Il caso Alex Schwazer (2023): depressione, rinascita e annientamento 

Il caso Alex Schwazer: Uno sguardo senza filtri all'ascesa, alla caduta e alla ricerca di riscatto di un atleta sullo sfondo di una complicata vicenda sportiva e giudiziaria.
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Locandina de Il caso Alex Schwazer

Il caso Alex Schwazer

Titolo originale: Il caso Alex Schwazer

Anno: 2023

Paese: Italia

Genere: Documentario

Casa di Produzione: Indigo Stories

Distribuzione italiana: Netflix

Ideatore: Massimo Cappello

Stagione: 1

Puntate: 4

Regia: Massimo Cappello

Sceneggiatura: Marzia Maniscalco

Fotografia: Francesco Di Pierro, Luca Ranzato, Luigi Montebello, Vito Frangione

Montaggio: Davide Molla

Musica: Sounzone

Trailer italiano de Il caso Alex Schwazer

Il caso Alex Schwazer, la docuserie in 4 episodi prodotta da Indigo Stories, arriva solo su Netflix il13 aprile 2023, in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo. Il caso Alex Schwazer, miniserie ideata e diretta da Massimo Cappello, è un racconto senza filtri su ascesa, caduta e ricerca di redenzione di un atleta, sullo sfondo di un’intricata vicenda sportiva e giudiziaria. Questa miniserie si inserisce sulla scia di grandi storie di sport disponibili su Netflix che hanno dominato le classifiche globali e locali, focus su diversi sport, storie di campioni e inediti racconti sul dietro le quinte di atleti, squadre, leghe e federazioni di tutto il mondo. Dopo il successo di The Redeem Team: le Olimpiadi della riscossa, Last Chance U, The Last Dance, Neymar: il caos perfetto, Untold e Cheerleader, Netflix propone, per il 2023, un ricco sguardo sul mondo sportivo a 360° grazia spaziando sul mondo della formula 1, sul mondo del calcio e quello del ciciclimo con le serie Break Point, Full Swing: Una stagione di golf, Formula 1: Drive to Survive S5, Heart of Invictus, Quarterback e il film Bill Russell: la leggenda dell”NBA

Trama de Il caso Alex Schwazer

L’incontro tra l’atleta olimpico in cerca di riscatto Alex Schwazer e Sandro Donati, un allenatore che sostiene lo sport pulito, scatena un intrigo internazionale che sconvolge le loro vite e minaccia il sistema antidoping. Il Caso Alex Schwazer rivela per la prima volta i retroscena di una storia complessa e senza precedenti. Questa docuserie in quattro episodi analizza uno dei casi giudiziari più complessi della storia sportiva italiana e segue i protagonisti mentre cercano di raccontare la loro versione dei fatti.

EPISODIO 1: Dopo la vittoria alle Olimpiadi, Alex Schwazer sembrava avere tutto. Ma, dietro la fama e la gloria, nascondeva un forte disagio che lo avrebbe condotto su una strada pericolosa.

EPISODIO 2: Una confessione scioccante stravolge completamente la vita di Schwazer e porta gli investigatori a mettere in dubbio le sue vittorie e a cercare possibili complici.

EPISODIO 3: Mentre i risultati di Schwazer migliorano sotto la guida di Donati, c’è chi prova a bloccare il ritorno alle gare dell’atleta. Un database incriminante diventa pubblico.

EPISODIO 4: Mentre Schwazer lotta per l’assoluzione in un processo ad alta tensione, cominciano a trapelare email e irregolarità nei risultati dei test.

