Gli irregolari di Baker Street (2021): Una serie paranormale che non decolla

Trailer Ita della serie tv “Gli irregolari di Baker Street”

“Quando passi la vita a lottare contro i demoni, impari a riconoscere un angelo”.

cit. Dott.Watson

Trama Gli irregolari di Baker Street

La nuova serie paranormale, a tinte horror originale Netflix, ideata da Tom Bidwell, si basa sulle opere dello scrittore britannico Sir Arthur Conan Doyle.

La storia è molto semplice quanto avvincente: ci troviamo nella Londra del XIX secolo, dove ci viene proposta la storia di un gruppo di giovani emarginati, cresciuti senza una famiglia ed in pessime condizioni, noti come gli Irregolari, che cerca di risolvere crimini soprannaturali per conto del dottor Watson e del suo partner Sherlock Holmes, ormai ritiratosi dalle sue attività quotidiane a causa di una malattia.

Quelli che inizialmente sembrano comuni omicidi, in realtà nascondono un mondo molto diverso e contorto. I cinque ragazzi si troveranno alle prese con eventi paranormali, forze mistiche e omicidi che hanno ben poco a che fare con i crimini giornalieri.

Recensione Gli irregolari di Baker Street

Netflix ci propone un viaggio all’interno del mondo paranormale coinvolgendo due personaggi già noti: Sherlock Holmes (Henry Lloyd-Hughes) e il suo fedele amico Watson (Royce Pierreson). Il risultato ottenuto però non è dei migliori.

La storia ruota intorno a questo gruppo di giovani ragazzi, che risolvono casi per conto dei due infallibili detective londinesi. I giovani non hanno esperienza e si nota, tra una sceneggiatura che non decolla mai del tutto e un reparto tecnico che non eccede, l’unica nota positiva è la fotografia, sicuramente ben curata, che permette allo spettatore di restare comunque a osservare lo schermo e cercare di capire i risvolti della trama.

Ci viene proposta una nuova visione dello Sherlock che noi tutti siamo abituati a vedere. Anche qui si tratta di un genio asociale, che però nasconde un segreto molto più grande, insieme a Watson e una donna che risulterà essere il filo comune che lo legherà al gruppo di ragazzi.

Nel corso degli episodi ci vengono mostrati diversi casi, proprio come la più rinomata serie madre Sherlock, tutti collegati alla vita dei ragazzi, ma soprattutto al passato delle due giovani donne del gruppo Bea (interpretata da Thaddea Graham) e Jessie (Darci Shaw), abbandonate fin da bambine dalla propria madre. I personaggi di Sherlock e del dottor Watson vengono mostrati quasi come se in realtà fossero i cattivi della storia, alla continua ricerca di risposte, non curanti della vita dei ragazzi. Gli altri membri del gruppo vengono trattati in modo del tutto superficiale, fatta eccezione per Leo (Harrison Osterfield), l’unico aristocratico del gruppo che si ritrova a seguire le loro avventure soltanto per amore.

Alcuni casi rendono il ritmo del tutto lento, portando quasi alla noia il telespettatore, altri invece coinvolgono e tengono fede alle avventure di Sherlock (soprattutto il primo e il terzo episodio).

Un cast corale che cerca di rendere interessante questo nuovo prodotto, ma purtroppo si sente la mancanza di esperienza da parte dei più giovani, oltre che la totale assenza di profondità dei personaggi che viene accennata soltanto negli ultimi due episodi.

I toni dark e il ritmo molto lento non permettono alla serie di raggiungere il cuore di chi osserva, non ci si affeziona ai protagonisti e alla loro storia e l’unica salvezza è l’ultimo episodio, ricco di pathos che porta le due protagoniste a un’ardua scelta.

In conclusione, i temi trattati sono comunque importanti, si parla d’inclusione, di diversità e del senso di appartenenza alla famiglia, ma sembra che tutto ciò venga messo in scena con un po’ troppa superficialità per essere del tutto apprezzato. In alcuni frangenti si cerca d’inserire magia oscura, maledizioni e sacrilegi, però senza approfondire mai la tematica più del necessario.

“Tua sorella ha un dono. Lei vede cose che la gente normale non riesce a vedere”.

cit. Dr. Watson

Note Positive

  • Una nuova visione del personaggio di Sherlock Holmes
  • Alcuni casi trattati nel corso degli episodi

Note Negative

  • Mancanza di profondità dei personaggi
  • Una sceneggiatura debole
  • Temi trattati superficialmente

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