After the dark (The Philosophers): La filosofia sulla probabile catastrofe apocalittica

After the Dark (2013) la locandina del film

After The Dark

Titolo originale: The Philosophers o After the dark

Anno: 2013

Paese: Stati Uniti d’America, Indonesia

Genere: fantascienza, teen dramma

Produzione: An Olive Branch Productions, SCTV

Durata: 107 minuti

Regia: John Huddles

Sceneggiatura: John Huddles

Fotografia: John Radel

Montaggio: William Yeh

Musiche: Jonathan Davis, Nicholas O’Toole

Attori: James D’Arcy, Sophie Lowe, Daryl Sabara, Freddie Stroma, Rhys Wakefield

Trama di After The Dark

Ultima lezione di filosofia per i venti studenti della scuola internazionale di Giacarta che stanno per laurearsi, ma quella giornata finale che doveva essere piena di felicità e spensieratezza ecco che diventa un momento di profondità filosofica, in cui il loro insegnante Mr. Zimit li mette davanti all’ultima prova mentale e fisica, un ultimo esperimento filosofico che funge di preparazione finale per quei giovani che dal prossimo anno dovranno superare i momenti di difficoltà da soli, in un mondo duro e crudele.

L’esperimento proposto da Mr. Zimit è: nel mondo avviene un esplosione nucleare e l’unica possibilità di salvezza risiede in un bunker capace di offrire protezione per un tempo massimo di un anno e soprattutto per solo dieci persone, una in più potrebbe causare la morte di tutta la razza umana. Gli studenti di Zimit, utilizzando la semplice logica, dovranno decidere chi è utile per la razza umana e chi dunque è ammesso all’interno del Bunker. L’esperimento però nasconde uno scopo più intimo da parte del docente di filosofia.

Recensione di After The Dark

Conosciuto anche con il nome di The Philosophers, il lungometraggio a tinte fantascientifiche del regista e sceneggiatore John Huddles, si mostra al pubblico con una connotazione da teen dramma sentimentale in grado di creare una premessa narrativa molto interessante, un esperimento mentale e logico in cui semplicemente con la razionalità analitica gli studenti della classe dovranno comprendere come far sopravvivere la razza umana durante e dopo un esplosione nucleare. Il tutto è supportato da una soddisfacente presentazione dei due fidanzatini che frequentano la medesima classe: Petra, la ragazza più intelligente della scuola, e James, un ragazzo sempliciotto che non brilla nel corso di filosofia e dalla presentazione dello stesso professore Mr. Zimit, ben interpretato da James D’Arcy, supportato da una scrittura dialogica ben fatta che lo rende tridimensionale agli occhi dello spettatore.

After the Dark rimane tutto qui, in una buona premessa mal sviluppata con una storia che sa altamente di non sense e di profonda irrealtà perdendo completamente, nel lungo andare, un senso di verosimiglianza narrativa. Il primo atto riesce a seminare bene e il finale è in grado di raccogliere tutti gli indizi lasciati nei primi quindici minuti di film ma tutto il secondo atto risulta mal scritto e mal sviluppato registicamente. Per paura di annoiare John Huddles non crea un film poggiato su una vena dialogica ambientato in un unico luogo e spazio temporale come l’aula scolastica, ma decide di proiettarli all’interno di un mondo immaginario che i ragazzi si immaginano semplicemente, qui il primo vero problema: ma come fanno a immaginarsi tutti il solito mondo? o gli stessi avvenimenti? Inoltre nel film vediamo i giorni procedere per un intero anno, ciò non appare assurdo? Questa scelta del resto risulta controproducente perfino nella caratterizzazione dei personaggi che divengono sempre più “inverosimili” e sopratutto bidimensionali, partendo dai due protagonisti nella cui storia entreranno, nell’ultima parte filmica, dei grossi problemi di continuità in cui lo stesso James sembra scordarsi di un dettaglio importante di caratterizzazione stessa e che non gli permetterebbe di stare insieme alla sua Petra, all’interno delle regole imposte dal professore.

Altro grande problema riguarda l’esperimento: questo viene tenuto tre volte, ogni volta si dovrebbe ripartire totalmente da capo, ma ciò non avviene poiché i partecipanti sembrano ragionare come se il tentativo 1 o 2 avesse a che fare con il terzo, ma nella realtà dei fatti oggettiva loro si sarebbero trovati nel terzo tentativo per la prima volta e le regole dei primi due non sarebbero valide, ciò comporta che l’esperimento filosofico tenuto all’interno del film non ha già in partenza senso, essendo inverosimile. Il tutto si conclude con un punto di vista piuttosto assurdo che risulta completamente fuori luogo e contro producente e che dimostra il vero intento di After the Dark che non voleva narrare una storia filosofica e concettuale ma solo una situazione d’amore a tinte teen dramma.

Note positive

  • Spunto iniziale
  • Il primo atto che semina bene
  • Interpretazione di James D’Arcy

Note negative

  • Sceneggiatura
  • Regia
  • Assenza di verosimiglianza nelle situazioni e nei personaggi

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