The Umbrella Academy 4 (2024). Fermare la catarsi 

Recensione, trama e cast della quarta stagione conclusiva della serie The Umbrella Academy (2024), basata sull'omonimo fumetto.

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Locandina di The Umbrella Academy 4

The Umbrella Academy 4

Titolo originale: The Umbrella Academy

Anno: 2024

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: Drammatico, Fantastico, Azione

Casa di Produzione: UCP (Universal Studio Group) per Netflix

Distribuzione italiana: Netflix

Stagione: 4

Durata: 6 episodi di circa 60 minuti

Showrunner: Steve Blackman

Regia: Jeremy Webb, Paco Cabezas

Sceneggiatura: Steve Blackman, Jesse McKeown

Fotografia: Neville Kidd

Montaggio: Wendy Hallam Martin, Jonathan Redmond

Musica: Jeff Russo

Attori: Elliot Page, Tom Hopper, David Castañeda, Emmy Raver-Lampman, Robert Sheehan, Aidan Gallagher, Justin H. Min, Ritu Arya, Colm Feore, Nick Offerman, Megan Mullally, David Cross, Victoria Sawal

Trailer di “The Umbrella Academy 4”

Informazioni sulla serie e dove vederlo in streaming

Basata sull’omonima serie a fumetti di Gerard Way, “The Umbrella Academy” ha debuttato su Netflix nel 2019, seguendo la storia di sette fratelli non consanguinei: Luther, Diego, Allison, Klaus, Numero 5, Ben e Vanya, uniti da un destino insolito. Questi sette, ancora nel grembo materno, entrarono in contatto con delle particelle di Marigold, che conferirono loro incredibili superpoteri. Il ricco e misterioso Sir Reginald Hargreeves li adottò, crescendoli sia come fratelli che come una squadra di supereroi, obbligandoli a lottare per i suoi scopi e affidando loro svariate missioni. Il gruppo, separatosi a causa di vari eventi, si riunisce alla morte di Sir Reginald Hargreeves, un evento che li riporta insieme, catapultandoli in un’apocalisse dopo l’altra e in svariate linee temporali. Questo li conduce, nella terza stagione, all’interno dell’Hotel Oblivion, dove fanno la conoscenza della “Sparrow Academy”, una versione alternativa della “Umbrella Academy”.

Nel finale della terza stagione, il gruppo si trova sull’orlo della morte. Il loro padre, Reginald (Colm Feore), tenta di resettare la linea temporale usando una macchina capace di estrarre energia dalla sostanza soprannaturale Marigold, presente nei corpi dei sette fratelli, un’azione che li condanna alla morte. Tuttavia, all’ultimo momento, Allison (Emmy Raver-Lampman) uccide Reginald e preme il pulsante per resettare quella linea temporale. Il gruppo si ritrova così in una nuova versione del 2019, dove non hanno più alcun potere e dove Luther, ucciso da Reginald, è nuovamente vivo, ma con un corpo normale, privo delle fattezze scimmiesche. Insieme a loro c’è anche Ben, ma non il loro Ben, bensì quello della Sparrow Academy. Nel finale della stagione, ogni personaggio si separa, alla ricerca di una nuova vita, da soli e senza la loro famiglia.

La quarta stagione, che ha il compito di concludere la vicenda della famiglia Hargreeves, debutta su Netflix due anni dopo l’uscita della terza stagione, ovvero l’8 agosto 2024, ed è composta solo da sei episodi, contrariamente alle precedenti stagioni di dieci puntate ciascuna. Accanto al cast principale, ci sono alcune new entry: Davide Croce nel ruolo di Sy Grossman, Megan Mullally nei panni di Jean Thibedeau, Nick Offerman nel ruolo del Dottor Gene Thibedeau e Victoria Sawal nel ruolo fondamentale di Rosie/Jennifer.

