Ritratto della giovane in fiamme: Un film sull’arte femminile

Ritratto della giovane in fiamme original poster

Ritratto della giovane in fiamme

Titolo originale: Portrait de la jeune fille en feu

Anno : 2019
Paese di ProduzioneFrancia
Genere: drammatico, sentimentale
Casa di Produzione: Double Feature Films, Participant Media, Warner Bros. Pictures, Imagenation Abu Dhabi
Distribuzione: Arte France Cinéma, Hold up Films, Lilies Films
Durata: 119 minuti
Regia: Céline Sciamma
Sceneggiatura: Céline Sciamma
Montaggio: Julien Lacheray
Musica: Jean-Baptiste de Laubier, Arthur Simonini
Attori:  Noémie Merlant , Adele Haenel, Valeria Golino, Luàna Bajrami, Armande Boulanger, Michèle Clément, Cécile Morel

Trailer ita di Ritratto della giovane in fiamme

Recensione di Ritratto della giovane in fiamme

Presentato in competizione per la Palma d’oro, vincendo il prestigioso premio Prix du scénario a Cannes, Ritratto della giovane in fiamme è stato inserito nella cinquina dei film candidati al Golden Globe come miglior film straniero ed ha fatto incetta di premi europei e francesi, nei vari festival cinematografici, ma forse, colpa di un trailer abbastanza piatto in cui traspare “solo” una storia romantica e in salsa lgbt, troppi si sono colpevolmente persi la visione sul grande schermo di Ritratto della giovane in fiamme.

Il quarto lungometraggio di Céline Sciamma (regista di Tomboy) non è solo un’intensa, appassionata e segreta storia d’amore tra due donne nella Francia del diciottesimo secolo ma è un’opera sull’emancipazione femminile e una riflessione sul significato più profondo della creazione artistica.

Trama di Ritratto della giovane in fiamme

Marianne, a bordo di una piccola imbarcazione, spinta dalle onde del mare e dalle braccia di baldi giovani, si dirige verso la casa di una nobile decaduta. Qui la contessa l’aspetta per svolgere un importante compito: realizzare un ritratto della figlia Héloïse, appena uscita dal convento e in procinto di sposare un ricco commerciante di Milano.

Quella di Marianne si presenta come una vera e propria impresa, visto che dovrà cercare di catturare in segreto le espressioni e le caratteristiche peculiari della bionda Héloïse. La promessa sposa, infatti, ha già rifiutato di posare per un precedente pittore e crede che Marianne sia solo una dama di compagnia con cui poter condividere le proprie passeggiate e i propri pensieri. Immerse nelle scogliere della Bretagna, abbracciate dal vento e dai paesaggi romantici che ricordano i dipinti di Turner e Constable, mentre gli sguardi si faranno più intensi, le parole più pungenti e i silenzi più languidi, Marianne e Héloïse inizieranno un viaggio verso l’amore e verso la conoscenza reciproca e di sé stesse.

Analisi di Ritratto della giovane in fiamme

Negli ultimi anni la categoria dei film a tematica lgbt ha prodotto dei veri e propri successi di critica e pubblico, delle pellicole che sono già dei cult e che rimarranno impresse nelle pagine della storia del cinema. Tra questi possiamo citare I segreti di Brokeback mountain, Vita di Adele e Chiamami con il tuo nome e, appunto, anche Ritratto della giovane in fiamme. Il film di Céline Sciamma mette in scena il sentimento totalizzante e doloroso di un amore complicato, impossibile e, per questo, indimenticabile. Marianne e Héloïse sono diverse e complementari, i loro corpi si muovono sullo schermo coperti da abiti che sembrano evidenziare e distinguere le loro personalità: Marianne ha un vestito rosso, di un colore intenso mentre Héloïse indossa delle vesti dai toni freddi, blu e profondi come i suoi occhi. Tra di loro si crea un rapporto fatto di sguardi, silenzi e piccoli gesti che le porterà a conoscersi l’un l’altra e ad analizzare sé stesse.

Definire Ritratto della giovane in fiamme come un dramma amoroso a tematica lgbt però, come già detto, sarebbe riduttivo verso un’opera che ha, al suo interno, significati stratificati e profondi. Nel gioco di sguardi di Marianne e Héloïse si trova racchiusa l’analisi della creazione artistica che unisce il soggetto, l’oggetto dell’opera d’arte ed, infine, lo spettatore. Marianne osserva, seziona e studia ogni piccolo gesto di Héloïse per ricalcarla fedelmente sulla tela. Ma il suo dipinto non riprodurrà solo l’immagine della bionda promessa sposa ma anche il mondo interiore e la sensibilità della pittrice. In quella tela non ci sarà solo Héloïse ma anche Marianne. Ed è così per ogni creazione artistica che sia pittorica, letteraria o cinematografica dove, all’interno dell’opera, il pittore, lo scrittore o il regista celano delle piccole parti di sé.

In ogni storia, poi, entra immancabilmente anche lo sguardo del lettore o dello spettatore facendo acquisire all’opera ulteriori significati, sempre diversi e profondamente personali. Così come ci mostrano Marianne, Héloïse e la giovane governante Sophie nella scena in cui si confrontano sul significato del mito di Orfeo ed Euridice e sul motivo per cui il giovane poeta, pur sapendo a cosa sarebbe andato incontro, abbia deciso di girarsi per guardare l’amata e, quindi perderla per sempre. Le tre ragazze analizzano la storia d’amore con tre diversi punti di vista che sottolineano le loro differenti personalità e modi di essere. Tre lettrici diverse, tre sensibilità diverse e tre donne diverse. Perché Ritratto della giovane in fiamme è anche un film sulle donne, sulla condizione femminile e sulla ricerca di emancipazione. Ad Héloïse, costretta ad un futuro segnato ed una vita -infelice- da moglie di un ricco commerciante si contrappone Marianne, artista libera e indipendente.

Ritratto della giovane in fiamme è un film poetico e intenso, in cui alle panoramiche delle scogliere della Bretagna si alternano particolari e primi piani e ai silenzi e alle parole usate con parsimonia si alternano momenti in cui la musica ci lascia inchiodati allo schermo, pronti per assaporare ogni piccola emozione.

Note positive

  • La sceneggiatura, fluida e scorrevole, in cui l’equilibrio tra parole e silenzi è perfetto.
  • La fotografia, in cui si alternano primi piani e particolari dei personaggi con o magnifici campi
  • larghi del paesaggio bretone.
  • La recitazione e l’intesa tra le protagoniste.
  • La musica che, soprattutto in due scene, toglie il fiato.

Note negative

  • Probabilmente il film è leggermente lungo. Ma è davvero un minuscolo pelo nell’uovo.

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