Eredità sepolta (2024). Yoon Seo-ha e il cimitero di famiglia 

Recensione, trama e cast della miniserie sudcoreana "Eredità sepolta" del 2024. Una serie ideata da Kang Tae-kyung e disponibile su Netflix
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Trailer di Eredità sepolta

Informazioni sulla miniserie e dove vederlo in streaming

Debutta su Netflix il 19 gennaio 2023 la miniserie coreana dal tono thriller intitolata “Seon-san”. In Italia, la serie viene distribuita con il titolo “Eredità sepolta”. L’ideatore e sceneggiatore della serie è Yeon Sang-ho, noto per aver diretto film come “Train to Busan” nel 2016, “Peninsula” nel 2020 e il film di fantascienza “Jung_E” nel 2023, quest’ultimo anch’esso prodotto da Netflix. La regia della serie, composta da sei episodi, è affidata a Min Hong-nam, già assistente alla regia di Yeon Sang-ho durante la realizzazione del lungometraggio “Peninsula”. “Eredità sepolta” è basata sul Webtoon intitolato “The Bequeathed” di Yeon Sang-ho, con disegni di Jo Seol e Lido, e la sceneggiatura di Kang Tae-kyung. Per Min Hong-nam, questa miniserie rappresenta la sua prima esperienza nel ruolo di regista.

Trama di Eredità sepolta

Yoon Seo-ha, un assistente professore che aspira a ottenere una promozione a professoressa ordinaria presso la facoltà dove lavora, si trova in una vita apparentemente stagnante. La sua carriera è intralciata da un professore che sembra sfruttarla, e la sua vita sentimentale viene sconvolta quando, tramite un detective privato, scopre l’infedeltà del marito. Il giorno in cui riceve la conferma del tradimento, una chiamata dalla polizia cambia improvvisamente la sua situazione. Viene informata che suo zio paterno, di cui non sapeva nemmeno l’esistenza, è morto in circostanze misteriose. Ancora più sorprendente, Yoon Seo-ha scopre di essere l’unica erede di un cimitero di famiglia. Tuttavia, la sua sorpresa si intensifica quando viene a conoscenza dell’esistenza di un fratellastro, il peculiare Kim Young-hom, che rivendica una parte dell’eredità che Seo-ha non è disposta a concedergli, considerandolo solo il figlio di un padre che l’ha abbandonata.

Intanto, l’ispettore capo Park Sang-min si occupa del caso della morte dello zio di Yoon Seo-ha. Tuttavia, uno dei suoi sottoposti, il detective Choi Sung-jun, non è convinto dalla linea d’indagine seguita dal capo. Decide quindi di avviare un’indagine indipendente per scoprire la verità sul caso. La situazione si complica ulteriormente quando intorno a Yoon Seo-ha si verifica un altro terribile omicidio. Che cosa sta succedendo? Chi c’è dietro a queste morti?

Park Sung-hun as Yang jae-seok, Kim Hyun-joo as Yoon seo-ha in Eredità sepolta
Park Sung-hun as Yang jae-seok, Kim Hyun-joo as Yoon seo-ha in Eredità sepolta

Recensione di Eredità sepolta

In questa miniserie, troviamo molteplici elementi narrativi interessanti che si collegano espressamente allo stile dei K-drama, a cui le produzioni coreane di genere thriller ci stanno abituando. I personaggi sono avvolti da potenti traumi interiori che sconvolgono e muovono le loro vite e le loro scelte. Come in altri K-Drama, ‘Eredità Sepolta’ ci presenta personaggi rotti, costretti ad affrontare le conseguenze delle loro azioni passate senza però riuscire a trovare accettazione per i loro errori e i sensi di colpa, che come macigni li schiacciano sempre di più, privandoli di qualsiasi tipo di felicità futura.

La nostra protagonista, l’aspirante professoressa Yoon Seo-ha, è una donna bloccata nel suo presente, nei legami costruiti nel corso del tempo e in un passato familiare complicato, legato alla figura di un padre che, senza un motivo apparente, ha deciso di abbandonarla per ricrearsi una nuova famiglia con una nuova moglie e un nuovo bambino, sangue del suo sangue. Il padre, per questo nuovo figlio, si comporta come un genitore in tutto e per tutto, creando un senso di gelosia nella figlia Yoon Seo-ha. Il passato familiare la compromette inevitabilmente a livello caratteriale, influenzando le sue scelte in fatto di uomini, affidandosi a maschi che approfittano di lei e la trattano malamente, facendo emergere quei sentimenti di insicurezza e sottomissione, che la donna sente al suo interno. Quando scopre che il marito la tradisce, la donna non instaura uno scontro immediato con l’uomo che ha sposato, ma fa finta che nulla sia effettivamente accaduto. Dall’altra parte, nel contesto lavorativo, vediamo come la donna tenda a mettersi in secondo piano, passando quasi inosservata.

