha portato il protagonista a una conclusione inaspettata, creando un epilogo che ha suscitato diverse emozioni e discussioni tra gli spettatori. Sebbene la serie abbia avuto alti e bassi, questa stagione finale ha sicuramente lasciato il segno.

Note positive

  • Ricostruzione del Personaggio: L’ottava stagione ha riportato in primo piano il protagonista, esplorando il suo passato e il significato del suo codice. La sua evoluzione finale, anche se affrettata, ha reso il personaggio più umano e profondo.
  • L’uso di un tono cupo: Questa stagione ha abbandonato l’ironia tipica della serie, abbracciando una tonalità più cupa e triste. Questo cambiamento ha dato un’atmosfera diversa alla narrazione e ha evidenziato le sfide emotive affrontate dai personaggi.
  • Gestione del rapporto tra Dexter e Debra: Sebbene la separazione dei due personaggi fosse inevitabile, l’ottava stagione ha cercato di ricomporre il puzzle del loro rapporto in modo credibile. L’approfondimento delle loro dinamiche ha aggiunto profondità alla trama.

Note negative

  • Gestione Precedente delle Stagioni: Nonostante gli sforzi di questa stagione, alcune delle stagioni precedenti sono state critiche per la loro mediocrità. Questo ha reso il compito dell’ottava stagione ancora più impegnativo.
  • Scarsa Realizzazione degli Effetti Speciali: Alcuni effetti speciali nell’episodio finale potrebbero non essere stati all’altezza delle aspettative, compromettendo l’immersione dello spettatore in alcune scene cruciali.
  • Distruzione della Quarta Parete nel Finale: L’ultima scena in cui l’attore guarda direttamente la macchina da presa può risultare incoerente con il tono generale della serie e potrebbe non essere stata gradita da alcuni spettatori.

8 commenti

  1. la sigla è stupenda, fors ela migliore in assoluto dei serial tv (insieme a quella del trono di spade)
    il serial l’ho adorato all’inizio, un po’ meno le ultime stagioni, ma in effetti resta uno dei miei preferiti

  2. Io lo amo tantissimo ma non ho letto tutto l’articolo perchè sono ferma alla quinta stagione.. mi manca il tempo di vedere le successive.. ;_;
    Devo impegnarmi e vederlo assolutamente!

  3. io non credo che si sia esiliato per il resto della sua vita “notare la telefonata che ha fatto ad Harryson” credo faccia intendere che al momento giusto si ricongiungerà con la sua nuova famiglia.

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