Io ti salverò: Dalì, il visionario, e la ricerca dell’Io

Locandina Io ti salverò

Io ti salverò

Titolo originale: Spellbound

Anno: 1945

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: giallo, sentimentale

Distribuzione: Globe

Durata: 105 minuti

Regia: Alfred Hitchcock

Sceneggiatura: Ben Hecht

Fotografia: George Barnes

Montaggio: William Ziegler, Hal C. Kern

Musiche: Miklós Rózsa

Attori:Ingrid Bergman, Gregory Peck, Michael Chekhov, Leo G. Carroll

Trailer di Io ti salverò

Trama di Io ti salverò

All’interno della clinica psichiatrica Green Manors, ossia Villa Verde, lavora e vive la giovane e bella dottoressa Petersen ( Ingrid Bergman), una donna dedita esclusivamente al suo lavoro tanto da apparire agli occhi dei suoi colleghi, che sono affascinati dalla sua bellezza, come un individuo freddo e interessato esclusivamente alla cura dei suoi pazienti.

La vita della clinica però è scossa dall’arrivo del Dr Edward, un noto e famoso scienziato che è stato incaricato di sostituire il vecchio direttore, il Dr. Fleury, costretto a lasciare il suo incarico dopo più di vent’anni a causa di una crisi di nervi. L’arrivo del nuovo dottore sconvolge la vita della dottoressa Peterson che inizia a provare una forte attrazione verso l’uomo, che la ricambia con passione, ma nulla andrà per il verso giusto. Ben presto si scoprirà che il nuovo direttore non è in realtà il Dr. Edward ma un individuo enigmatico affetta da una grave amnesia che soffre di uno strano senso di colpa che gli fa credere di avere ucciso, lui stesso, il nuovo direttore di Villa Verde. La dottoressa Peterson sarà la sua unica fonte di salvezza e l’unica possibilità per riportare a galla la sua vera identità.

Recensione di Io ti salverò

Liberamente ispirato al romanzo La casa del dottor Edwardes di Francis Beeding, di cui Io ti salverò mantiene esclusivamente i personaggi e il contesto narrativo eliminando la componenti di pazzia e follia interni alla storia, il cineasta della suspense Alfred Hitchcock decide di trattare, per la prima volta nella sua filmografia, della psicanalisi strizzando l’occhio alle teorie freudiana e sul concetto d’identità collegata al senso di colpa e colpevolezza che poi riprenderà e svilupperà in maniera divergente nei suoi capolavori come Vertigo e Psyco.

Io ti salverò non possiede quel pathos narrativo che i grandi film di Hitchcock posseggono a causa di una sceneggiatura fin troppo leggera che abbozza solamente i suoi personaggi e che non riesce a creare quel climax investigativo e di ansia terrorifica che un film del genere dovrebbe avere, anche a causa di un assenza quasi totale della polizia che rimane sempre al margine della vicenda narrata e che non dà mai inizio a una vera caccia al fuggitivo, inoltre la scoperta del falso dottore non crea quell’effetto sorpresa desiderato ma lo spettatore comprende la verità ancor prima dei personaggi interni alla vicenda che si dimostrano, durante la vicenda, come degli psicologhi poco intelligenti partendo dalla stessa protagonista, ben interpretata da Ingrid Bergman, nonostante un doppiaggio italiano non all’altezza.

Se la sceneggiatura risente di una lentezza generale e di superficialità rendendo il tutto alquanto banale, la regia si dimostra in alcune scene piuttosto interessanti e autoriali, come non citare il primo bacio dei protagonisti sovrapposto a un inquadratura con le sette porte che si aprono dopo il bacio, segno della loro più totale apertura interiore dell’uno verso l’altro o della meravigliosa sequenza onirica in cui Hitchcock ha la possibilità di collaborare con il pittore surrealista Dalì che con le sue invenzioni dona un area di meraviglia e di fascino all’interno del sogno del paziente affetto da amnesia, in cui siamo avvolti dall’irrazionalità e da grandi occhi che sembrano osservare tutto ciò che accade. Un ulteriore perla di Io ti salverò sta nella parte finale della storia è riguarda le inquadrature che riprendono la protagonista con dei primi piani in cui notiamo le inferiate della prigione e lo spettatore sente quel senso di oppressione della prigione della sofferenza del vero amore ed empatizziamo completamente con il dolore della donna creando la sequenza più interessante emotivamente della pellicola. Interessante e piena di fascino è anche l’ultima inquadratura della pellicola in cui vediamo in una falsa soggettiva girare una pistola per 180 gradi, andando a sparare direttamente verso il pubblico.

Io ti salverò è un film che pecca nel voler trattare la materia della psicoanalisi con troppa razionalità, sfruttando molti dialoghi e una storia d’amore per condurre avanti la narrazione attraverso una regia piuttosto tradizionale ed è in questo che il film pecca riuscendo invece a divenire interessante nelle scene metafisiche e irrazionali in cui siamo dentro l’emozione e il delirio.

Note positive

  • Interpretazione di Ingrid Bergman
  • Alcune trovate regitiche

Note negative

  • Assenza di pathos
  • Sceneggiatura troppo superficiale
  • Lentezza del montaggio

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