Dirty, Difficult, Dangerous (2022): ferro, rame, batterie – Venezia ’79

Dirty Difficult Dangerous locandina del film

Dirty, Difficult, Dangerous

Titolo originale: Dirty Difficult Dangerous

Anno: 2022

Nazione: Francia, Italia, Libano

Genere: drammatico, fantascienza

Casa di produzione: Aurora Films, Intramovies, Né à Beyrouth

Distribuzione italiana:

Durata: 1h 23min

Regia: Wissam Charaf

Sceneggiatura: Wissam Charaf, Mariette Désert, Hala Dabaji

Fotografia: Martin Rit

Montaggio: Clémence Diard

Musiche: Zeid Hamdan

Attori: Clara Couturet, Ziad Jallad, Rifaat Tarabey, Darina Al Joundi

Clip del film Dirty, Difficult, Dangerous

Il regista franco/libanese, classe 1973, Wissam Charaf apre, il 31/08/2022, a Venezia ’79 “Le giornate degli autori”, con il suo secondo lungometraggio Dirty, Difficult, Dangerous, disponibile dalle 21:00 di mercoledì 31 agosto fino alle 21:00 di lunedì 05 settembre 2022. Nel ruolo degli attori troviamo: nel ruolo della protagonista l’attrice francese Clare Couturet, al suo esordio in un lungometraggio, che ha recitato in svariati cortometraggi come Punch It di Olivier Perrier e Mehret va à l’Est di Cécile Chaignot, mentre il protagonista maschile è interpretato da Ziad Jallad, un attore britannico residente in Francia che è apparso in svariate serie televisive come Hanna di Eva-Hus-son e in alcuni cortometraggi e lungometraggi, come Skies of Lebanon di Chloé Mazlo, selezionato a Cannes – Settimana della Critica 2020.

Per approfondire il contenuto vi consigliamo la lettura dell’intervista alla regista del film

Trama di Dirty, Difficult, Dangerous

Beirut, Librano, 2022. Ahmed è un rifugiato siriano che lotta per sopravvivere commerciando rottami metallici di seconda mano in un contesto sociale alquanto difficile dove i libanesi disprezzano, in maniera razziale, e maltrattano con forza i siriani, tanto da impedirgli di trovare un reale lavoro per sostenerci economicamente. L’uomo, che pare essere stato colpito in pieno da una bomba, è affetto da una strana malattia, tanto che il suo corpo (specialmente la sua spalla destra) è piena di elementi metallici e radioattivi, sia internamente che esternamente.

Mahdia è una collaboratrice domestica etiope, costretta a vivere in una condizione che rasenta più la servitù che un lavoro, venendo privata di ogni sua libertà, come quella di poter uscire di casa o di avere un giorno libero. La ragazza si occupa di un anziano tanto tenero ma anche tanto aggressivo, finendo, svariate volte, ad aggredire (in maniera inconscia e priva di cattiveria) la giovane donna.

I due dovranno cercare di trovare un escamotage per poter riuscire a vivere la loro storia d’amore proibita migliorando anche la loro situazione sociale ed economica.

I protagonisti di Dirty Difficult Dangerous
I protagonisti di Dirty Difficult Dangerous

Recensione di Dirty, Difficult, Dangerous

Una storia dura e tragica, narrata con le sfumature di una favola al fine di non appesantire eccessivamente il tono drammatico della narrazione, di una vicenda incentrata su un mondo di schiavisti e di poveri, di poveri che a loro volta tentano di sfruttare la maggior povertà altrui per i propri fini egoistici, così Ahmed, privo di un luogo in cui vivere, è costretto a pagare un suo connazionale per qualche ora notturna all’interno di uno squallido letto, che tutti i disgraziati affittano per passare qualche momento sotto un tetto riparati dalla fredda pioggia o dal freddo invernale. Tra questi immigrati, maltrattati dai libanesi, non vediamo nessun spiraglio di amicizia realistica e soprattutto di unione comunitaria, neppure tra gli etiopi, che rifiutano di aiutarsi l’uno con l’altro per paura di perdere il loro lavoro e le loro abitazioni.  La stessa Mahdia, quando vede arrivare nella sua abitazione un’altra straniera come lei, per supporto al lavoro, non appare contenta, non vede in questa nuova arrivata una possibile spalla di supporto o amica, ma cade in una tristezza, forse, ancora più profonda. Dirty, Difficult, Dangerous sfrutta la storia d’amore dei due immigranti per mostrare il tessuto sociale libanese, un tessuto impregnato di cattiveria, dove il razzismo è ancora vivo e vegeto, soprattutto nei confronti dei siriani. Per tutta la durata della pellicola denotiamo, seppur in sottofondo, un clima teso tra le varie culture, dove la politica è stata costretta a mettere perfino il coprifuoco verso l’etnia siriana, al fine di proteggerla dai cittadini libanesi pronti a linciare quei cittadini nel primo momento a loro disponibile.   

Nel Libano di oggi, due angeli caduti, Ahmed e Mehdia, incrociano le loro strade, due emarginati della società che si incontrano solo per dover affrontare il pericolo e il razzismo. In questo melodramma in cui crudeltà, comicità e tenerezza si mescolano, offriamo una visione intima della società libanese di oggi. Il progetto descrive la tragedia di tre popolazioni in un solo paese: il razzismo nei confronti dei lavoratori domestici, la miseria dei rifugiati siriani e la decadenza morale dei libanesi che li ospitano e li impiegano. Anche se mi ispiro a una realtà crudele, non voglio che il mio lavoro sia incentrato sul pathos e sulla miseria. Voglio creare uno sfalsamento leggero, spostarmi verso il racconto e ridisegnare la realtà… In questo mix agrodolce, il tono drammatico viene spesso smorzato da situazioni incongrue per creare un distacco comico nella composizione delle scene. L’obiettivo è quello di mettere in evidenza, per contrasto, l’assurdità di alcune situazioni invece di rappresentare solo il calvario dei personaggi

Wissam Charaf

La pellicola inoltre mostra una tematica squisitamente fantascientifica, con degli elementi che potrebbero (potenzialmente) condurre la storia entro una vicenda supereroistica, che per certi versi entra dentro la vicenda filmica. Questa narrazione però, seppur risulta affascinante e dona un senso di suspense alla storia, avrebbe meritato un maggior approfondimento tematico, contrariamente a quello che è avvenuto in Dirty, Difficult, Dangerous, in cui l’espediente, che sembra ricondurre a una critica contro l’inquinamento e l’eccessivo uso di oggetti metallici, non è assolutamente spiegato e contestualizzato apparendo come una cornice interessante seppur sconnessa dal contesto principale. L’elemento fantascientifico è si interessante ma anche superfluo alla vicenda stessa.   

Fotogramma di Dirty Difficult Dangerous
Fotogramma di Dirty Difficult Dangerous

In conclusione

Una pellicola interessante che ha la sola pecca di mettere due elementi narrativi all’interno di un unico film non riuscendo ben a capire quale andare a trattare. Il regista avrebbe potuto omettere il lato più sci-fi e approfondire maggiormente l’elemento sentimentale del racconto, dove l’amore, seppur percepibile, non è mai completamente visibile, a esclusione di un paio di scene.

Note positive

  • Tematica
  • La sceneggiatura

Note negative

  • La parte del film sci-fi che appare fin troppo misteriosa, anche se da forza al personaggio maschile.

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