Red Rocket (2021): l’America secondo Sean Baker

Red Rocket (2021) locandina

Red Rocket

Anno: 2021

Paese: USA

Genere: Commedia, Drammatico

Produzione: Cinereach, FilmNation Entertainment

Distribuzione: A24, Universal Pictures

Durata: 128’ min

Regia: Sean Baker

Sceneggiatura: Chris Bergoch‎, Sean Baker

Fotografia: Drew Daniels

Montaggio: Sean Baker

Musiche: John Warrin

Attori: Simon RexSuzanna SonBree Elrod, Ethan Darbone

Trailer ufficile di Red Rocket (2021)

Red Rocket di Sean Baker è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma 2021 nella sezione Tutti ne parlano, dedicata a quei film molto attesi che arrivano dopo un acclamato esordio nell’ambito dei più noti festival a livello internazionale. Il film è approdato in Italia accompagnato dallo stesso regista, che ne ha svelato le influenze.

Negli ultimi anni mi sono concentrato molto sui film italiani degli anni ’70. Film di genere, non solo western, ma anche i gialli, le commedie sexy e i drammi erotici. Per questo alla fine ho voluto omaggiare Ornella Muti, è la sua carriera che ha ispirato il personaggio di Strawberry. Inoltre mi sono ispirato a cineasti come Fernando Di Leo, Sergio Martino e Umberto Lenzi e spero si possa riconoscere nel film. Mi hanno influenzato molto.

Sean Baker alla Festa del Cinema di Roma (2021) @romacinemafest

Trama di Red Rocket

Dopo anni di carriera da pornostar a Los Angeles, Mikey Saber (nome attore) abbandona tutto e fa ritorno nella sua città d’origine, Texas City, dove però non sembra essere il benvenuto. Rimasto senza una casa, senza soldi e senza lavoro, si ritrova a vivere di nuovo insieme alla sua ex moglie e alla madre di lei. Per riuscire a pagarsi l’affitto, Mikey finisce per riprendere certe vecchie abitudini, ma l’incontro con Strawberry, una cassiera minorenne di un negozio di ciambelle, gli donerà l’illusione di un nuovo inizio.

r/movies - New Images from 'RED ROCKET' starring Simon Rex | Directed by Sean Baker ('The Florida Project')
Frame di Red Rocket (2021)

Recensione di Red Rocket

Sean Baker è un regista che negli ultimi anni si è rapidamente conquistato un posto di privilegio nel panorama del cinema indipendente americano. La sperimentazione fotografica, i ritratti senza filtri degli outsider dei sobborghi e un occhio attento agli sfondi sociali ed economici americani, ha definito fin da subito il suo approccio stilistico alla settima arte. Partendo con questa premessa e tenendo in considerazione i suoi lavori precedenti, Red Rocket è il suo film minore. I motivi risiedono quasi tutti nella scelta del suo protagonista, Mikey (Simon Rex), una specie di antieroe moderno. Caricatura di una pornostar tossica e misogina, che apparentemente, non colpisce tanto coloro che lo circondano. Tutto questo finché non li vediamo intenti a raccogliere le macerie dell’impatto deleterio che ha sulle loro vite. A livello di critica sociale, è molto diverso dalle rappresentazioni X-rated di Tangerine e dei residenti impoveriti in The Florida Project. Non siamo a Hollywood e nemmeno ad Orlando. L’ambientazione è una piccola e deprimente cittadina del Texas durante le elezioni del 2016, tutta imbastita sotto l’ottica di Baker.

L’introduzione del personaggio con Bye Bye Bye dei NSYNC è alienante e ci catapulta subito in una dualità tonale, tra commedia demenziale e drammaticità senza speranza, che non regge l’equilibrio per tutta la durata del film. C’è chiaramente l’intento di esplorare le comunità più povere, come ci sono momenti in cui lo sguardo è cupo e realistico, ma la storia si perde a vagare con il suo protagonista, abbracciando diversi tipi di stereotipo. L’unico accenno a delle riflessioni stimolanti sono dettate dai personaggi femminili, ma il film non riesce ad avere una presa profonda su questioni estremamente attuali come il consenso e l’abuso di potere che molti “Suitcase Pimp’” perpetuano nell’ambiente del porno. Questa indecisione morale evita al film e ai suoi personaggi di evolvere, così ci ritroviamo a seguire Saber nei suoi tentativi patetici di dimostrare che vale qualcosa, anche quando assume le sembianze di un predatore sessuale intento a conquistare una lolita minorenne di nome Strawberry.

