As bestas – la terra della discordia (2022). Un film ispirato a una storia vera

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locandina di As bestas - la terra della discordia

As bestas – la terra della discordia

Titolo originale: As Bestas

Anno: 2022

Nazione: Spagna, Francia

Genere: Thriller, Drammatico

Casa di produzione: Arcadia Motion Pictures, Caballo Films, Canal+, Cronos Entertainment, Eurimages, Instituto de la Cinematografía y de las Artes Audiovisuales, Le Pacte, Movistar+, Radio Televisión Española

Distribuzione italiana: Movies Inspired, Lucky Red

Durata: 137 min

Regia: Rodrigo Sorogoyen

Sceneggiatura: Isabel Peña, Rodrigo Sorogoyen

Fotografia: Alejandro de Pablo

Montaggio: Alberto del Campo

Musiche: Olivier Arson

Attori: Denis Ménochet, Marina Foïs, Luis Zahera, Diego Anido, Marie Colomb, Luisa Merelas, José Manuel Fernández y Blanco, Federico Pérez Rey, Javier Varela, Xavier Estévez

Trailer italiano di As bestas – la terra della discordia

Nel 1997, i coniugi Verfondern, Martin e Margon, presero la decisione di lasciare la loro terra natia, i Paesi Bassi, per intraprendere un’attività ecologica nel piccolo villaggio di Santoalla, un paesino semi spopolato dell’entroterra ispanico. Quando arrivarono nel borgo, l’unica famiglia che viveva lì stabilmente era quella dei Rodriguez. Tra le due famiglie però non nacque l’intesa, tanto che, ben presto, i Rodriguez, a causa di alcune discussioni di natura burocratica ed economica, incominciarono a provare, verso i coniugi olandesi, un profondo odio e rancore. I Rodriguez iniziarono, col passare del tempo, a minacciare i nuovi arrivati nella speranza che questi ritornassero da dove erano venuti. Martin, spaventato da questa situazioni, iniziò a portare con sé una videocamera per registrare tutte le minacce che i fratelli Rodriguez gli facevano. Nel gennaio 2010, Martin Verfondern scomparve senza lasciare traccie. La polizia locale avviò delle indagini per trovare l’uomo ma non ebbero successo, fino a quando nel giugno del 2014, un elicottero della Guardia Civil trovò i resti della Chevrolet che Martin guidava quattro anni prima. Le indagini sull’auto portarono la polizia ha sospettare dei fratelli Rodriguez. Durante uno degli interrogatore del 2014, Juan Carlos ammise di aver sparato a Martin, mentre Julio dichiarò di aver ha spiegato di aver trovato il corpo di Martin nella sua auto e di aver deciso di non informare le autorità, guidando l’auto in una località remota tra le montagne dove la macchina poi ha preso fuoco. Juan Carlos Rodriguez è stato condannato a 10 anni e mezzo di carcere per l’omicidio di Martin Verfondern

Da questo fatto di cronaca nera nel 2016 nacque il lungometraggio documentario Santoalla per la regia di Andrew Becker  e Daniel Mehrer, mentre nel 2022 esce al cinema il 13 aprile 2023, la pellicola spagnola di Rodrigo Sorogoyen dal titolo As bestas – la terra della discordia, presentata in anteprima italiana alla Festa del cinema di Roma 2022, che si rifà a questi accadimenti di cronaca in maniera romanzata. 

Quando abbiamo letto la notizia di uno scontro in un villaggio della Galizia tra una coppia di stranieri e alcuni abitanti del luogo, vicini di casa da anni, abbiamo subito capito che in quegli eventi c’erano gli elementi per costruire una storia potente per il cinema.Abbiamo studiato il caso per conoscerlo e, proprio in questo modo, per poterne poi prendere le distanze e trasformarlo in un racconto, nel nostro racconto. Conoscevamo, o credevamo di conoscere, le persone coinvolte. Conoscevamo, o pensavamo di conoscere, le loro motivazioni, i loro sogni. E così abbiamo iniziato a creare i nostri personaggi. Abbiamo cambiato i loro nomi, l’età, la nazionalità. Non volevamo raccontare la storia vera, ma quella ispirata a noi da quell’evento.In primo luogo, sono emersi Antoine e Olga, due francesi di circa 50 anni che, stanchi della vita di città, si trasferiscono in un bellissimo villaggio isolato dell’Ourense per ricominciare da zero e vivere a diretto contatto con la natura. Poi è arrivato tutto il resto.