Trama di “The Umbrella Academy 4”

I fratelli Hargreeves si sono ritrovati in una nuova dimensione dopo essere miracolosamente sopravvissuti allo scontro culminante all’Hotel Oblivion, evento che ha portato al completo reset della loro linea temporale. Privati dei loro poteri, ciascuno di loro è costretto a cavarsela da solo per sei anni, cercando di adattarsi a una nuova normalità, con esiti molto diversi tra loro. Tuttavia, le stranezze di questo nuovo mondo si rivelano ben presto impossibili da ignorare. Il loro padre, Reginald, ora vivo e vegeto, è emerso dall’ombra, presentandosi al pubblico come il capo di un potente e sinistro impero economico. Un’associazione misteriosa, conosciuta come “The Keepers”, tiene incontri segreti, convinta che la realtà in cui vivono sia una menzogna e che stia per giungere una grande resa dei conti, chiamata la Catarsi. Con queste nuove e strane forze che complottano intorno a loro, l’Umbrella Academy deve riunirsi un’ultima volta, rischiando di compromettere la fragile pace che hanno faticosamente conquistato. Il gruppo si ritrova quindi a dover salvare la misteriosa Jennifer, mentre i loro poteri riaffiorano, scatenando una serie di eventi che potrebbero rimettere le cose a posto, nel bene e nel male. Questa volta, riusciranno a fermare l’apocalisse?

The Umbrella Academy 4. (L to R) Robert Sheehan as Klaus Hargreeves, Tom Hopper as Luther Hargreeves, Elliot Page as Viktor Hargreeves, Justin H. Min as Ben Hargreeves, Aidan Gallagher as Number Five, David Castañeda as Die
The Umbrella Academy 4. (L to R) Robert Sheehan as Klaus Hargreeves, Tom Hopper as Luther Hargreeves, Elliot Page as Viktor Hargreeves, Justin H. Min as Ben Hargreeves, Aidan Gallagher as Number Five, David Castañeda as Die

Recensione di “The Umbrella Academy 4”

La tendenza di Netflix nel 2023-24 è quella di creare serie composte da un numero ridotto di episodi. Questa brevità, che può essere attribuita a problematiche legate ai costi di produzione o allo sciopero degli attori a Hollywood, che ha bloccato molte produzioni cinematografiche e televisive per ben 118 giorni, porta con sé delle inevitabili conseguenze. Una stagione di dieci episodi, spesso e volentieri (ma non sempre), riesce a essere più funzionale per una narrazione ricca di eventi e personaggi, permettendo maggiori tempi narrativi per approfondire situazioni, eventi e l’evoluzione dei vari personaggi, elementi che in sole sei puntate non possono essere trattati adeguatamente, soprattutto in una serie come The Umbrella Academy, che si basa fortemente sui suoi personaggi, su numerosi eventi drammaturgici e su tematiche fantascientifiche legate al tempo e allo spazio.

Nonostante una prima stagione di alto livello, The Umbrella Academy non è mai stata una serie priva di difetti, ricadendo spesso nella ripetizione di schemi narrativi già visti, con situazioni fin troppo bizzarre. Tuttavia, nonostante questi difetti, la serie si è sempre dimostrata valida nell’approfondire i suoi personaggi, rendendoli effettivamente interessanti agli occhi dello spettatore e portando avanti con intelligenza le loro linee narrative, costruendo un percorso di formazione ben strutturato per ogni singolo personaggio. La quarta stagione, però, pecca proprio in questo aspetto: nel portare avanti i percorsi di formazione dei protagonisti, si perde in un’estrema frenesia drammaturgica, concentrandosi sulla storia principale e cercando di offrire al pubblico una conclusione sensata, più o meno in linea con lo stile della serie.

