The Perfect Couple (2023). Chi è il colpevole?

Recensione, trama e cast di 'The Perfect Couple' (2024): una serie di giallo e apparenze con attori di talento, dal 5 settembre 2024 su Netflix

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Trailer di “The Perfect Couple”

Informazioni sulla serie e dove vederla in streaming

Basata sull’omonimo romanzo bestseller del New York Times di Elin Hilderbrand, “The Perfect Couple” è una miniserie di genere giallo composta da sei episodi, ideata da Jenna Lamia, creatrice di serie come Good Girls, No Tomorrow e Awkward. Prodotta da Shawn Levy per 21 Laps Entertainment (Stranger Things, Tenebre e ossa), la regia delle sei puntate è affidata alla vincitrice di un Emmy e di un Oscar al miglior film straniero nel 2011, Susanne Bier, premiata per “In un mondo migliore” (2010). La miniserie, girata interamente in una villa su una spiaggia a Nantucket, vanta un cast stellare che include Nicole Kidman, nel ruolo della ricca scrittrice Greer Garrison Winbury, Liev Schreiber nei panni del marito Tag Winbury, Dakota Fanning (Once Upon a Time in Hollywood, Ripley, The Equalizer 3), Eve Hewson (Flora and Son, Bad Sisters, Behind Her Eyes), Jack Reynor (Midsommar, Flora and Son, The Peripheral, Sing Street) e Michael Beach (Mayor of Kingstown, DAHMER — Monster: The Jeffrey Dahmer Story, Dead Boy Detectives).

La miniserie è stata rilasciata sulla piattaforma streaming Netflix il 5 settembre 2024.

Trama di “The Perfect Couple”

Summerland, una straordinaria villa a Nantucket di proprietà della famiglia Winbury, apre i cancelli per il matrimonio del secondogenito Benji Winbury, pronto a sposare Amelia Sacks (Eve Hewson), una ragazza semplice che lavora in uno zoo. Benji, proveniente da una delle famiglie più ricche di Nantucket, è figlio della famosa scrittrice di bestseller Greer Garrison Winbury (Nicole Kidman), che non bada a spese per organizzare le nozze dell’alta società. Gli ospiti arrivano alla villa e, la sera prima del matrimonio, partecipano alla cosiddetta “cena di prova”. Tra brindisi e festeggiamenti, tutto sembra andare per il meglio, fino a quando, la mattina successiva, Amelia trova sulla spiaggia il cadavere di uno degli invitati al matrimonio. Questo evento inaspettato sconvolgerà la vita della famiglia Winbury. L’indagine viene affidata al poliziotto locale Dan e alla poliziotta esterna Nikky Henry, che dovrà guadagnarsi la fiducia dei suoi colleghi.

The Perfect Couple. (L to R) Dakota Fanning as Abby Winbury, Jack Reynor as Thomas Winbury, Eve Hewson as Amelia Sacks, Billy Howle as Benji Winbury, Meghann Fahy as Merritt Monaco in episode 101 of The Perfect Couple. Cr
The Perfect Couple. (L to R) Dakota Fanning as Abby Winbury, Jack Reynor as Thomas Winbury, Eve Hewson as Amelia Sacks, Billy Howle as Benji Winbury, Meghann Fahy as Merritt Monaco in episode 101 of The Perfect Couple. Cr

Recensione di “The Perfect Couple”

The Perfect Couple” è una miniserie che presenta una miscela di elementi che funzionano bene e altri che, al contrario, risultano meno efficaci. Nel corso delle sei puntate, il giallo investigativo si rivela accattivante, con l’intento di sorprendere lo spettatore attraverso numerose piste investigative. Quasi tutti i villeggianti a Summerland sembrano essere dei “probabili assassini”, mentre puntata dopo puntata emergono segreti scottanti della famiglia Winbury. Dietro l’apparente perfezione si nascondono profondi turbamenti interiori, in netto contrasto con l’immagine che Greer e Tag cercano di dare al mondo, quella di una “coppia perfetta”.

Contrariamente al titolo, non c’è traccia di una coppia perfetta in questa serie, se non per un’unica eccezione: i genitori di Amelia Sacks, personaggi puri e buoni, ma poco approfonditi. Le altre coppie (Greer e Tag, Amelia e Benji, Abby e Thomas) vivono in un mondo fatto di bugie e disonestà, dove la felicità è solo una maschera indossata per nascondere il disagio interiore che provano al loro interno. In particolare, Abby e Greer sono due donne che indossano una maschera per apparire diverse da ciò che sono realmente. Attraverso le buone maniere e un comportamento impeccabile, cercano di nascondere la realtà dei fatti, fingendo che tutto sia in ordine, che all’interno della loro famiglia regnino serenità e armonia. Per loro, l’apparenza è tutto, ma finiscono per diventarne schiave, schiacciate dal peso delle aspettative che si impongono. In particolare, Greer diventa prigioniera delle sue stesse ‘invenzioni’ e dell’immagine di coppia perfetta che cerca di proiettare al mondo, quando, in realtà, la sua vita con Tag è tutt’altro che perfetta. Lontani dall’essere il simbolo di un amore fiabesco e folle che lei ha disegnato per loro, difatti i due vivono una realtà ben diversa, fatta di bugie e tradimenti.

