Under Paris (2024): quando gli squali invadono Parigi

Recensione, trama e cast di "Under Paris" del 2024, un horror a tema squali tra ambientalismo e olimpiadi di Parigi 2024

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Locandina di Under Paris

Under Paris

Titolo originale: Sous la Seine

Anno: 2024

Nazione: Francia

Genere: Azione, Horror

Casa di produzione: Let me be

Distribuzione italiana: Netflix

Durata: 90 minuti

Regia: Xavier Gens

Sceneggiatura: Sebastien Auscher, Yannick Dahan, Xavier Gens, Maud Heywang

Fotografia: Nicolas Massart

Montaggio: Riwanon Le Beller

Musiche: Alex Cortes, Edouard Rigaudiere

Attori: Bérénice Bejo, Nassim Lyes, Iñaki Lartigue, Léa Léviant

Trailer di Under Paris

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Il 5 giugno 2024 è uscito su Netflix, il lungometraggio francese Under Paris, film del 2024 diretto da Xavier Gens. Netflix decide di aggiungere, nel suo catalogo, l’ennesimo tassello all’abbondante sequela di film sugli squali già in circolazione. Film che – tra alti e bassi – risultano spesso un modo per cavalcare l’onda del capolavoro di Spielberg (Lo squalo) senza avere molto da dire. Il primo squalo (2018) – buon film – è stata niente più che una vittoria di Pirro per gli amanti del genere. Il seguito Shark Attack 2 riconfermava la disastrosa scia negativa che il cinema sugli squali aveva portato avanti in precedenza. Under Paris, altro film dedicato agli squali, si dimostra un film alquanto mediocre.

Trama di Under Paris

Dopo aver perso la sua squadra di ricerca a causa dell’attacco di uno squalo, Sophia si trova a dover fronteggiare una temibile minaccia che incombe su Parigi. Lo stesso squalo che ha divorato i suoi amici si aggira indisturbato per le acque della Senna. Nel tentativo di sventare il pericolo, Sophia si scontra con una polizia inefficiente e una classe politica interessata più al profitto che alla salvaguardia dei suoi cittadini.

Fotogramma di Under Paris
Fotogramma di Under Paris

Recensione di Under Paris

L’inizio rivela già uno dei problemi più ricorrenti dei monster movie. Il regista svela le fattezze dello squalo già dai primissimi minuti, senza dar modo alla curiosità e alla tensione di prendere vita nella mente dello spettatore. In un film del genere si può anche passare sopra alla scarsa caratterizzazione dei personaggi. A stonare sono però le loro scelte incoerenti e sconsiderate, che fanno da fondamento all’intera storia, dove non viene sviluppato alcun tipo di legame di empatia con i vari personaggi che cadono vittima di una scrittura inefficace, che non permette a nessuno di emergere.

La regia segue bene le sequenze di dialogo, ma si perde del tutto in quelle più concitate, dove la tensione fatica ad arrivare e non si avverte mai davvero la sensazione di pericolo. A questo si aggiunge l’involontaria comicità delle scene di sangue e della realizzazione degli squali in computer grafica.

Under Paris prova a ricalcare il film di Spielberg, dove l’animale faceva da pretesto e il vero “squalo” era l’uomo. Il cuore del film sta infatti in un tentativo di critica sociale che passa dal cambiamento climatico alla situazione politica francese, passando per l’organizzazione dei giochi olimpici di Parigi del 2024. Nessuno di questi argomenti va però incontro al dovuto sviluppo: come mirare a tanti bersagli senza riuscirne a colpire nessuno. Lo squalo simboleggia, dunque, il cambiamento climatico, frutto dell’opera dell’uomo e pronto a ritorcerglisi contro per distruggerlo. Un sicario mandato dalla natura contro l’essere umano per punirlo delle sue colpe. Un’idea sviluppata con grandiosità da Bong Joon Ho in The Host o da Sebastien Marnier ne L’ultima ora, qui si perde tra le torbide acque della Senna.

Frame di Under Paris
Frame di Under Paris

In conclusione

Under Paris non ha la genuinità del cinema di serie b e – complice il discreto budget – si prende molto sul serio. Può essere apprezzato forse come puro intrattenimento, ma di sicuro né gli appassionati di cinema catastrofista, né quelli di monster movie potranno trovare soddisfacente quest’opera.

Tralasciando la profonda crepa che si apre nel cuore di ogni appassionato nel vedere 20 milioni di euro investiti su un’opera del genere, possiamo affermare che la gara al peggior film di squali di sempre ha un nuovo validissimo concorrente; e attenzione: questo gioca per vincere.

Note positive

  • Regia di mestiere nelle scene di dialogo
  • Critica ambientale debole, ma comunque presente

Note negative

  • Mancanza di tensione
  • Soluzioni di trama forzate e derivative
  • Personaggi poco caratterizzati
  • Riproduzione degli squali approssimativa
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Federico Manghesi
Federico Manghesi