Fear Street Parte 3: 1666 (2021) – La maledizione di Shadyside

Fear Street Parte 3 1666 locandina

Fear Street Parte 3: 1666

Titolo originale: Fear Street Part 3: 1666

Anno: 2021

Paese: Horror

Genere: Stati Uniti D’America

Produzione: Chernin Entertainment

Distribuzione: Netflix

Durata: 1h 40m

Regia: Leigh Janiak

Sceneggiatura: Phil Graziadei, Leigh Janiak, Kate Trefry

Fotografia: Caleb Heymann

Montaggio: Rachel Goodlett Katz

Musiche: Marco Beltrami, Anna Drubich, Marcus Trumpp

Attori: Ashley Zukerman, Kiana Madeira, Elizabeth Scopel, Benjamin Flores Jr, Randy Havens, Julia Rehwald, Matthew Zuk, Fred Hechinger, Michael Chandler, Sadie Sink, Emily Rudd, Olivia Scott Welch, Lacy Camp, McCabe Slye, Jordana Spiro, Jeremy Ford, Gillian Jacobs

Fear Street Parte 3 – Trailer

Abbiamo imparato a conoscere dal 2 luglio 2021 il mondo di Fear Street, la saga horror incentrata sulla cittadina di Shadyside e sui misteriosi omicidi connessi a essa, che giunge (forse?) al suo termine con questo terzo capitolo incentrato sul 1666, periodo storico in cui la leggenda di Sarah Fier ha preso vita, andando a condizionare il futuro dell’intera cittadina e dei suoi abitanti come quello di Josh, Deena, Sam e C. Berman. Alla visione di questa ultima pellicola possiamo tirare le somme dell’intera saga dopo un buon film di partenza per ragazzi e un secondo più a tinte horror ma meno riuscito, quindi cosa attenderci da questo terzo capitolo? Fear Street Parte 3: 1666 salverà l’intera saga horror prodotta dalla Chernin Entertainment?

Trama di Fear Street Parte 3: 1666

Dove eravamo rimasti? Deena, grazie alla storia tragica avvenuta a C. Berman, scopre il modo in cui porre fine alla maledizione e salvare Sam, ovvero ricongiungere la mano di Sarah Fier con il suo corpo. Deena e Josh ora sanno esattamente dove si trovano le due parti: il corpo è dove Sam ha avuto l’incidente automobilistico mentre la mano è situata sotto l’albero del campeggio di Nightiwing, luogo ora divenuto un centro commerciale. Così la nostra eroina una volta ottenuta la mano si reca sul luogo in cui sono sepolte le altre spoglie della strega, ma quando sta per mettere la mano all’interno del terreno, Deena, inevitabilmente, la tocca e così viene trasportata dentro i ricordi della strega, vivendoli in prima persona.

Siamo nel 1666, all’interno dei ricordi di Sarah Fier, una giovane ragazza autonoma e piena di vita che vive con un fratello più piccolo e un padre triste e incapace di occuparsi dei propri figli. La Fier e le sue amiche, quando la notte si fa buia e sale nel cielo la luna piena, si avviano alla festa dei ragazzi/e all’interno dei boschi ma prima di recarsi in questo luogo ecco che le giovani si fermano dalla “Vedova”, una donna che si occupa di arti occulte. Le ragazze rubano dalla casa della maga delle bacche mentre Sarah si sofferma a leggere un libro sull’evocazione del demonio, lettura che viene interrotta dall’arrivo della Vedova che scaccia lei e le sue amiche malamente. Durante la festa, di ballo e di droghe, la giovane futura strega fa l’amore con la figlia del pastore, nutrendo entrambi un desiderio amoroso l’una verso l’altra, ma proprio durante il rapporto intimo qualcuno le vede e loro spaventate dal rumore di passi fuggono via. La mattina seguente sul suolo del loro villaggio “Unione” incominciano a verificarsi degli strani eventi: il pastore sembra essersi ammalato mentre il cibo diventa marcio e le coltivazioni vanno in malora. Ben presto la popolazione inizierà a temere che tra loro ci sia un diavolo, iniziando una caccia alle streghe. Come andrà a finire?

fear street Parte 3 1666
Fear street Parte 3 1666

Recensione di Fear Street Parte 3: 1666

L’ultimo capitolo di Fear Street risulta un lungometraggio interessante in grado di donare una nuova atmosfera e sfumatura riguardo a Shadyside, che conosciamo ora come piccolo villaggio contadino di nome “Unione”. La regia, dopo qualche primo minuto pieno di tensione, dove vediamo Deena/Sarah far nascere dei cinghiali, ci conduce con tranquillità e serenità all’interno della vita contadina del villaggio rurale segnata da una vita semplice fatta di lavoro e marcatamente di stampo religioso cristiano dove seguire i comandamenti di Dio è fondamentale per non risvegliare il diavolo e il male. La fotografia ci presenta in maniera interessante Unione attraverso un movimento di camera fluido che dona un senso d’estate e di pace all’ambiente anche attraverso una colonna sonora che abbandona quel clima horror ritmico disco per una musica festosa in cui risaltano i violini dal sapore classico medievale. Tale sensazione musicale dal gusto di retro è leggermente presente anche nelle scene successive di maggiore tensione.

