The Order (2024). Un film basato su una storia vera

Recensione, trama e cast del film The Order (2024), presentato al festival di Venezia per la regia di Justin Kurzel

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the order locandina

The Order

Titolo originale: The Order

Anno: 2024

Nazione: Stati Uniti d’America

Genere: Thriller

Casa di produzione: AGC Studios, Chasing Epic Pictures, Riff Raff Entertainment

Distribuzione italiana: Prime Video

Durata: 120 minuti

Regia: Justin Kurzel

Sceneggiatura: Zach Baylin (basata sul libro di Kevin Flynn e Gary Gerhardt)

Fotografia: Adam Arkapaw

Montaggio: Nick Fenton

Musiche: Non specificate

Attori: Nicholas Hoult, Jude Law, Tye Sheridan, Jurnee Smollett, Alison Oliver, Odessa Young, Marc Maron, George Tchortov, Sebastian Pigott

Trailer di “The Order”

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

The Order (2024) è un thriller diretto da Justin Kurzel, che si ispira alla storia dell’organizzazione terroristica neo-nazista The Order. La trama si basa sul libro The Silent Brotherhood di Kevin Flynn e Gary Gerhardt, pubblicato nel 1989, che racconta le vicende di questa cellula estremista negli Stati Uniti d’America.

Il film ha avuto la sua anteprima alla 81ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia il 31 agosto 2024 e arriverà nelle sale nordamericane il 6 dicembre dello stesso anno. Dopo i suoi lavori su Macbeth (2015) e Assassin’s Creed (2016), Kurzel esplora una storia vera, incentrata sul terrorismo interno, con uno stile thriller-poliziesco che si arricchisce di sfumature western. Jude Law, protagonista del film, offre una performance straordinaria, che trova una sua espressione piena in questo contesto. La pellicola sarà disponibile in streaming dal 6 febbraio 2025 su Prime Video.

Trama di “The Order”

Una serie di violente rapine nel Pacific Northwest conduce un agente veterano dell’FBI in un complotto terroristico interno per rovesciare il governo federale. Un investigatore veterano dell’FBI scopre una scia di prove che lo conduce a una scioccante cospirazione progettata per distruggere il governo degli Stati Uniti in The Order.

L’agente speciale Terry Husk (Jude Law) indaga su una serie di rapine in banca e assalti a furgoni blindati sempre più violenti nel Pacific Northwest degli anni ’80. Ciò che scopre è una letale cellula terroristica interna con piani apocalittici. Dopo una carriera tumultuosa, Husk è stato assegnato a un lavoro d’ufficio in un ufficio dell’FBI di una sola persona nella sonnolenta Coeur d’Alene, Idaho. Con poco da fare, inizia a seguire una serie di rapine che sembrano collegate, ma lo sceriffo locale ha scarso interesse ad aiutarlo. Un giovane vice desideroso (Tye Sheridan) e una collega dell’FBI (Jurnee Smollett) lo assistono nelle indagini e insieme scoprono che tutti i segnali indicano il coinvolgimento di Bob Mathews (Nicholas Hoult), un carismatico suprematista bianco con un seguito simile a una setta e un progetto per il caos. Un intenso thriller politico e psicologico, la pellicola culmina in uno scontro finale che passerà alla storia americana.

Fotogramma di The Order
Fotogramma di The Order

Recensione di “The Order”

Ispirato a un complotto terroristico reale guidato da Robert Jay “Bob” Mathews, membro di lunga data del gruppo neonazista Aryan Nations, The Order è un thriller di tensione tra gatto e topo; nei primi anni ’80, Bob Mathews era diventato impaziente con i piani a lungo termine del fondatore di Aryan Nations, Richard Butler, per stabilire una patria bianca nel Pacific North West. Prendendo in mano la situazione, iniziò a reclutare altri estremisti per un gruppo scissionista conosciuto come The Order, dedicato al rovesciamento del governo degli Stati Uniti con ogni mezzo possibile, inclusa la violenza sfrenata.

Usando un romanzo esplicitamente razzista e antisemita chiamato The Turner Diaries come suo libro di riferimento, Mathews predicava un messaggio di intolleranza razziale che chiedeva che tutti i non bianchi, gli ebrei e i “meticci” fossero esiliati o giustiziati. Lui e i suoi seguaci lanciarono un’ondata di crimini all’inizio del 1983 che si estese da Washington alla California e incluse contraffazione, rapina a mano armata e omicidio, mentre mettevano insieme una milizia pesantemente armata.

Il produttore Bryan Haas e lo sceneggiatore Zach Baylin si sono imbattuti in questa storia provocatoria e sono rimasti stupiti di non averne mai sentito parlare. Un’ulteriore ricerca li ha portati a leggere e assicurarsi i diritti del libro The Silent Brotherhood di Kevin Flynn e Gary Gerhardt, una cronaca della rapida ascesa e caduta di un gruppo di giovani bianchi scontenti Justin Kurzel, regista noto per il suo stile visivo intenso e la sua capacità di raccontare storie complesse, torna sul grande schermo con “The Order”, un thriller che promette di scuotere lo spettatore dalle fondamenta. Il film, basato su una storia vera, ci trasporta nel Pacific Northwest degli anni ’80, dove una serie di rapine sempre più violente scuote la tranquillità della regione.