Isabel Peña e Rodrigo Sorogoyen

Trama di As bestas – la terra della discordia 

Antoine  (Denis  Ménochet)  e  Olga  (Marina  Foïs) sono una coppia francese che un giorno ha deciso di abbandonare la città per abbracciare una vita più umile e naturalistica. Da qualche tempo hanno abbandonato la loro terra natia per trasferirsi a vivere in un piccolo villaggio dell’entroterra galiziano, semi spopolato e abitato da sola gente nativa del luogo, che non conosce nient’altro che quelle terre e la fatica del lavoro. I coniugi intendono avviare una loro attività sul luogo, creando una sorta di agriturismo a impatto zero, basato su un profondo amore per l’agricoltura sostenibile, che sappia rispettare i ritmi della terra. Un giorno, Antoine e Olga, per amore della natura e dell’ecologia, rifiutano il denaro da una compagnia che intendeva installare proprio nel loro territorio delle pale eoliche. Il loro rifiuto blocca il progetto a cui quasi l’intero villaggio aveva dato il benestare. Questo evento inclina maggiormente il rapporto tra l’uomo e i paesani, soprattutto quello con i suoi vicini di casa, i fratelli Xan e Loren Anta (Luis Zahera e Diego Anido) che su quei soldi ci contavano. Gli Anta intraprenderanno un’azione di ripetute minacce nei confronti di Antoine e Olga per spaventarli e spingerli ad andarsene, dando il là a un escalation di terrore e di violenza. 

I coniugi in As bestas - la terra della discordia
I coniugi in As bestas – la terra della discordia

Recensione di As bestas – la terra della discordia

Una sorta di Western moderno atipico, che non ci racconta la storia di pistoleri e di banditi, ma di uomini che lottano per i loro possedimenti terreni e per le proprie scelte di vita. As bestas – la terra della discordia a livello prettamente estetico richiama alla mente quel filone cinematografico Western, come quel “Mezzogiorno di fuoco” (1952) di Fred Zinnemann o quel “Gli spietati” (1992) di Clint Eastwood. In questi due western, come accade anche nel lungometraggio di Rodrigo Sorogoyen, i paesaggi hanno un ruolo fortemente simbolico, i luoghi mostrati hanno un sapore ostile, in grado di riflettere quel senso di allontanamento dalla civiltà e dalle sue leggi prestabilite, segnando l’ingresso entro un mondo rude, fatto di barbarie e di violenza, dove è il cittadino a dettare legge. Se in un lungometraggio come  “Mezzogiorno di fuoco”  troviamo numerose praterie americane, in As bestas – la terra della discordia ci muoviamo entro una frondosità delle foreste galiziani, dentro l’inclemenza dell’inverno e in strette stradine di un piccolo villaggio dell’entroterra spagnolo, piuttosto malridotto e in decadenza, abitato da uomini induriti dal tempo, che trascorrono le loro giornate lavorando nei campi insieme alle loro bestie oppure nel piccolo bar di paese, dove l’unica attività è quella di bere e giocare a domino, parlandoci male a vicenda l’uno dell’altro. 

Uno dei macrotemi del cinema Western è senza ombra di dubbio quello connesso a “Lo Straniero” spesso denominato come “Gringo”. Questa tematica fa da sempre parte di questo filone cinematografico di genere, fin dai suoi esordi cinematografici che metteva in contrapposizione i nativi (gli indiani) e gli stranieri (cowboy), mettendo in luce come i primi provengano da un mondo di violenza e privo di leggi civili, mentre i secondi, buoni e giusti, vengono eretti a simboli della società moderna, fatta di valori accettabili. Fortunatamente però, con il passare degli anni, questa concezione stereotipata è venuta meno a favore di una maggior verosimiglianza e tridimensionalità dei personaggi, dove i nativi non sono solo esseri brutali e i cowboy non sono solo gente amorevole. Rodrigo Sorogoyen in As bestas ci rifà alla concezione dello straniero, dell’immigrante che abbandona la sua terra nativa per cercare fortuna altrove. I coniugi francese, sotto alcuni punti di vista, incarnano la cultura e il fare civile delle leggi e della società moderna, mentre i paesini, rappresentati dai due fratelli Anta, sono l’esatto opposto, persone brutali che non conoscono altra legge che la loro, fatto di attacchi, violenza e prepotenza. Il lungometraggio ci mette in contrapposizione questi due mondi, dentro un film lotta per far valere le proprie scelte, in cui nessuno dei due (i coniugi e gli Anta) mollano la presa, portando la pellicola entro uno scontro fisico tra nativi e stranieri, proprio come avviene nella maggior parte dei western. Va sottolineato però che nel film non tutti i paesani sono mostrati come individui brutali come la coppia con cui Antoine e  Olga faranno amicizia. As bestas – la terra della discordia si muove entro un climax di violenza in cui un intero villaggio vuole cacciare lo straniero, colui che non è di qui, colui che è venuto a prendere ciò che non gli appartiene, privando i nativi di ciò che invece gli appartiene. 

