Perfect Blue (1997) La prima perla di Satoshi Kon

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Perfect Blue

Titolo originale: パーフェクトブルー Pāfekuto burū

Anno: 1997

Paese: Giappone

Genere: Drammatico, Thriller

Produzione: Madhouse

Durata: 81 minuti

Regia: Satoshi Kon

Sceneggiatura: Sadayuki Murai

Fotografia: Hisao Shirai

Montaggio: Harutoshi Ogata

Musiche: Masahiro Ikumi

Art director: Nobutaka Ike

Trama di Perfect Blue

Mima Kirigoe (in arte Mima Rin) è una giovane Idol, membro delle Cham un trio di ragazze che canta musica J-pop. Spinta dal suo manager la ragazza decide di lasciare il gruppo delle Cham e d’intraprendere la carriera d’attrice. Un momento importante ed emozionante per Mima ma che ben presto si trasformerà in un vero incubo. Tra stalker, omicidi e allucinazioni Mima non riuscirà più a distinguere la realtà dalla fantasia e comincerà a farsi domande sulla sua vera identità. 

Scena del film Perfect Blue
Scena del film Perfect Blue

Recensione di Perfect Blue

Perfect Blue è un film d’animazione giapponese del 1997, tratto dal romanzo di Takeuchi Yoshikazu, edito in Italia da Kappalab. Inizialmente era prevista una trasposizione live action del libro ma il terremoto di Kobe del 1995 distrusse gli studi della Rex Entertainment, la casa di produzione che aveva acquistato i diritti del romanzo. Così entrò in scena la Madhouse, prese il progetto e l’affidò al giovane Satoshi Kon.

L’obbiettivo di Kon era dimostrare che l’animazione non meritava di essere riconosciuta come un prodotto per bambini. Certo, altri registi orientali e occidentali venuti prima di lui (Katsuhiro Otomo, e Ralph Bakshi sono due esempi lampanti) avevano portato sul grande schermo opere mature e crude, facendo rivalutare al pubblico e alla critica le grandi potenzialità dell’animazione ma purtroppo c’era ancora una fetta di pubblico che non vedeva di buon occhio cartoni animati troppo spinti. Nonostante il romanzo di Yoshikazu non fosse particolarmente brillante nella scrittura Satoshi Kon non si perse d’animo e decise di osare con il suo film, mettendoci tutto il suo potenziale. Quando uscì al cinema (inizialmente doveva essere distribuito in home-video ma dato il risultato finale, la Madhouse riuscì a distribuirlo nelle sale cinematografiche) Perfect Blue riceverà un discreto successo e verrà riconosciuto come il primo film d’animazione thriller nella storia del cinema. La forza propria della pellicola è quella di andare dritta al punto e mostra fin da subito il lato oscuro del mondo dello spettacolo dove gira tutta la vicenda di Mima.

I fan delle idol sono per la maggior parte uomini, giovani e adulti che parlano bene o male del terzetto di ragazze, addirittura un gruppo di teppisti, non si fa problemi a insultare Mima durante il suo ultimo concerto. E quando la passione diventa ossessione, entra in scena il personaggio dello stalker. Un ragazzo definito dalla società giapponese Otaku, termine dispregiativo che indica quelle persone ossessionate dalla cultura pop. Il ragazzo fissa Mima con un sorriso inquietante e la vede come un angelo, la sua salvezza e non si farà problemi a seguirla per tutto il film, facendola sprofondare in terribili paranoie.

Mima è un personaggio dolce, Kon riesce a farci simpatizzare con lei alternando scene della sua vita quotidiana (lei che va a fare la spesa al supermercato o che nutre i suoi pesciolini) con sequenze dove canta o saluta i suoi fan.

Ha anche un blog, Il diario di Mima dove può pubblicare post e condividerli con il suo pubblico. La pericolosità di internet emerge quando Mima troverà sul sito descrizioni fin troppo dettagliate della sua giornata. Anche questo è  parte di uno dei tanti eventi che la porteranno a farsi domande sulla sua identità.

La regia di Kon è uno dei maggior pregi di Perfect Blue. Riesce a  mascherare con furbizia animazioni riciclate in alcune scene. Essendo all’epoca un autore emergente la Madhouse non se la sentì di affidargli un budget troppo alto e quindi si notano delle pecche tecniche nell’animazione, ma fortunatamente l’intera pellicola non ne risente molto di questi errori.

Frame di Perfect Blue
Frame di Perfect Blue

Perfect Blue è pieno di momenti affascinanti e ben scritti che fanno alzare notevolmente il livello dell’anime. Una delle scene più riuscite della pellicola è sicuramente la sequenza dello stupro. Mima viene obbligata a girare una scena dove viene violentata in un bar. Qui Kon dimostra una grande maestria nella regia alternando i momenti dove gli attori si mettono in posizione per recitare, alle sequenze dopo il ciack azione!. Vediamo Mima che piange, si dispera e la regia per un attimo ci porta a credere che lei sta veramente subendo una violenza carnale. Dopo questa esperienza Mima non si vedrà più come una ragazza pura e innocente, bensì una donna umiliata e sporca. E qui, entrano in gioco due temi molto cari al regista, che fanno di Perfect Blue un thriller di tutto rispetto: La ricerca della propria identità e il tema del sogno. Più volte la nostra protagonista verrà perseguitata dall’immagine della vecchia Mima, tutta sorridente e che si vanta di essere la vera Mima. Si incontrano in momenti particolari: quando Mima si specchia. Gli specchi non riflettono la verità, bensì una realtà distorta.

Con il proseguire del film vedremo la disperazione della protagonista. Lei si sfoga su tutte quelle persone che hanno abusato di lei, macchiando la sua immagine da idol pura. Arriverà un punto dove nemmeno lo spettatore riuscirà a capire se quello che stiamo vedendo è la realtà o frutto dell’immaginazione di Mima. Degna di nota è la colonna sonora firmata da Masahiro Ikumi, semplicemente perfetta. Virtua Mima è una soundtrack che riesce a farci immergere nello spirito del film. In Italia il film è stato distribuito da Yamato Animation, l’adattamento è molto fedele al testo originale e il film gode di un ottimo cast di doppiatori italiani come Elisabetta Spinelli, Stefania Patruno e Claudio Moneta.

Per concludere, Perfect Blue è un film coraggioso e maturo capace di denunciare dal 1997 tematiche incredibilmente attuali, una storia ben raccontata, scritta da un uomo con una profonda passione per il cinema.

Note positive

  • Ottima sceneggiatura
  • Regia che maschera abbastanza bene animazioni riciclate
  • Le tematiche
  • La colonna sonora
  • Un esordio perfetto per intraprendere la carriera da regista
  • Buona interpretazione dei doppiatori italiani

Note negative

  • Animazioni riciclate e disegni poco curati in alcune parti della pellicola

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