
The Well
Titolo originale: The Well
Anno: 2023
Nazione: Italia
Genere: Horror
Casa di produzione: Iperuranio Film
Distribuzione italiana: CG Entertainment, Iperuranio Film
Durata: 92 minuti
Regia: Federico Zampaglione
Sceneggiatura: Federico Zampaglione
Fotografia: Andrea Arnone
Montaggio: Eric Strand
Musiche: Oran Loyfer
Attori: Lauren LaVera, Claudia Gerini, Claudio Nathan Brezzi, Yassine Fadel, Peppe Fonzo, Gianluigi Galvani, Melanie Gaydos, Jonathan Dylan King, Giovanni Lombardo Radice, Denise McNee, Linda Zampaglione, Lorenzo Renzi, Anis Gharbi
Trailer di The Well
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Informazioni sul film e dove vederlo in streaming
Dopo aver diretto il film romantico-musicale “Morrison“, Federico Zampaglione ritorna all’horror con “The Well”, undici anni dopo la sua incursione nel genere con “Tulpa – Perdizioni mortali” (2013) e il precedente “Shadow” (2009). La pellicola è stata presentata in vari festival cinematografici di genere, tra cui spicca l’anteprima internazionale in Spagna al 57º Sitges Festival Internacional de Cinema Fantàstic de Catalunya il 6 ottobre 2023, il 12 ottobre 2023 negli Stati Uniti d’America al Screamfest Horror Film Festival, e successivamente in Italia il 28 ottobre 2023 al Trieste Science+Fiction Festival, presso il Teatro Rossetti. La pellicola vede nel ruolo di protagonista l’attrice Lauren LaVera, star di “Terrifier 2”, oltre a Claudia Gerini (La passione di Cristo, 2004; Ammore e malavita, 2017; Sotto il sole della Toscana, 2003), Lorenzo Renzi (Maremmamara, 2016; Romanzo criminale – La serie, 2008) e Linda Zampaglione, figlia di Zampaglione e Gerini, al suo esordio cinematografico.
La pellicola che esce nei cinema italiani il 1 agosto 2024, distribuito da Iperuranio Film in collaborazione con CG Entertainment, vanta un cast tecnico di primo piano: la direzione della fotografia è firmata da Andrea Arnone (già operatore in Spider-Man: Far From Home), il montaggio da Eric Strand (Donnie Darko), gli effetti speciali prostetici sono realizzati da Carlo Diamantini (Il racconto dei racconti), i costumi sono di Antonella Balsamo, il trucco di Federica Puglielli, le scenografie di Blazej Wasiak e le musiche sono state composte da Oran Loyfer, Luca Chiaravalli, Federico e Francesco Zampaglione.
Trama di The Well
La giovane restauratrice statunitense Lisa Gray si reca a Sambuci, un comune italiano nei dintorni di Tivoli, dove è stata assunta dalla Contessa Malvizi (interpretata da Claudia Gerini) per riportare alla luce un antico dipinto di famiglia, risalente all’epoca medievale. Un dipinto che a causa di un incendio si è totalmente coperto di cenere. Lisa ha l’arduo compito di riportare l’opera d’arte alla luce, ma man mano che il dipinto prende forma, con le sue inquietanti figure demoniache, la ragazza si ritrova avvolta da un forte senso d’inquietudine che la conduce a effettuare sogni irrequieti e a vivere la sua routine con estrema complessità. La situazione per Lisa è resa maggiormente complicata dalla sua solitudine, in una casa fredda dove fatica a instaurare un rapporto con la padrona di casa e sua figlia Sara, che si pone alla giovane con un fare pieno di scontrosità.
Nel frattempo, un gruppo di giovani, che la ragazza ha conosciuto sull’autobus per Sambuci, si ritrovano imprigionati in un luogo oscuro, dove una misteriosa creatura intende ucciderli per dei misteriosi scopi.

