La Storia (2024).  La bravura di Jasmine Trinca

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Trailer de La Storia

Informazioni sulla miniserie e dove vederla in streaming

Lunedì 23 ottobre 2023, alle ore 18.45, all’interno della Festa del Cinema di Roma, si è tenuta la presentazione, presso il Cinema Nuovo Sacher, dei primi due episodi della serie televisiva italiana “La Storia”, una fiction Rai – Picomedia, basata sull’omonimo romanzo storico di Elsa Morante, edito nel 1974 nella collana “Gli Struzzi” della casa editrice Einaudi. L’opera letteraria divenne, immediatamente, uno dei libri più apprezzati, dal pubblico, nel panorama letterario italiano post 1950, vendendo in un solo anno ben 800.000 copie in Italia e venendo tradotta in più di venti lingue. Alla regia della serie troviamo la regista e sceneggiatrice romana Francesca Archibugi, autrice di pellicole come ‘Miglion è partita’ (1968), ‘Lezioni di volo’ (2007), ‘Il nome del figlio’ (2017) e ‘Il colibrì‘ (2022). Nel ruolo dei personaggi invece, troviamo Jasmine Trinca, nel ruolo di Ida Ramundo, Valerio Mastandrea, nei panni di Remo, Asia Argento, che interpreta Santina, ed Elio Germano, nel ruolo del partigiano Giuseppe Cucchiarelli.

La serie è andata in prima visione su Rai 1 per un totale di otto episodi, trasmessi dall’8 gennaio 2024 al 23 gennaio 2024, mentre è disponibile integralmente su Rai Play dal 8 gennaio 2024.

Trama de La Storia

A Roma, nel quartiere San Lorenzo, vive Ida Ramundo, una maestra elementare rimasta vedova con un figlio adolescente chiamato Nino, alle porte della seconda guerra mondiale. In preda al timore della deportazione, Ida decide di celare le sue origini ebraiche. Un giorno, quando la guerra è già entrata nel vivo, al rientro a casa, subisce un’aggressione da parte di un giovane soldato ubriaco dell’esercito tedesco, che il giorno dopo verrà inviato al fronte a combattere. Dopo l’orrore, l’angoscia e la vergogna causatigli dallo stupro, Ida scopre di essere incinta. Mentre il figlio Nino trascorre l’estate al campeggio degli Avanguardisti, Ida partorisce segretamente un bambino prematuro, dallo sguardo azzurro del padre tedesco, già deceduto in Africa. Quando Nino ritorna a casa e scopre il fratellino, lo accoglie calorosamente e se ne innamora, chiamandolo Useppe. Nel frattempo, la guerra corre e la famiglia Ramundo è travolta dagli eventi bellici del tempo. Nino, ormai un convinto fascista, decide di arruolarsi per il fronte in nome della patria, nonostante l’opposizione fervente di Ida, che si ritrova a dover occuparsi di Useppe completamente da sola. La situazione si aggrava durante il terribile bombardamento di San Lorenzo nel luglio del 1943. Durante le bombe, molti cittadini di San Lorenzo perdono la vita e i restanti perdono le proprie abitazioni, come accade a Ida. La donna e il figlio, privati di qualsiasi cosa, si vedono costretti a trasferirsi a Pietralata, dove fanno la conoscenza di una famiglia di napoletani e dell’onesto Giuseppe Cucchiarelli. Da quel momento in avanti, ogni giornata diventa una battaglia per Ida, il cui unico scopo è dare nutrimento al suo piccolo bambino, che trascorre le sue giornate nella frenetica attesa del fratello Nino, a cui è legato da un amore indissolubile.

