Dark Matter (2023). La scomparsa di un figlio e il mistero della materia oscura

Esce in sala il 4 maggio 2023, distribuito da Superotto Film Production, ‘Dark matter’, thriller psicologico diretto da Stefano Odoardi, co-produzione Italia-Olanda prodotto da Superotto Film Production in coproduzione con l’olandese Key Film e l’italiana Orange Pictures che ne ha curato anche la produzione esecutiva, con produttori Gianluca Stuard e Stefano Odoardi e coproduttori Hanneke Niens e Andrea Maffini.
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Dark Matter locandina

Dark Matter

Titolo originale: Dark Matter

Anno: 2023

Nazione: Italia, Olanda

Genere: thriller

Casa di produzione: Superotto Film Production, Key Film, Orange Pictures

Distribuzione italiana: Superotto Film Production

Durata: 114’

Regia: Stefano Odoardi

Sceneggiatura: Stefano Odoardi, Sytske Kok

Fotografia: Adri Schovrer

Montaggio: Gianluca Stuard

Musiche:

Attori: Alessandro Demcenko, Angélique Cavallari, Thierry Toscan, Elisabetta Pellini, Simona Senzacqua, Shaula Pascucci, Zoe Valerio, Viviana Di Bert, Angelica Cacciapaglia, Daniela Poggi, Orso Maria Guerrini, Giulio Cecchettini, Eleonora Giovanardi

Trailer ufficiale di Dark Matter

Il thriller diretto da Stefano Odoardi, regista – sceneggiatore – produttore e artista visivo che vive e lavora tra Italia e Olanda, Dark Matter esce al cinema il 4 maggio 2023, distribuito da Superotto Film Production e co-produzione Italia – Olanda tra la Superotto Film Production e l’olandese Key Film. Scritto dal regista con Sytske Kok, il film, un ‘Thriller dell’Anima’ nelle parole del regista, è interpretato da Alessandro Demcenko, Angélique Cavallari, Thierry Toscan, Elisabetta Pellini, Simona Senzacqua, Shaula Pascucci, Zoe Valerio, Viviana Di Bert, Angelica Cacciapaglia, con la partecipazione di Daniela Poggi, con la partecipazione di Orso Maria Guerrini, per la prima volta sullo schermo Giulio Cecchettini e con Eleonora Giovanardi.

Trama di Dark Matter 

Antonio, un affermato fisico che opera nel campo della Materia Osuca, particelle di cui non sappiamo nulla ma che compongono quasi il 95% del nostro universo, vive una difficile rapporto familiare. L’uomo viene accusato dalla moglie di non trascorrere del tempo con i propri figli a causa del suo lavoro, lo stesso figlio Thomas di undici anni sembra preferire la compagnia del nonno che quella del proprio padre, con cui non s’intende minimamente. L’unica ad avere un buon rapporto con Antonio e la figlia più piccola. La sua vita però cambia bruscamente quando sua padre muore improvvisamente e Thomas viene rapito da una donna misteriosa di nome Elena. Da quel momento Antonio non solo dovrà cercare il figlio, ma anche ritrovare e riscoprire sé stesso. 

La famiglia - Dark Matter (2023)
La famiglia – Dark Matter (2023)

Recensione di  Dark Matter

Dark Matter è in primo luogo un film di genere: un thriller sull’affascinante e spesso inafferrabile rapporto tra lʼessere umano e lʼUniverso. Da una parte cʼè lʼUniverso che ci circonda con la sua Materia Oscura e dall’altra cʼè lʼUniverso intimo e personale dell’essere umano. Due dimensioni allʼapparenza diverse, ma in realtà molto vicine tra di loro perché circondate da uno stesso elemento invisibile e misterioso: l’ignoto.