La serie, nei primi minuti, mette subito in luce molti dei suoi complessi interiori e modi di fare. Ad esempio, apprendiamo che ha scritto un intero libro accademico per il suo professore, segno di una profonda sottomissione e di fare da zerbino. Anche nei rapporti con altri due uomini, come il detective privato e un quarto personaggio che conosceremo nel corso della miniserie, ritroviamo il suo lato di insicurezza e quasi sottomissione all’altro. Interessante è però come nel corso dei sei episodi, Yoon Seo-ha, attraverso una serie di omicidi in cui si trova invischiata, inizi a compiere un percorso di cambiamento che si attuerà nel finale della serie. Qui, la Yoon Seo-ha che abbiamo conosciuto all’inizio della storia non c’è più, ma al suo posto troviamo una donna sicura di sé che ha fatto pace con i suoi traumi familiari e con la storia della sua famiglia.

La famiglia è l’elemento centrale su cui si muovono tutti i fili del racconto. Non solo il personaggio di Yoon Seo-ha deve riappacificarsi con la storia della sua famiglia, ma anche gli altri personaggi principali della miniserie si ritrovano ad affrontare i loro scheletri. In primis, il detective Choi Sung-jun e l’ispettore capo Park Sang-min, legati da un terribile accadimento che ha sconvolto sia la vita del primo che quella del secondo, compromettendo la loro amicizia sia sul lavoro, dove sono colleghi, sia nella vita di tutti i giorni.

Per presentare questi traumi, la storia utilizza brevi flashback che di tanto in tanto mettono in luce alcuni momenti fondamentali per la vita di questi personaggi. Nonostante ciò, i flashback non risultano sempre riusciti e accattivanti, specialmente quelli riguardanti Yoon Seo-ha e quelli connessi alla tematica buddista e spirituale. Questi sono elementi chiave all’interno della vicenda, ma vengono trattati con eccessiva superficialità narrativa. Se messo in campo, l’elemento spirituale, avrebbe dovuto donare un senso più marcatamente thriller e horror a questa narrazione che, se ha una pecca importante, sta proprio nella totale assenza di tensione e spavento.

Indubbiamente, lo spettatore è interessato a comprendere chi sia il killer della vicenda, e le varie storie intrecciate creano un puzzle narrativo interessante. Tuttavia, la serie rischia di cadere in un ritmo a tratti noioso. Nonostante sia un thriller poliziesco basato essenzialmente su un’indagine tipica del giallo, la serie non riesce a scuoterci, essendo privata di tutte quelle atmosfere più angoscianti e terrificanti, che una serie di questo tipo dovrebbe possedere. Purtroppo, il ritmo è monotono dall’inizio alla fine, togliendo forza a un prodotto che su carta è ben scritto e ben recitato. Probabilmente, la pecca più grande è la regia, che non riesce a trasmetterci quel pathos che lo spettatore vorrebbe trovare in un poliziesco a tinte thriller.

Park Hee-soon as Choi sung-jun, Ryu Kyung-soo as Kim young-ho in Eredità sepolta
Park Hee-soon as Choi sung-jun, Ryu Kyung-soo as Kim young-ho in Eredità sepolta

In conclusione

“Eredità Sepolta”può essere apprezzata per l’approfondimento dei personaggi e l’intreccio narrativo, ma possiede alcuni elementi critici soprattutto riguardo i flashback poco accattivanti, l’assenza di tensione e spavento, un ritmo monotono e uno scarso coinvolgimento emotivo complessivo. Indubbiamente non è il migliore K-Drama ma per gli appassionati del genere è una serie assolutamente guardabile per i suoi sviluppi “crime”.

Note positive:

  • La miniserie si distingue per l’approfondimento psicologico dei personaggi principali, ognuno dei quali è caratterizzato da traumi interiori e complessità emotive che influenzano le loro scelte e relazioni.
  • Il percorso di cambiamento di Yoon Seo-ha, dallo stato di sottomissione e insicurezza a una donna sicura di sé, aggiunge profondità alla trama e offre una narrazione evolutiva interessante.
  • L’intreccio delle storie e il puzzle narrativo che coinvolge la ricerca del killer aggiungono un elemento accattivante alla trama, mantenendo l’interesse dello spettatore.

Note negative:

  • Alcuni flashback, specialmente quelli legati a Yoon Seo-ha e alla tematica buddista, risultano poco accattivanti e trattati superficialmente, riducendo l’impatto emotivo e thriller della storia.
  • Nonostante siamo immersi nel genere thriller poliziesco, la serie manca di tensione e spavento, compromettendo la capacità di coinvolgimento emotivo dello spettatore. La regia non riesce a creare atmosfere angoscianti e terrificanti.
  • Il ritmo monotono
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 929

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