Possiamo sicuramente affermare che la trama di questa quarta stagione è coerente, con un finale adeguato alla vicenda iniziata nel 2019. Tuttavia, questa stagione manca dell’approfondimento che una conclusione avrebbe meritato, soprattutto riguardo ai personaggi, che si perdono eccessivamente in siparietti comici fini a sé stessi, che non servono né a portare avanti la storia né ad approfondire i personaggi. Luther e Allison, in particolare, subiscono un percorso drammaturgico quasi inesistente, specialmente Luther, che ritroviamo sei anni dopo, privo di poteri e relegato a una vita solitaria e povera come ballerino in uno strip club. Klaus, invece, se inizialmente ci viene mostrato cresciuto e cambiato grazie all’assenza di poteri, un elemento che lo rende estremamente timoroso e pauroso della vita e dei suoi pericoli mortali, nel momento in cui riottiene i suoi poteri ritorna al suo solito comportamento da “fattone”, spaventato dal suo potere, ripetendo cicli di atteggiamenti già visti nelle stagioni precedenti.

La serie tenta anche di esplorare in modo più approfondito le difficoltà di vivere senza poteri e condurre una vita monotona e banale, come nel caso di Diego e Lila, una coppia con tre bambini che vive una crisi interiore. Entrambi sono frustrati dalla loro situazione: Lila è stanca di occuparsi sempre dei figli, mentre Diego è stufo del suo lavoro monotono di fattorino, che svolge giorno dopo giorno in una routine che detesta. A essere onesti, la serie funziona molto bene nel primo episodio, quando ci vengono presentate le nuove vite dei protagonisti come persone comuni, con tutte le difficoltà che incontrano nello scontrarsi con un’esistenza priva di poteri. Tuttavia, quando ciascuno di loro riacquisisce i poteri, grazie all’intervento di Ben, i personaggi ritornano a comportarsi secondo schemi già noti, con poche differenze rispetto al passato.

Per quanto riguarda la scrittura dei personaggi, ci sono situazioni interessanti, ma più a livello concettuale che di resa effettiva. La storia si sviluppa spesso attraverso coppie di personaggi, ma se il duo Luther-Diego e Allison-Klaus non offre una trama particolarmente avvincente, altri personaggi avrebbero potuto avere una narrazione più interessante se solo gli sceneggiatori avessero avuto più episodi a disposizione per approfondire adeguatamente queste dinamiche. Il rapporto tra Numero Cinque e Lila, ad esempio, è intrigante, ma viene trattato in maniera troppo superficiale, mostrando come gli sceneggiatori abbiano sprecato un’opportunità narrativa molto promettente. Lo stesso vale per il rapporto tra Jennifer e Ben, che dovrebbe essere il fulcro emotivo della stagione ma che non riesce a donare una tridimensionalità vera e propria né a Ben né a Jennifer. La storia, pur ruotando intorno a loro, non riesce a esplorare sufficientemente il loro passato, connesso all’evento noto nei fumetti come “The Jennifer Incident”. Ben e Jennifer hanno troppo poco tempo sullo schermo, e questa frenesia nel raccontare il loro rapporto impedisce ai due personaggi di emergere con il giusto spessore.

Un’altra coppia interessante è quella formata da Viktor e il Sir Reginald Hargreeves di questa linea temporale. Viktor è forse il personaggio maggiormente approfondito in questa stagione, trovandosi a dover affrontare i problemi legati alla figura paterna, un padre che non l’ha mai accettato come avrebbe dovuto. Tuttavia, altri nuovi personaggi, come Abigail Hargreeves, il Dr. Gene Thibodeau e il Dr. Jean Thibodeau, risultano essere trattati in maniera frettolosa, con trame che avrebbero potuto essere di maggiore spessore se avessero avuto più peso all’interno della narrazione. Alla fine, la Catarsi e gli eventi a essa connessi avvengono con troppa fretta, rovinando il potenziale di uno show che, nonostante un finale che sembra adatto alla serie, meritava una narrazione diversa e meno affrettata.

