La creatura di Gyeongseong – Prima stagione (2023). Sopravvivere a tutti i costi

Condividi su

Trailer de La creatura di Gyeongseong

Informazioni sulla serie e dove vederla in streaming

La creatura di Gyeongseong (Gyeongseong Creature) è un k-drama dall’atmosfera horror, diretto da Jeong Dong-yun e Roh Young-sub, con una sceneggiatura di Kang Eun-kyung. Questa serie vede come protagonisti volti noti del panorama televisivo coreano, tra cui il talentuoso attore e cantante Park Seo-joon (acclamato per le sue performance in ‘Parasite‘ del 2019 e ‘The Marvels’ del 2023), la rinomata modella Han So-hee (conosciuta per le sue interpretazioni in ‘My Name’ del 2021 e ‘100 Days My Prince’ del 2018), e l’attrice Claudia Kim (apprezzata per le sue apparizioni in ‘Avengers: Age of Ultron’ del 2015, ‘La Torre Nera’ del 2017, e ‘Animali Fantastici – I Crimini di Grindelwald’ del 2018).

La prima stagione, distribuita su Netflix, è divisa in due parti: la prima parte, composta dai primi sette coinvolgenti episodi, è stata rilasciata il 22 dicembre 2023, mentre la seconda parte, costituita dai restanti tre emozionanti episodi, è distribuita il 5 gennaio 2024. Considerando il grande interesse generato, è attesa una seconda stagione che promette di approfondire ulteriormente il mondo e i personaggi introdotti nella prima.

Trama de La creatura di Gyeongseong

Nella primavera del 1945, durante l’occupazione giapponese della Corea a Gyeongseong, si verificano eventi insoliti: numerosi uomini e donne coreane scompaiono in modo misterioso, senza lasciare tracce. La polizia mostra scarso interesse, essendo solo cittadini coreani a sparire. Tutto cambia quando Myeong-ja, l’amante coreana di Ishikawa, capo della polizia giapponese sposato con Yukiko Maeda, scompare. Ishikawa, usando la forza e il proprio potere, costringe il giovane Jang Tae-sang, ricco proprietario della Casa del Tesoro d’Oro, a trovarla prima che sia troppo tardi. Se Tae-sang non riesce a trovare Myeong-ja entro il tempo stabilito, “quando l’ultimo fiore di pesco cadrà”. perderà tutto ciò che possiede.

Tae-sang, abile nel rintracciare persone, si trova di fronte a una sfida più difficile del previsto. Nel suo tentativo di trovare la ragazza, stringe un’inaspettata alleanza con Yoon Joong-won e Yoon Chae-ok, padre e figlia, esperti investigatori con una vasta esperienza nel trovare persone scomparse. Le loro indagini li conducono all’Ospedale Militare Giapponese di Gyeongseong, dove fanno sconvolgenti scoperte. In questo luogo avvengono dei misteriosi esperimenti, inoltre una donna è stata trasformata in una mostruosa creatura assetata di sangue. Riusciranno a uscire da questo luogo infernale?

Frame de La creatura di Gyeongseong
Frame de La creatura di Gyeongseong

Recensione de La creatura di Gyeongseong

Netflix e i K-drama coreani formano un’accoppiata di successo, spesso offrendo contenuti tecnicamente e narrativamente più appassionanti e coinvolgenti rispetto a molte serie occidentali presenti sulla piattaforma. Nel 2023, Netflix ha arricchito il suo catalogo con ben trentaquattro titoli originali tra serie e film K-drama, con opere di grande rilievo come Celebrity, Mask Girl, The Glory – Stagione 2, I Segugi, Song of the Bandits, Zombieverse, Black Knight, e film di notevole spessore come JUNG_E, Kill Boksoon, Ballerina, Unlocked, e Believer 2. “La creatura di Gyeongseong” è l’ultimo di una serie di prodotti coreani distribuiti sulla piattaforma nel 2023, concludendo l’anno e iniziando il 2024 in modo avvincente. La storia, seppur ricade in semplicità narrative, riesce a intrattenere il pubblico grazie all’abile utilizzo di vari toni narrativi. Oltre alla componente horror e investigativa, il K-drama presenta un approccio umoristico che rispecchia gli standard delle produzioni sudcoreane, e un filone romantico e sentimentale che funge da filo conduttore lungo tutta la stagione.

La storia di Seul

La storia si colloca durante l’occupazione giapponese della Corea, un periodo che si estese dal 1910 al 1945. Durante questa dominazione militare, la città originariamente denominata Hanseong durante l’era Joseon fu ribattezzata come Gyeongseong, un nome che mantenne fino al 1945. Quest’ultimo anno segnò la liberazione della città ad opera dei cittadini coreani, che decisero di denominarla Seul, nome che tutt’ora la città mantiene. Durante l’occupazione, Gyeongseong divenne il fulcro dell’amministrazione coloniale giapponese, trasformandosi in una metropoli di rilevanza per il Giappone. Le modifiche urbane, nei trasporti e nelle infrastrutture riflettevano l’ampia influenza e il controllo esercitato dal Giappone sulla Corea.

