The Iron Lady: la politica secondo Margaret Thatcher.

The Iron Lady: la politica secondo Margaret Thatcher. 1

The Iron Lady

Titolo originale: The Iron Lady

Anno: 2011

Genere: biografico, drammatico

Paese di produzione: Regno Unito, Francia

Lingua originale: inglese

Casa di produzione: Pathè Film

Distribuzione in Italia: BiM Distribuzione

Durata: 105 minuti

Regia: Phillida Lloyd

Fotografia: Elliot Davis

Montaggio: Justine Wright

Attori: Meryl Streep, Olivia Colman, Jim Broadbent, Anthony Head, Richard E. Grant, Harry Lloyd.  

Trailer italiano di The Iron Lady

The Iron Lady è un film del 2011 di Phillida Lloyd che racconta la vita dell’ ex Primo Ministro britannico Margaret Thatcher. Meryl Streep grazie alla sua performance all’interno dell’opera filmica, ha ricevuto il suo terzo premio oscar come miglior attrice.

Trama di The Iron Lady

Il film ci presenta la vita dell’ex Primo Ministro inglese Margaret Thatcher dalla sua adolescenza fino al termine della carriera politica. Il punto di vista è sempre il suo, un continuo pendolo tra flashback e dialoghi con il marito Denis, morto anni prima. Nonostante la demenza senile stia avendo la meglio sulla sua memoria, non si cura delle preoccupazioni che la figlia e i collaboratori provano nei suoi confronti perché tenacia e determinazione non la lasceranno mai.

Recensione di The Iron Lady

Chiamata The Iron Lady dai Sovietici, Margaret Thatcher è uno dei personaggi politici più controversi: c’è chi l’ha amata e chi l’ha odiata; vie di mezzo non ce ne sono. Il film mette in scena la dualità che la contraddistingue, alternando il lato “politico” a quello più “umano” e comprensivo.

Lo spirito politico l’ha preso dal padre, attivo nel partito locale già da quando Margaret era adolescente. Pur condividendo questo slancio, l’atteggiamento era sicuramente diverso: lui morbido, pacato e con tanta speranza nel futuro e nei giovani; lei severa, irremovibile e fortemente convinta delle sue idee.

Ambizione ed emancipazione sono state la sua salvezza e condanna. Nel primo caso, le hanno permesso di diventare quella che oggi noi tutti conosciamo, aprendo la strada della  politica anche alle donne, sdoganandone l’immagine prettamente domestica. Memorabile la scena del suo ingresso nel Parlamento quando, trovata la stanza per le donne, entratavi, si imbatte in una sedia, un ferro e un’asse da stiro. Nel secondo caso, le hanno fatto mettere da parte la famiglia e concludere il mandato di Primo Ministro. Forse quel “l’importante è che resti fedele a se stessa e resti sempre quella che è” è stato preso fin troppo alla lettera: per quanto sia giusto credere nelle proprie idee, ci sono situazioni che ci costringono a fare un passo indietro per trovare il giusto compromesso. Nel 1989 l’arrivo di una forte recessione economica, che portò inflazione e alti tassi di interesse e l’introduzione della riforma fiscale locale Poll Tax, un’imposta basata sulla popolazione e non sul reddito, diedero inizio ad uno sciopero fiscale a e molte proteste da parte dei cittadini. Anche di fronte ad un così evidente malcontento, Margaret non arretrò di un millimetro. Dopo undici anni di governo, si dimette. Una scelta in parte forzata (è così che funziona il sistema politico inglese), in parte l’unico modo per uscirne, ancora una volta, vittoriosa: meglio cedere il posto volontariamente che veder il proprio volto stampato su tutti i  giornali del Regno Unito dopo essere stata battuta alle elezioni. La fine della carriera politica segna l’inizio di una nuova vita e di una “nuova Margaret”. Il modo in cui affronta il ricordo del marito è nostalgico e affettuoso: è chiaro che ne sente la mancanza, sentimento che quando era in vita non riusciva a dimostrargli appieno. Anche il rapporto con la figlia Carol è cambiato: più severa e dura da giovane, ancora sotto gli effetti della politica, più benevola con il passare degli anni, riuscendo anche a dimostrarle il suo affetto più sincero.

Insomma, questo lungo viaggio non solo ha dato alla Lady l’occasione di cambiare e guidare il Regno Unito, ma l’ha anche costretta a rivedere e dunque ristabilire le sue priorità, nel tentativo di recuperare tutto quello perso negli anni della politica.

Cura i pensieri: diventeranno parole. Cura le tue parole: diventeranno le tue azioni. cura le tue azioni: perchè diventeranno abitudini. cura le tue abitudini perchè diventeranno il tuo carattere e cura il tuo carattere perchè diventerà il tuo destino. Quello che pensiamo, diventiamo”.

Margaret Thatcher

Note Positive

  • L’interpretazione perfetta della Lady di Ferro da parte di Meryl Streep
  • Color correction

Note Negative

  • Nessuna

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