La quarta stagione di “The Umbrella Academy” rappresenta un notevole esempio di maestria tecnica, con una regia che riesce a mantenere l’equilibrio tra diversi toni e generi, spaziando con fluidità tra momenti comici, sequenze d’azione adrenaliniche, scene sentimentali e atmosfere fantascientifiche. Questo mix eterogeneo viene orchestrato in maniera tale da offrire un’esperienza visiva coesa e avvincente. Gli attori continuano a brillare nei loro ruoli, incarnando perfettamente le sfumature dei personaggi complessi e disfunzionali che hanno contribuito a rendere la serie un fenomeno di culto.

Tuttavia, nonostante l’elevata qualità tecnica, la stagione soffre in parte a causa della sceneggiatura. La decisione di concentrare la narrazione sulla dinamica della famiglia disfunzionale è una scelta che, pur essendo coerente con l’identità della serie, mostra segni di stanchezza. Questa scelta, infatti, risulta meno convincente non tanto per le sue basi narrative, ma per l’impatto che la riduzione del numero di episodi ha avuto sul ritmo e sullo sviluppo delle trame. Con meno tempo a disposizione, la stagione fatica a dare la giusta profondità alle nuove sottotrame e ai personaggi introdotti, lasciando alcuni archi narrativi incompiuti o affrettati. Steve Blackman, lo showrunner, ha fatto un lavoro solido nel mantenere viva l’energia e l’unicità della serie, ma la compressione temporale ha inevitabilmente portato a sacrificare alcuni elementi che avrebbero beneficiato di un maggiore respiro narrativo.

Questo contrasto tra una realizzazione tecnica impeccabile e una sceneggiatura che, seppur fedele alle tematiche della serie, risente delle limitazioni imposte dal formato, rende la quarta stagione di “The Umbrella Academy” un prodotto che soddisfa visivamente ma lascia qualche riserva dal punto di vista narrativo.

The Umbrella Academy 4. (L to R) Victoria Sawal as JenniferRosie, Justin H. Min as Ben Hargreeves in episode 402 of The Umbrella Academy. Cr. Christos KalohoridisNetflix © 2024
The Umbrella Academy 4. (L to R) Victoria Sawal as Jennifer/Rosie, Justin H. Min as Ben Hargreeves in episode 402 of The Umbrella Academy. Cr. Christos KalohoridisNetflix © 2024

In conclusione

La quarta stagione di “The Umbrella Academy” rappresenta una tappa significativa nella serie, offrendo una conclusione alla trama avviata nel 2019. Tuttavia, la scelta di Netflix di ridurre il numero di episodi a sei ha avuto impatti significativi sulla profondità della narrazione. Nonostante la qualità tecnica rimanga alta, con una regia che bilancia abilmente diversi toni e generi, la brevità della stagione ha compromesso l’approfondimento dei personaggi e delle loro storie.

Note positive

  • La regia, la recitazione e l’uso degli effetti visivi rimangono di buona qualità, mantenendo l’esperienza visiva coerente e avvincente.
  • Viktor emerge come uno dei personaggi meglio approfonditi della stagione, con una narrazione che esplora in modo efficace i temi del conflitto familiare e dell’accettazione, concludendo la sua storia in modo convincente.
  • La stagione riesce a mescolare momenti comici, sequenze d’azione e atmosfere fantascientifiche in modo fluido e ben orchestrato, mantenendo il tono distintivo della serie.
  • Gli attori continuano a offrire interpretazioni di alta qualità, contribuendo a mantenere vivo l’interesse per i personaggi complessi e disfunzionali.

Note negative

  • La riduzione degli episodi ha limitato l’opportunità di esplorare adeguatamente i percorsi di formazione dei personaggi, con alcuni protagonisti come Luther e Allison che risultano trascurati.
  • Alcuni personaggi, come Klaus, ritornano a comportamenti già visti nelle stagioni precedenti, rendendo la loro evoluzione meno interessante e originale.
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.