Vanilla Sky (2001): film abulimico per una serie TV di successo.

Vanilla Sky

Titolo originale: Vanilla Sky

Anno: 2001

Nazione: Stati Uniti d’America

Genere: Thriller, Fantascienza, Romantico

Casa di produzione: Cruise-Wagner, Vinyl Films, Summit Entertaiment, Artisan Entertainment, Sogecine

Distribuzione: UIP – DVD Paramount

Durata: 136′

Regia: Cameron Crowe

Sceneggiatura: Cameron Crowe, Alejandro Amenábar(soggetto), Mateo Gil(soggetto)

Fotografia: John Toll

Montaggio: Joe Hutshing, Mark Livolsi

Musiche: Nancy Wilson. Canzoni: Vanilla Sky di Paul McCartney; Everything In Its Right Place eseguita dai Radiohead; All the Right Friends eseguita dai R.E.M.; My Favorite Things cantada da John Coltrane; Solsbury Hill di Peter Gabriel; I Fall Apart di Nancy Wilson e Cameron Crowe, cantata da Cameron Diaz.

Attori: Tom Cruise, Penélope Cruz, Cameron Diaz, Kurt Russell, Jason Lee

Trailer del film Vanilla Sky (2001)

Vanilla Sky è il remake del film Apri gli occhi (Abres los ojos, 1997) di Alejandro Amenábar. La storia, per la sua costruzione, ricorda il mondo fantastico-paranoico di Philip K. Dick. Il titolo prende spunto dai colori del cielo di un quadro di Claude Monet, La Seine à l’Argentueil (1873). Paul McCartney ha ricevuto una nomination agli Oscar nel 2002 come Miglior canzone.

Trama del film Vanilla Sky

David Aames (Tom Cruise) è in carcere per omicidio e, aiutato dal suo psicanalista Curtis McCabe (Kurt Russell), tenta di ricostruire un passato confuso e a tratti totalmente buio. Giovane, bello, ricchissimo e corteggiato, David ha tutte le fortune: compresa quella di avere un amico disposto a farsi da parte per lasciargli via libera con Sofia (Penélope Cruz), la bellissima spagnola conosciuta in biblioteca.

David se ne innamora e passa la notte da lei a chiacchierare, ridere e bere ancora qualche drink senza mettere fretta al tempo della conoscenza. Ma all’alba, quando esce in strada, trova la sua ex amante Julie (Cameron Diaz) in macchina ad aspettarlo che, seducente, lo invita a salire. David asseconda la donna, ignaro che in realtà quello che Julie ha in mente non sono un paio d’ore di sesso sfrenato ma di buttarsi da un ponte a cento all’ora.

Dopo l’incidente, David si sveglia dal coma e tutto è cambiato, compresa la sua faccia. Le conseguenze dell’incidente sono devastanti e tutti sospettano che anche la sua mente sia irrimediabilmente compromessa. Le allucinazioni e i ricordi che si sovrappongono in modo confuso mettono in crisi la sua percezione della realtà e si convince sempre più di essere vittima di un complotto architettato dal consiglio di amministrazione dell’azienda di cui è presidente.

Julie (Cameron Diaz) in una scena del film Vanilla Sky
Julie (Cameron Diaz) in una scena del film Vanilla Sky

Recensione di Vanilla Sky

Il film attrae per il cast stellare e regge nella prima parte, dove tutto sembra scorrere in modo lineare tra colpi di fulmine, tradimenti e ossessioni, indagini e complotti. Difficile identificarsi con il David bellissimo, ricchissimo e fortunatissimo. Ma il David innamorato di Sofia è convincente, anche perché sembra che proprio durante le riprese di questo film i due attori si siano presi una bella scuffia, facendo poi coppia fissa nella vita per ben tre anni. I colpi di scena sono pertinenti e il ritorno ricorrente alla scena della prigione, nel confronto con lo psicanalista, tiene ben saldi i diversi tempi della narrazione. Sono molti gli ingredienti aggiunti a mano a mano nell’impasto e la storia monta fino quasi a scoppiare. Tutte le deviazioni così condensate in breve tempo diventerebbero spunti per la creazione di una serie televisiva di almeno tre stagioni ma in una pellicola queste deviazioni appaiono eccessive, danneggiando il film che non riesce a sviluppare il tutto al meglio.

Alcuni tratti psicologici del film vanno comunque tenuti in considerazione. Per esempio il gioco della maschera che restituisce un doppio sfuggente: il nostro inconscio rimane il peggior nemico che ci tocca affrontare nella vita; poi abbiamo il tema del sogno che svela e comunica i desideri o le voragini più profonde; la finitudine dell’uomo come realtà difficile e dolorosa che ci schiaccia nell’impotenza assoluta; la paura come unico vero ostacolo da superare per darci almeno una chance, in questa vita, per essere felici.

Crowe, che ricalca la sceneggiatura di Apri gli occhi quasi pari passo, si limita a cambiare la professione di Sofia (ballerina piuttosto di attrice, nella versione di Amenábar disposta a esibirsi come mimo nel parco per mendicare qualche monetina) e le interazioni dei personaggi sul finale. Il regista spagnolo punta più sulla drammaticità delle inquadrature mentre Crowe dirige magistralmente un cast che sa coinvolgere emotivamente lo spettatore. Il tema della cospirazione, che tiene il protagonista in ballo fino alla fine e che guida il pubblico nella ricerca della verità, in Vanilla Sky è molto più amplificato: se qualcosa va storto, se la realtà non funziona, dev’essere per forza causato da un fattore esterno, che sta fuori di noi. Questa scelta di direzione rende la narrazione più realistica e il film resta per tre quarti sul binario thriller, deragliando sul finale, e quasi all’improvviso, in uno spazio fantascientifico. E forse è proprio questo che disorienta in Vanilla Sky rispetto ad Apri gli occhi, dove invece il surreale viene sviluppato senza preamboli nell’allegoria del doppio e della paura della morte.

Il titolo, che fa riferimento ai colori del cielo dipinto da Monet nel quadro La Seine à l’Argentueil (1873), asseconda il gioco di specchi nel quale il protagonista vive dall’inizio del film. E diventa l’inquadratura finale che conferma una vita contenuta in un’altra vita, come una matrioska: un reale racchiuso in un virtuale, sia esso sogno, immaginazione, fantascienza o paranoia.

Sofia (Penélope Cruz) e David (Tom Cruise) davanti al quadro di Monet
Sofia (Penélope Cruz) e David (Tom Cruise) davanti al quadro di Monet

In conclusione

“Cos’è per te la felicità?” La domanda è ricorrente in entrambe le pellicole e la risposta è dentro di noi… ma è sbagliata, direbbe Guzzanti. Battute a parte, alla fine l’obiettivo sembra proprio quello di suggerire una strada per la felicità: tutto ciò che immaginiamo, desideriamo, elaboriamo con i nostri pensieri contribuisce a farci felici. Il potere della mente può colorare il mondo che ci tocca vivere perché ci consente di vedere la parte brutta o bella della stessa medaglia. Sta a noi decidere se restare nel buio di una versione tetra o se assaporare la bellezza solare dell’altra faccia della vita.

Ogni minuto che passa è un’altra possibilità per cambiare tutto.

(Every passing minute is another chance to turn it all around.)

Sofia (Penélope Cruz)

Note positive

  • Casting
  • Musiche
  • Fotografia
  • Effetti speciali

Note negative

  • Sceneggiatura complicata e non lineare

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