Jasmine Trinca e Christian Liberati - LaStoria Ep 03 @Iacovelli Zayed
Jasmine Trinca e Christian Liberati – LaStoria Ep 03 @Iacovelli Zayed

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Recensione de La Storia

Elsa Morante costruisce con ‘La Storia’ un racconto di pura epicità narrativa, un’epicità non incentrata sulla narrazione di grandi personaggi, figure storiche importanti e fondamentali per la Storia della nazione italiana, ma concentrandosi sulla narrazione della miseria, del dramma di gente normale, di quel popolo povero che vive su di sé i tormenti della guerra e della crisi sociale. ‘La Storia’ si ricollega alla tradizione del romanzo storico popolare, rifacendosi a testi come ‘I Malavoglia’ di Giovanni Verga o perfino, seppur con le dovute divergenze, ai ‘Promessi Sposi’ di Alessandro Manzoni. Sono tre romanzi italiani che mettono al centro della storia delle persone comuni che devono affrontare le sfide dei loro tempi: la guerra, la povertà, la miseria e la peste.

La Rai non è nuova a tentativi di serializzare i grandi capolavori della letteratura italiana. Infatti, nel corso degli anni, abbiamo visto la trasposizione letteraria della storia di Renzo e Lucia con la miniserie televisiva del 1967. Poi è stato il tempo de ‘Il Commissario Montalbano’ di Andrea Camilleri e in seguito de ‘L’Amica Geniale’ di Elena Ferrante. Infine, abbiamo il tentativo di trasportare in linguaggio televisivo gli eventi de ‘La Storia’. Un primo tentativo è avvenuto nel 1986, per mano della Rai, che realizzò un film televisivo, suddiviso in tre puntate, per la regia di Luigi Comencini. Nel 2024 giunge al pubblico la rivisitazione della storia da parte della cineasta italiana Francesca Archibugi, che ci racconta, in otto episodi, il dramma familiare vissuto dalla protagonista Ida, una donna spezzata e spaventata dalla vita, come denotiamo fin dalle primissime battute e scene narrative. Ida affronterà delle crudeli sfide interiori pronte ad annientarle la psiche e a spezzarla.

Francesca Archibugi, insieme alla sua troupe di sceneggiatura, compie un lavoro attento, riuscendo a donarci una narrazione drammaturgica marcatamente fedele al testo di Morante. Ne ricava tutti gli elementi fondamentali della vicenda senza andare a inventare o trasformare eccessivamente gli elementi raccontati nel libro. Naturalmente, Archibugi riposiziona alcuni elementi e effettua alcuni tagli al racconto, anche a causa della limitata durata delle puntate, eliminando gran parte del background riguardante il personaggio di Ida. Questo ci viene fatto conoscere, seppur in maniera limitata, all’interno della prima puntata, che si distacca, in parte, dal testo romanzato. Mentre il libro si apre con la violenza del soldato tedesco su Ida, la serie decide di non iniziare con quell’atto, ma di redigere una sceneggiatura in grado di presentarci la difficile quotidianità e l’interiorità della spaventata Ida, diligente maestra elementare costretta a celare la propria identità culturale e la propria storia familiare, nascondendo agli altri e ai figli stessi la sua origine ebrea, un’origine che la spaventa in un’epoca in cui essere considerati “giudei” è una pericolosa etichetta.

Un elemento interessante da evidenziare è l’incipit della serie, in cui vediamo la madre di Ida suicidarsi nel tentativo di raggiungere a nuoto la Palestina. Questo elemento, presente anche nel romanzo, ci viene mostrato all’inizio della serie, probabilmente per creare una connessione con gli eventi traumatici che stanno accadendo nel nostro tempo, come il terribile scoppio della guerra tra l’Islam e lo Stato Palestinese, un conflitto che dura da generazioni e sembra non avere mai fine.

La serie mantiene dunque intatti gli elementi presenti nel libro, apportando solo qualche ritocco funzionale alla struttura drammaturgica. Ovviamente, alcuni personaggi vengono resi in maniera più approfondita, come Celeste Di Segni, mentre altri vengono trascurati in modo eccessivo, soprattutto ciò accade al background di Ida, che, se nel libro è ben trattato nella figura del marito, del padre e della sua malattia, nella serie ciò è completamente assente. Tuttavia, questo taglio non diminuisce o intacca la potenza del personaggio di Ida.