Il caso Alex Schwazer,
Il caso Alex Schwazer,

Recensione de Il caso Alex Schwazer

Marzia Maniscalco e il regista Massimo Cappello vanno a trattare una storia dai contorni oscuri connessa a un mondo fatto di potenti intoccabili che fanno il bello e il cattivo gioco dello sport, decidendo, a loro comodo, il destino di milioni di atleti internazionali. Il caso Alex Schwazer racconta la storia di un uomo che si ritrova da solo, di un atleta della marcia italiana che dopo aver vinto l’oro olimpico della 50 Km a Pechino 2008 entra dentro un vortice di depressione e di malessere interiore, un turbamento che andrà a condizionare pesantemente le sue performance atletiche, dove ogni singolo passo diventa per lui insopportabile. Questo dolore, e la necessità di voler battere i russi dopati e vincere le corse, lo conduce a compiere una scelta antisportiva, ricorrendo all’uso di doping per migliorare, notevolmente, le sue performance atletiche. Una decisione a lui sofferta che andrà a distruggerlo e ad annientarlo nel profondo, conducendolo dentro uno spirale autodistruttiva fatta di terrore, sgomento e timore, dove la paura di essere scoperto era opprimente. Questo spaccato di vita fatta di sotterfugi, di viaggi in Turchia per acquistare l’eritropoietina, e di ansia interiore terminerà il 6 Agosto 2012 quando l’Agenzia mondiale antidoping, annuncia la sua positività emersa da un controllo di routine avvenuto il 30 luglio del medesimo anno. Il Coni e la federazione sportiva internazionale lo abbandona e lo critica pesantemente per la sua antisportività, il Tribunale Nazionale Antidoping lo condanna a tre anni e sei mesi di sospensione da ogni attività sportiva competitiva, e la fidanzata Carolina Kostner, sospesa a sua voltap un anno e quattro mesi per averlo coperto, lo lascia. 

Il documentario analizza con attenzione il periodo in cui Schwazer ha iniziato a doparsi, cercando di entrare in contatto con la vita più personale dell’atleta. Attraverso le dichiarazioni dell’uomo e di chi gli era accanto scopriamo i suoi problemi interiori, le sue difficoltà nel trovarsi sotto i riflettori mediatici, amplificati anche a causa della sua relazione con la campionessa Carolina Kostner, acclamata pattinatrice artistica su ghiaccio italiana, che li rende la coppia del momento e star della televisione e del gossip. Proprio a causa di questa pressione mediatica, unita dalla paura di non ripetere più i risultati di Pechino 2008, lo va a distruggere dal punto di vista psicologico, conducendolo entro una spirale di dolore e malessere in cui l’unica cosa che conta è vincere. Sarà proprio questa sua situazione interiore a condurlo dentro il mondo del doping, a cui farà ricorso con estrema facilità non trovando nessun ostacolo da parte dei dottori dell’ambiente sportivo come Fischietto e Fiorella, che lo lasciano fare, consapevoli della situazione del marciatore italiano.

Il 6 Agosto 2012 per lui è una data fortemente simbolica perché se da un lato lo distrugge umanamente e lavorativamente, dall’altra parte lo libera da un enorme peso interiore, permettendogli di uscire da quella depressione che lo avvolgeva e che lo conduceva solo a pensare allo sport da mattina a sera. Schwazer ammette immediatamente alla stampa, attraverso una conferenza impregnata di disperazione e onesta, la sua dipendenza dall’uso di sostanze stupefacenti, contrariamente a molti atleti che negano fino alla fine, anche dinanzi all’evidenza scientifica. La scoperta della sua positività gli permetterà di rinascere come individuo, di respirare nuovamente togliendosi un peso dal petto. Grazie alla squalifica ha l’opportunità di prendersi del tempo per sé stesso, facendo nuove conoscenze e impegnandosi in lavori maggiormente umili al contatto con la realtà della quotidianità.

