David Attenborough: La vita a colori (2021) – Un mondo nascosto

Trailer ufficiale di David Attenborough: La vita colori

David Attenborough: La vita a colori è una miniserie di tre episodi che esplora il mondo degli animali da un particolare punto di vista: il colore. In uscita il 22 aprile, la Gionata della Terra, il naturalista britannico ci porterà in giro per il mondo, sulla terraferma e sott’acqua, alla scoperta di un mondo invisibile ai nostri occhi.

Trama di David Attenborough: La vita a colori

David Attenborough: La vita a colori è la nuova miniserie ideata dal rinomato naturalista britannico. Composta da tre episodi, lo spettatore avrà modo di esplorare il mondo attraverso il colore e il ruolo che riveste per gli animali. Nel primo episodio, “Vedere a colori”, capiremo come il colore venga usato per comunicare con i propri simili; nel secondo episodio, “Nascondersi nei colori”, Attenborough ci spiegherà come il colore sia fondamentale per nascondersi, cacciare e avvertire gli altri animali; infine, nell’ultimo episodio, “A caccia di colori”, parteciperemo ad un dietro le quinte in cui scienziati e professionisti spiegheranno il funzionamento tecnico delle apparecchiature utilizzate e i numerosi studi ed esperimenti condotti riguardo il colore come strumento di sopravvivenza per gli animali.

Recensione di David Attenborough: La vita a colori

Il 22 aprile è la Giornata della Terra e non c’è modo migliore per celebrarla se non guardando la nuova miniserie targata Netflix: David Attenborough: La vita a colori. Per chi non lo conoscesse, David Attenborough è un rinomato naturalista e divulgatore scientifico britannico, al pari del nostro Piero Angela.

Con questa nuova serie ci farà scoprire un mondo invisibile ai nostri occhi, in cui il colore gioca un ruolo fondamentale: se per noi ha un significato prettamente estetico, per gli animali è questione di sopravvivenza.

I tre ruoli del colore

Se per noi esseri umani il colore riveste solamente una funzione estetica e di gradimento, per gli animali è molto di più. Il ruolo cambia a seconda della specie e dell’animale, ma possiamo dire che esistono tre varianti principale: attirare un possibile compagno, fuggire dai predatori e resistere ai cambiamenti climatici.

Cercare un compagno

Sono innumerevoli le specie che sfruttano il colore per conquistare un compagno. Ma, come ci spiega il primo episodio di David Attenborough: La vita a colori, non è sempre stato così; in origine, animali come i mammiferi erano perlopiù notturni quindi la loro vista non era in grado di distinguere i colori.

L’evoluzione però ha apportato cambiamenti significativi, come nel caso dei mandrilli che popolano il Gabon in Africa occidentale. Il loro pelo, sia per i maschi sia per le femmine, è marrone chiaro, ma i primi, raggiunta la maturità sessuale, colorano il muso di rosso e blu. Le femmine saranno più o meno attirate dal colore in base all’intensità e alla brillantezza: per loro sono sintomo di salute e potenza fisica.

A differenza dei mammiferi, gli uccelli sono molto più sensibili ai colori e godono di una vista migliore. I colibrì, ad esempio, nascondono le piume più colorate per allontanare attenzioni indesiderate, ma rivelano i colori sulla testa riflettendo la luce del sole per poi catturare l’attenzione della femmina.

Il corteggiamento spesso avviene in volo, il quale richiede molte energie quindi più vola, maggiore sarà la sua forza fisica.

Gli esseri umani sono dotati di tre recettori del colore e percepiscono uno spettro che va dal rosso al viola. Esistono colori però che non rientrano in quel campo, ma in quello degli ultravioletti, per cui invisibile all’occhio umano.

Alcuni animali però, sono in grado di vederli, come nel caso della farfalla blu della luna: parte del suo colore è visibile solamente con attrezzature specifiche come le videocamere UV. Le altre farfalle della specie sono in grado di vederli e servono per trovare un partner.

Fuggire dai predatori

In altri casi, il colore serve per tenere lontano qualsiasi minaccia. Il dendrobate pigmeo (qui nella variante strawberry) è una piccola rana che vive nella foresta pluviale e sulle isole di Bocas del Toro, una delle province di Panama.

La sua caratteristica è di essere altamente velenosa in quanto la sua pelle produce una tossina molto potente. Il colore rosso funge da avvertimento per i predatori, i quali morirebbero se la mangiassero.

Particolarità di questa specie riguarda gli esemplari che vivino a Bocas del Toro: lì esistono cinque diverse varianti, ognuna con il suo colore che varia in base all’alimentazione.

In generale, colori intensi indicano un alto tasso di tossicità, mentre colori tenui segnalano una quantità minore.