Accanto a una regia piuttosto standard e priva di elementi davvero autoriali, le interpretazioni degli attori risultano invece ben riuscite. I vari interpreti riescono a calarsi efficacemente nei panni dei loro personaggi, con caratteri ben definiti già dal primo episodio. Fin dall’inizio, comprendiamo chiaramente le loro attitudini, il loro comportamento: c’è chi è dipendente da sostanze, chi si dimostra raffinato, chi è impegnato nel mondo del lavoro e chi, invece, si dedica esclusivamente al divertimento e alla spensieratezza, senza preoccuparsi del futuro, in attesa di ereditare del denaro. Tuttavia, il problema principale è che questi personaggi restano immutati per tutto l’arco narrativo, senza evolversi. Solo Greer Garrison e, in parte, Amelia intraprendono un vero percorso di trasformazione. Gli altri rimangono sé stessi dall’inizio alla fine, anche se il finale stravolge e altera radicalmente la situazione familiare dei Winbury, colpiti da un ‘terremoto’ emotivo. Purtroppo, questo cambiamento viene sviluppato in modo frettoloso e superficiale, privando il dramma familiare dei figli dei Winbury della potenza emotiva che meriterebbe. Quando scoprono che l’immagine che avevano della madre era del tutto errata, il colpo di scena perde forza, e loro, come il resto del mondo, si rendono conto di essere stati ingannati dalle bugie e dalle apparenze che Greer ha sapientemente costruito.

A parte il personaggio di Greer, interpretato abilmente da Nicole Kidman (anche se non al livello delle sue migliori performance), gli altri personaggi, nonostante l’indagine riveli alcune verità su di loro, restano vittime dei loro atteggiamenti statici, diventando presto delle caricature. Non riusciamo a provare empatia per figure come Tag, Benjii, Thomas, Will o Isabel Nallet, personaggi privi di vero spessore drammaturgico, che risultano sì simpatici e curiosi, ma poco più di questo.

“The Perfect Couple” è una serie che esplora la difficoltà di mantenere intatte le proprie apparenze e la lotta per non rivelare mai il vero volto, per paura del giudizio altrui. Dal punto di vista tecnico e di genere, presenta alcune similitudini con “Glass Onion – Knives Out”, a partire dall’ambientazione, una villa di lusso sull’oceano, fino alla caratterizzazione dei personaggi, che si muovono tra il giallo investigativo e la commedia. Elementi che sono onnipresenti in “Glass Onion” come in “The Perfect Couple”, e che spesso tendono a rendere i personaggi più simili a “macchiette” che a individui ricchi di sfumature intime.

Entrambi i prodotti Netflix vantano una scenografia glamour, arricchita da una fotografia vivace e dai costumi, che contribuiscono a creare un’atmosfera superficiale e colorata. La vera differenza tra le due opere risiede nel tema e nel genere: mentre Glass Onion si configura come un giallo alla Agatha Christie o Sherlock Holmes, “The Perfect Couple” si focalizza su un’indagine poliziesca, attorno alla quale ruotano le vite dei personaggi, impegnati a lottare contro i loro conflitti interiori e sentimentali, sempre intrappolati nelle apparenze.

Se il personaggio di Benoit Blanc è il fulcro della narrazione in “Glass Onion”, con le sue congetture sul colpevole tra gli invitati, in “The Perfect Couple” i protagonisti sono due poliziotti, che però mancano della forza narrativa che caratterizza Blanc. La sceneggiatura cerca di dare tridimensionalità a questi due personaggi, ma senza successo, facendoli apparire piatti e poco interessanti. Il poliziotto locale, Dan, è delineato attraverso la sua difficoltà a risolvere il caso e la sua relazione con la figlia adolescente, una sottotrama mal scritta e superflua, che sembra inserita solo per creare ulteriori dubbi sull’identità del colpevole.

The Perfect Couple” è una serie ben recitata, anche se gli attori non raggiungono le vette di altre interpretazioni. Il ritmo è buono, ma lo show lascia poco allo spettatore. Resta da vedere se Netflix deciderà di produrre una seconda stagione o se lascerà questo prodotto come una semplice miniserie.

The Perfect Couple. (L to R) Nicole Kidman as Greer Winbury, Liev Schreiber as Tag Winbury in episode 101 of The Perfect Couple. Cr. Seacia PavaoNetflix © 2024
The Perfect Couple. (L to R) Nicole Kidman as Greer Winbury, Liev Schreiber as Tag Winbury in episode 101 of The Perfect Couple. Cr. Seacia PavaoNetflix © 2024

In conclusione

The Perfect Couple” è una miniserie che gioca con l’illusione di perfezione e i suoi contrari, mantenendo una trama avvincente ma con elementi che non sempre si amalgamano bene. Nonostante una recitazione di qualità e una scenografia che cattura l’occhio, la serie pecca nella caratterizzazione dei personaggi e nella gestione di alcuni sviluppi narrativi, risultando spesso superficiale. Il tentativo di combinare mistero e dramma familiare non riesce a ottenere un impatto emotivo duraturo, lasciando lo spettatore con una sensazione di opportunità mancata.

Note positive

  • Interpretazioni attoriali di Nicole Kidman e del cast ben riuscite
  • Ambientazione e scenografia eleganti e coinvolgenti
  • Il ritmo della serie è ben mantenuto

Note negative

  • Personaggi poco sviluppati e privi di evoluzione significativa
  • Finale superficiale che riduce l’impatto emotivo del dramma familiare
  • I poliziotti risultano bidimensionali e poco interessanti
Review Overview
Regia
Fotografia
Sceneggiatura
Colonna sonora e sonoro
Interpretazione
Emozioni
SUMMARY
3.3
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.