(Ab)normal Desire (2023). Vivere per ciò che siamo

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Locandina di (ab)normal desire

(Ab)normal Desire

Titolo originale: Seiyoku

Anno: 2023

Nazione: Giappone

Genere: Drammatico

Casa di produzione: TV Man Union

Distribuzione italiana:

Durata: 2h 14

Regia: Yoshiyuki Kishi

Sceneggiatura: Takehiko Minato

Fotografia:

Montaggio:

Musiche:

Attori: Yui Aragaki, Nozomi Bandô, Ayaka Higashino, Gorô Inagaki, Hayato Isomura, Ryô Iwase, Kanta Satôy

Trailer di (Ab)normal Desire

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Presentato il 25 ottobre 2023 al Tokyo International Film Festival, dove ha ottenuto il premio del pubblico e per la miglior regia, “Seiyoku” (in giapponese 正欲, letteralmente “Desiderio corretto”) conosciuto all’estero con il titolo di (Ab)normal Desire, è un lungometraggio diretto dal regista, sceneggiatore e montatore Yoshiyuki Kishi, classe ‘64. Kishi è autore di pellicole come Nijû seikatsu (2016), Ah, kôya (2017) e Kidnap Tour (2016). “Seiyoku” è tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore giapponese Asai Ryo, pubblicato dalla casa editrice Shinchosha il 26 marzo 2021, e vincitore del 34° Premio Renzaburo Shibata. In Italia, il lungometraggio è stato presentato in anteprima nazionale al Far East Film Festival il 30 aprile 2024, in sala, mentre il 1 aprile 2024 è stato reso disponibile, per una singola giornata, in modalità online su MyMovies One.

Trama di (Ab)normal Desire

Il procuratore Keiki Terai (interpretato da Goro Inagaki), residente a Yokohama, si trova ad affrontare una difficile situazione familiare quando, una mattina, suo figlio, un bambino di otto anni, gli annuncia di non intendere più seguire il percorso scolastico, preferendo istruirsi diversamente e intraprendere una carriera da influencer online tramite la realizzazione di video su YouTube. Da questo momento, Keiki Terai intraprenderà uno scontro con la sua famiglia, sia con la moglie che con il piccolo figlio, riguardo alla strategia educativa da seguire. Si discute se seguire la via tradizionale o un’alternativa, una strada divergente dal percorso standard che lui ritiene “normale”.

La studentessa universitaria Yaeko Kanbe (interpretata da Ayaka Higashino) vive un’esistenza avvolta da un profondo senso di paura e disagio a causa di un trauma passato che l’ha condotta a provare una grande ansia e terrore quando si trova dinanzi a un uomo o viene toccata, anche erroneamente, dal genere maschile. Nonostante questo blocco, Yaeko Kanbe si innamora di Daiya Morohashi (interpretato da Kanta Sato), un giovane ballerino che l’anno precedente ha ottenuto il secondo posto al concorso di bellezza maschile del liceo. Yaeko Kanbe intende, con tutti i mezzi a lei possibili, sfidando le sue paure, avvicinarsi al giovane per conoscerlo, ma non sa che anche Daiya nasconde un oscuro segreto che non ha mai rivelato a nessuno.

Natsuki Kiryu (interpretata da Yui Aragaki) vive un’esistenza solitaria priva di qualsiasi amicizia. La ragazza lavora come impiegata a tempo determinato in un centro commerciale di Hiroshima senza mostrare alcun interesse nel creare legami umani con gli altri dipendenti. Un giorno viene a conoscenza che un suo vecchio compagno delle medie, Kaichi Sasaki (interpretato da Yuto Isomura), con cui condivideva una strana perversione sessuale per l’acqua, è tornato nella sua casa natale. Nonostante un certo timore e sofferenza interiore, Natsuki Kiryu cercherà di avvicinarsi di nuovo a Sasaki, il quale vive a sua volta un’esistenza apatica e priva di felicità, dove la morte sembra essere l’unica opportunità.

