
La sindrome degli amori passati
Titolo originale: Le syndrome des amours passées
Anno: 2023
Genere: Commedia
Casa di produzione: Hélicotronc, Tripode Productions
Distribuzione italiana: Wanted Cinema
Durata: 89 min
Regia: Raphaël Balboni, Ann Sirot
Sceneggiatura: Raphaël Balboni, Ann Sirot
Fotografia: Jorge Piquer Rodríguez
Montaggio: Sophie Vercruysse, Raphaël Balboni
Musiche: Julie Roué
Attori: Lucie Debay, Lazare Gousseau, Ninon Borsei, Nora Hamzawi, Florence Janas, Florence Loiret Caille, Audrey Muller, Hervé Piron, Vincent Lecuyer, Andrea Romano, Tarek Halaby
Trailer di “La sindrome degli amori passati”
Informazioni sul film e dove vederlo in streaming
Dopo il successo del primo lungometraggio “La folle vita,” portato in Italia da Wanted nel 2023, la coppia belga di registi, Ann Sirot e Raphaël Balboni, realizzano una storia che mette al centro il rapporto di coppia da una nuova prospettiva:
Con questo nuovo progetto abbiamo cercato di esplorare la sessualità “al di fuori” della coppia. Che si tratti di fantasie o di espressioni aperte, tutte le coppie si confrontano con aspirazioni esterne e la gestione del desiderio e dell’attrazione è un tema molto vasto in ogni relazione amorosa. Abbiamo quindi messo Rémy e Sandra in una situazione in cui devono programmare un’intera serie di infedeltà che li riporta alla loro vita amorosa passata. Abbiamo così preso due pilastri dell’eteronormatività, l’esclusività e la riproduzione, e li abbiamo messi l’uno contro l’altro. Se Rémy e Sandra vogliono un figlio insieme, dovranno prima andare a vedere altrove.
Dichiarazione di Ann Sirot e Raphaël Balboni
Il lungometraggio arriva nei cinema italiani dal 5 settembre 2024 grazie a Wanted Cinema.
Trama di “La sindrome degli amori passati”
Una giovane coppia prova ad avere figli, grazie anche al supporto di un affermato professore universitario, che trova una terapia alternativa: far in modo che entrambi rivivano le storie sessuali del passato, in modo che possano sbloccare un trauma inconsapevole che rende impossibile alla coppia di coronare il proprio sogno familiare. La coppia accetta di provare e inizia l’elenco e la ricerca degli amanti del passato. Dopo un inevitabile iniziale confronto tra la lunga e diversificata lista di nomi di Sandra e i pochissimi nomi di Remi, i due decidono di darsi la possibilità di vivere la propria vita liberamente e senza condizionamenti. Remi quindi inizia a sperimentare nuovi incontri, nuove conoscenze, esperienze mai fatte prima. Mentre Sandra si lancia nel turbine delle vecchie storie, che dopo un iniziale entusiasmo la lasceranno però priva di forze e disillusa.
(Allerta Spoiler)
Si alternano incontri con uomini ormai lontanissimi dalla nuova vita di Sandra, vite che intanto hanno a loro volta fatto altri corsi, come il suo ultimo uomo che ha intanto cambiato orientamento sessuale ed è diventato gay. Remi invece s’iscrive ad un’app d’incontri online, trova un’amante fissa con la quale finisce anche per confidarsi e chiederle consigli per conquistare nuove donne, fa esperienze orgiastiche, cerca senza molta fortuna la sua ultima donna, che prova ed evitarlo in ogni modo. Remi riesce però a incontrarla fingendosi un altro uomo, proprio attraverso l’app che sta utilizzando per incontri random. I due vivono una notte appassionata, ma il risveglio porterà un’enorme scoperta, 9 anni prima, proprio quando la loro storia si era interrotta, lei scopre di essere incinta, ma decide di non dirlo mai a Remi, di scomparire, e di evitare per sempre d’incontrarlo nuovamente.
La lunga sperimentazione extra coppia finisce per mettere in crisi Sandra e Remi, fino al punto di perdersi, ma d’incontrarsi ancora quando entrambi avranno entrambi coronato il sogno di diventare genitori, Remi scoprendo di avere una figlia di nove anni che decide di riconoscere, e Sandra restando incinta durante una notte di passione con un uomo incontrato per caso, mentre era ospite dalla sua amica del cuore, proprio dopo che Remi e Sandra avevano deciso di prendere strade diverse. Un lieto fine in piena regola, quindi, ma con una struttura inattesa e inconsueta, all’insegna della coppia contemporanea, flessibile, fluida, per nulla aderente ai canoni tradizionali.