Universal onthult de trailer van komische dramafilm 'Red Rocket' -  FilmVandaag.nl
Strawberry e Mikey in Red Rocket (2021)

L’archetipo del distruttore moderno

Ho conosciuto personaggi come Mikey Saber quando facevo ricerche sul mondo del porno e dei pornodivi. Già in Starlet avevo parlato del mondo dell’hard, ma nel caso di questo personaggio ho pensato che potesse essere un vero e proprio archetipo. Nel film viene definito ‘Suitcase Pimp’, che è qualcosa di più del semplice “pappone” (Pimp, appunto), è un termine che non conosce nessuno e mi aveva colpito molto sentendolo. Si usa solo in quell’ambiente per definire questi uomini che tendono a sfruttare gli altri. Spesso hanno caratteristiche analoghe, ma anche una psicologia molto complessa. Frequentandoli mi son reso conto che sapevano essere affascinanti in superficie e simpatici, con loro ridevo molto, ma alla fine della serata tornavo a casa e riflettevo su quel che ci eravamo detti e mi chiedevo perché mi divertissero alcune delle cose che dicevano, che in realtà consideravo disprezzabili. Ho scoperto di essere molto combattuto, di avere emozioni contrastanti. Ed ho cercato di affrontare il personaggio in modo da mettere il pubblico nella stessa situazione, che potesse divertirsi con il personaggio, ma anche farsi delle domande.

Sean Baker sulla caratterizzazione del protagonista

L’intuizione di Baker è affascinante perché veritiera. Il suo personaggio Mikey Saber è un archetipo a tutti gli effetti. Nella psicologia junghiana quest’ultimo si avvicina molto alla definizione di “distruttore”. Colui che esiste per mettere a soqquadro le situazioni e che spesso finisce per minare le relazioni e gli equilibri positivi. Ovviamente può creare caos e instabilità e può limitare la tranquillità di chi gli vive affianco. Quest’archetipo di norma, viene mosso dal desiderio di non accettare lo status quo. Il suo scopo è quello di ribaltare e trasgredire le regole ordinarie, sfidare i sistemi costituiti, il buon senso comune e le regole convenzionali della società. Il film decide di indugiare sulla natura manipolatoria di Mikey, un bugiardo compulsivo, e fa ampi parallelismi tra quest’ultimo e Donald Trump, i cui famigerati discorsi risuonano in sottofondo per tutto il film. Al personaggio però manca la profondità dell’archetipo, e finisce per essere semplicemente un uomo che fa così tante scelte oggettivamente orribili, che l’eventuale punizione risulta una conseguenza naturale; specialmente quando sei un sessista attempato circondato da un matriarcato che ti rifiuti di vedere. Quello che manca è quindi la profondità, le conseguenze e l’evoluzione. Questo moderno distruttore continua a fare quello che sta facendo senza cambiamenti e, anche se questo vorrebbe essere l’intento, non è abbastanza da meritare un intero film.

Red Rocket | La recensione del film di Sean Baker con Simon Rex
Red Rocket (2021)

Conclusioni

Red Rocket ha alcuni momenti forti, con la performance di Simon Rex che eleva la narrazione, esplodendo di energia ad ogni svolta. Ma il senso dell’umorismo del film non può tenerlo a galla e di conseguenza il ritmo va a rallentare sul finale. Dato che questo è Sean Baker, la fotografia e il casting risulta perfetto, con attori non professionisti e Rex che senza dubbio attinge alla sua esperienza nel porno per dare vita a un ritratto inquietante e realistico. Come detto in apertura, non è il miglior lavoro del regista, dato che viene trascinato nella routine quotidiana della vita di Mikey. Routine che, o viene estremizzata o necessita di un cambiamento. Anche perché nello scenario indipendente domina già un certo Korine, che ci ha educati abbondantemente sul lato degenerato e sociopatico dell’America.

Note positive

  • Casting
  • Fotografia

Note negative

  • Incoerenza tonale
  • Sceneggiatura debole
  • Personaggio principale monotono e stereotipato

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