Il marcio dello sport

Il documentario non ci concentra solo su Schwazer ma anche sull’allenatore Sandro Donati, un uomo che da sempre ha lottato contro il doping immergendo le mani nello sporco della federazione internazionale portando a galla verità che i potenti volevano tenere nascoste come quel salto truccato ai Mondiali ‘87 nel salto in lungo che ha favorito l’atleta italiano Giovanni Evangelisti che ottenne la medaglia di bronzo grazie a un risultato ampiamente truccato. La miniserie segue inizialmente due trame distinte da un lato il lavoro di Donati contro l’uso del Doping, dall’altra parte la vicenda di depressione e di rinascita di Schwazer che pian piano riprende in mano la sua vita. A un tratto la storia dei due personaggi si unisce in nome dello sport, di quello sano e pulito privo di qualsiasi uso di sostanza stupefacenti. Donati diviene l’allenatore dell’ex atleta professionista al fine di dimostrare come il duro lavoro quotidiano di allenamento possa condurre l’atleta a ottenere ottime performance atletiche completamente pulite e privi di sostanze illegali e pericolose per la salute dell’atleta. L’unione dei due uomini risulta una sfida accattivante e pericolosa per i capi del mondo sportivo, che da sempre hanno cercato di boicottare con, ogni mezzo legale a loro disponibile, il lavoro di Donati, nella sua battaglia giudiziaria contro gli atleti dopati e i medici che li portano a doparsi, come nel caso del Dottor. Ferrari. Il documentario da un lato ci concentra sull’umanità di Schwazer e Donati dall’altro sul processo contro Fischietto e Fiorella, intrapreso dopo le dichiarazioni dell’atleta olimpionico che ha tirato in ballo i due dottori della federazione italiana che erano a conoscenza del suo uso di sostanze stupefacenti.

La miniserie ci fa conoscere Alex attraverso la sua nuova routine d’allenamento dove il suo allenatore Donati lo immerge dentro un percorso di avvicinamento alle gare alquanto duro, ponendo l’attenzione a ogni singolo dettagli, al fine di renderlo una macchina performante al meglio delle sue possibilità atletiche. Vediamo Alex nel suo percorso di rinascita umana a Roma, dove stringe un rapporto viscerale con la città e i suoi abitanti che, pian piano, lo adotteranno e lo supporteranno. Accanto ai due uomini dello sport però ci farà sempre più vicina l’ombra di una simil mafia, pronta a mettergli i bastoni tra le ruote per impedire alla coppia di ottenere qualche successo sportivo. Il tutto nasce a causa delle accuse di Schwazer sui medici Fischietto e Fiorella che causano lo svelamento di carte compromettenti per WADA (Agenzia mondiale antidoping) e la IAAF, che dimostra come queste organizzazioni abbiano tenuto segreti dei casi di positività di alcuni atleti internazionali che hanno vinto numerose medaglie d’oro, come se il tutto fosse pilotato. Proprio a causa di queste scoperte, la WADA comprende che Donati – Schwazer sono pericolosi, ragionando con la loro testa, così i due ricevono delle accuse, delle minacce che terminano con il ritrovamento della positività di Schwazer a un test antidoping, alquanto strano e dubbio. Questa volta l’atleta non ammise la sua colpevolezza, ma si dichiarò completamente innocente, dando il via a un intenso processo e diatriba nei confronti della WADA. Il documentario, soprattutto negli ultimi due episodi, ci permette di entrare dentro a una storia di mafia dai contorni oscuri, in cui la verità fatica a venire a galla e in cui le prove vengono camuffate a favore di una realtà dei fatti probabilmente falsata. La miniserie, con fare da thriller, riesce a farci entrare con potenza dentro questa storia oscura in cui la verità è ancora tutta da scoprire, immettendoci dentro una vicenda dal sapore di mafia sportiva, in cui i potenti attaccano i deboli per metterli a tacere.

Il caso Alex Schwazer
Il caso Alex Schwazer

In conclusione

Il caso Alex Schwazer è una miniserie intensa, che sa farci entrare dentro la storia grazie a una scelta azzeccata di immagini d’archivio e una scrittura attenta della scenografica, in grado di toccare nei momenti giusti alcune tematiche, donandoci uno sguardo chiaro sugli eventi. 

Note positive

  • Ritmo
  • Sceneggiatura
  • Scelta del materiale d’archivio

Note negative

  • /
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 929

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