Goro Inagaki in (Ab)normal Desire
Goro Inagaki in (Ab)normal Desire

Recensione di (Ab)normal Desire


Se vogliamo immergerci in un lavoro cinematografico ricco di significati e profondità narrativa e tematica, dove l’intimità e i concetti sociali di normalità e anormalità, riferiti al comportamento canonico, vengono messi al centro del racconto audiovisivo, (Ab)normal Desire è indubbiamente il lungometraggio che fa al caso nostro. Tuttavia, l’immersione in questo film è tutt’altro che semplice, poiché lo sceneggiatore Yoshiyuki Kishi, che si distacca dalle modalità narrative presentate nel romanzo di Asai Ryo, si prende tutto il tempo necessario sullo schermo per raccontarci e sviscerare i numerosi personaggi al centro della pellicola. Questo film si presenta, in fin dei conti, come una pellicola corale, dove il suo senso effettivo e simbolico si ottiene attraverso le interconnessioni filosofiche e interpersonali delle varie trame, destinate, in un modo o nell’altro, a interconnettersi, e queste interconnessioni ci daranno, alla fine, l’essenza profonda e tematica del lungometraggio. Difatti, (Ab)normal Desire non mette in evidenza, fin dal suo primo atto, la chiave di lettura della storia trattata; è lo spettatore che, procedendo nella storia, dovrà unire i puntini e collegare le varie vicende dei personaggi per ottenere il significato più profondo e tridimensionale della pellicola. Questo significato viene sviscerato con calma e attenzione per condurci dentro la profondità e tridimensionalità della questione sociale e comportamentale su cui il lavoro di Yoshiyuki Kishi si basa.

Il regista crea una pellicola ritmicamente lenta, capace di concentrarsi sull’umanità dei suoi personaggi e sui loro sentimenti, che scopriamo non tanto attraverso le loro parole quanto attraverso i loro gesti, azioni ed espressioni facciali. Il film si basa su gigantesche interpretazioni attoriali, dove ogni attore riesce a calarsi perfettamente nel proprio personaggio. Tuttavia, la sceneggiatura di Takehiko Minato non riesce a donare al lungometraggio una struttura narrativa funzionante per tutta la vicenda. Se la storia di Keiki Terai e di Natsuki Kiryu è ben raccontata, con una sceneggiatura che ci concentra esclusivamente su di loro, non possiamo dire lo stesso di quella incentrata sulla studentessa Yaeko Kanbe e sul ballerino Daiya Morohashi, così come di quella incentrata su Sasaki. Riguardo a Yaeko e Daiya, la storia si sviluppa rapidamente e lo spettatore riesce a comprendere gli eventi solo tramite un grande spiegone finale, a causa di un minutaggio non sufficiente per raccontare questi due personaggi e un finale riguardante Yaeko abbastanza affrettato. Riguardo a Sasaki, abbiamo una costruzione efficace del personaggio, ma questo scompare per troppo tempo dallo schermo, tanto da risultare un personaggio piuttosto marginale per metà pellicola, diventando invece, alla fine del film, un personaggio fondamentale della storia trattata.

Normalità o anormalità

A livello tecnico, la pellicola è realizzata abbastanza bene, nonostante alcune parti che avrebbero potuto essere migliorate a livello di sceneggiatura, soprattutto per quanto riguarda i tempi narrativi dedicati alle diverse storie. In particolare, le vicende di Keiki Terai e di Natsuki Kiryu risultano prevalenti e di maggior peso rispetto alla terza. Tuttavia, l’elemento di maggior pregio del lavoro di Yoshiyuki Kishi è il significato profondo che la storia possiede a livello tematico.

L’epicentro della questione sta nel concetto di cosa significhi comportamento normale e cosa significhi comportamento anormale. La pellicola, basandosi sull’omonimo romanzo, esamina un gruppo di personaggi che hanno a che fare con la sfera dell’anormalità, o meglio, con ciò che la società ha deciso di considerare anormale. È interessante notare che la storia introduce personaggi come Daiya Morohashi, Natsuki Kiryu e Sasaki, i quali hanno a che fare con pulsioni sessuali considerate anormali, provando eccitazione e piacere esclusivamente per l’elemento innaturale e naturale dell’acqua, e non per le classiche attività sessuali uomo-donna.

D’altra parte, Keiki Terai rappresenta esattamente l’antitesi, l’uomo comune, l’uomo che si ritiene normale e che deride e chiama “assurdo” l’atteggiamento divergente dal proprio. Mentre Daiya Morohashi, Natsuki Kiryu e Sasaki si trovano ad affrontare una vita in cui devono nascondere il proprio volto e la propria natura interiore per essere accettati dalla comunità, provando terrore a dichiararsi per ciò che sono, Keiki Terai teme con timore il comportamento anormale e il mondo dell’apparenza, a cui vuole mostrarsi come un essere umano normale e comune agli altri. Proprio a causa di questo carattere, affronterà un profondo scontro con la sua famiglia quando il figlio desidererà intraprendere un percorso “atipico” e ritenuto “anormale” dalle convenzioni sociali: abbandonare la scuola per perseguire un modello di studio divergente e attività online.

Concentrandosi, in maniera particolare, sulla sessualità e sul modo in cui gli esseri umani interagiscono con essa, la pellicola intesse un profondo racconto incentrato sul concetto di diversità, su un mondo che non riesce ad accettare e comprendere i diversi.