Recensione di The Well
Federico Zampaglione
The Well è il mio film più cupo, inquietante e feroce…. ma io lo trovo anche disperatamente romantico. Da sempre amo profondamente questo genere, perché parla all’animo umano, indaga le nostre paure sconosciute e si perde nell’oscurità profonda, aggrappandosi a un filo di luce. The Well spinge alle emozioni più estreme, distruggendo il confine tra realtà e fantasia, tra Bene e Male, Vita e Morte. Scoprirete che il Male ha nuove profondità
C’è stato un periodo in cui l’Italia era famosa per i suoi horror all’italiana, pellicole capaci di reinventare il linguaggio del genere horror conducendolo verso nuovi lidi. Per lungo tempo nel nostro paese sono state realizzate opere sanguinolente, inquietanti e crude di altissimo livello tecnico e sceneggiativo, opere che tutto il mondo ci ha invidiato e che hanno saputo riscrivere le regole su come si realizza un film dell’orrore, un poliziesco e un giallo. Grandi registi dell’epoca si sono cimentati in questo filone di genere come il rivoluzionario del cinema Mario Bava, colui che ha dato il là al movimento italiano dei cosiddetti “B-Movie”. Altri autori di nota e di indubbio prestigio sono: Dario Argento, Riccardo Freda, Giorgio Ferroni, Pupi Avati, Alberto De Martino, Ruggero Deodato e Joe D’Amato. Peccato, però, che alla fine degli anni ’90, l’horror italiano sia completamente svanito, eccezion fatta per qualche sporadica pellicola realizzata, quasi esclusivamente, da Dario Argento. Infatti, per lungo tempo il cinema di genere nostrano orrorifico è stato quasi precluso, diventando all’apparenza inaccessibile per i nostri cineasti ma dal 2020 qualcosa sembra che stia cambiando, qualcosa si sta muovendo all’interno del cinema italiano. Sempre più giovani cineasti si stanno avvicinando a queste storie oscure e sanguinolente, tra cui Roberto De Feo con il suo “The Nest” (2019), Ambra Principato con “Hai mai avuto paura?“, Paolo Strippoli con “Piove” (2022), Brando De Sica con il suo “Mimì – Il principe delle Tenebre“, oltre a Federico Zampaglione con i suoi “Shadow” e “Tulpa”, due pellicole che si rifanno espressamente a quell’horror italiano tanto acclamato nel mondo. Che ci sia una nuova speranza per il cinema dell’orrore nel nostro paese? Probabilmente sì, forse è giunto il momento di sperimentare con questo genere cinematografico, realizzando opere cinematografiche innovative e accattivanti per il pubblico italiano degli anni 2023.
La pellicola “The Well”, diretta dal frontman della band italiana “Tiromancino”, è un prodotto interessante all’interno del panorama cinematografico italiano di genere, portando con sé sia una buona dose d’innovazione, soprattutto se guardiamo alle produzioni cinematografiche e seriali italiane, sia una buona dose di citazionismo riferendosi al cinema dell’orrore italiano del passato. Zampagnone, da fan dei b-movie, strizza l’occhio a registi del mondo del fantastico, dell’horror-thriller e del sovrannaturale. Il cineasta si ispira a Pupi Avati, richiamando l’incipit e la trama de “La casa dalle finestre che ridono”. Sia Stefano, personaggio al centro del film di Avati, e Lisa Gray, protagonista di “The Well” si trovano entrambi a svolgere su commissione il lavoro di restauratori, dovendo riportare alla luce un dipinto oscuro che nasconde una terribile verità. A livello narrativo, la pellicola richiama anche “I vampiri”, un cult movie dell’orrore e del fantastico diretto da Riccardo Freda, con Mario Bava come direttore della fotografia. “The Well” crea un’evidente analogia tra la figura di Emma Malvisi, la contessa della dimora interpretata da Claudia Gerini, e Gisele del film del 1957. Tuttavia, per non rovinarvi la visione, non sveleremo troppo su questi parallelismi per evitare spoiler.
Andando oltre l’elemento narrativo, il frontman dei Tiromancino si rifà anche al mondo splatter e musicale di Dario Argento. Proprio da quest’ultimo maestro del cinema horror, Zampagnone riprende sia l’uso preponderante della musica, che diventa un elemento fondamentale della pellicola, sia la violenza esplicita tipica del genere gore, riportando sul grande schermo una brutalità che da tempo mancava nel cinema italiano di genere. Tuttavia, il regista non si limita a omaggiare solo il cinema nostrano, ma cita e riprende anche elementi orrorifici provenienti dal cinema oltreoceano. In particolare, richiama pellicole come “The Texas Chainsaw Massacre” (1974) di Tobe Hooper e “Hostel” (2005) di Eli Roth, inserendo in “The Well” scene che rientrano nel genere torture p*rn, un genere che Zampagnone aveva già affrontato nel suo film “Shadow”.
La brutalità
Zampagnone ha il pregio di creare un’opera sanguinolente e orripilante, un film in grado di scuotervi e di terrorizzarvi e che proprio per questa sua natura riuscirà a rimanere impresso nella mente degli spettatori. “The Well” non censura, non nasconde ma mostra, racconta visivamente le uccisioni spietate e crudeli, creando in noi un senso di tensione, inquietudine e di fastidio, rendendo l’opera assolutamente non adatta a un pubblico di “terrorizzati dal cinema horror”. Ciò è indubbiamente il suo punto di forza, il riuscire a spaventare lo spettatore, un traguardo che solo pochi film riescono a raggiungere con tale efficacia, tanto da dimostrarsi un lungometraggio ottimo per gli amanti del genere splatter.