Fear Street Parte 3: 1666 risulta, come è avvenuto nel primo capitolo, una storia prevalentemente d’amore LGTB in cui nonostante i tempi non avanguardistici due giovani donne sperano e lottano per stare insieme e proprio questa loro emozione amorosa li conduce a divenire le papabili streghe del luogo, poiché esse sono peccatrici non rispettando le leggi naturali stabilite da Dio. La regista per trattare questa storia sfrutta il modello alla American Horror Story dove i vari attori incontrati nelle passate pellicole vanno a reinterpretare personaggi divergenti, anche se questa scelta poteva essere evitata poiché la storia d’amore richiama in questo modo in maniera troppo evidente quella conosciuta in Fear Street Parte 1: 1994, dato che le due attrici Kiana Madeira e Olivia Scott Welch interpretano quasi i medesimi ruoli, tanto che la Madeira ha l’arduo ruolo d’interpretare in un unica pellicola sia Deena che Sarah. Tale scelte narativa con la riproposizione delle medesime attrici, risulta all’occhio dello spettatore una copia di quello che avevamo conosciuto nella prima pellicola anche a livello di contenuto e di strutturazione dei personaggi con una Deena/Sarah più forte e coraggiosa di Sam/Hannah Miller che cerca in tutti i modi di salvare pur rischiando la propria vita.

Il terzo capitolo non si sviluppa solo nell 1666 ma si divide in due parti distinte dal punto di vista sia di stile che di periodo storico:

  1. Il 1666 dove viene sviscerata in maniera interessante, nonostante la ripetizione LGTB, il mistero riguardante la maledizione di Sarah Fier, che si svela per ciò che è realmente rivoluzionando l’intero senso drammaturgico degli eventi conosciuti fino ad allora.
  2. Fear Street: 1994 – PARTE 2 (come viene denominata dalle didascalie) risulta la lotta finale per la salvezza di Shadyside dopo che Deena ottiene le informazioni finali su come sconfiggere il male, dopo aver vissuto e visto i ricordi di Sarah.

Se però la prima parte funziona bene con una costruzione degli eventi solidi ecco che proprio la seconda parte mostra un buco di trama grosso come una casa a causa di una svita grave da parte degli sceneggiatori. Deena scopre il passato di Sarah toccando la mano della strega, ma anche altri personaggi l’hanno toccata come Ziggy ma perché non ha visto il passato come è accaduto a Deena? Inoltre se per vedere il passato ed essere macchiati dal diavolo serve toccare la mano perché Sam si è trasformata in un essere posseduto dato che ha toccato solo le ossa della strega? Dunque com’è possibile che solo Deena ha potuto scoprire il passato della Fier? Forse perché sono collegate o perché ha ricongiunto la mano con il corpo? Insomma troppi quesiti senza risposta.

Femminilità

ATTENZIONE SPOILER

Al termine della visione di questa saga cinematografia risulta evidente come Fear Street possieda un impronta marcatamente femminista partendo proprio dai perni centrali narrativi su cui si sviluppa l’intera storia, ovvero Deena (1994), Ziggy e Cindy (1978) e Sarah Fier (1666), le vere protagoniste dei vari lungometraggi a loro dedicati di cui la storia va a trattare i loro obiettivi e speranze di felicità. All’interno di Fear Street loro divengono e si dimostrano come delle donne coraggiose che fanno di tutto per evitare di soccombere al male e alla maledizione di Shadyside, partendo proprio da colei che viene ritenuta colpevole delle disgrazie della cittadina ma che inversamente era la salvatrice vera e propria del luogo e la sua presenza benigna era un simbolo di speranza per continuare a lottare contro il male, male che assume il volto di un maschio, come accade spesso e volentieri all’interno delle produzioni nel tempo del politicamente corretto dove si vuole mostrare giustamente la forza delle donne e (non sempre giustamente) la cattiveria dell’essere maschile.

Interessante risulta dunque osservare il trattamento mostrato al genere maschile che se escludiamo alcune eccezioni come quella riguardante il personaggio di Josh e di Simon, anche se questo viene caratterizzato come un giovane frivolo e con poco cervello, i maschi ottengono una denotazione piuttosto negativa, tanto che la maggioranza degli uomini conosciuti nella trilogia divengono degli assassini spietati come nel primo Fear Street in cui Ryan Torres uccide Heather Watkins (interpretata da Maya Hawke), nel secondo capitolo invece abbiamo come posseduto Thomas “Tommy” Slate mentre il maligno del terzo è Solomon Goode oltre al Pastore nella parte del 1666 mentre in quella del 1994 diviene il poliziotto Nick Goode, colui che manteneva attiva la maledizione di famiglia che andava salvare se stesso, la sua famiglia e la cittadina confinante, il tutto a spese di Shadyside. Insomma la cineasta Leigh Janiak non elogia minimamente i maschi con questa pellicola horror a tinte femminili, dove sono le donne che devono combattere il male causato dal maschio.

In conclusione che dire di Fear Street nella sua integrità? Che siamo dinanzi a una discreta saga horror per adolescenti che non fa paura ma che intrattiene piacevolmente, peccato però per i gravi problemi di coerenza con alcune sbavature evitabili e che compromettono una storia che d’altra parte aveva molti elementi accattivanti. Sicuramente, nonostante un risultato non del tutto soddisfacente per tutti gli amatori del genere, non possiamo che applaudire l’esperimento coraggioso di questa casa di produzione che ha scelto una strada alquanto originale creando un prodotto innovativo che non si può definire ne come un film ne come una serie, dimostrando che alcune volte si può puntare su un progetto anche senza vedere se il pubblico lo gradirà, magari la prossima volta speriamo si punti su un prodotto di maggior fattura.

Note positive

  • Fotografia
  • Musica riguardante la parte del 1666
  • Scenografia

Note negative

  • Alcune incoerenze narrative
  • La scelta di usare i soliti attori non convince pienamente
  • La storia d’amore è ripetitiva seppur strutturata bene.

Leave a Reply

11 − dieci =