David Attenborough: La vita a colori ci porta sulle montagne Cairngorm incluse nell’omonimo Parco Nazionale in Scozia. Su questi pendii vive una particolare specie di pernice bianca chiamata Ptarmigan. Si tratta di un volatile molto particolare perché riesce a adattarsi ai cambiamenti ai quali è sottoposto il luogo in cui vive.

Con l’arrivo dell’inverno le montagne si tingono di bianco per via della neve e la pernice cambia il colore delle piume, da grigio scuro a bianco. Questa trasformazione permette di mimetizzarsi e sfuggire ai predatori.

Questione di sopravvivenza

Nell’ultimo episodio di David Attenborough: La vita a colori, il naturalista ci spiega come i cambiamenti climatici stiano compromettendo la vita e la sopravvivenza della natura.

Interessante e allarmante il caso dei coralli della Grande Barriera Corallina che stanno rapidamente perdendo il loro caratteristico colore. Questo evento è passato dal verificarsi una volta ogni venticinque anni a tre negli ultimi cinque anni.

Nei tessuti dei coralli vivono delle alghe chiamate symbionts che danno il tipico colore rosa-rosso. Durante la fotosintesi secernono degli zuccheri che vengono assorbiti dal corallo. L’aumentare della temperatura dell’acqua compromette lo scambio: la fotosintesi entra in crisi e produce composti tossici che il corallo cerca di espellere a discapito del colore, arrivando poi alla morte.

In alcune parti del mondo però, diversi coralli hanno sviluppato dei colori al neon come forma di difesa: dopo aver perso l’alga, invece di diventare bianchi, producono dei pigmenti verde neon per proteggere quel poco che è rimasto dell’alga.

Per quanto il sistema sia sorprendente, non è abbastanza forte per contrastare cambiamenti sempre più debilitanti.

I coralli non sono gli unici a risentire dei cambiamenti climatici; anche le pernici bianche delle montagne Cairngrom si trovano in grande difficoltà per via della sempre più poca neve che ricopre i pendii e impedisce loro di mimetizzarsi cambiando il colore delle piume.

Vedere l’invisibile

Quello che abbiamo visto in David Attenborough: La vita a colori è stato possibile solo grazie alla creazione di apparecchiature specifiche come la telecamera UV. Marc Payne-Gill, addetto a questa telecamera, spiega che ci sono due telecamere, una posta diagonalmente rispetto all’altra.

Davanti ad una telecamera è montato un filtro che permette ai raggi UV di passare per poi riflettere gli altri raggi nella seconda telecamera; la prima ridà la visione di uccelli, insetti e pesci in grado di percepire l’ultravioletto, mentre la seconda corrisponde al nostro modo di vedere.

Un’altra tecnologia fondamentale è una telecamera pensata per poter percepire le aree illuminate dalla luce polarizzata.

La luce del sole contiene raggi che vibrano su vari e differenti piani; nella luce polarizzata vibrano solamente su un piano. In realtà, facciamo esperienza di questa tipologia di luce tutti i giorni: la luce che si riflette su una superficie molto luminosa come l’acqua è polarizzata.

Creatori di questa innovazione sono il Professore Viktor Gruev dell’Università dell’Illinois e Mark Lamble il cameraman, che la utilizzeranno per studiare i granchi violinista che popolano le zone fangose delle maree a Darwin in Australia.

Note tecniche

La regia di David Attenborough: La vita a colori risente di toni romantici: riprese dall’alto girate con droni su spazi aperti e infiniti, danno allo spettatore un senso di stupore e inquietudine allo stesso tempo.

Dal macro si passa al micro con primissimi piani e dettagli di animali, insetti e movimenti quasi impercettibili degli stessi. Solamente David Attenborough viene ripreso a figura intera nelle sue poche apparizioni lungo gli episodi.

L’audio riveste un ruolo importante ed è stato suddiviso in tre parti: la colonna sonora, accattivante e divertente volta a descrivere i paesaggi e gli animali: la voce off e onniscente di David Attenborough che spiega ciò che stiamo vedendo, un canone tipico del classico documentario scientifico; e da ultimo l’utilizzo di suoni ASMR quali cinguettii, ronzii o sbattere d’ali, caratteristici delle specie viste.

In conclusione, David Attenborough: La vita a colori si è rivelata una serie interessante, basata su una tematica innovativa e attuale. Ad oggi, la natura e gli animali si trovano in grande difficoltà e necessitano di essere tutelati, ma ancora di più dovrebbe esserlo tutto ciò che non vediamo, ma che per altri si rivela fonte di sopravvivenza.

Note positive

  • La tematica del colore degli animali
  • La sensibilità verso i cambiamenti climatici
  • La regia

Note negative

  • Qualche dettaglio in più sull’aspetto tecnico

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