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Confessions
Titolo originale: Kokuhaku
Anno: 2010
Nazione: Giappone
Genere: Giallo, Thriller, Drammatico
Casa di produzione: Toho, Licri
Distribuzione italiana: Tucker Film
Durata: 102 minuti
Regia: Tetsuya Nakashima
Sceneggiatura: Tetsuya Nakashima
Fotografia: Shoichi Ato
Montaggio: Yoshiyuki Koike
Musiche: Toyohiko Kanahashi
Attori: Takako Matsu, Yukito Nishii, Kaoru Fujiwara
Trailer di “Confessions”
Informazioni sul film e dove vederlo in streaming
Confessions è un film del 2010, diretto da Tetsuya Nakashima. Mentre pellicole come Deadpool e Wolverine riempiono di proiezioni il palinsesto dei cinema di tutta Italia, è bene buttare un occhio anche a tutti quei prodotti che non godono della stessa potenza distributiva. Dall’Oriente in particolare sono tanti i contributi di estremo valore che – nel nostro paese – non ricevono ancora l’attenzione che meritano. Se da una parte la vittoria di Parasite agli Oscar 2020 ha aperto una breccia in quel muro opaco che sembra separare il pubblico italiano dal cinema orientale, dall’altra le opere da riscoprire restano ancora parecchie.
Una di queste è proprio Confessions, film del 2010 diretto dal regista giapponese Tetsuya Nakashima e tratto dell’opera letteraria di Kanae Minato. La pellicola, presentata al 40ª edizione del Sitges – Festival internazionale del cinema della Catalogna, dopo essere stata distribuita dal 5 giugno 2010 nei cinema giapponesi, il 9 maggio 2013 è giunta in Italia grazie a Tucker Film.
Trama di “Confessions”
Sembra una giornata come le altre a scuola, quando la professoressa annuncia che quella sarà la sua ultima lezione. Ignorando le ondate di giubilo degli alunni, la donna aggiunge di aver vissuto da poco un dramma personale: sua figlia è morta in piscina. Non si è trattato di un incidente, spiega, e i colpevoli del dramma sono proprio lì: nella classe. Da questo incipit non si può immaginare fin dove la sua ferocia vendicativa possa spingersi.

Recensione di “Confessions”
Nakashima porta sul grande schermo una storia che pare attingere a piene mani dalla trilogia della vendetta di Park Chan Wook (Mr. Vendetta, Old boy, Lady Vendetta) e che si muove in quella dimensione di nichilismo, disagio studentesco e disprezzo per la vita che per certi versi richiama il Suicide Club di Sion Sono. Nei primi minuti la storia fatica a prendere il via a causa della densa quantità di informazioni raccontate. L’insegnante si lancia in un monologo, dove racconta la sventurata sorte toccata alla figlia, intervallato solo dalle reazioni stupefatte degli alunni. Sebbene la lunga spiegazione iniziale rischi di far perdere ritmo alla narrazione, la dose di tensione che crea è così tangibile da rapire lo spettatore nel suo flusso di eventi.
La macchina da presa cattura momenti di grande impatto. Le riprese dall’alto fanno sembrare gli studenti nulla più che pedine sulla plancia del gioco perverso della loro vendicatrice. Le scene di violenza, dove fiumi di sangue schizzano a rallenty, ricordano Na Hong-Jin e il suo bellissimo The Chaser (2008). Il tutto è condito da un montaggio di alto livello che accompagna le parole dei personaggi, creando sequenze molto coinvolgenti. Durante i flashback le immagini sono sovraesposte, distinguendosi da quei colori freddi e de-saturati che permeano la maggior parte del film.
Venendo alla sceneggiatura: scrivere un film così denso di dialoghi senza risultare eccessivamente didascalico è difficile, ma si tratta di un compito che Confessions porta bene a compimento. Qualche calo di ritmo c’è, ma l’ora e mezzo di durata scorre bene e risulta estremamente coinvolgente, soprattutto nella seconda parte. L’ultima mezz’ora poi, focalizzata su uno dei due studenti responsabili del misfatto, è talmente ben fatta che, se tutto il film fosse stato sulla stessa lunghezza d’onda, staremmo probabilmente parlando di un capolavoro.

In conclusione
La vendetta, non è che una parte della complessa rete di contenuti che compone Confessions. Sembra più un MacGuffin per andare a sviscerare la psicologia dei personaggi e portare alla luce le fallacie del sistema educativo. Descrive la vendetta come una miccia che fa esplodere un’infinità di cattiveria repressa; un odio che si diffonde come un morbo impossibile da debellare.
Un film che mostra le reazioni degli studenti al potere dell’autorità e pone l’accento sulla responsabilità del docente. Un connubio di vendetta crudeltà e violenza che diventa un brillante inno alla comprensione del colpevole, al perdono e alla giustizia.
Note positive
- Interessante analisi psicologica dei personaggi
- Montaggio serrato e coinvolgente
- Trama avvincente e ricca di colpi di scena
Note negative
- Forse qualche “spiegone” di troppo
