L'uomo nell'alto castello 2 recensione serie

L’uomo nell’alto castello 2: Una storia di rivolta diventa fantascienza

l'uomo nell'alto castello 2 locandina

L’uomo nell’alto castello  2

Titolo originaleThe Man in the High Castle

Anno: 2015

Paese: Stati Uniti d’America

Genere:  ucronico

Produzione: Amazon Prime Video

Distribuzione: Amazon Prime Video

Ideatore: Frank Spotnitz

Stagione: 2

Puntate: 10

Attori: Alexa Davalos, Rupert Evans, Brennan Brown, Luke Kleintank, DJ Qualls, Joel de la Fuente, Cary-Hiroyuki Tagawa, Rufus Sewell, Chelah HorsdalCallum Keith Rennie, Callum Keith Rennie, Bella Heathcote, Sebastian Roché, Hiro Kanagawa, Cara Mitsuko, Tate Donovan, Yukari Komatsu

Trailer de L’uomo nell’alto castello 2

Trama di L’uomo nell’alto castello  2

Juliana ha appena consegnato a Joe, un nazista di ventisette anni che lavora per l’Obergruppenführer John Smith, la terrificante pellicola riguardante la fucilazione di un gruppo di rivoluzionari per mano dei nazisti. Tra i fucilati è ben visibile Frank Frink, mentre Joe Blake è colui che preme il grilletto. Con questa azione Juliana ha tradito la rivoluzione che voleva ottenere sia il nastro cinematografico che uccidere Blake, il quale, proprio grazie all’aiuto della ragazza, scappa su un peschereccio per raggiungere John Smith, mentre la signorina Crain deve fronteggiare e subire le ripercussioni del suo gesto.

I rivoluzionari Karem e Lem accusa di tradimento Juliana e la conducono da L’uomo del alto Castello, ovvero Hawthorne Abendsen, che gli rimostra il filmato in cui San Francisco viene rasa al suolo da una bomba atomica. L’uomo svela alla donna che le pellicole sono importanti perché svelano realtà alternative del mondo e le azioni stesse per condurle verso quella direzione stessa. Hawthorne Abendsen ha un unica richiesta da Juliana sapere di chi sia il volto di un uomo morto con indosso una divisa nazista. Quell’individuo risulta familiare alla giovane che però non riesce a ricordare chi lui sia.

Nonostante questa chiacchierata con il misterioso “L’uomo del alto Castello” Juliana si trova in una pessima posizione. I rivoluzionari la ritengono una traditrice mentre i Giappo e i Nazisti, una minaccia. Per salvarsi la vita è costretta a chiedere asilo politico nell’America Nazista per il suo aiuto sul campo a Joe Blake. Purtroppo l’uomo non è più in America ma a Berlino, dove conosce il suo vero padre e le sue origine, in un momento storico in cui il Führer è in fin di vita e una nuova guerra mondiale sembra essere alle porte.

In tutto ciò Frank con l’aiuto di Childan vuole liberare il suo amico Ed, ingiustamente accusato per il tentato omicidio del principe ereditario e per farlo dovrà allearsi e stringere un patto con la mafia del luogo, mentre inizia a combattere con la ribellione.

Rupert Evans in L'uomo nell'alto castello 2
Rupert Evans in L’uomo nell’alto castello 2

Recensione di L’uomo nell’alto castello  2

La seconda stagione si dimostra un continuo netto con quella precedente riprendendo esattamente da dove eravamo rimasti e andando a sviluppare l’aspetto drammaturgico riguardante all’elemento meta cinematografico e di riflessione cinematografica incentrando la trama sul senso stesso di Media, giornalismo e dell’importanza di immagini, in grado di andare a creare e mutare il pensiero stesso delle persone e delle loro azioni come vedremo nell’arco di questa seconda stagione che andrà a svelare alcuni dubbi sulla natura stesse delle pellicole che mostrano accadimenti del passato divergenti da quelli che tutti conoscono e filmati su periodi storici ancora lontani con fatti e storie che non si sono ancora compiute, creando un dubbio: come sono nati e stati girati questi filmati? Proprio questo è ciò che chiederà la Crain a Hawthorne Abendsen:

Juliana: Quel film che ho visto, è questo che succederà?

Abendsen: Ognuno di questi film mostra una realtà come la nostra, ma non la nostra. Si impara un sacco di cose guardando questi film. Alcuni di noi sono gli stessi, schifosi o gentili in una realtà, schifosi o gentili nell’altra. Ma la maggior parte delle persone sono diverse, a seconda che abbiano lo stomaca pieno o abbiano fame, siano al sicuro o spaventati

The Man in the High Castle 2×01

La seconda stagione va a riprendere l’ultima scena della prima stagione e su di essa e sul personaggio di Nobusuke Tagomi si va a creare l’arco narrativo più importante dell’intera stagione dove è lui, che non aveva voluto aiutare Juliana, a trovarsi coinvolto negli eventi fondamentali che smuoveranno le azioni degli uomini nel suo tempo storico. Pur facendo qualche spoiler è importante parlare delle venatura fantascientifica che The man in the high castle 2 ha messo in campo: alcuni individui possono viaggiare nel tempo e più esattamente nei mondi, come accade nella terza stagione di Dark 3, medesimi individui, azioni diverse e mondi divergenti, in alcuni vige il nostro tempo e la nostra cultura, in altri troviamo altre situazioni mentre quello in cui è ambientato The man in the high castle e la storia di Juliana Crain non è altro che uno dei tanti mondi e universi paralleli esistenti, in cui i Nazisti hanno vinto la guerra.