“The Well” è, in questo senso, un’opera realizzata per gli amanti del genere, per coloro che adorano vedere scene spietate e lunghi fiumi di sangue. Queste scene, oltre a beneficiare di un eccellente uso del trucco artigianale cinematografico (senza l’uso della CGI), che conferisce un senso di realtà e autenticità, sono elevate dalla potente colonna sonora. La musica, dolce e romantica nei momenti giusti, diventa oscura, adrenalinica e piena di tensione quando la scena lo richiede, creando il giusto climax e ritmo narrativo, fondamentali per immergerci nel torbido narrato dalla pellicola. Se vedrete il film su un grande schermo cinematografico con un buon audio, l’impronta gore del film non potrà che appassionarvi alla vicenda trattata, riuscendo a intrattenervi, nonostante qualche difetto narrativo, perchè purtroppo questa pellicola ha alcune lacune, che possono essere sorvolate da un fan dei B-Movie, che è interessato a rimanere sconvolto e spaventato sullo schermo, ma non da un critico cinematografico e appassionato della sceneggiatura e della tridimensionalità dei personaggi.
I difetti
L’elemento particolare di questa pellicola è che proprio nelle scene sanguinolenti Federico Zampaglione dà il massimo, riuscendo grazie a queste numerose scene a reggere l’intero impianto drammaturgico e di tensione narrativa, visto che il resto soffre di alcune lacune. Partendo da una storia abbastanza prevedibile, se escludiamo il finale che si riconduce a “I Vampiri”, poggiata su una sceneggiatura alquanto didascalica che non erge e non rende tridimensionali i suoi personaggi, partendo proprio da Lisa Gray, un personaggio che ricorda Jennifer Corvino di “Phenomena” e Susy Benner di “Suspiria” ma senza possedere quella forza e quell’aurea che Dario Argento era riuscito a donare ai suoi personaggi nella fase di sceneggiatura. Noi riusciamo a entrare in contatto con Jennifer Corvino e Susy Benner, riusciamo a provare empatia verso di loro, mentre per Lisa Gray ciò non accade completamente, ma solo a tratti. La sceneggiatura cerca di approfondire il personaggio, raccontandoci il suo background, sia tramite i suoi incubi sia attraverso i suoi dialoghi, ma il personaggio non riesce a entrare in contatto, pienamente, con il pubblico, risultando infine abbastanza scialbo, probabilmente anche a causa dei personaggio secondari, soprattutto il giovane che svilupperà una sorta di relazione con Lisa, che non riescono a dare maggior introspezione alla protagonista.
A livello drammaturgico, se escludiamo la svolta finale, la narrazione possiede elementi di estrema banalità narrativa, dove il pubblico capisce ancor prima dei personaggi dove sta il pericolo, soprattutto riferito alle dinamiche che si fondono tra Lisa Gray, Emma Malvisi, Giulia e il dipinto, un elemento molto prevedibile. La pericola però raggiunge il suo potenziale massimo nella creazione e nello sviluppo del Mostro della stanza delle torture, un personaggio inquietante e spaventoso, interpretato da un grandissimo Lorenzo Renzi che ha saputo trasformarsi dando potenza al suo personaggio accattivante, sia dal punto di vista fisico che sonoro, e che meriterebbe quasi di venire approfondito con un film a lui dedicato. Questo personaggio, che ci riconduce entro dinamiche torture p*rn dona quel senso di tensione e di orrore alla pellicola, reggendo su di sé, praticamente, l’intera drammaturgia.
Per il resto, i personaggi mostrati in scena hanno poca sostanza anche a causa di un’interpretazione, in lingua inglese, da parte del cast, che non convince pienamente, ma solo a tratti. L’attrice Claudia Gerini e la giovanissima Linda Zampaglione, figlia del regista, non riescono a donare del tutto la forza necessaria ai loro caratteri. Lo stesso discorso vale per Lauren LaVera, star di “Terrifier 2”, che riesce solo a tratti a entrare nella parte che Zampaglione le ha affidato.

In conclusione
“The Well” è un opera ambigua, una pellicola che sa funzionare bene nel suo lato gore ma che non riesce a imprimere una storia e dei personaggi realmente interessanti nella costruzione narrativa. Il film ha però la forza d’intrattenere e di spaventare risultando ottimo per trascorrere una serata al cinema o a casa per tutti gli amanti del genere horror.
Note positive
- Il gore presente nel film
- La musica
- Il trucco
- L’interpretazione di Lorenzo Renzi
Note negative
- Alcune ingenuità narrative nelle scene non horror
