Io sono ancora qui (2024). Dramma storico politico incentrato sulla protagonista Fernanda Torres. Vincitore dell’Oscar 2025 come miglior film internazionale

Recensione, trama, cast del film Io sono ancora qui (2024) di Walter Salles. La pellicola ha vinto il Premio Osella per la miglior sceneggiatura a Venezia 81.

Condividi su
Io sono ancora qui (2023) – Regia di Matthieu Salmon – © Bim Distribuzione – Immagine concessa a uso stampa da Bim Distribuzione
Io sono ancora qui (2023) – Regia di Matthieu Salmon – © Bim Distribuzione – Immagine concessa a uso stampa da Bim Distribuzione

Io sono ancora qui

Titolo originale: Ainda estou aqui

Anno: 2024

Nazione: Brasile, Francia, Spagna

Genere: Biografico, Drammatico, Storico

Casa di produzione: VideoFilmes, RT Features, MACT Productions

Distribuzione internazionale: BIM Distribuzione

Durata: 135’

Regia: Walter Salles

Sceneggiatura: Murilo Hauser, Heitor Lorega, Marcelo Rubens Paiva

Fotografia: Adrian Teijido

Montaggio: Affonso Gonçalves

Scenografia: Carlos Conti

Costumi: Claudia Kopke

Musiche: Warren Ellis

Attori: Fernanda Torres, Selton Mello, Fernanda Montenegro

Trailer di “Io sono ancora qui

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

I’m Still Here è l’ultimo lavoro del regista brasiliano Walter Salles, vincitore dell’Orso d’Oro alla Berlinale 1998 con Central do Brasil e di cui è impossibile non ricordare I diari della motocicletta (2004). La sceneggiatura è tratta dal libro di memorie di Marcelo Rubens Paiva, figlio dei personaggi protagonisti.

La pellicola è stata presentata alla 81^ Mostra Internazionale del Cinema di Venezia il 1 settembre 2024 ed è risultata vincitrice del Premio Osella per la migliore sceneggiatura. Il regista decide di partecipare all’evento veneziano ventitré anni dopo la sua ultima partecipazione con Disperato Aprile (2001) – senza tener conto del documentario Venice 70: Future Reloaded (2013). Scelta insolita vista la sua predilezione per il Festival di Cannes. Al momento non è prevista una data di uscita nelle sale italiane e non è disponibile su nessuna piattaforma di streaming.

Trama di “Io sono ancora qui”

Un pomeriggio del 1971, Rubens Paiva, ex deputato e critico esplicito della nuova dittatura militare brasiliana, fu prelevato dalla sua casa a Rio de Janeiro da funzionari governativi. Non fece più ritorno. Da quel momento inizia la battaglia di Eunice, la moglie, per cercare la verità. Una lotta tenace che deve essere conciliata con la vita familiare che deve inevitabilmente andare avanti.

Quando ho letto per la prima volta Ainda estou aqui di Marcelo Rubens Paiva mi sono commosso profondamente. (Walter Salles)

Recensione di “Io sono ancora qui”

Dodici anni dopo il suo ultimo lavoro, il regista carioca Walter Salles torna sul grande schermo con I’m Still Here, un dramma politico tratto da fatti realmente accaduti all’epoca della dittatura militare in Brasile. Siamo nei primi anni Settanta e il regista ha molta cura ed attenzione affinché ci si immerga in quella realtà.

Per far ciò si affida alla colonna musicale, fra originale e dell’epoca, ottimamente seguita da Warren Ellis e alla fotografia di Adrian Teijido, che fra sgranature e giochi di contrasto accentua non solo il periodo storico ma anche la sua drammaticità.

Salles più narratore che autore

Salles cerca di lasciare ampio margine al ridimensionamento familiare, non forzando momenti tensivi e giocando anche sulla lentezza di alcune situazioni, ad accentuarne il pathos. Fa tutto ciò non tenendo però conto di una debolezza della sceneggiatura. Infatti, incentrare tutto sul contorno dell’evento primario dà certamente una visione emotivamente più empatica – chi non abbraccerebbe la storia della famiglia Paiva nella sua drammaticità – ma, al contempo, la tensione viene notevolmente smorzata.

Nonostante la volontà di imprimere senso claustrofobico in alcune delle scene, girate in ambienti molto ristretti, la lentezza però ne smorza l’impatto. La fortuna – o consapevolezza – di Salles è quella di avere dei protagonisti che riescono a farsi completamente carico di quella forza viscerale che poi è l’energia portante della pellicola. Perché, ammettiamolo, I’m Still Here non ha la forza di El clan (2015), mentre si avvicina di più, come stile narrativo, a El rapto (2023), portatore delle stesse debolezze. Ben distante dai suoi lavori Central do Brasil (1998) e I diari della motocicletta (2004).

L’esperienza di una donna, Eunice Paiva, madre di cinque figli, conteneva sia una storia di sopravvivenza al lutto sia lo specchio di una nazione ferita. (Walter Salles)

Fernanda Torres in una interpretazione che era da premiare

Selton Mello e Fernanda Torres sono la coppia protagonista adulta. Il primo interpreta l’ex deputato Rubens Paiva, colui che verrà preso dalle milizie e di cui non si saprà più nulla. Mello riesce, in un tempo ristretto, a caratterizzare bene il personaggio, rendendolo affine agli avvenimenti e al contesto rappresentativo. Paiva appare come padre amorevole ma, allo stesso tempo, uomo risoluto. Un politico che vuole rimanere vicino alla gente e che, forse per amore figliale, viene quasi beatificato da tanta bontà che lo rappresenta.

Fernanda Torres è invece colei che ha interamente sulle spalle il lungometraggio. Era la più probabile vincitrice della Coppa Volpi, acclamata a ragion veduta da pubblico e critica. Laddove Salles ha mancato in racconto, la Torres è andata a colmare tutte le possibili imperfezioni. La sua espressione austera, la sua dignità composta ad ogni sguardo e la capacità di non cadere in un facile stereotipo fanno si che Torres possa davvero recriminare sul premio non assegnatole.

In conclusione

Salles non imprime alla regia una connotazione indimenticabile ma riesce a guidare i suoi interpreti verso un racconto pacato, al limite del didascalico. Non gioca sul facile sentimentalismo ma punta alla resilienza di una donna, consapevole di avere in Torres una perfetta alleata. Un film da vedere, perché la storia non deve essere dimenticata.

Durante i sette anni passati a creare “Ainda estou aqui” la vita in Brasile ha virato pericolosamente vicino alla distopia degli anni Settanta, il che ha reso ancora più urgente raccontare questa storia. (Walter Salles)

Note positive

  • Memoria storica
  • Trasposizione narrativa curata
  • Attori protagonisti di livello

Note negative

  • Filmico essenziale
  • Personaggi secondari al limite della macchietta
Review Overview
Regia
Fotografia
Sceneggiatura
Musiche
Interpretazione
SUMMARY
3.2
Condividi su
Renato Soriano
Renato Soriano

Mi occupo di spettacolo ed eventi culturali dal lontano 1991. Nasco come attore per diventare poi regista e autore teatrale. I miei studi mi hanno portato a specializzarmi verso la rappresentazione omonormativa nel cinema, italiano e non. Inoltre, sono ideatore del progetto TeatRealtà, legato alla consapevolezza delle nuove tecnologie usando il teatro come realtà.