Al centro della narrazione troviamo l’agente dell’FBI Terry Husk, interpretato da un Jude Law intenso e tormentato. Husk è un uomo segnato dal passato, un detective brillante ma fragile, spinto da un senso di giustizia che lo divora. La sua indagine lo porterà a scoprire una realtà inquietante: un gruppo di terroristi interni, animati da un odio profondo e un desiderio di sovvertimento, sta tramando nell’ombra. Lo stesso Jude Law dichiara

Sapevo che Justin aveva un radar finemente sintonizzato per l’onestà. Trova la verità in ogni personaggio. Fin dall’inizio ha avuto un senso molto chiaro di ciò che voleva ottenere da questa storia ed è rimasto fedele a quella visione per tutto il tempo. Per gli attori, ha fornito spazio per recitare, spingendoci costantemente in avanti e sfidandoci ad andare in luoghi che forse non avremmo considerato. Questo ha dato a tutti noi un nuovo mondo di opportunità”.

Kurzel ci accompagna in un viaggio nel cuore oscuro dell’America più profonda, dove ideologie estremiste e rancori sopiti covano sotto la cenere. La sua regia è potente, capace di creare un’atmosfera di tensione palpabile, di angoscia strisciante. La fotografia di Adam Arkapaw, con i suoi colori freddi e le ombre taglienti, contribuisce a rendere l’esperienza visiva intensa e coinvolgente.

Il confronto tra Jude Law e Nicholas Hoult è uno dei punti di forza del film. Law, nei panni di un agente tormentato dai demoni del passato, offre una performance intensa e sfaccettata. Il suo Husk è un uomo fragile, ma determinato, spinto da un senso di giustizia che lo divora. Hoult, invece, incarna con carisma e inquietudine il ruolo di Bob Mathews, il leader carismatico di questa milizia di suprematisti bianchi. Il suo sguardo magnetico, la sua voce suadente, il suo carisma perverso lo rendono un antagonista complesso e affascinante.

The Order non è solo un thriller avvincente, ma anche un film che invita alla riflessione. I temi che affronta, come il razzismo, l’estremismo ideologico e la violenza, sono di scottante attualità. Kurzel non offre risposte semplici, ma pone interrogativi scomodi, costringendo lo spettatore a confrontarsi con le proprie paure e i propri pregiudizi.

Il film, pur raccontando una storia ambientata negli anni ’80, parla in modo diretto al nostro presente, ricordandoci che i fantasmi del passato sono sempre pronti a tornare a tormentarci. “The Order” è un’opera potente e disturbante, che non si dimentica facilmente. La sua intensità, la sua cupezza, la sua capacità di scavare nel lato oscuro dell’animo umano lo rendono un film che merita di essere visto e discusso.

In conclusione

“The Order” è un film che non si limita a intrattenere, ma che scuote, inquieta, costringe a riflettere. Justin Kurzel ci accompagna in un viaggio nel cuore oscuro dell’America, dove l’odio e l’intolleranza covano sotto la cenere, pronti a riemergere in tutta la loro violenza.

Note positive

  • Sceneggiatura ben scritta e sviluppata: La sceneggiatura di Zach Baylin, basata sul libro “The Silent Brotherhood”, è uno dei punti di forza del film. La narrazione è avvincente, costruita con maestria, alternando momenti di azione pura ad altri più riflessivi e introspettivi. La storia di Bob Mathews è raccontata con un ritmo incalzante, che tiene lo spettatore con il fiato sospeso fino alla fine.
  • The Order” non si limita a raccontare una storia di terrorismo interno, ma affronta anche temi importanti e attuali come il razzismo, l’estremismo ideologico e la violenza. Il film pone interrogativi scomodi, costringendo lo spettatore a confrontarsi con le proprie paure e i propri pregiudizi.

Note negative

  • La crudezza di alcune sequenze, se da un lato contribuisce a rendere il film intenso e realistico, dall’altro rischia di sconfinare in una rappresentazione eccessiva della violenza, potenzialmente gratuita e sensazionalistica. Si potrebbe discutere se tale livello di violenza sia effettivamente necessario per raccontare la storia o se, in alcuni momenti, non rischi di distogliere l’attenzione dello spettatore dai temi più profondi che il film affronta. L’eccessiva enfasi sul lato oscuro: Pur essendo un ritratto veritiero, il film si concentra eccessivamente sugli aspetti più tragici della vita di Maria Callas, trascurando alcuni aspetti più luminosi della sua personalità.
  • La trama, ricca di personaggi, sottotrame e riferimenti storici, potrebbe risultare eccessivamente complessa per alcuni spettatori. Il rischio di una certa dispersione narrativa è presente, con la possibilità che alcuni dettagli o snodi cruciali della storia non vengano pienamente compresi o valorizzati

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Michele Giacchetto
Michele Giacchetto