La donna più ricca del mondo (2025). Una storia, due verità

Recensione, trama e cast di La donna più ricca del mondo (2025), il nuovo film di Thierry Klifa presentato fuori concorso al settantottesimo Festival del cinema di Cannes

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La donna più ricca del mondo - PHOTOS DE PLATEAU_MANUELMOUTIER - Immagini ricevute a uso stampa da Aventoni
La donna più ricca del mondo – PHOTOS DE PLATEAU_MANUELMOUTIER – Immagini ricevute a uso stampa da Aventoni

Trailer di “La donna più ricca del mondo”

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

La donna più ricca del mondo è il nuovo film di Thierry Klifa presentato fuori concorso al settantottesimo Festival del cinema di Cannes. La storia è liberamente ispirata a fatti di cronaca avvenuti in Francia, quando la ricca miliardaria Marianne Farrère sta sperperando il denaro della azienda di cui è a capo per favorire un artista con cui instaura un certo legame. La storia, in realtà, fa riferimento al caso di cronaca noto ai più come “affaire Bettencourt”, il quale interessò molti francesi nei primi anni 2000. La ricca imprenditrice è Liliane Bettencourt, la quale entrò in causa con la figlia Françoise per i motivi che vediamo all’interno del film. La protagonista è impersonata da Isabelle Huppert (La pianista, Amour), inoltre troviamo nel cast Laurent Lafitte (Il conte di Montecristo (film del 2024)), Marina Foïs (As Bestas – La terra della discordia), Raphaël Personnaz (Nureyev – The White Crow), André Marcon (L’ufficiale e la spia), Mathieu Demy (Tomboy).

Il film ha ottenuto sei candidature ai premi César, vincendo quello per il miglior attore assegnato individualmente a Laurent Lafitte nei panni di Pierre-Alain Fantin.

Si tratta del sesto lungometraggio del regista Thierry Klifa, il quale si occupa anche della sceneggiatura insieme a Cédric Anger e Jacques Fieschi. Il film, come detto, è stato presentato in anteprima al Festival di Cannes, per poi girare diversi festival internazionali. Ha avuto il suo debutto nelle sale francesi a ottobre 2025, mentre in Italia è distribuito dal 16 aprile 2026 grazie a Europictures.

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Trama di “La donna più ricca del mondo”

Marianne Farrère è una ricca donna miliardaria che è a capo di una famosa azienda di cosmetici. Il suo impero rischia di crollare quando fa la conoscenza di uno stravagante artista, Pierre-Alain Fantin, il quale approfitta della simpatia della signora Farrère per finanziare i suoi progetti e arricchirsi.

Recensione di “La donna più ricca del mondo”

Si dice che i soldi non fanno la felicità e in questa storia abbiamo una conferma guardando lo stato d’animo della protagonista Marianne. Lei ha tutto: soldi, potere, benessere sociale, una famiglia e anche un aspetto estetico invidiabile. Ma non è felice, sente che le manca quel brio che la vita non le dà più. Quella svolta arriva dopo aver conosciuto l’artista poliedrico Pierre-Alain Fantin, il quale la fotografa per una rivista, lasciando in lei un segno che farà in modo di legare i due individui. Questo legame che si crea è rigenerante per Marianne, la quale sente di vivere una nuova vita, ottiene una sorta di rinvigorimento. Non a caso, quando Pierre-Alain si allontana, Marianne soffre e torna in uno stato di stress emotivo che i famigliari non sanno spiegare. Persino suo marito Guy sembra non essere in grado di rasserenare la moglie, nonostante l’amore e i tanti anni di unione matrimoniale. Marianne è alla ricerca di qualcosa che le faccia svanire il mal di testa e vivere nuove avventure. Quindi, i soldi che lei possiede li spende aiutando la sua fonte di benessere, ovvero Fantin. Ma tutte queste spese preoccupano, giustamente, la famiglia Farrère, soprattutto la figlia Frédérique, la quale sostiene di voler tutelare la madre, raggirata da un eloquente farabutto. Marianne la pensa diversamente: “I soldi sono miei e ne faccio quello che voglio”, cercando di non dare troppo peso al loro valore, elargendoli come meglio crede. Per esempio, in una scena iniziale del film, Marianne dona un milione di euro al nipote che ha appena compiuto il suo bar mitzvah, ma la madre Frédérique ritiene che siano decisamente troppi e un onere pesante per il figlio troppo piccolo.