La serie ha inizio nella primavera del 1945, poco prima della storica liberazione della Corea avvenuta il 15 agosto 1945. Data l’ambientazione storica della vicenda trattata, la narrazione in maniera inevitabile affronta tematiche legate al movimento di liberazione popolare, delineando con attenzione il concetto di discriminazione sociale prevalente in un’epoca in cui i giapponesi consideravano sé stessi superiori ai coreani, trattati come cittadini di seconda categoria. Questa disparità è efficacemente rappresentata attraverso diverse scene e situazioni narrative, evidenziando la condizione disumana del popolo coreano all’interno di una Corea governata dall’impero giapponese.

La storia di Jang Tae-sang illustra le dinamiche di potere all’interno di una società “dittatoriale”. Jang Tae-sang, un uomo coreano determinato che ha costruito la sua posizione da zero, è costretto ad affrontare il caso riguardante la scomparsa di una giovane donna, Myeong-ja, un mistero che deve risolvere a tutti i costi. Sebbene avrebbe potuto essere incaricato su commissione per indagare su questo mistero, il poliziotto giapponese Ishikawa lo costringe ad agire, sfruttando tutto il suo potere di giapponese. Ishikawa, simbolo dell’autorità giapponese, può fare quello che vuole di Jang Tae-sang, simbolo della popolazione coreana. Jang Tae-sang non può difendersi, non può fuggire dalla morsa in cui si trova ma solo lottare per sopravvivere, una situazione comune al suo popolo. Dunque il proprietario de La Casa d’Oro è una metofora delle vittime dell’oppressione giapponese sui coreani.

La vicenda riguardo Jang Tae-sang si intreccia con la lotta di ribellione interna dei coreani attraverso il personaggio di Kwon Jun-taek, uno dei leader del movimento di liberazione. Tuttavia, Jun-taek, seppur interessante sulla carta, in questa prima stagione risulta descritto in modo piuttosto superficiale, a differenza del protagonista Jang Tae-sang, il cui viaggio interiore è evidente. Jang Tae-sang attraversa un profondo percorso di crescita durante gli episodi, passando da un ruolo di antieroe concentrato solo sui suoi interessi personali a quello di un eroe liberatore, ponendo le necessità degli altri al di sopra della sua stessa vita. Una scena cruciale che segna questa trasformazione è il confronto con un gruppo di samurai, che gli fa acquisire una chiara comprensione della situazione dei coreani a Gyeongseong.

Con lo sviluppo della trama, emerge con maggiore impatto l’elemento della liberazione e della rivolta del popolo coreano. Questo tema si infiltra progressivamente e lentamente all’interno della narrazione, guadagnando un’importanza sempre maggiore mentre la storia avanza. L’oppressione, la discriminazione e la dominazione giapponese sull’identità e la sovranità coreana emergono come fili tematici conduttori, intrecciando le vicende personali dei protagonisti con il contesto storico-politico dell’epoca.

Il mostro e l’amore

Nonostante un ambientazione storica e tematiche connesse alla liberazione, in questa prima stagione il fulcro narrativo ruota attorno alla figura della ‘creatura’, un mostro spietato e sanguinario proveniente da un laboratorio situato nell’ospedale militare giapponese di Gyeongseong. All’inizio della serie, soprattutto in una scena d’incipit cruenta e densa di cadaveri, la rappresentazione visiva di questo mostro assassino potrebbe evocare alla mente la serie americana Stranger Things con il suo Demogorgone e le sue altre creature mostruose. Tuttavia, a differenza di quelle mostrate nella serie di Matt e Ross Duffer, chiaramente dipinte come creature infernali prive di personalità, il mostro de La creatura di Gyeongseong, nella sua costruzione narrativa, rivela uno spessore espressivo ed emotivo sorprendente.

Durante lo sviluppo della serie, emerge un colpo di scena (seppur prevedibile) che trasforma la creatura in un essere avente una sua forte identità umana, rendendolo un personaggio con cui il pubblico può ampiamente empatizzare. Ciò ci permette di comprendere, man mano il racconto procede, il suo senso di rabbia e di sofferenza che permeano il suo essere. Difatti, contrariamente alle aspettative iniziali, il mostro diventa un personaggio intriso di emozioni, suscitando nell’audience sentimenti di compassione e comprensione per il suo percorso doloroso. L’approfondimento emotivo e psicologico conferito al mostro aggiunge uno strato di complessità alla trama, offrendo agli spettatori una prospettiva più profonda e coinvolgente, dove l’orrore si mescola con elementi umani, trasformando il semplice ‘mostro’ in un personaggio dalle sfumature e dai sentimenti inaspettati, rendendo così la serie un’esperienza più ricca e coinvolgente. A livello di concept visivo “La creatura” presenta un design accattivante, richiamando i mostri del cinema e delle serie televisive coreane con tonalità grigie e marroni scure, evocando l’estetica sinistra di produzioni come ‘Hellbound‘, ma in dimensioni e dettagli molto più imponenti e con una maggiore profusione di tentacoli rispetto a quelle viste in precedenza nei K-drama. La sua configurazione visiva regala una presenza mostruosa capace di generare intrigo e suscitare timore sia negli spettatori che nei personaggi all’interno della trama.

