I Mitchell contro le macchine recensione

I Mitchell contro le macchine (2021): Un road movie di fantascienza

I Mitchell contro le macchine locandina

I Mitchell contro le macchine

Titolo originale:  The Mitchells vs. the Machines

Anno: 2021

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: Animazione, avventura

Distribuzione: Netflix, Warner Bros. Entertainment Italia

Durata:  113 min

Regia: Mike Rianda

Sceneggiatura: Mike Rianda, Jeff Rowe

Montaggio: Greg Levitan

Attori: Olivia Colman, Maya Rudolph, Abbi Jacobson, Danny McBride, Eric André, Mike Rianda

I Mitchell contro le macchine | Trailer ufficiale | Netflix
Trailer di I Mitchell contro le macchine

Per la regia di Michael Rianda (Gravity Falls) e prodotto dai vincitori del premio Oscar per Spider-Man: Un nuovo universo come Phil Lord e Chris Miller, I Mitchell contro le macchine, è un film d’animazione in veste di road movie fantascientifico, distribuito direttamente su Netflix a partire dal 30 aprile 2021. La pellicola vede al doppiaggio dei grandi attori come Abbi Jacobson, Danny McBride, Maya Rudolph, Beck Bennett, Fred Armisen, Eric Andre e soprattutto Olivia Colman.

Trama di I Mitchell contro le macchine

Katie Mitchell è una giovane adolescente con i suoi sogni e i suoi desideri, come tutti i giovani. Fin da piccola ha sentito un ardente passione verso il cinema, mezzo per combattere la sua stessa solitudine interiore, ma proprio questo suo grande amore cinefilo la distanzia e la allontana dal proprio padre poco interessato alla tecnologia ma amatore della vita naturalistica. Nonostante ciò Katie continua per la sua strada prescelta riuscendo a venire accettata in un prestigioso college di cinema, il luogo che aveva sempre sognato e in cui sa di trovare persone uguali a lei e in grado di comprenderla. Tale evento però peggiorerà ulteriormente il rapporto tra padre e figlia, dove il primo non riesce a sostenere realmente la figlia temendo che questa possa fallire, causando in lei una forte tristezza e rabbia.

Proprio per scusarci il papà Rick Mitchell deciderà di annullare il volo della figlia per il college e di portarla all’accademia in macchina andando a realizzare un ultimo viaggio di famiglia in grado di poter sistemare il suo rapporto con la figlia. Ma questo viaggio non va liscio come aveva sperato a causa di una catastrofe mondiale, dove la tecnologia (dai nuovi robot fino ai cellulari e ogni dispositivo elettronico) si sono ribellati contro l’umanità e intendono spedirla nell’universo per conquistare l’intero pianeta Terra. I Mitchell sono gli ultimi umani rimasti sul pianeta e dunque solo loro possono salvare l’umanità, ci riusciranno?

Padre e figlia in I Mitchell contro le macchine
Padre e figlia in I Mitchell contro le macchine

Recensione di I Mitchell contro le macchine

L’idea alla base del lungometraggio prende forma dal vissuto stesso del cineasta Michael Rianda soprattutto dall’osservazione di suo padre, un uomo amatore della natura che adora cacciare, pescare a stare nella natura selvaggi compiendo escursione anche di otto ore, ma come dichiara il regista “è assolutamente perso quando si tratta di tecnologia. Così ho pensato che sarebbe davvero divertente se fosse coinvolto in una rivolta tecnologica e dovesse usare tutte le sue capacità di sopravvivenza per uscirne“. Da questo spunto nasce I Mitchell contro le macchine, un road movie a tinte familiari in grado di viaggiare entro generi il più disparati: dalla fantascienza, alla commedia fino all’elemento drammatico e di commozione che non può non cogliere lo spettatore nel terzo atto filmico, atto dal sapore prettamente d’azione, il tutto possiede moltissimi riferimenti cinematografici grazie alla protagonista Katie Mitchell, una vera fan e filmmaker di cinema, tanto che gli animatori e scenografi hanno disseminato nella sua stanza e nel suo look visivo molti richiami al grande cinema come i suoi calzini a tema Shining, oppure un “Lawn Wranglers” ispirato a Wes Anderson, oltre ad una spilla situata nel suo zaino che richiama il Dottor Stranamore. L’amore della troupe del film per il cinema non finisce qui ma all’interno del lungometraggio animato possiamo rintracciare delle scene che vanno a richiamare dei classici del cinema come 007 o Kill Bill, creando un opera piuttosto spassosa e per veri cinefili.

I robot di I Mitchell contro le macchine
I robot di I Mitchell contro le macchine

I Mitchell contro le macchine gioca in maniera importante con l’elemento tecnologico, che diviene sia una delle tematiche centrali della storia ma anche uno strumento metacinematografico inondando di elementi comedy l’intera visione che risulta piena di emoticon o di video ripresi da YouTube che vengono più volte mostrati all’interno delle inquadrature visive rendendo così la pellicola originale e attuale risultando sia leggera che diversa da tutti quei classici Disney a cui siamo abituati. Interessante anche il gioco di ripresa filmica dove i personaggi si ritrovano a essere ripresi o a guardare in camera come se stessero realizzando un loro film, inoltre possiamo rintracciare alcune battute e scene dove i cineasti sembrano asserire e mostrare al pubblico come la realtà della vita sia molto divergente da quella filmica, più dura e complessa soprattutto nelle relazioni interpersonali e nelle lotte eroiche, nei film invece tutto sembra essere sempre possibile.

All’interno di questo contesto metacinematografico la storia parla esclusivamente di rapporto intergenerazionale basato sull’elemento tecnologico, proprio attraverso l’uso dello smartphone e dell’ultima tecnologia viene basato l’intero legame tra Rick e la figlia Katie, che si sono allontanati proprio a causa di queste invenzioni, ove lei si trova a suo agio con il computer o i telefonini di ultima generazione, lui è a suo agio all’interno della natura e la tranquillità della vita. Interessante denotare la critica posta alla società nella prima parte della narrazione dove Rick chiede ai figli di trascorrere qualche minuto a guardarsi negli occhi e di mettere da parte la tecnologia, poiché questo elemento distoglie l’uomo dalla bellezza della natura. Il rapporto tra padre e figlio però non si basa solo ed esclusivamente sull’elemento tecnologico ma anche sul senso di fiducia e di ascolto, dove i due si distanziano esclusivamente per la loro stessa paura di perdersi e per l’assenza di reale fiducia nell’altro. Il road movie del film risulta un ottimo viaggio interno alla propria anima dove Rick dovrà ammettere i suoi errori e imparare ad asoltare la propria figlia ed accettarla per ciò che è, ma la medesima cosa deve avvenire anche da Katie, solo così potranno essere nuovamente una vera famiglia. La pellicola pur nelle sue variazioni ricorda In Viaggio con Pippo

In conclusione, I Mitchell contro le macchine, pur non possedendo un animazione incredibile nonostante sia ben fatta ma poco dettagliata nei particolari, risulta un buon prodotto d’intrattenimento e di riflessione e che ha la sola pecca nel terzo atto di divenire fin troppo un action a tratti infantile, soprattutto col personaggio della mamma che diviene un incredibile combattente alla Kil Bill, evento che ha poco senso di coerenza narrativa.

Note positive

  • Tematiche

Note negative

  • Il finale troppo action con alcuni elementi più d’intrattenimento che altro.

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