Lo sviluppo fantascientifico dona alla serie di Frank Spotnitz, basata sull’omonimo romanzo di Philip K. Dick, una chiave di lettura divergente da tutti gli altri lavori a stampo nazista e storici ma nella visione cinematografica traspaiono due errori che potevano essere facilmente evitatati. Il primo ruota sul trasferimento degli oggetti tra un tempo e l’altro, nella prima stagione nel momento in cui Nobusuke Tagomi compie il suo primo viaggio non porta con sé l’elemento fotografico con ritratta la moglie defunta, mentre quando nella seconda stagione ritorna nel suo mondo riesce a portare con sé la pellicola che stringe tra le mani, come teneva la fotografia, perché? Il secondo quesito: come è possibile che i personaggi siano tutti vivi? Come è possibile che Nobusuke Tagomi si sposi anche in questo tempo con la medesima persona? Come è possibile che in altri mondi Juliana abbi la solita sorella? Il fatto è che questi mondi sembrano aver tenuto in vita sempre le medesime persone e che il passato pre – nazismo sia stato identico per tutte queste versioni alternative e ciò non avrebbe un grande senso, sempre se non venga maggiormente sviluppato nel proseguo questo elemento.

L'uomo nell'alto castello 2 scena serie tv
Alexa Davalos in L’uomo nell’alto castello 2

Spezzettamento narrativo

The man in the high castle nella prima stagione aveva avuto la forza di unire tutti i personaggi, ad esclusione di John Smith (Rufus Sewell), in un unico arco narrativo mettendoli più volte insieme nelle medesime scene ed eventi creando una narrazione poco frastagliata ma interessata a creare dei collegamenti e degli eventi in comune emotivamente tra i caratteri narrativi. La seconda stagione fa esattamente l’opposto andando a creare delle storie drammaturgiche appositamente per ogni singolo carattere se non per qualche contatto tra Juliana e la famiglia di John Smith, in special modo con il figlio malato e la moglie Helen. In queste dieci puntante troviamo i personaggi da soli e che devono scoprire chi loro sia e come devono agire, di loro iniziativa, agli eventi intorno a loro. The man in the high castle va ad approfondire ogni singolo carattere mostrandolo in una realtà nuova e inedita a loro ed i loro comportamenti all’interno di questa. In queste dieci puntate nessuno dei personaggi è più quello che abbiamo conosciuto all’inizio della prima stagione ma ci sono evoluti nel bene e nel male.

Frink, Ed e il venditore Childan hanno la parte narrativo di minor importanza all’interno della storia e che mostra un conflitto interno nell’impero americano dei Giappo, le loro azioni non hanno una vera e propria importanza all’interno della storyline principale ma servono per andare a dare uno sguardo tridimensionale al mondo in cui la serie è basata. Interessanti risultano i personaggi di John Smith e dell’ Ispettore Kido che si dimostrano uomini forti e di ghiaccio che si dimostrano fedeli alla causa fino a un certo punto e il cui loro intento è evitare ulteriori conflitti e catastrofi, così da nemici – amici divengono forse i probabili salvatori del mondo, mostrando dei caratteri drammaturgici ben scritti e con angolature misteriose e oscure. Per Smith è interessante l’inquadrature finali durante il discorso che vanno con una semplice immagine a mostrare la paura e forse disgusto di un uomo a ciò che sta assistendo.

Anche in questa stagione si dimostra Juliana la protagonista della storia come Joe Blake che si ritrova a Berlino a dover affrontare nuove sfide e che vanno a porre le basi su un personaggio che vuole essere un buono ma che rimane, un pizzico come Smith, nel rispetto verso il credo ad alcuni uomini non riuscendo a decidere da che parte stare tra la ribellione e lo stato di Berlino, accanto a lui viene creato un ottimo personaggio: Nicole Dörmer che mostra un ottimo spessore per essere un carrattere evidentemente secondario

The man in the high castle 2 risponde a molte domande dimostrando il punto di forza della serie: lo sguardo di critica rivolto ai media. Nonostante ciò la seconda stagione si dimostra ben scritta con una sceneggiatura ritmica e potente e con interpretazioni attoriali impeccabili che trasmettono il carisma dei loro personaggi.

Note positive

  • Sceneggiatura
  • Attori

Note negative

  • Incongruenze narrative sul viaggio nei mondi

Rispondi