Stefano Odoardi

Il lavoro del cineasta italiano è indubbiamente pregevole ma il risultato finale funziona solo in parte, ricadendo in svariate problematiche tipiche del nuovo cinema d’autore italiano, maggiormente di nicchia. Dark Matter ha in sé un obiettivo arduo da raggiungere, uno scopo complesso a livello narrativo. La pellicola vuole indagare l’ignoto, nelle sue varie sfumature e declinazione di significato. Da un lato troviamo il nostro protagonista Antonio indagare i misteri dell’Universo e della materia oscura, tentanto di portare a galla verità sconosciute al mondo, dall’altra parte invece il lungometraggio cerca d’indagare la natura umana, quella più personale e intimistica, ponendoci una questione: siamo sicuri di conoscerci? Siamo sicuri di essere veramente noi stessi? Alla fine il nostro io, il nostro inconscio, il nostro essere non è altro che un piccolo e misterioso universo personale pieno di misteri tutti da scoprire e che noi conosciamo solo in minima parte. Questi due mega temi narrativi presenti in Dark Matter, però, non vengono ben connessi tra di loro, apparendo alquanto slegati l’uno dall’altro.  L’elemento fisico, con le sue regole matematiche e i suoi codici, non riesce a penetrare, a livello simbolico, entro la storia personale e di sofferenza di Antonio, di un uomo che si rompe quando il suo figlio di undici anni scompare. La morte del proprio padre e la seguente scomparsa di Thomas lo porta a interrogarci su sé stesso, cadendo entro un folle tormento interiore che lo conduce a trovare un collegamento e una pacificazione sia con suo padre che con suo figlio, con cui non ha mai avuto un buon rapporto o una buona comunicazione. 

Dark Matter è un lungometraggio che si perde eccessivamente dentro un estetica visiva interessante ma che non dona qualcosa alla pellicola, anzi l’estetica e la fotografia presenti nel film, con i suoi colori tiepidi, dona un senso di freddezza alla vicenda eliminando quelle emozioni che si dovrebbe provare in un film di questo genere, tanto che lo spettatore, difficilmente, proverà empatia verso Antonio o per gli altri personaggio, nonostante compiano un viaggio dentro i propri tormenti fino a trovare una loro redenzione interiore. Probabilmente il cineasta ha voluto mettere troppi elementi drammaturgichi e simbolici entro il lungometraggio, quando ci si  sarebbe dovuti accontentare di trattare solo il tema della sparizione e di ciò che questo comporta per le famiglie, che vedono scomparire il proprio bambino da un giorno all’altro. Attraverso la voce di una giornalista, Dark Matter mette in luce il problema gigantesco e fin troppo dimenticato della scomparsa di minori sul territorio italiano, dichiarando come ogni giorno in Italia scompaiono infatti 47 minorenni. Nel 2022 le denunce di persone svanite nel nulla, sotto i 18 anni, sono state 17.130. È quanto emerge dalla relazione sull’attività del Commissario Straordinario di Governo per le persone scomparse. 

Il film dà una parte ci mostra la vita della famiglia alle prese con una devastazione interiore per la scomparsa del loro figlio, dall’altra parte vediamo Thomas insieme ai suoi rapitori. Questa parte risulta abbastanza interessante dal punto di vista narrativo, poiché il regista non va a creare uno scontro tra gli aggressori, soprattutto tra Elena e il bimbo, anzi crea un interessante legame tra i due personaggi, che ci appaiono come due anime buone ma allo stesso tempo deboli, che hanno l’unica colpa di vivere entro un mondo malvagio. L’unica nota di critica riguardo questa parte narrativa è il mancato approfondimento del personaggio di Elena, che doveva essere maggiormente indagata dalla sceneggiatura. 

Elena e Thomas in Dark Matter
Elena e Thomas in Dark Matter

In conclusione

La pellicola intrattiene e si lascia guardare, ma presenta svariati problematiche che lo rendono un film alquanto dimenticabile. Il maggior problema dell’opera è il suo approccio metafisico che viene malamente unito con la parte maggiormente drammatica della vicenda. 

Note positive

  • Interpretazioni

Note negative

  • Il personaggio di Elena doveva essere maggiormente approfondito, come del resto tutti i personaggi che si muovono durante la rapina. Noi non comprendiamo il loro reale intento. 
  • Non proviamo empatia verso Antonio 
  • Un estetica visiva fine a sé stessa
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 923

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