Recensione di “La sindrome degli amori passati”
Una coppia alle prese con una crisi tra le più comuni, la difficoltà nel concepire un figlio, e l’insolita proposta proveniente dallo specialista in riproduzione: rivivere le avventure sessuali con i rispettivi passati amanti, in modo da risolvere quel temuto blocco psicologico che rende impossibile la realizzazione del loro progetto familiare. Una commedia innovativa, divertente, irriverente, sulle dinamiche di coppia contemporanee, ormai lontane da regole e dinamiche sempre uguali a sé stesse, e alla ricerca invece del proprio singolare, unico, incontrovertibile equilibrio di coppia. Vengono messi in discussione le fondamenta dell’eteronormatività, cioè la riproduzione e l’esclusività. Tutti alla ricerca di una normalità precostituita, che nulla ha a che fare con la vita reale, e che quindi cozzando con le mille sfumature del reale non può che creare frustrazione e malessere, insoddisfazione e angoscia, crisi individuale e familiare.
La narrazione insolita e fortemente provocatrice, rende questo film al tempo stesso una commedia divertente e facile da guardare, ma anche una pellicola in grado di portare sul grande schermo temi importanti e profondi. Sempre alla ricerca delle stravaganti dinamiche di funzionamento delle coppie già messe a nudo nelle precedenti pellicole: Domestic Tale che parla di gelosia, e Lucha Libre sui litigi d’amore, in questa pellicola i registi e sceneggiatori Ann SIROT e Raphaël BALBONI indagano il tema della sessualità libera e non racchiusa nella rigida coppia etero, che incontra l’eterogeneità delle emozioni umane, gli intrecci complicati con il passato, le esperienze che mai si sarebbe immaginato di poter vivere, scoprendo in questo modo un nuovo sé, capace di provare sentimenti forti, ma anche di piacere, come forse non ci si immaginava fosse possibile. E poi anche dubbi e incertezze su sé stessi e sulla coppia, sul futuro assieme e sul fatto che sussistano – oppure no – i presupposti per crearne uno comune. La sessualità e la nudità vengono affrontate in modo onirico e simbolico, come una danza, un’animazione, qualcosa più legato alla mente che al corpo, totalmente deprivati dei riferimenti sia ai corpi reali che agli spazi veri in cui quei corpi s’incontreranno.
“La sindrome degli amori passati” risulta essere una commedia divertente, irriverente, giovane, piena della sfrontatezza tipica della cultura francese contemporanea, da sempre capace di mettere in crisi i rigidi schemi relazionali consolidati, e di far emergere una sentimentalità nuova, profonda e fresca. Con un inizio realistico, il corpo principale del film fortemente onirico ma in modo leggero e divertente, e un finale quasi aperto, come in un romanzo a puntate, che lascia aperta la porta alle diverse possibilità del futuro, alle tante strade che quelle vite intrecciate potranno intraprendere singolarmente o in un nuovo equilibrio.
La recitazione dei protagonisti è per nulla invadente o pomposa, direi piuttosto leggera invece, quasi allusiva. Ma i personaggi principali, i loro caratteri e le loro emozioni, sono stati disegnati con grande bravura e cura. Il montaggio è tutt’altro che lineare, con un incipit quasi dilatato, e diversi punti decisamente diluiti, come in musical del cinema del secolo scorso, e altri invece decisamente più dinamici e sintetici, come il finale in cui tutto accade in pochissime battute, lasciando all’immaginazione molto spazio da riempire, mentre la colonna sonora è leggera, divertente e allusiva. La scenografia, invece, è creativa e di grande suggestione. Sia Lucie Debay che Lazare Gousseau sono attori e performer d’indiscussa bravura ed esperienza, non solo sul grande schermo, sul quale entrambi sono già stati protagonisti di pellicole d’indiscusso successo, ma anche e soprattutto in teatro, dove in particolare Gousseau è noto per le sue noti interpretative di grande plasticità espressiva, versatilità e profondità scenica.

In conclusione
“La Sindrome degli Amori Passati” è una commedia audace e originale che sfida le convenzioni tradizionali del cinema di coppia. Con un mix di umorismo irriverente e riflessioni più profonde sulla sessualità e le dinamiche relazionali, il film offre una prospettiva fresca e provocatoria su un tema delicato. Le performance degli attori e la regia creativa sono punti di forza significativi, mentre la struttura non lineare e l’approccio comico potrebbero non risuonare con tutti gli spettatori. In definitiva, il film è un’osservazione intrigante e stimolante delle complessità delle relazioni moderne, che spinge il pubblico a riflettere e ridere in egual misura.
Note positive
- Il film possiede una storia innovativa
- Una morale irriverente
- Un montaggio dinamico
Note negative
- Il finale risulta troppo conciso,
- Poco spessore psicologico dei personaggi.

