La mia famiglia a Taipei (2025). Un dramma famigliare, tra libertà ed infanzia infranta.

Recensione, trama e cast del film La mia famiglia a Taipei (2025), opera prima e intimistica della cineasta Shih-Ching Tsou

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La mia famiglia a Tapei (2025) - Credit. I Wonder Pictures
La mia famiglia a Tapei (2025) – Credit. I Wonder Pictures

Trailer di “La mia famiglia a Taipei”

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

La mia famiglia a Taipei è il debutto in solitaria della regista Shih‑Ching Tsou, cineasta taiwanese naturalizzata americana e collaboratrice storica di Sean Baker, qui anche co‑sceneggiatore, produttore e montatore, con cui aveva già co‑diretto Take Out e prodotto titoli come Red Rocket e The Florida Project. La pellicola è uscita nelle sale italiane il 22 dicembre 2025, distribuito da I Wonder Pictures in collaborazione con Unipol Biografilm Collection e Wise Pictures. Il cast comprende Janel TsaiNina YeBlaire ChangTeng‑Hui HuangAkio Chen e Shi‑Yuan Ma

Il film è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma, dove ha vinto il premio come miglior film. Inoltre è stato selezionato nella sezione dedicata ai nuovi talenti al Festival di Cannes 2025 ne la Semaine de la Critique.

La scelta di utilizzare spesso la fotocamera del cellulare nasce dall’esigenza di avvicinarmi il più possibile ai personaggi, di eliminare ogni distanza tra lo sguardo della macchina da presa e la loro intimità. Volevo che il film mantenesse una sensazione di immediatezza, come se lo spettatore fosse presente accanto a loro, testimone silenzioso di momenti fragili e autentici.

Shih‑Ching Tsou

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Trama di “La mia famiglia a Taipei”

La famiglia della piccola I-Jing torna a Taipei dopo diversi anni. Mentre la madre single fronteggia i debiti gestendo un chiosco in un vivace mercato notturno e la sorella maggiore contribuisca con un lavoretto part-time, la bambina esplora con meraviglia la nuova vita cittadina: le strade, le bancarelle, le luci della metropoli. Ma perché disegna con la mano sinistra? Il nonno non vuole, dice che quella è una mano malvagia. Questo singolare divieto darà il via a una serie di vicende incredibili e inaspettate: con quella mano, I-Jing arriverà a ribaltare le sorti della sua famiglia e a sfiorare un segreto ben custodito.

Recensione di “La mia famiglia a Taipei”

Con La mia famiglia a Taipei, la regista Shih-Ching Tsou realizza un esordio maturo e personale, capace di fondere autobiografia e osservazione sociale attraverso un linguaggio cinematografico essenziale e  umano. Il film adotta uno sguardo intimo, spesso mediato dall’uso della fotocamera del cellulare, scelta che restituisce una sensazione di prossimità e autenticità, coerente con la natura del racconto. Attraverso un ritmo lento e scandito, La mia famiglia a Taipei invita lo spettatore a entrare nella vita dei personaggi senza filtri e senza mezze misure.

 La narrazione si sviluppa attorno alla quotidianità di una famiglia, affidando ai piccoli gesti, ai silenzi e alle tensioni domestiche il compito di costruirne il senso. È un cinema interiore, fatto di assenza e percezione, fatto di ricerca di una connessione ed un equilibrio che deve essere ritrovato, che evita ogni enfasi  e lascia emergere le emozioni per sottrazione. Inoltre il film si addentra nella patina di perfezione richiesta da una società perbenista, come quella cinese, che privilegia un certo decoro funzionale all’apparire piuttosto che all’essere. La collaborazione con Sean Baker, co-sceneggiatore e montatore, si riflette in una ripresa calda e umanamente consapevole, attenta ai personaggi secondari e alle dinamiche collettive; a tratti alcune scelte sui personaggi risultano poco incisive per la narrazione, ma nel complesso il film fluisce nello sviluppo della storia senza troppi intoppi. La città di Taipei non è semplice ambientazione, ma presenza viva e fondamentale, una città che accoglie e respinge, che protegge e mette alla prova, diventando parte integrante del percorso emotivo dei protagonisti.

Le interpretazioni, in particolare quelle femminili, sorreggono il film con misura e naturalezza. Janel Tsai incarna una figura materna complessa e combattiva, mentre le giovani interpreti restituiscono con delicatezza l’instabilità e la grazia dell’età di passaggio. Alla piccola Nina Ye, al suo debutto cinematografico, viene affidato il compito di essere involontariamente la parte simpatica ed innocente del film, ma il suo è un personaggio che si porta dietro un incolpevole segreto e plot twist funzionale per la parte finale della pellicola.

In conclusione

L’esordiente Shih-Ching Tsoucon il film La Famiglia Taipei, porta sullo schermo una pellicola che esplora la famiglia e la crescita, che racconta una storia senza retorica, ma con trasparenza e franchezza. Con questo film di debutto la regista si dichiara una nuova voce autoriale nel cinema indipendente contemporaneo.

Note positive

  • Regia
  • Cast personaggi femminili
  • Montaggio

Note negative

  • Alcune scelte risultano poco incisive nella narrazione

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Review Overview
Regia
Fotografia
Sceneggiatura
Colonna sonora e sonoro
Emozione
Interpretazione
SUMMARY
3.6
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Tatiana Coquio
Tatiana Coquio

Amo alla follia la settima arte, la sceneggiatura è ciò che mi interessa di più in un film, tanto da aver fatto degli studi in merito.
Star Wars fan da una vita e serie TV addicted.
Lettrice e scrittrice compulsiva, sempre pronta ad appuntare note e pensieri un po' ovunque, quando posso viaggio per il mondo accompagnata dal mio fido ipod e una colonna sonora a tema.