L’aspetto della creatura, enfatizzato da una fotografia che rende l’ospedale scuro e poco illuminato, dominato da tonalità gialle delle luci e dai toni marroni scuri delle ambientazioni, offre uno scenario inquietante. La presenza di questa figura mostruosa in un’ambientazione così oscura non solo fornisce un’ulteriore profondità al suo aspetto, ma introduce anche implicazioni che vanno oltre il mero impatto visivo. Questo essere diventa un elemento catalizzatore di suspense, generando un senso di anticipazione che va al di là dell’aspetto esteriore. La sua presenza nella trama si traduce in un simbolismo della tensione emotiva, agendo come riflesso delle paure innate e delle sfumature psicologiche dei personaggi coinvolti. Più di una semplice manifestazione fisica, la creatura incarna l’ansia e l’inquietudine che permeano l’intera narrazione, fungendo da catalizzatore di riflessioni più profonde sulla natura umana e sulle tensioni emotive

Han So-hee as Yoon Chae-ok, Park Seo-jun as Jang Tae-sang in La creatura di Gyeongseong
Han So-hee as Yoon Chae-ok, Park Seo-jun as Jang Tae-sang in La creatura di Gyeongseong

In conclusione

Netflix ha consolidato la sua posizione nel mondo dell’intrattenimento offrendo un ampio spettro di serie e film K-drama, dimostrandosi un’alternativa straordinaria e spesso più coinvolgente rispetto alle produzioni occidentali presenti sul mercato. Nel corso del 2023, la piattaforma ha aggiunto al suo catalogo una vasta gamma di titoli, tra cui “La creatura di Gyeongseong”, che sà intrattenere il pubblico grazie a una narrazione articolata che abbraccia toni narrativi diversi, dall’horror all’umorismo, dall’investigazione al romanticismo. Ambientato durante l’occupazione giapponese della Corea, il contesto storico offre uno sfondo denso e significativo, mettendo in luce le disuguaglianze e la discriminazione vissute dal popolo coreano. Il protagonista, Jang Tae-sang, incarna la lotta contro l’oppressione, evolvendo da un antieroe centrato sui propri interessi a un eroe che sacrifica tutto per la libertà del suo popolo. Al centro della narrazione si cela anche una figura mostruosa nata da un laboratorio scientifico, un essere che va oltre l’aspetto fisico e diventa simbolo di tensione emotiva e di riflessioni profonde sulla natura umana. Il tutto con un finale di prima stagione alquanto scioccante e che cambia tutte le carte del gioco, con una scena che non può che lasciare lo spettatore spiazzato e incuriosito per il proseguo della stagione. Il finale, difatti ci dice, che niente sarà più come prima.

In sintesi, “La creatura di Gyeongseong” non solo intriga per la sua trama, ma porta gli spettatori a riflettere su questioni più profonde, contribuendo alla diversificazione e alla qualità dell’offerta di Netflix nel mondo dei K-drama.

Note positive:

  • Contesto storico coinvolgente: La serie presenta una storia avvincente ambientata durante l’occupazione giapponese in Corea, offrendo uno sguardo coinvolgente sulle condizioni sociali e politiche dell’epoca.
  • Evoluzione dei personaggi principali: Il percorso di trasformazione del protagonista, Jang Tae-sang, da antieroe a eroe impegnato per il bene degli altri, aggiunge profondità alla trama.
  • Impatto visivo del mostro: Il design e l’aspetto visivo del mostro creano un’atmosfera sinistra e contribuiscono a generare suspense e tensione emotiva.
  • Tensione e inquietudine: La presenza del mostro nell’ambientazione buia dell’ospedale crea una costante sensazione di inquietudine, alimentando la suspense e suscitando emozioni nel pubblico.
  • Riflessione sui temi umani: La serie permette una riflessione più ampia sulla natura umana, sulle paure innate e sulle implicazioni psicologiche dei personaggi, portando alla luce questioni sociali e emotive rilevanti.

Note negative:

  • Sviluppo superficiale di alcuni personaggi: Nonostante il protagonista abbia un arco di trasformazione ben sviluppato, altri personaggi, come Kwon Jun-taek, possono risultare presentati in modo troppo semplicistico o poco approfondito.
  • Manca approfondimento in alcune parti: Alcuni dettagli cruciali potrebbero essere trascurati o forzati, compromettendo la coerenza e la credibilità dell’intera storia, in particolare nell’approfondimento della tematica della liberazione coreana e nel finale della trama.
  • Un salto temporale, che avviene nell’ultima parte della storia, toglie potenza al tema della rivoluzione
  • Alcuni accadimeti poco credibili.
Condividi su

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.