Bastardi a mano armata: Il thriller tarantiniano di Albanesi

bastardi a mano armato locandina

Bastardi a Mano Armata

Titolo originale: Bastardi a mano armata

Anno: 2020

Paese: Italia, Brasile

Genere: Thriller

Produzione: Minerva Pictures, Rai Cinema, Amazon Prime Video, Boccato Productions

Distribuzione: Minerva Pictures

Durata: 1h 40 minuti

Regia: Gabriele Albanesi

Sceneggiatura: Gabriele Albanesi, Luca Poldelmengo

Fotografia: Davide Manca

Montaggio: Luigi Mearelli

Musiche: Emanuele Frusi

Attori: Fortunato Cerlino, Marco BocciMaria Fernanda CândidoPeppino Mazzotta, Amanda Campana

Bastardi a mano armata

Trama Bastardi A Mano Armata

Bastardi a mano armata è un film diretto da Gabriele Albanesi, un thriller d’ispirazione tarantiniana (come emerge dallo stesso titolo) che vede protagonista una famiglia apparentemente perfetta, composta da Michele (Peppino Mazzotta), la moglie Damiana (Maria Fernanda Cândido) e dalla figlia adolescente di quest’ultima, Fiore (Amanda Campana). Un ex carcerato di nome Sergio (Marco Bocci) una notte irrompe nella loro casa, tenendoli in ostaggio. Egli dovrebbe recuperare dei documenti molto importanti per conto di Caligola (Fortunato Cerlino), nonché suo protettore. Ce la farà nel suo intento?

Scena di Bastardi a mano armata
Scena di Bastardi a mano armata

Recensione Bastardi A Mano Armata

Il film parte benissimo, dal punto di vista tecnico e recitativo. Nei primi minuti lascia lo spettatore letteralmente incollato allo schermo. Ci mostra Sergio, rimasto imprigionato nelle carceri dell’Algeria, ma non conosciamo ancora il motivo per cui lui sia lì, quale sia stato il crimine da lui commesso. Tutto ciò che sappiamo di lui, tramite un tatuaggio e una fotografia che tiene in mano, è che ha una figlia di otto anni di nome Giulia, che è in Italia che lo aspetta. Una visita inaspettata lo mette al corrente che potrà tornare in Italia solo e soltanto se accetterà di lavorare per una persona, di cui non conosciamo ancora il nome. Una volta approdato in Italia, gli viene chiesto d’irrompere in una casa per recuperare dei documenti molto importanti da parte del suo capo. Egli si mostra molto riluttante all’inizio: non vuole più sbagliare, ha una figlia a cui vuole badare, non vuole correre rischi.

In seguito, dopo una telefonata intimidatoria da parte dell’uomo che gli ha affidato l’incarico, si decide a procedere e a compiere l’irruzione. Prima di entrare in casa, Sergio ha modo di osservare dall’esterno, attraverso le ampie finestre della casa in montagna di Michele, gli abitanti della casa; egli nota un atteggiamento strano da parte di Michele nei confronti di Fiore, la sua figliastra. La notte stessa, Sergio riesce ad entrare in casa e a mettere in ostaggio i tre componenti della famiglia.

Le inquadrature si dimostrano adatte per un film d’azione che si svolge in una casa, risultando piuttosto dinamico, a momenti fin troppo: sono presenti scene dove la macchina da presa effettua zoom in e zoom out in continuità, senza neanche effettuare un taglio. I colori sono abbastanza cupi; è molto interessante la scelta dove prevale il colore rosa della cameretta di Fiore (associato all’idea di femminilità) che ricorda qualche scena della serie Netflix “Baby”, contrapposta al buio dell’esterno della casa dove si trova Sergio. Quest’ultimo personaggio si mostra debole quasi fin da subito per essere uno che da’ ordini alla famiglia che osteggia: sarà forse perché non vuole davvero far del male a queste persone? Ha “la mano armata” sì, ma non si mostra forte. Michele è chiaramente un personaggio che si mostra sin da subito dubbioso, facendo scaturire curiosità nello spettatore, il quale si chiede perché guarda la sua figlioccia in quel modo, come un oggetto sessuale, di piacere.

La moglie di Michele, Damiana, è una donna che si mostra molto autentica, non sembra avere segreti e quei documenti che Sergio cerca sicuramente non sono i suoi. Fiore, invece, si mostra in tutta la sua testardaggine nei confronti delle persone adulte, il desiderio di ribellione contro l’imposizione delle regole, ma alla fin fine, è una brava ragazza. Probabilmente quest’ultima prova attrazione per Sergio, ma il film non lo esplicita in modo chiaro: egli la considera sicuramente troppo piccola e tutta la situazione attorno a lui lo spinge a non guardare, neanche un po’, una minorenne.

Bastardi A Mano Armata si dimostra ben fatto, anche dal punto di vista della sceneggiatura, ma alcune scene in particolare, tuttavia, sembrano non avere un nesso logico. La morte dei due amici della coppia, ad esempio, risulta un po’ infondata: il personaggio di Caligola può essere sicuramente spudorato, ma non fino a questo punto. La recitazione si mostra troppo evidente e caricata nei momenti in cui il dialogo non si mostra forte e coeso. Per il resto si può dire che gli attori hanno svolto un buon lavoro.

La scena iniziale e il suo sviluppo narrativo nel corso del film sono sicuramente la ciliegina sulla torta. Tutti i personaggi si mostrano in qualche modo interrelati a quell’evento ed è come se Caligola avesse voluto costruire la vendetta dei suoi sogni, coinvolgendo tutti loro, nessuno escluso, in uno stesso spazio (casa di Michele/Tony). L’ultima parte del film si mostra molto ispirata alle dinamiche dei film di Tarantino, tuttavia, non riuscendo in modo epocale a replicarle, ma in modo onesto, sì. Per essere un film italiano, che vanta una co-produzione brasiliana, è un buon prodotto.

Scena di Bastardi a mano armata
Scena di Bastardi a mano armata

Il tema della pedofilia (allerta spoiller)

Bastardi A Mano Armata ruota attorno a questo tema, dal primo all’ultimo fotogramma, anche se gli spettatori all’inizio ne sono ignari. Tale tematica rappresenta il motivo che ha permesso ai personaggi di trovarsi in quel luogo, e a compiere determinate azioni. Fiore è un’adolescente, attratta dai like sui social, dal fumo e dalle canne. Si mostra provocante, ma nella realtà è molto diversa da come vuole apparire, tanto da non accorgersi di determinati sguardi da parte del patrigno Michele (su cui il film si sofferma), di cui neanche la madre è a conoscenza. Inoltre la chiamata da parte del “protettore sconosciuto” di Sergio per cercare quei documenti, si basa esattamente sulla stesso tema: l’uomo (che scopriremo essere Caligola) sta pianificando una vendetta ricondotta ad un episodio di pedofilia. Quello che vediamo noi spettatori è un Michele molto preoccupato dalla situazione d’ostaggio, fin troppo: abile a gestire Sergio (un ex carcerato che si introduce dentro casa sua), ad incastrarlo,… Tutte azioni che un semplice uomo di mezza età, apparentemente senza esperienza, non compierebbe mai con tale maestria. Michele è davvero chi ci dice di essere?

Note positive

  • Buona produzione
  • Location azzeccate al contesto
  • Tematica interessante del film

Note negative

  • A volte i dialoghi peccano di veridicità
  • Alcune scene non presentano un nesso logico
  • Alcuni personaggi sono poco caratterizzati

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