Yoshiyuki Kishi

Chiedere il significato della ‘diversità’ è scontato, ma credo che ogni essere umano viva con almeno due facce, forse anche più. Le maschere che indossiamo in azienda, a scuola o nella vita quotidiana sono molteplici e ognuna di esse nasconde il vero sé che non vogliamo mostrare agli altri. Vivere con il proprio vero io implica allontanarsi dalla normalità e diventare inevitabilmente soli. Penso che questa solitudine sia condivisa sia dalle persone con particolari preferenze sessuali che da coloro che non le hanno. In questo senso, anziché chiederci ‘Cosa sono esattamente le preferenze sessuali particolari?’, è più importante esporre apertamente il senso e la consapevolezza della maggioranza. Spero che la gente possa iniziare a dubitare dei propri sentimenti fondamentali e a interrogarsi se siano giusti o sbagliati.

Il film ci mostra come i nostri protagonisti, uomini e donne innocenti, siano costretti a nascondere la propria identità dalla società, partendo spesso dalla propria famiglia, che non li comprenderebbe e li giudicherebbe duramente. Questa mancanza di comprensione e accettazione li spinge a vivere nell’ombra, nascondendo il proprio volto agli altri, finendo per sentirsi soli e emarginati. La pressione sociale e il pregiudizio verso ciò che è considerato “anormale” li costringe a isolarsi dal mondo esterno.

Tuttavia, mentre il film difende il diritto di questi individui a essere sé stessi e a vivere senza essere costretti a nascondere la propria identità, riconosce anche che ci sono comportamenti che non possono essere considerati normali e che non dovrebbero essere accettati dalla società. Ad esempio, il film affronta la delicata questione dello stupro di minori, anche se in modo superficiale e solo verso la conclusione della storia. Questo suggerisce una riflessione sulla complessità delle norme sociali e sulla necessità di trovare un equilibrio tra il rispetto dell’individualità e la tutela dei valori fondamentali della società.

Yui Aragaki e Yuto Isomura in (Ab)normal Desire
Yui Aragaki e Yuto Isomura in (Ab)normal Desire

In conclusione

“(Ab)normal Desire” si presenta come un lavoro cinematografico ricco di significati e profondità tematiche, che pone al centro del racconto l’intimità e i concetti sociali di normalità e anormalità comportamentale. Lo sforzo dello sceneggiatore Yoshiyuki Kishi nel sviscerare i numerosi personaggi e le loro interconnessioni filosofiche e interpersonali dà vita a una pellicola corale che invita lo spettatore a unire i puntini e a trovare il significato più profondo della storia trattata. Sebbene il film offra gigantesche interpretazioni attoriali e una regia capace di concentrarsi sull’umanità dei personaggi, la sceneggiatura di Takehiko Minato non riesce sempre a garantire una struttura narrativa funzionante per tutta la vicenda, con alcuni personaggi che risultano meno sviluppati rispetto ad altri. Tuttavia, “(Ab)normal Desire” rimane un’opera cinematografica che sfida e stimola, conducendo il pubblico dentro la profondità e la tridimensionalità delle questioni sociali e comportamentali che affronta.

Note Positive:

  • “(Ab)normal Desire” offre una narrazione ricca di significati e profondità tematica, esplorando concetti di normalità e anormalità nel comportamento umano e analizzando le sfide e le conseguenze di vivere al di fuori delle convenzioni sociali.
  • Il film si distingue per le interconnessioni filosofiche e interpersonali tra i vari personaggi, che si intrecciano per fornire un’essenza profonda e tridimensionale alla storia, richiedendo allo spettatore di collegare i puntini per ottenere il significato più profondo della pellicola.
  • Le interpretazioni degli attori sono descritte come gigantesche, con ogni attore che riesce a calarsi perfettamente nel proprio personaggio e a trasmettere emozioni attraverso gesti, azioni ed espressioni facciali.

Note negative

  • La mancanza di una struttura narrativa funzionante per tutte le vicende dei personaggi può rendere alcune parti della storia meno sviluppate o meno interessanti rispetto ad altre, compromettendo l’equilibrio complessivo della narrazione.
  • In particolare, le storie di alcuni personaggi potrebbero risultare meno sviluppate a causa di un minutaggio non sufficiente per raccontarle in modo completo, portando a una mancanza di approfondimento e comprensione delle loro motivazioni e sfide.
  • Alcune tematiche sensibili, come lo stupro di minori, potrebbero essere trattate superficialmente nel film, riducendo la complessità e la profondità delle discussioni su tali argomenti.
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