Thelma & Louise: Desiderio di libertà

Thelma & Louise: Desiderio di libertà 1

Thelma & Louise

Anno: 1991

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: Drammatico / Avventura

Casa di produzione: Metro-Goldwyn-Mayer

Prodotto da: Ridley Scott

Durata: 2 hr 10 (130 min)

Regia: Ridley Scott

Sceneggiatura: Callie Khouri

Montaggio: Thom Noble

Dop: Adrian Biddle

Musiche: Hans Zimmer

Attori: Geena Davis, Susan Sarandon, Harvey Keitel, Michael Madsen, Brad Pitt

RECENSIONE DI THELMA & LOUISE

Se c’è qualcosa su cui Ridley Scott è sempre stato bravo è l’innovazione portata a ogni genere passato sotto la lente del suo ricco stile. Collaudati i canoni della fantascienza post-moderna con Alien e Blade Runner, Scott si è lanciato in progetti dal tono minore, tuttavia interessanti e visivamente magnifici, come il fantasy Legend (1984) e il noir Chi protegge il testimone (1986), ma è stato con Thelma & Louise che il regista inglese è tornato in pompa magna, firmando un altro dei suoi grandi capolavori revisionisti.

Thelma & Louise riesuma il filone road movie, in gran voga negli anni Settanta ma progressivamente scivolato nel declino, ma ne rappresenta una risposta dalle tinte rosa in cui le protagoniste sono due donne di provincia qualsiasi che si ribellano a un mondo fallocentrico che le svilisce. Ottimamente scritto da Callie Khouri (che ha vinto un Oscar proprio per questa storia) e interpretato divinamente da Susan Sarandon e Geena Davis, il film è un dramma avventuroso e non privo di ironia che fa del viaggio lo strumento per raccontare le disparità di genere e la ricerca di una libertà mai davvero vissuta.

TRAMA DI THELMA & LOUISE

La cameriera Louise Sawyer (Susan Sarandon) coinvolge in una gita in campagna l’amica Thelma Dickinson (Geena Davis), casalinga vessata da un marito protettivo e violento. Un tentativo di stupro sfociato in omicidio colposo è solo il primo di una serie di atti criminosi che si susseguiranno a rotta di collo, tappa dopo tappa, spingendo le due donne a cercare una via di fuga in Messico.

Thelma & Louise: Desiderio di libertà 2
Geena Davis, Susan Sarandon e Brad Pitt in Thelma & Louise
Thelma & Louise: Desiderio di libertà 3
Una scena di Thelma & Louise

ANALISI DI THELMA & LOUISE

Ambientato tra bellissimi spazi aperti americani esaltati dalla fotografia focosa di Adrian Biddle, Thelma & Louise traccia un racconto profondo e simbolico ma realistico, dove nessuna inquadratura è mai fine a sé stessa e, anzi, è sempre necessaria a suggerire emozioni di gioia o paura. Ridley Scott fa parlare le immagini di riscatto da un sistema patriarcale nocivo, ma al contempo non evita un’analisi delle contraddizioni delle protagoniste, le quali ottengono fin troppo presto la loro libertà per poter attuare un’emancipazione matura e ragionata.

Le due protagoniste, entrambe candidate all’Oscar nell’anno di Jodie Foster per Il Silenzio degli Innocenti, consegnano all’immaginario collettivo due figure femminili memorabili e a tutto tondo, con cui è facile identificarsi, anche se Geena Davis ottiene qualche punto in più in virtù di un ruolo più complicato, che richiedeva un lavoro particolare per esprimere l’ingenuità di Thelma, in contrasto con lo stoicismo saggio ma offuscato da vecchi traumi di Louise.

Gli uomini del film sono perlopiù caratteri ruvidi, necessari come turning point delle scene più importanti, con le felici eccezioni di un giovane mellifluo Brad Pitt (nel primo ruolo importante della sua carriera) e il più navigato Harvey Keitel, che veste i panni dell’ispettore che nutre seri dubbi sulla totale colpevolezza delle protagoniste e fa ciò che può per evitare l’epilogo più tragico possibile alla vicenda.

Pieno di momenti divertenti e insieme triste, a tratti persino arrogante per stuzzicare le code di paglia, Thelma & Louise impreziosisce la poliedrica (e spesso sottovalutata) carriera di Ridley Scott con un altro capolavoro che coniuga l’indagine interiore dello spettatore a un intrattenimento colto e appassionato, nutrito di suggestioni pulp (ma senza gli eccessi di un Quentin Tarantino) e infiniti rimandi alla mitologia americana on the road. E poi c’è il finale, teso e commovente, che sublima l’intera impostazione sociale e simbolica di un ingranaggio che gira in modo perfetto.

NOTE POSITIVE

  • Recitazione.
  • Regia.
  • Colonna sonora.
  • Sceneggiatura.

NOTE NEGATIVE

  • Nessuna

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