Il personaggio di Marianne è alquanto particolare da analizzare, perché da una parte lo spettatore non condivide il suo legame con l’irritante artista Fantin, ma dall’altro empatizza con il senso di malinconia della protagonista che la pervade in diverse occasioni della storia. Se quell’artista approfittatore è rivitalizzante per Marianne, allora lo spettatore deve in qualche modo farselo andare bene. Anche se c’è un altro personaggio sui cui possiamo proiettare la nostra ammirazione e il regista Thierry Klifa è bravo nel descriverlo: il maggiordomo Jérôme. Lui cerca sempre di proteggere la sua datrice di lavoro e dovrà scegliere se assisterla in questa difesa per Pierre-Alain (il quale non sta simpatico a Jérôme, come vediamo nel film), oppure prendere le parti della figlia e porre fine a questa storia. Diciamo che Jérôme si immetterà in una terza strada che sarà visibile all’interno del film.

Elementi di interesse del film sono senz’altro la scenografia e i costumi. Il primo perché immerge lo spettatore in un mondo fatto di sfarzo e benessere che persone comuni possono solo sognare. Basta ammirare le tavolate divinamente addobbate e piene di varietà di alimenti. Oppure la maestosità dei possedimenti della famiglia Farrère, in particolare quando vanno in vacanza per distrarsi dalla routine del lavoro aziendale. Il secondo elemento lo definiamo soprattutto guardando Marianne. L’imprenditrice dà sfoggio del suo guardaroba indossando molti look e anche alquanto numerosi, in modo tale da far passare il messaggio che non ha mai uno stile unico.

Thierry Klifa con La donna più ricca del mondo decide di raccontare una storia partendo dalla fine. Infatti, nel prologo del film vediamo la polizia entrare nelle case dei personaggi coinvolti nella questione anticipando ciò che succederà alla fine del film. Inoltre, durante il racconto della storia, il regista inserisce parti degli interrogatori che rivelano delle sensazioni personali dei personaggi, ma questi intermezzi non favoriscono molto la narrazione, spezzando quasi inutilmente la tensione.

Il film di Klifa non osa e non produce una forte tensione, visto la scelta iniziale del film, tuttavia è un film interessante che racconta una storia particolare e pone una riflessione sul valore del denaro e le amicizie (o presunte tali) che arricchiscono la nostra vita.

In conclusione

La donna più ricca del mondo ci dà un’idea sul valore dei soldi e come essi non facciano per forza la felicità. La trama ci pone dinanzi a due punti di vista differenti e ci chiede di scegliere una parte da prendere, portando lo spettatore a fare le sue considerazioni. Ambientazione e costumi sono due elementi che risaltano.

Note positive

  • Cast
  • Costumi
  • Ambientazione che dà l’idea di sfarzo
  • Interpretazione di Isabelle Huppert

Note negative

  • Poca enfasi in alcune scene
  • Gli interrogatori dei personaggi implicati nel caso non aggiungono molto alla storia

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Review Overview
Regia
Fotografia
Sceneggiatura
Colonna sonora e sonoro
Interpretazioni
Emozione
SUMMARY
3.3
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Tommaso Lesti
Tommaso Lesti

Laureato in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale. Appassionato della settima arte e di serie TV, non disdegno qualsiasi genere esistente. Quindi, se avete raccomandazioni, fatevi pure avanti.