Arrival: Il linguaggio e il tempo

Arrival locandina

Arrival

Titolo originale: Arrival
Anno: 2016
Paese di produzione: Stati Uniti d’America
Genere: fantascienza, drammatico
Casa di produzione: Lava Bear Films, 21 Laps Entertainment, FilmNation Entertainment
Durata: 116 minuti
Regia: Denis Villeneuve
Sceneggiatura: Eric Heisserer
Montaggio: Joe Walker
Dop: Bradford Young
Musica: Jóhann Jóhansson
Attori: Amy Adams, Jeremy Renner, Forest Whitaker, Michael Stuhlbarg, Tzi Ma, Mark O’Brien

Trailer italiano di Arrival

Recensione di Arrival

Per la realizzazione del lungometraggio a tinte fantascientifiche, Denis Villeneive prende ispirazione dal racconto “Storia della tua vita“, contenuto all’interno dell’antologia di racconti “Storie della tua vita” scritta dallo statunitense Ted Chiang nel 2002. Il film ha ricevuto un Oscar per il miglior montaggio sonoro all’edizione del 2017 e ben otto candidature tra cui come miglior film, regia e sceneggiatura non originale.

Trama di Arrival

Alcune navicelle aliene sbarcano in tutto il mondo. La dottoressa Louise Banks (Amy Adams), esperta linguista e il fisico teorico Ian Donnelly, vengono reclutati dalle forze militari per scoprire se gli extraterrestri abbiano intenzioni pacifiche o meno.

Analisi di Arrival

Arrival è un buon film di fantascienza che mette in scena uno dei tempi prediletti da questo particolare genere: gli alieni e il primo contatto degli umani con creature extraterrestri, filone narrativo presente in moltissime opere cinefile, in un ottica in parte innovativa incentrando gran parte della narrazione sull’elemento simbolico e linguistico, sopratutto attraverso la figura “tormentata” di Louise, che aggiunge delle sfumature intimistiche alla sottotrama della storia.

Il lungometraggio si regge bene sui suoi attori principali, Amy Adams e Jeremy Renner, ‘che danno una buonissima prova d’interpretazione nei loro ruoli, benché il personaggio di Renner assume a volte quasi un ruolo di personaggio secondario, divenendo un mero strumento per colmare eventuali buchi di trama, apparendo meno approfondito della sua collega femminile sui cui la storia va a concentrarsi esclusivamente. Gli altri caratteri mostrati assumono una connotazione secondaria agli eventi comparendo ben poco all’interno della narrazione visiva.

Arrival si mostra un film silenzioso che usa solo in alcuni rari momenti la colonna sonora ma quando lo fa questa si dimostra coinvolgente riuscendo a colmare, almeno in parte, quei momenti morti presenti all’interno della pellicola. Il maggior interesse del film risultano i temi portanti dell’opera drammaturgica, ovvero il rapporto uomo – alieni e il linguaggio e il tempo, indubbiamente un’altra tematica è quella riguardante il rapporto tra madre e figlia che però non viene sviscerata nei migliori dei modi.

Rapporto Uomo – alieni e la funzione del linguaggio

Non sappiamo se capiscano la differenza che c’è tra arma e strumento.

Louise Banks – Arrival


Nel corso di Arrival vengono fatti molti esempi di come nel corso della sua storia, l’essere umano abbia sempre fatto guerre per imporre il proprio dominio su coloro che sono più deboli, senza prima provare a comunicarci. Infatti è qui che sta la novità del film: riuscire a dipingere una nuova specie aliena non come pericolosa (come avviene nella maggior parte dei film di questo genere), ma come una nuova specie desiderosa di conoscere il nostro popolo, per essere poi aiutata nella loro storia. E questa volontà di conoscenza viene rappresentata tramite il linguaggio. La lingua sin dai suoi albori, è stata l’unica cosa capace di unire le persone appartenenti alla stessa nazione, perciò è una componente molto importante che deve essere usata per capire le vere intenzioni di qualcuno che non conosciamo, cercando di comprenderlo e non giudicandolo dai pregiudizi. Gli alieni (Tom e Jerry in italiano, Abbott e Costello in originale) inoltre sono rappresentati in maniera molto diversa dalla solita, con un’ottima CGI, per farli somigliare, come detto dal regista, alla classica rappresentazione della Morte, quindi in contrapposizione agli umani, che invece sono rappresentazione della Vita.

L’importanza del tempo

Siamo così limitati dal tempo, dal suo ordine.

Louise Banks – Arrival

Sin dall’inizio si nota, tramite le parole e il racconto della protagonista, come il tempo abbia una funzione molto importante nella storia. Infatti esso è molto utile per capire le vere intenzioni degli alieni e per capire l’intera storia, che risulterebbe altrimenti confusa. Senza fare abbastanza spoiler, vi basti sapere che c’è un dialogo tra gli alieni e la protagonista, in cui il futuro gioca una parte davvero cruciale per la storia della protagonista, che userà il futuro per fare delle scelte ottime nel presente che ci viene mostrato.

Note positive

  • Una buona recitazione;
  • Una buona regia;
  • Una colonna sonora abbastanza convincente;
  • Un’ottima CGI

Note negative

  • Troppo spazio dato alla protagonista;
  • Troppi punti morti;
  • Durata un po’eccessiva

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