A livello registico, la serie è ben diretta, unendo con grande potenza l’elemento più drammatico e scuro con un racconto ampiamente fiabesco, donato dalla presenza del bambino Useppe. Questo viene raccontato con toni marcatamente tragici, soprattutto nelle ultime puntate, ma anche con un fare che ricorda, seppur con le dovute divergenze, ‘Le avventure di Pinocchio‘ di Comencini. Questa somiglianza si ritrova anche a livello musicale, con una colonna sonora piuttosto favolistica, composta abilmente da Battista Lena. Anche la fotografia e la scenografia evitano di raccontare il dramma profondo della storia, sfruttando una fotografia che predilige colori tenui e una scenografia che, pur mostrando la povertà dell’epoca, lo fa senza trasmettere una sensazione di morte, che a Roma in quegli anni si viveva e si sentiva.

A livello di sceneggiatura, il senso della fame, dell’assenza del cibo e della ricerca continua di qualcosa da mangiare è un elemento onnipresente che ottiene una forza narrativa immensa grazie a Jasmine Trinca. Senza criticare il resto della troupe attoriale, la Trinca è di un altro livello interpretativo, diventando l’epicentro e il motore dell’intera miniserie. Il plauso che possiamo fare a Francesca Archibugi è quello di aver scelto un cast azzeccato, soprattutto per Ida, un personaggio che ottiene una verità potente, cruda e tragica grazie alla straordinaria e sconvolgente prova attoriale di Jasmine Trinca. Quest’ultima diviene Ida in tutto e per tutto, in ogni movimento, in ogni singola parola detta, in ogni posizione che assume il suo corpo e in ogni sguardo che l’attrice dona davanti alla macchina da presa. La Trinca racconta e mostra ciò che la sceneggiatura non dice, narra la sofferenza e il terrore di una donna che deve vivere in un’epoca difficile, dove ogni singola cosa le crea un profondo stato di paura: dalla nascita del figlio Useppe fino alle scelte di Nino, il figlio più grande. L’espressione della Trinca dà umanita alle emozioni provate dal suo personaggio, disperato per la situazione dei suoi figli. Da applauso è anche il piccolo Mattia Basciani, abile nell’interpretare un personaggio di difficile resa, reso interessante anche grazie al trucco applicato sul volto del bambino, in particolare sugli occhi.

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Al centro Jasmine Trinca, Mattia Basciani, Carmela Pommella, Rosaria Langellotto – La Storia- Ep04

In conclusione

Nonostante qualche caduta didascalica nella miniserie, ‘La Storia’ è una potente produzione Rai che si avvicina e supera in qualità la prima stagione de ‘L’Amica Geniale’. Tuttavia, nulla può confrontarsi con il romanzo della Morante, caratterizzato da una qualità nettamente superiore. La forza di questa serie risiede nella resa interpretativa, con una Trinca in stato di grazia. Peccato che nel cinema italiano non abbia mai avuto ruoli di grande impatto drammatico, soprattutto in produzioni di registi di rilievo.

Note positive

  • Fedeltà al Testo di Morante: Nonostante alcune modifiche necessarie a causa della limitata durata delle puntate, la regista riesce a preservare gli elementi fondamentali della vicenda narrata nel romanzo.
  • Inizio Con Impatto: La decisione di iniziare la serie con il tentativo di suicidio della madre di Ida per raggiungere la Palestina è vista come un elemento d’apertura che crea una connessione con gli eventi traumatici contemporanei, come il conflitto tra l’Islam e lo Stato Palestinese.
  • Direzione Artistica: La regia, la fotografia e la scenografia vengono apprezzate per la capacità di combinare elementi drammatici e oscuri con un racconto dai toni fiabeschi
  • Interpretazione di Jasmine Trinca

Note negative

  • Limitato Background di Ida rispetto al libro. La serie trascura alcuni elementi importanti riguardanti il passato di Ida, incluso il ruolo del marito e la sua malattia.
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

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