La ragazza ha volato (2021): una storia di solitudine e di abuso

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La ragazza ha volato

Titolo originale: La ragazza ha volato

Anno: 2021

Paese: Italia, Slovenia

Genere:

Produzione: Tralab, Rai Cinema, Nightswim, Staragara Institute

Distribuzione:

Durata: 93 minuti

Regia: Wilma Labate

Sceneggiatura: Damiano D’Innocenzo, Fabio D’Innocenzo, Wilma Labate

Fotografia: Sandro Chessa

Montaggio: Mario Marrone

Musiche: Stefano Ratchef, Mattia Carratello

Attori: Alma Noce, Luka Zunic, Rossana Mortara, Livia Rossi, Massimo Somaglino

All’interno della sezione Orizzonti del Festival di Venezia 78 viene proiettato in anteprima mondiale il lungometraggio La ragazza ha volato che vede alla regia la documentarista Wilma Labate mentre alla sceneggiatura troviamo i Fratelli D’Innocenzo, i quali all’interno di Venezia 78 partecipano nella sezione ufficiale con il loro film America Latina. La pellicola drammatica di Labate è stata mostrata all’interno del festival il 3 settembre alle ore 21:00 alla Palabiennale del Lido di Venezia, in contemporanea però è stato reso disponibile anche all’interno della piattaforma Biennale Cinema Channel dove è possibile visionarlo con un abbonamento fino al 8 settembre 2021.

Trama di La ragazza ha volato

Siamo a Trieste, nella zona portuale, dove seguiamo la storia di Nadia, una ragazzina di quasi diciassette anni solitaria e scontrosa che non ha amici. La sua vita cambia quando incontra, al bar del paese, Brando, poco più grande di lei, che gli offre un ghiacciolo in un tentativo di approccio. La ragazza accetta e i due escono dalla tabaccheria per fare una breve passeggiata insieme in cui iniziano a conoscersi. Brando a un certo punto decide di portare la ragazza a casa dello zio per mostrargli la pistola dell’uomo, a detta sua la più piccola del mondo. Arrivati a destinazione però la situazione cambia completamente, Brando vuole fare del sesso ma lei rifiuta, così il giovane decide prima di minacciarla e offenderla per poi andarla a stuprare. Lei non potrà dirlo a nessuno, perché se la gente del posto lo verrà a sapere Brando e suo Zio la pesteranno a morte. Nadia ritorna a casa sconvolta ma proprio nella sua famiglia trova nuova freddezza e solitudine emotiva.

Alma Noce in La ragazza ha volato
Alma Noce in La ragazza volato

Recensione di La ragazza che ha volato

La mano degli sceneggiatori di Dogman, Favolacce e La Terra dell’abbastanza si sente all’interno della struttura drammaturgica della vicenda, dove non è tanto la storia canonica e i suoi intrecci narrativi che conquistano il pubblico ma lo è essenzialmente la crudezza della vita, la sofferenza interiore di questi personaggi che devono fare i conti con un mondo crudele e grigio in cui si sentono fuori posto all’interno della società moderna. Nadia all’interno de La ragazza ha volato ha volato diviene l’epicentro della vicenda, il carattere narrativo che tiene tutto in piedi non tanto grazie ai dialoghi, pur sempre ben scritti, ma attraverso i silenzi, la gestualità, la postura corporea e gli sguardi, elementi visivi in grado di rafforzare il pathos drammatico della storia, di una storia semplice di un cinema italiano minimalista ma che ricerca non tanto le grandi storie epiche ma quanto la semplicità della vita, di una vita vera e reale che sconvolge fin troppe ragazzine.

In La ragazza ha volato siamo dentro a una vicenda dal sapore neorealista che va a mostrare, attraverso una fotografia e scenografia basata su una tinta grigia e una regia che predilige l’uso della macchina a mano, la quotidianità della vita, di una famiglia che vive insieme ma che non ascolta e che non guarda la propria figlia che viene abbandonata a sé stessa. Simbolo di questa freddezza familiare a cui è relegata Nadia è la madre, un individuo apparentemente apatico che considera il minimo indispensabile la propria figlia, tanto da non notare minimamente il trauma interiore e fisico visibile esternamente in Nadia, che dopo esser stata stuprata muta sia nel vestirsi che nel muoversi intorno agli altri, all’interno di un mondo che se ne infischia dei suoi problemi relegandola in una situazione d’indifferenza interiore, indifferenza che la porterà a trovare una nuova forza interiore tanto da decidere di lottare per sé stessa e di non aspettarsi nulla dagli altri, ne dai suoi compagni di scuola né dalla sua famiglia.

Alma Noce e Luka Zunic in La ragazza che ha volato
Alma Noce e Luka Zunic in La ragazza ha volato

Il personaggio oscuro di Brando viene mostrato solo brevemente nell’arco della narrazione risultando un carattere alquanto marginale, nonostante l’importanza narrativa del suo atto sessuale che andrà sconvolgere totalmente la vita della ragazzina che da quel momento rimarrà incinta. Lui violentatore non avrà nessuna conseguenza dall’accaduto, mentre la vita della vittima cambierà completamente. Lui belva e carnefice non mostrerà mai rimpianti davanti a Nadia ma è lei che deve scappare da lui per paura che gli possa accadere nuovamente qualcosa. Brando e il genere maschile all’interno de La ragazza ha volato acquistano una componente negativa, tanto che nessun carattere maschile risulta positivo, forse ad eccezione del padre, poiché tutti gli altri, dal compagno di scuola o considerando l’uomo nel bus, ricercano nella giovane la componente sessuale.

Come la brutalità di chi la violenta, quella di Brando, che denuncia labili tracce di umanità in un ambito di certezze acquisite in fretta e male, e una natura aggressiva quasi autistica. Brando non è la bestia, non fa parte del branco e non è neanche un balordo a tutto tondo ma colpisce più duramente perché il suo agire non concede nemmeno il riscatto dell’odio o della vendetta. Le minacce ricevute, nemmeno ben studiate, inducono Nadia a dire alla famiglia che è incinta ma non sa di chi, la costringono al silenzio perfino con la sorella maggiore.

Wilma Labate

La storia dunque risulta cruda, portando sullo schermo uno spaccato di vita a tinte autoriale, ma cosa è che non funziona? La banalità della vicenda, del sapere già cosa andrà ad accadere, anche se non il come. Lo spettatore si immagina già che il giovane andrà a stuprarla nel momento in cui lui parlerà della pistola, inoltre sappiamo già che la giovane rimarrà incinta. La sceneggiatura poteva maggiormente rendere meno evidente la storia che si dimostra interessante maggiormente per la regia, che dona un buon climax interiore, e grazie alla splendida prova attoriale di Alma Noce che entra perfettamente nei panni della giovane protagonista, mostrando una prova attoriale degna di nota e che fa ben sperare per il suo proseguo nel cinema italiano.

Note positive

  • Regia
  • Scenografia
  • Interpretazione di Alma Noce

Note negative

  • Alcune scelte di sceneggiatura sono piuttosto prevedibili.

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