La prima parte del lungometraggio (la più corposa) si muove dentro tematiche maschiliste improntate sul tema dello Straniero e della lotta verbale violenta, dove Antoine si trova a dover affrontare la violenza, violenza nelle sue sfumature. La paura impregna ogni minuto del lungometraggio, una sensazione che ci avvolge per tutta la durata della pellicola. 

Minacce, orgoglio, convivenza difficile, esplosioni di violenza, paura. Questi ultimi due elementi hanno finito per diventare gli assi portanti su cui poggiava la storia: la violenza e la paura. La violenza dell’ambiente circostante, la violenza dei fratelli nei confronti della coppia. La violenza di un villaggio che vuole cacciare lo straniero, colui che non è di qui, colui che è venuto a prendere ciò che non gli appartiene. E la paura della coppia che temeva per il proprio progetto, per il proprio futuro. La paura di quell’uomo ogni volta che tornava a casa. La paura di quella donna ogni volta che il marito tornava a casa più tardi del solito. La paura che il conflitto possa finire in tragedia per non essere riusciti a fermarlo in tempo

Note di regia

La sensazione di timore per il futuro è presente anche nella seconda parte del lungometraggio, che si muove su note più dolci ed emotive, ma che abbandona la presenza dominante maschile, incarnata da Antoine, per abbracciare una prospettiva femminile, come quella di Olga e della figlia, che si reca dalla madre a seguito della tragedia familiare. Nell’ultima parte del film abbiamo come protagonista Olga che non si muove sulle ali della violenza, che non si abbassa al livello dei “nativi” ma mantiene un suo far civile, connesso al mondo della legge. 

Abbiamo trasformato Olga nella vera protagonista e abbiamo pensato a un doppio film. Abbiamo iniziato a concepire l’intera sceneggiatura come se fosse divisa in due parti. Abbiamo trovato la strada. La dualità che risiede in ogni cosa. Adesso, sì, questa storia meritava di essere raccontata.Abbiamo diviso la storia in due parti. La prima sarebbe stata raccontata dal punto di vista di Antoine. La seconda, dal punto di vista di Olga. Quella donna che sembra essere il personaggio secondario, quello che apparentemente segue la scia del protagonista, in realtà è la nostra vera protagonista. La prima parte della nostra storia è maschile e la seconda femminile. Nella prima parte ci sono armi, nella seconda no. Il climax della prima parte è una scena d’azione fisica, mentre nella seconda è un climax di carattere emotivo. Non è un caso. È il modo in cui, dal nostro punto di vista, i generi maschile e femminile hanno risolto i conflitti nel mondo.

Note di regia
Fotogramma di As bestas - la terra della discordia
Fotogramma di As bestas – la terra della discordia

In conclusione

As bestas è un film potente lato espressivo che ha la sua unica pecca di durare troppo, di allungare il racconto in maniera eccessiva. Alcune scene, anche se potenti lato visivo (come l’incipit) potevano essere tranquillamente eliminate dal racconto. Per il resto però è una pellicola efficace che, se amate i film lenti, potete apprezzare. 

Note positive

  • Interpretazione
  • Regia
  • Fotografia

Note negative

  • Il film è eccessivamente lungo e in alcuni momenti si appesantisce un po ‘, dando la sensazione che il tutto duri quei venti minuti di troppo.  
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 890

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